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Diz Giu. totali
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180) Dizion. 1° Ed. .
DI SU
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pag.296



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Definiz: posto avverbialm. lo stesso che di sopra.


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Esempio: Dan. Inf. c. 19. O qual che se, che 'l di su tien di sotto, Anima trista.


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Esempio: G. V. 6. 58. 1. Partitasi la benavventurosa oste de' Fiorentini di su 'l contado di Siena [cioè, del]
181) Dizion. 1° Ed. .
DI SUBITO
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pag.296



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Esempio: Passav. 340. Figure, che si facessono di piombo strutto, bogliente, gittato di subito nell'acqua fresca.


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Esempio: Bocc. n. 5. 4. Di subito ferventemente la cominciò ad amare.


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Esempio: Petr. Son. 52. M'agghiaccio dentro in guisa d'huom, ch'ascolta Novella, che di subito l'accuora.
182) Dizion. 1° Ed. .
DI FORZA
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pag.262



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Esempio: Bocc. n. 85. 18. Maestri, ec. Lavorate di forza.


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Esempio: Ar. Fur. E temprato, che l'ha tira di forza.


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Esempio: Vegez. Quando venisse il bisogno, sì come riposati, assalissero più di forza i nemici [cioè con impeto, e con vemenza]
183) Dizion. 1° Ed. .
DI FUORI
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pag.262



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Definiz: posto avverbialm. in vece di sust. vale banda, o parte esteriore.


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Esempio: Com. Inf. 24. Questi fossi dalla parte del di fuori, son più erti.
184) Dizion. 1° Ed. .
DI FURTO
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pag.262



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Esempio: G. V. 10. 140. 2. Ne vi potea entrar vittuaglia, se non di furto.
185) Dizion. 1° Ed. .
DI GIU
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pag.262



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Esempio: Dan. Inf. c. 5. Di quà, di là, di sù, di giù gli mena.
186) Dizion. 1° Ed. .
DI GRADO
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pag.262



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Esempio: Vit. Plut. biasimavano il Poeta, li suoi dettati, ma Alessandro l'ascoltava di grado.
187) Dizion. 1° Ed. .
DI LEGGIERE
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pag.262



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Esempio: Dan. Purg. 11. Nostra virtù, che di leggier s'adona.


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Esempio: Bocc. n. 16. 14. Per avventura potrebbono di leggiere impedimento ricevere.
188) Dizion. 1° Ed. .
DI PESO
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pag.271



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Esempio: Bocc. nov. 79. 36. Poscia presala di peso, credo ch'io la portassi presso a una balestrata.


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Definiz: posto avverbialm. con sospendimento: metaf. dal pesar della stadéra: pigliare un di peso. Lat. aliquem. sublimem rapere.
189) Dizion. 1° Ed. .
DI PIANO
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pag.271



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Esempio: Dan. Inf. c. 22. Denar si tolse, e lasciógli di piano, Sì come e' dice.
190) Dizion. 1° Ed. .
DI PIATTO
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pag.271



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Definiz: L'usiamo anche, per, di nascosto: onde star di piatto.


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Esempio: Franco Sacch. E dalle una buona di piatto.


4) id: d17af9bd66b04b559711eb497064ee22)
Esempio: Morg. Ma con battaglio non dava di piatto.


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Esempio: Ber. Orl. Che si menasser le spade di piatto.


6) id: b0f4b13b4d624cc5a35941415c563ef9)
Definiz: posto avverbialm. s'accompagna co' verbi DARE, e MENARE, onde: Dar di piatto, Menar di piatto, vale percuotere, o tirar colpo, col pian dell'arme. Vedi Fl. 33.
191) Dizion. 1° Ed. .
DI PIGLIO
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pag.271



2) id: 122bf5864ae24fa2807201b5f2e93db0)
Definiz: posto avverbialm. sempre s'accompagna col verbo DARE. Dar di piglio, che vale pigliare, e dinota un non so che di prestezza, e di violenza. Lat. arripere.


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Esempio: Rim. ant. Aut. incer. canz. 7. Vede allegro dar di piglio.


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Esempio: Dan. Inf. c. 12. Ei son tiranni, Che dier nel sangue, e nell'aver di piglio.


5) id: db50be283c4d47c58569d60572e5dbea)
Esempio: Passav. Prol. Conviene, che sieno molto accorti a dar di piglio, e fortemente tenere alcuna tavola, o legno della rotta nave.
192) Dizion. 1° Ed. .
DI POCO
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pag.271



2) id: 27ee2ff4bea44a6a9a3e6e8427e01c76)
Esempio: Dan. Inf. c. 9. Di poco era di me la carne nuda, Ch'ella mi fece entrar.


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Esempio: G. V. 12. 8. 15. E i più furono de' grandi, che di nuovo erano stati rubelli, rimessi in Firenze di poco


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Esempio: Bocc. n. 20. 4. E di poco fallò, che egli, quella una, non fece tavola.


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Esempio: G. V. 9. 119. 2. Fu sconfitto, e atterrato, e fedito, e di poco scampo la vita.
193) Dizion. 1° Ed. .
DI POI
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pag.271



2) id: bcc72981c204452182500bb785790817)
Esempio: G. V. 11. 30. 1. Avendo la lega di Lombardia, ec. molto afflitta la Città di Parma, dipoi, ch'ebbono il castello di Colornio.
194) Dizion. 1° Ed. .
DI PRESENTE
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pag.271



2) id: 63c318560211414891b2900d5d142a69)
Esempio: Cr. 9. 17. 1. Se non si soccorre di presente, subitamente morrà il cavallo.


3) id: 47956289ef4141c4ace2a4fcd77e3730)
Esempio: Bocc. n. 1. 17. E farebbe, che di presente gli sarebbe apportato.


4) id: 7d692aa32a164d9383d18bf7c57b611d)
Esempio: E Bocc. nov. 84. 4. Venne questa cosa sentita al Fortarrigo, il qual di presente fu all'Angiolieri, ec.
195) Dizion. 1° Ed. .
DI PRESSO
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pag.271



2) id: b8bd949de72845399532f9c3bd2214dd)
Esempio: Vit. San. G. Bat. Aspettavano fermamente di presso il Salvatore Qui pare, che vaglia in breve. Lat. brevi, non multo post.


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Esempio: Dan. Inf. c. 12. Lo mio Maestro disse: la risposta Farem noi a Chirón costa di presso [cioè da presso]. Lat. cominus.
196) Dizion. 1° Ed. .
DI PRIMA
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pag.271



2) id: cb989d0e6bb64ddba65d21a92866183a)
Esempio: Dan. Purg. 14. Allo splendore assai più che di prima.


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Esempio: G. V. 10. 170. tit. come di prima il Re Giovanni di Buemme passò in Italia [cioè la prima volta]. Lat. primitus.


4) id: e9e2e8c074f84497b585561133dcac93)
Esempio: G. V. 12. 75. 1. E sommosse tutto 'l suo reame, ed i suo' amici, per raunar gente maggiore, che di prima.
197) Dizion. 1° Ed. .
DI QUANTO
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pag.271



2) id: 42152eeb344b40109b5a4ca200a65331)
Esempio: Sen. Pist. Ma aguale conviene, che i guernimenti, di tanto sieno più forti, di quanto più forza sono le cose che ci assaliscono.
198) Dizion. 1° Ed. .
DI QUETO
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pag.271



2) id: b53145a5d56b42c0bbea5e09da3f18fe)
Esempio: G. V. 6. 19. 4. Federigo, che di queto si credeva entrare in Roma.
199) Dizion. 1° Ed. .
DI QUI
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pag.271



2) id: e62b5f42653e460d86481c39809e9326)
Esempio: Bocc. n. 39. 7. Donna, io ho avuto da lui, ch'egli non ci può esser di qui domane.