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1) Dizion. 5° Ed. .
CERVELLACCIO
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CERVELLACCIO.
Definiz: Peggiorat. di Cervello; ma usato per lo più figuratam. per Poca mente, Grosso intelletto, o Ingegno rozzo. –
Esempio: Grazz. Pros. 90: Avendo detto il maestro, che quivi si perdevano il tempo e i denari, perchè sì grosso cervellaccio aveva.
Esempio: Allegr. Rim. Lett. 212: Ho pensato di presentargli le sdolcinate frutterelle del mio vile e non cultivato cervellaccio.
Esempio: Red. Lett. 1, 209: Ma le due terzine loro sorelle sbucarono dall'utero del mio cervellaccio, sotto una stella veramente cattiva.
Esempio: Magal. Lett. fam. 1, 108: Al Gran Principe voglio che tu scriva sicuro, ancorchè non me ne sia consigliato con altri che col mio cervellaccio. (In questi due es. è detto per una scherzevole modestia.)
Definiz: § I. Dicesi anche per Uomo stravagante, di testa balzana, ed altresì per Uomo di poca considerazione. –
Esempio: Allegr. Rim. Lett. 157: Se noi mancassimo affatto di questi cota' cervellacci sventati.
Esempio: Capor. Rim. 319: Minaccie e villanie prova ed ascolta Chi serve un cervellaccio stravagante.
Esempio: Not. Malm. 2, 513: Questo epiteto [Pazzo] si suol dare a coloro, che fanno tutte le lor cose a caso, e senza considerazione; ed è lo stesso che dire Un cervellaccio.
Definiz: § II. Ed anche per Uomo portato a mal fare. –
Esempio: Fag. Rim. 2, 235: Son questi impertinenti cervellacci, Rompicolli, leggiaj, ammazzatori, Ch'io tutti insieme chiamo suggettacci.
Definiz: § III. Cervellaccio dicesi pure un Ingegno grande e fecondo, ma disordinato e bizzarro.