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2° Edizione
Diz Giu. totali
23112 23 23135 forme
17038 19 17057 occorrenze
Ordinamento delle voci: alfabetico punteggio
20) Dizion. 2° Ed. .
CORTECCIA
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pag.128 [228]



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Esempio: D. Gio. Celle. Piatoso disiderio è quello nella corteccia, ma nella midolla è più crudel, ch'ogni crudeltà.
21) Dizion. 2° Ed. .
SALDAMENTO
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pag.735



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Esempio: D. Gio. Celle. Credo che per sua cortesia, esso ha voluto indugiare il saldamento di vostre ragioni.
22) Dizion. 2° Ed. .
ZAMPA
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pag.946



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Esempio: D. Giov. dalle Celle. Vidi tale, che l'orso gli diè tale della zampa, che gli scorticò tutto 'l capo.
23) Dizion. 2° Ed. .
RAFFAZZONATO
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pag.660



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Esempio: Don. Gio. Cell. Ma più ne' villani rilevati, e raffazzonati nelle spoglie de' poveri.
24) Dizion. 2° Ed. .
VOMICARE
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pag.942



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Esempio: D. Gio. Cell. Non potrai mangiar nulla, anzi vomicherai.
25) Dizion. 2° Ed. .
MESCOLANZA
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pag.513



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Esempio: Don. Gio. Cell. Ove alberga soldati, masnadieri, e ogni mala gente è in questa mescolanza.
26) Dizion. 2° Ed. .
GABELLARE
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pag.366



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Esempio: Don. Gio. Celle. La quale ha in usanza di porre aguato a ogni buona operazione, e gabellare ogni cosa, che entra nella Città di Paradiso.
27) Dizion. 2° Ed. .
CELLA
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pag.168



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Definiz: ¶ CELLE si dice anche que' buchi de' fiali delle pecchie.
28) Dizion. 2° Ed. .
SALMEGGIARE
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pag.736



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Esempio: D. Gio. Cell. Salmeggiando sempre co' frati, che gli erano appresso.
29) Dizion. 2° Ed. .
FREDDURA
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pag.356



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Esempio: Don. Gio. Cell. Conoscer la tua freddúra, e 'l mortal dimenticamento [cioè trascuraggine, pigrizia, lentezza] Lat. pigritia, lentitudo.
30) Dizion. 2° Ed. .
CHIAMATORE
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pag.174



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Esempio: Guid. G. Essendo svegliato dalle boci de' chiamatori.
31) Dizion. 2° Ed. .
INGRAZIATO
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pag.437



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Esempio: Don. Gio. Cell. Niuno più puro, ne più prudente, niuno più ingraziato da tutti quelli, che mai il vidono.
32) Dizion. 2° Ed. .
RISTUCCO
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pag.719



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Esempio: Api Rucell. Le lor rimosse celle Leggiermente col limo empi, e ristucca.
33) Dizion. 2° Ed. .
SCOLPITURA
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pag.760



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Esempio: D. Gio. Cell. Come la scolpitúra del Re, che dà forma alla moneta.
34) Dizion. 2° Ed. .
MORMOROSO
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pag.530



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Esempio: Guid. G. Témperati dalle lagrime, e da' mormorosi lamenti.
35) Dizion. 2° Ed. .
VERZICANTE
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pag.922



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Esempio: Don. Gio. Cell. Mirabil cosa fu a vederlo, nella più fresca, e verzicante età di 22. anni vedersi, e cognoscersi morire.
36) Dizion. 2° Ed. .
VISCHIO, e VESCHIO.
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pag.932



1) id: b823644031754f58ab8d8bbf30994613)
Esempio: D. Gio. Cell. Il vischio non prende altro, che gli uccelli, che volan basso.
37) Dizion. 2° Ed. .
GRETTO.
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pag.392



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Esempio: Firen. bell. don. Perciocchè 'l gretto l'offende.
38) Dizion. 2° Ed. .
DALLA, DALLE, e simili.
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pag.243

39) Dizion. 2° Ed. .
G
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pag.366



2) id: 503efe1e2cf84fcbad343d31e06ebac3)
Definiz: Lettera compagna del C, laquale, anch'ella, ha due suoni diversi, perchè posta avanti all'A, O, U, ha il suono più rotondo, come GALLO, GOTA, GUSTO: e avanti all'E, ed I, ha il suono più sottile, o aspirato, come GENTE, GIRO: onde, per necessità di proprio carattere, per servircene nel primo suono con la E, e con l'I, pogniamo dopo la H, come GHERONE, GHIRO. Questo Gh, quando ne seguita l'I, ha anch'egli due suoni, l'uno più rotondo, e grosso, come GHIRLANDA, VEGGHI dal verbo vedere: l'altro più sottile, e schiacciato, il quale, per lo più, avviene, quando all'I segue un'altra vocale, come GHIANDA, GHIERA, VEGGHIA: e a cotali suoni, per isfuggire errore, sarebbe di bisogno proprio carattere a ciascheduno. Delle consonanti riceve dopo di se, nella stessa sillaba, la L, N, R. Come NEGLETTO, GLORIA, EGLI, REGNO, INGRATO, GRETOLA: bene è vero, che dopo la L, dove non seguita l'I, per esser suono, per sua durezza sfuggito da questa lingua, si truova di rado. Quando alla L, col G avanti, seguita l'I, in tal caso ha due suoni: l'uno più rotondo, e grosso, come NEGLIGENTE, il quale non è molto ricevuto da noi: l'altro più sottile, o schiacciato, come GIGLIO, FOGLIO: e questo è nostro proprio. Aggiunto, come s'è detto, il G alla L, e N, gran parte gli fa perdere del suo suono, come AGLIO, RAGNA. Consente avanti di se La L, N, R, S. nel mezzo della parola, e in diversa sillaba, come VOLGO, VANGA, VERGA, DISGREGARE, benchè la S si trovi in mezzo di rado, e per lo più, in composizione, con la preposizione DIS. Ma nel principio di parola, più frequentemente, come SGARARE: e si pronunzia sempre la S avanti al G, nel secondo modo, cioè nel suono più rimesso, come nella voce ACCUSA. Raddoppiasi questa lettera nelle nostre voci molto spesso, come POGGIO, OGGI, ec.