Lessicografia della Crusca in rete

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La ricerca è stata rilevata in 1706 forme, per un totale di 887 occorrenze

4° Edizione
Diz Giu. totali
1697 9 1706 forme
882 5 887 occorrenze
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160) Dizion. 4° Ed. .
GRAGNOLA, e GRAGNUOLA
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pag.652



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Definiz: §. II. A talotta giugnesse la gragnuola; proverbio, che si dice ad alcuno, quando arriva tardi al mangiare, e trovasi, come dire, al finocchio. Lat. sero post tempus venis, post festum venisti, v. Flos 332.
161) Dizion. 4° Ed. .
PROFFERIRE, e PROFERIRE,
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pag.734



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Definiz: §. III. Si dice in proverb. Chi si profferisce è peggio il terzo; e vale, che Qualunque cosa si profferisca è di minor pregio, che quando ell'è ricercata. Lat. merces ultroneae putent. v. Flos. 334.
162) Dizion. 4° Ed. .
NAVICARE, e NAVIGARE
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pag.325



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Definiz: §. III. Navigar secondo i venti; detto proverb. che vale Ubbidire agli accidenti, e Far della necessità virtù. Lat. navigare secundum fretum, navigare secundum fortunam. Gr. πλεῖν κατὰ πορθμὸν, πλεῖν κατὰ δαίμονα. v. Flos 126.
163) Dizion. 4° Ed. .
LUPO
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pag.102



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Definiz: §. XII. Chi pecora si fa, il lupo se la mangia, e vale, che Chi sopporta le piccole ingiurie, dà animo, che gliene sien fatte delle grandi. Lat.post folia cadunt arbores. v. Flos 306.
164) Dizion. 4° Ed. .
DURARE
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pag.258



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Definiz: §. V. Chi dura, la vince, o Chi più dura, la vince; modo proverb. che vale che Col tempo si supera ogni diffucultà. Lat. assidua stilla saxum excavat. Gr. ῥανὶς ἐνδελεχοῦσα κοιλάνει πέτραν. v. Flos. 293.
165) Dizion. 4° Ed. .
GIUOCO.
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pag.626



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Definiz: §. VII. Ogni bel giuoco vuol durar poco, o rincresce; e vale, che Non si debbono continuare gli scherzi, e le burle, ma tornare al convenevole. Lat. rerum omnium satietas. Gr. ἁπάντων πλησμονή. v. Flos 269.
166) Dizion. 4° Ed. .
GIOVANETTO, e GIOVINETTO.
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pag.612



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Esempio: Alam. Colt. 1. 11. La qual (fuggito il giovanetto tempo) ec. Ci getta in preda alla vecchiezza stanca (cioè: il primo tempo, il fior degli anni. Lat. primi anni, flos aetatis, ver aetatis. Gr. ἥβη)
167) Dizion. 4° Ed. .
ARCOLAIO
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pag.250



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Definiz: §. II. Diciamo in proverb. Aggirare uno, come un arcolaio; cioè Strappazzarlo, Avvilupparlo, Avvolgerlo; che si dice ancora Far girare come un paléo. Lat. trochi in morem, ut turbinem agere. Gr. βέμβικος δίκην. v.Flos 114.
168) Dizion. 4° Ed. .
MOSSE
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pag.295



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Definiz: §. VI. Furare le mosse, o Rubar le mosse, vale Prevenire in dire, o far cosa, che altri prima avesse in pensier di fare. Lat. antevertere, praevenire, eripere e manu manubrium. v. Flos 213. Gr. φϑάνειν.
169) Dizion. 4° Ed. .
TAVOLA.
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pag.22



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Definiz: §. VI. La tavola è una mezza colla; proverb. che vale, che Gli uomini sopraffatti dal cibo, e dal vino facilmente manifestano la verità delle cose. Lat. in vino veritas. Gr. ἀλήθεια οἴνος. v. Flos 116.
170) Dizion. 4° Ed. .
CADERE.
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pag.497



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Definiz: §. XIX. E similmente in proverb. È meglio cadere dalle finestre, che dal tetto, e vale, che Di due mali si deve eleggere il minore. Lat. praestat uni malo obnoxium esse, quam duobus. v. Flos 253.
171) Dizion. 4° Ed. .
BALLA
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pag.374



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Definiz: §. I. E perchè i mercatanti, per riconoscerle, fanno loro certi contrassegni, è nato il proverbio: A' segnali si conoscon le balle; che vale Dall'esterno si conosce l'interno. Lat. e plumis dignoscitur avis. v. Flos 259.
172) Dizion. 4° Ed. .
PINCIONE.
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pag.627



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Definiz: §. Meglio è pincione in man, che tordo in frasca, proverb. che vale Esser meglio il poco, e sicuro, che l'assai, e dubbioso. Lat. praesentem mulge; quid fugientem insequeris? Gr. τίζον φεύγοντα διώκεις; Teocr. v. Flos 261.
173) Dizion. 4° Ed. .
MERCATANTE
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pag.210



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Definiz: §. Dicesi in proverb. Fare orecchie di mercatante; e vale Far le viste di non sentire, a guisa che fa il mercatante, quando il prezzo della mercatanzía non gli piace. Lat. audiens non audit. v. Flos 286.
174) Dizion. 4° Ed. .
GUADO
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pag.684



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Definiz: §. II. Rompere il guado; vale Essere il primo a fare, o a tentare di fare alcuna cosa; tolta la metaf. da colui, che tenta di passare il fiume prima d'ogni altro. Lat. glaciem scindere. v. Flos 211.
175) Dizion. 4° Ed. .
LINGUA
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pag.72



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Definiz: §. III. La lingua dà, o batte, o simili, dove il dente duole; proverbio, che esprime il Ragionar volentieri delle cose, che premono, o dove s'ha interesse. Lat. ubi quis dolet, ibidem et manum habet. v. Flos 257.
176) Dizion. 4° Ed. .
PECORA
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pag.530



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Definiz: §. III. Chi pecora si fa, il lupo se la mangia; proverb. che vale, che Chi non si risente delle ingiurie piccole, dà occasione, che gliene sien fatte delle grandi. Lat. post folia cadunt arbores. v. Flos 306.


2) id: f0ed334c1d4345ed92313dde0e926d35)
Definiz: §. IV. Delle pecore annoverate mangia il lupo; proverb. che si dice di quelle Cose, che si annoverano, ma non si custodiscono. v. Flos 211. Lat. lupus non curat numerum.
177) Dizion. 4° Ed. .
BISTICCIO, e BISTICCICO
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pag.439



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Definiz: Scherzo, che risulta da vicinanza di parole, per lo più di due sillabe differenti di significato, e simili di suono. Questa figura è chiamata generalmente da' Greci παρήχησις. v. di essa, e delle sue spezie Flos 430.
178) Dizion. 4° Ed. .
VINO
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pag.278



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Definiz: §. VI. Al buon vin non bisogna frasca; proverb. che vale, Che 'l buono si fa conoscer per se medesimo, e non ha bisogno d'allettamento, o di contrassegno. Lat. vino vendibili suspensâ hederâ nihil opus. v. Flos 221.
179) Dizion. 4° Ed. .
ZOPPO
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pag.365



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Definiz: §. VIII. A chi usa col zoppo gli se ne appicca, o simili; proverb. che vale, Che nel conversar con alcuno s'apprendono, e si piglian le sue maniere. Lat. si iuxta claudum habitas, claudicare disces. v. Flos. 101.