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2° Edizione
Diz Giu. totali
494 0 494 forme
325 0 325 occorrenze
Ordinamento delle voci: alfabetico punteggio
140) Dizion. 2° Ed. .
SMISURATAMENTE
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pag.796



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Esempio: Fr. Giord. Sal. Ed è animale fierissimo smisuratamente.
141) Dizion. 2° Ed. .
PALIO
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pag.573



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Esempio: Grangh. Granch. Sal. O questa si che và al palio.
142) Dizion. 2° Ed. .
PARTICIPAZIONE
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pag.581



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Esempio: Espos. Sal. La participazione, cioè la conversazione, è in lui.
143) Dizion. 2° Ed. .
IN MO D'ARCHETTI
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pag.438



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Esempio: Sal. Granc. Tu v'enterrai a ogni modo: come? In mo' d'archetti.
144) Dizion. 2° Ed. .
ALLIBBIRE.
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pag.40



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Esempio: Sal. Spin. Com'e gli è allibbito subito al suon di quella parola.
145) Dizion. 2° Ed. .
MONDIZIA
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pag.527



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Esempio: Fr. Giord. Sal. Tutti gli appostoli ebber la purità, e la mondizia mentale.


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Esempio: Salust. Iug. R. Si diede ad uso, e dar frutto, e per ragione, e non all'adorno parlar greco, ne a mondizie, o vero acconcezze cittadinesche.
146) Dizion. 2° Ed. .
T
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pag.861



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Definiz: Lettera di suono simile al D, e molte voci si dicono con l'una, e con l'altra, come ETATE ETADE, POTERE PODERE, LITO LIDO. Consente dopo di se la L, e R, col perdere alquanto di suono, ma la L malagevolmente, perchè non è suono di questa lingua, ne la riceve, se non in quelle voci, le quali non son fatte interamente nostrali, come ATLETA, ATLANTE. Con la R fa miglior suono, e più usitato, tanto nel principio della parola, quanto nel mezzo, come TRAVE, SCALTRO. Riceve, avanti di se, in mezzo della parola, in diversa sillaba, la L, N, R, S, come ALTO, PUNTA, ORTO, ASTA. In principio di dizion riceve la S, come STORIA, STUDIO, e si pronunzia la S nel primo suono, quale nella voce CASA, come nella lettera S abbiam detto. Raddoppiasi nel mezzo della parola, sì come l'altre consonanti, come ATTO, PETTO, ec.
147) Dizion. 2° Ed. .
IN
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pag.414



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Definiz: ¶ In composizione con le consonanti L. M. R. La N. si converte in esse seguenti, come INLECITO ILLECITO, INMOBILE IMMOBILE, INRAZIONALE IRRAZIONALE: con l'altre consonanti, e con le vocali, si sta ferma, e avanti al B. e al P. si converte in M. secondo l'uso comune, come IMBECCARE, IMPUDICO.
148) Dizion. 2° Ed. .
ARMONIACO
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pag.75



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Definiz: ¶ Per una spezie di sale, che si cava sotto la rena. Lat. sal armoniacum.
149) Dizion. 2° Ed. .
NABISSO
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pag.538



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Esempio: Fr. Giord. Sal. Dice la scrittura, ch'egli sta legato nel Nabisso, per virtù d'Iddio.
150) Dizion. 2° Ed. .
GLORIFICAZIONE.
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pag.383



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Esempio: Espos. Sal. Ed ha conosciuto la mia resurrezione, cioè la mia glorificazione nella mia resurrezione.
151) Dizion. 2° Ed. .
SALIERA
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pag.736



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Definiz: Vasetto, nel qual si mette il sal, che si pone in tavola. Lat. salinum. Qui val salina. Lat. salina.
152) Dizion. 2° Ed. .
P
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pag.571



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Definiz: LETTERA, assai simile al B, e all'V consonante, con la quale molte voci si pronunziano scambievolmente come COPERTA COVERTA, SOPRANO e SOVRANO. Consente, dopo si se, delle consonanti, nella medesima sillaba, la L, e R, e ne perde alquanto di suono, come PLACARE, APPLICAZIONE, PRATO, GINEPRO: quantunque con la L più di rado si truovi. Nel mezzo della parola, ma in diversa sillaba, ammette avanti di se la L, M, R, S, come alpe, TEMPO, CORPO, ASPIDO, benchè la S gli si ponga avanti ancora nel principio di dizione: come SPADA, SPINTA. La S avanti al P, si profferisce nel modo più comune, cioè col suono più intenso, quale è nella voce CASA, di che vedi nella lettera S. ¶ Raddoppiasi nel mezzo della parola, quando è necessario di farlo come CAPPA, STOPPA.
153) Dizion. 2° Ed. .
F
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pag.319



1) id: 7c21abb99a534ba8bb44008e1593c904)
Definiz: LETTERA, la quale, nel pronunziarsi, è assai simile all'V consonante, per essere amendune molto aspirate. Riceve dopo di se, nel mezzo della parola, e nella stessa sillaba, le consonanti L, e R, e vi perde alquanto di suono, come AFFLITTO, FRESCO: ma riceve la L molto più di rado, come suono alquanto malagevole alla nostra pronunzia. Ammette avanti di se la L, N, R, S, in mezzo della parola, e in diversa sillaba, come ALFIERE, ENFIATO, FORFORA, DISFATTO, ma la S se le pone avanti molto più frequentemente nel principio, come SFERZA, SFORZO: e pronunziasi la S avanti alla F nel primo modo, e più comune, come nella voce CASA, conforme a quello, che si dirà nella lettera S. Nel mezzo delle dizioni si può raddoppiar, dove fa mestiere, come EFFETTO, BUFFONE.
154) Dizion. 2° Ed. .
L
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pag.458



1) id: fb7818e517a241a5a5abb0988c260d5a)
Definiz: LETTERA, Laquale ammette, dopo di se, ne' mezzi delle parole, e in diversa sillaba, tutte le consonanti, dalla N, e R in poi, come ALBA, FALCONE, FALDA, VOLGO, SALMA, ALPE, POLSO, SALTO, SELVA CALZA. E, in tutti questi luoghi, i Toscani, nel pronunziarla gli fanno, per più dolcezza, perdere alquanto di suono. Avanti di se, nel mezzo delle dizioni, riceve il B, C, F, G, P, R, S, T, come OBBLIGO, CONCLUDERE, CONFLITTO, GIGLIO; ESEMPLO, PARLAMENTO, SLUNGARE, ATLETA, il che sempre fa nella stessa sillaba, salvo, che con la R, con la quale s'accoppia in sillabba diversa, come ORLATO. Ma di rado si trova, appo la nostra lingua, dopo la B, C, F, T, come suono, assai, per sua durezza, fuggito. Dopo la G. poco è in uso, se però non seguita l'I, come GIGLIO, ilquale gli fa fare suono più schiacciato, o sottile, come si dice nella lettera G. Di rado si truova dopo la S, e anche in principio di parola, come SLEGARE: o vero ne' verbi composti, con la preposizione DIS, o MIS, come DISLEALE, MISLEALE. Accoppiata, col T avanti, non è suono di questa lingua, ma solo s'usa per le voci forestiere, non divenute ancor nostre affatto, come ATLANTE, ATLETA. Con tutte queste lettere avanti, perde alquanto di suono, salvo che con la R, e con la S, le quali gliele lasciano mantenere intero. Pronunziasi la S avanti alla L nel secondo modo, cioè, con suono sottile, o rimesso, quale è nella voce MUSA, come si dice nella lettera S. Raddoppiasi, dove è necessario, ne' mezzi della parola, come ANELLO, COLTELLO.
155) Dizion. 2° Ed. .
CORBICINO
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pag.223



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Esempio: Espos. Sal. I corbi non nutricano i corbicini loro, che nascono bianchi, infinattanto, che comincino ad esser neri nelle penne.
156) Dizion. 2° Ed. .
C
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pag.138



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Definiz: E, per conoscere questa diversità di suono, sarebbe necessario assegnare a ciascheduno il suo proprio carattere. NON si pone il C avanti ad altre consonanti, che alla L, e R, nella stessa sillaba, e perde alquanto del suo suono: ma alla L più di rado, come CONCLUSIONE, CLERO, CRINE, INCRESPATO. Ammette avanti di se, nel mezzo della parola, ma in diversa sillaba, La L, N, R, S: come CALCA, ANCORA, ARCO, TOSCO: ma la S gli va avanti, ancor nel principio, come SCUDO, SCHERMO: e sempre si pronunzia la S innanzi al C nel primo modo più comune, come nella voce CASA, di che vedi nella lettera S. Mettesi la C avanti al Q, quando il Q si dee raddoppiare, come ACQUA, ACQUISTO, conciossiacosachè il Q non sia altro, che C. Nel mezzo di parola si raddoppia, quando bisogna, come STECCO BOCCA, TOCCA.
157) Dizion. 2° Ed. .
OLIO
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pag.554



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Definiz: Non vi metter su, ne sal, ne olio. Sì dice, quando un fa un servigio a un'altro liberamente, e senza pensarvi.
158) Dizion. 2° Ed. .
RACCATTARE.
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pag.655



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Esempio: Fr. Giord. Sal. E se vede, che la sanità non si può raccattare altramenti, si lascia andare, e taglia alcun membro.
159) Dizion. 2° Ed. .
SPRUZZARE
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pag.830



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Esempio: E Cr. cap. 72. 3. ¶ Per simil. E, soppressato che sia, si lievi la soppressa, e si dee spruzzar con sal trito.