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3° Edizione
Diz Giu. totali
64205 274 64479 forme
42522 138 42660 occorrenze
Ordinamento delle voci: alfabetico punteggio
160) Dizion. 3° Ed. .
SCOPPIATO.
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pag.1478



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Esempio: Lab. n. 308. Se tu così pusillanimo? così scaduto? così nelle fitte rimaso? così scoppiato di cerro, o di grotta (Lat. ortus, exortus)


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Esempio: Lab. num. 201. Ella sarebbe poi di stizza, e di veleno scoppiata (cioè averebbe dato in ismanie, sarebbesi violentemente adirata)
161) Dizion. 3° Ed. .
LEGGERISSIMO, e LEGGIERISSIMO.
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pag.946



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Esempio: Lab. 353. Ma, al quale prima immobile e impedito esser pareva, senza saper di che, fe incontanente parer leggerissimo, e spedito.


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Esempio: E Bocc. Nov. 59. 3. Come colui, che leggerissimo, e spedito era, prese un salto.
162) Dizion. 3° Ed. .
LISCIARE
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pag.962



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Esempio: Lab. n. 209. E le dita, colla lingua bagnatesi, a guisa, che fa la gatta, or qua, or là si lisciava.


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Definiz: §. Lisciare: Adulare, e piaggiare. Lat. assentari, blandiri.


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Definiz: §. Lisciare: Porre il liscio: e si usa anche nel neutr. pass. ed è proprio delle Donne. Lat. faciem fucare, fuco se oblinere.
163) Dizion. 3° Ed. .
CHINTANA
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pag.328



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Esempio: Lab. n. 221. I quali provar volle, come arme portassono, e sapessono nella chintana colpíre [qui è metaf. e significa disonestà]
164) Dizion. 3° Ed. .
MARCIO
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pag.1004



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Esempio: Lab. n. 245. E se niuno mai marcio fu di quella nascenza putrida, e villana, tu se, senza niuno dubbio, desso.


2) id: 70f696a653fd49288b33509c36f49e17)
Definiz: §. Marcio: Vile, e abietto. Lat. vilis, abiectus.
165) Dizion. 3° Ed. .
SUGNA.
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pag.1651



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Esempio: Lab. n. 194. A fare unzioni, e trovar sugna di diversi animali, ec. s'intendeva. (Lo stampato ha sangue, che è errore)
166) Dizion. 3° Ed. .
VILUPPO
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pag.1778



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Esempio: Lab. num. 205. Ravvoltasi i capelli al capo, sopr'essi, non so che viluppo di seta, il quale essa chiamava trecce, si poneva.


2) id: c653cbb9e40b480cbdf60889209e0d13)
Esempio: Lab. num. 291. Che ti piaccia, quando fuori di questo viluppo sarai dislacciato, ec.


3) id: 9f961b1d189f4ed8891be4c36338d70d)
Esempio: Boc. Nov. 60. 11. La quale aperta, trovarono in un gran viluppo, di zendado fasciata.


4) id: 9cdd9f2127ed457ebd4b4fea5d6f6017)
Esempio: Boc. Vit. Dan. 19. Ne prima si veggono d'un viluppo usciti, essere entrati in mille.


5) id: 8da80c548ce44d7db1d71c0551a2697e)
Definiz: §. Per metaf. Intrigo, confusione. Lat. tricae arum.
167) Dizion. 3° Ed. .
DISCOPERTO, e DISCOVERTO
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pag.536



1) id: bebe9d0b541948b88f8e5852d726fe11)
Esempio: Lab. num. 79. Io portai sempre opinione, e porto, che amore discoperto, o sia pieno di mille noie, o non possa, ec.
168) Dizion. 3° Ed. .
DISORDINATAMENTE
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pag.548



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Esempio: Lab. n. 295. M'avvidi, che 'l cibo, e 'l vino disordinatamente presi da loro, ec. di se medesimi, ec. gli avea tratti.


2) id: e85dfce488ef42c0b6eaa73eb91a4337)
Esempio: Boc. Nov. 1. 11. Era vecchio, e disordinatamente vivuto.
169) Dizion. 3° Ed. .
OCCHIAIA
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pag.11003 [1103]



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Esempio: Lab. n. 253. Veduta l'avessi, ec. coll'occhiaia livida tossíre, e sputar farfalloni [Dicesi per un certo lividor nell'occhiaia sotto l'occhio. Lat. livor ocularis. Gr. ὑπώπιον]
170) Dizion. 3° Ed. .
PER TANTO.
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pag.1195



1) id: 29015792a8304bcbac64f2afbc2e4151)
Esempio: Bocc. Lab. n. 346. Molti, anzi tutti quanti, che di là ne sono, sarebbono stati più di me sufficienti, ec. ma per tanto a me toccò la volta.
171) Dizion. 3° Ed. .
SPESSISSIMAMENTE
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pag.1585



1) id: 4ab6f8d8652c4f3cad4f250fb250af34)
Esempio: Lab. n. 117. E spessissimamente, co' raggi del Sole, i capelli neri dalla cotenna prodotti, simiglianti a fila d'oro, fanno le più divenire.
172) Dizion. 3° Ed. .
ABBACHIERA.
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pag.1



1) id: 0f5fb114b22d4e1c9022d5da93bf0d60)
Esempio: Lab. 204. Quantunque più vicina a quaranta, che a trenta sei fossero, posto che ella, forse non così buona abbachiera, gli dicesse ventotto.
173) Dizion. 3° Ed. .
DI GRANDISSIMA LUNGA
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pag.507



1) id: 37db044b739349e6960cb644ae71b3cb)
Esempio: Lab. n. 189. Ne è, o sarà donna, o femmina, ec. che quella di colei, che vogliam dire, di grandissima lunga non l'avanzasse.
174) Dizion. 3° Ed. .
OLIO
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pag.1111



1) id: 1b06e66321984c4494888a895ef69d88)
Esempio: Lab. num. 178. Ogni cosa, che intorno a ciò facea, non era altro, che aggiugnere legne al fuoco, e olio gettare sopra le fiamme.


2) id: 5d2414ca736644b2b8bedad934cc1a61)
Esempio: Bocc. Nov. 72. 6. Per potere almeno aver tant'olio, che n'arda la nostra lucerna.


3) id: 0d3cae6d6ddc46c69097d6126deb5fd4)
Esempio: E Bocc. Nov. 96. 7. E nella mano un treppiede, e nell'altra mano un'utel d'olio.


4) id: 1166cd77a9384f609f3b3ce7d2e963e0)
Definiz: §. Far tener l'olio: significa, per bella paura, Fare star cheto, tenere a segno Lat. in officio detinere.
175) Dizion. 3° Ed. .
STRITOLARE.
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pag.1637



1) id: 377a25c37bf04c8f817c0d857124e3d5)
Esempio: Lab. num. 282. Tutta si stritola, quando legge Lancilotto, o Tristano, o alcuno altro, colle loro donne nelle camere segretamente [cioè si consuma, e disfà. Lat. tabefacere. ]
176) Dizion. 3° Ed. .
SEMBLEA
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pag.1499



1) id: d51de4277f7448e5ba41d8b21e0e0868)
Esempio: Lab. num. 282. Ne' quali ella legge di Lancilotto, e di Ginevra, e i loro amori, e le giostre, e i torniamenti, e le semblee.
177) Dizion. 3° Ed. .
SCUDICCIUOLO
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pag.1483



1) id: bda69259c867464497f51dfb191e89f8)
Esempio: Lab. n. 182. Ogni povero lavoratore leggiermente potrebbe avere, e un pezzo di panno, e uno scudicciuolo, da fare alla sua fine nella Chiesa appiccare.
178) Dizion. 3° Ed. .
MUCIDO
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pag.1066



1) id: 20d0bf29db364e08a42cdb8c9763d604)
Esempio: Lab. n. 252 E chi non sa, che per rimenar la pasta, ch'è cosa insensibile, non che le carni vive, gonfia, e dove mucida pareva, divien rilevata?
179) Dizion. 3° Ed. .
AIUOLO.
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pag.56



1) id: 6b530c33a19649e9902f1f5f07c69027)
Esempio: Lab. 377. Ma non vorrei, che tu credessi, per udire il divino uficio, o per adorare, v'entrasse, ma per tirar l'aiuolo (Qui allettare, e fare innamorare altrui)