Lessicografia della Crusca in rete

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3° Edizione
Diz Giu. totali
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6905 75 6980 occorrenze
Ordinamento delle voci: alfabetico punteggio
200) Dizion. 3° Ed. .
LECCORNIA
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pag.944



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Esempio: Liv. Dec. 3. E così per l'utilità, che n'aveano, e per leccornía della preda, non s'avvedeano del danno del Comune.
201) Dizion. 3° Ed. .
BIADA, eBIADO.
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pag.221



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Esempio: Liv. Dec. 3. Cominciò la Città aver dovizia maggiore di biado, perchè di Campagna ve ne fu arrecata grande abbondanza.
202) Dizion. 3° Ed. .
ARMAMENTARIO
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pag.136



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Esempio: Liv. dec. 3. Ora dava opera in riguardar l'opere, e quelle che nelle officíne, e quelle che nello armamentario, ec.
203) Dizion. 3° Ed. .
ARMAMENTO
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pag.136



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Esempio: Liv. dec. 3. La notte luceva la Luna, e essi, levato in alto gli armamenti, venivano, e incontanente fatto segno.
204) Dizion. 3° Ed. .
DISPERSÈ.
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pag.552



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Esempio: Liv. Dec. 3. La mattina per tempo i Tribuni furono nel Tempio; i Consoli, e i Gentiluomini si raunarono dispersè.
205) Dizion. 3° Ed. .
AFFORZATORE.
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pag.44



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Esempio: Liv. dec. 3. E lui ponente il campo, impugnando da ogni parte gli afforzatóri di quello, dal lavorío gli stoglieva.
206) Dizion. 3° Ed. .
OVAZIONE
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pag.1137



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Esempio: Liv. Dec. 3. All'altro Consolo fu conceduto un minore onore, il quale è chiamato ovazione, e così entrò nella Città.
207) Dizion. 3° Ed. .
STRENUO
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pag.1633



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Esempio: Liv. Dec. 3. Volle più tosto Marcello avere a se raccolto, che tolto al nimico uno strenuo, e forte compagno.
208) Dizion. 3° Ed. .
TAVERNA.
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pag.1671



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Esempio: Liv. Dec. 3. Allora prese Virginio la sua figliuola, e la bália, e trassele da parte, appresso una taverna, ch'era quivi.
209) Dizion. 3° Ed. .
IMPARENTARE
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pag.837



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Esempio: Liv. Dec. 1. Acciocchè per forza di gente forestiera, egli fosse più forte tra i suo' cittadini, ancora s'imparentò con loro.
210) Dizion. 3° Ed. .
AFFANNATORE.
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pag.39



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Esempio: Liv. dec. 3. E che li Tribuni affannatori, e riottosi, e capi di discordia, che due volte, o tre erano rifatti.
211) Dizion. 3° Ed. .
AFFRANCARE.
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pag.44



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Esempio: Liv. dec. 1. Sì come quegli, che confortavano i loro battagliéri, e quegli s'affrancò di compiere sua battaglia. (Qui neut. pass.)
212) Dizion. 3° Ed. .
PESTA
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pag.1195



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Esempio: Tanc. 5. 5. Or che vo' siate in queste peste.
213) Dizion. 3° Ed. .
ELOQUENZA
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pag.596



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Esempio: Petr. Canz. 5. 5. E l'eloquenza, sua virtù qui mostri.
214) Dizion. 3° Ed. .
MORBO
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pag.1056



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Esempio: Fir. Luc. 5. 5. Andate, che il morbo vi spenga.
215) Dizion. 3° Ed. .
PARATISSIMO.
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pag.1154



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Esempio: E Furt. 5. 5. S'io vi posso giovare, son paratissimo.
216) Dizion. 3° Ed. .
OMBRARE
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pag.1114



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Esempio: Salviat. Granch. 5. 5. Costui è ombrato su questo Turco.
217) Dizion. 3° Ed. .
GRAZIA
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pag.799



1) id: d93c938a731e41aea12bf3fed5d1f68f)
Esempio: Boccacc. Dec. Princip. 9. Ad Amore ne rendano grazie.
218) Dizion. 3° Ed. .
MALMEGGIARE
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pag.989



1) id: ba0a2891650d4a739422c280d3f8dac8)
Esempio: Liv. Dec. 3. E fu la Città sì duramente danneggiata, e le ville sì malmeggiate, che niuno uscì di Roma in quell'anno.
219) Dizion. 3° Ed. .
LASCIO
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pag.938



1) id: b1e65a48860c4d039fec79d9d4f35cda)
Esempio: Liv. Dec. 3. E perciocch'egli non sapeva, che la sua nuora fosse pregna, dimenticò il suo nipote, al fare del suo lascio.