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1) Dizion. 5° Ed. .
FINE.
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FINE.
Definiz: Prendesi anche per Ciò a che l'uomo operando intende, Quello a che un'azione è coi debiti mezzi rivolta o indirizzata; Scopo. E in tal senso usasi solamente nel gen. masc. –
Esempio: Fr. Giord. Pred. 305: Quello ch'egli facea intendea a buon fine e la salute loro.... E così anche potresti fare tu;... e sarebbe santo e buono, perchè stenderesti a buon fine.
Esempio: Dant. Parad. 11: Ad un fine fur l'opere sue.
Esempio: Bocc. Decam. 1, 68: Dalle quali cose.... nacquero diverse paure ed immaginazioni in quegli che rimanevano vivi, e tutti quasi ad un fine tiravano assai crudele; ciò era di schifare e di fuggire gl'informi e le lor cose.
Esempio: But. Comm. Dant. 3, 340: L'opere di santo Francesco e di santo Domenico furno tutto ad uno fine, cioè di conservare la fede di Cristo nel mondo, e d'accrescerla ciascheduno col predicare e coll'operare virtuosamente.
Esempio: Vespas. Vit. Manett. 5: Cominciò a pensare seco medesimo che fine vi fusse drento, d'acquistare o fama o gloria, ed a sè ed alla casa sua, e non ve lo conobbe; ma l'opposito giudicò, non c'essere mezzo ignuno, se none lo studio delle lettere.
Esempio: Castigl. Corteg. V. 244: Ma se le operazioni del Cortegiano sono indirizzate a quel buon fine che debbono e ch'io intendo, panni ben che ec.
Esempio: Segn. B. Rettor. volg. 34: Ed essendo fine quello, per cui conseguire si desidera li mezi, nè essendo altro il fine, che quello per cui son l'altre cose, ec.
Esempio: Cavalcant. B. Retor. 137: Fine è quello per lo quale conseguire si cercano e si fanno l'altre cose: come il fine del capitano è la vittoria, per la quale conseguire, egli fa tutte l'operazioni della guerra.
Esempio: Vasar. Vit. Pitt. 10, 157: Quando gli dei si trasformano per conseguire i fini de' loro amori.
Esempio: Piccolom. Instit. mor. 33: Ogni operazione non fortuita, ma con proposito dall'uomo fatta, indirizza egli a cosa che gli appar buona, com'a fine di quella azione.
Esempio: Tass. Lett. 1, 132: Io veggio i miei fini per questi accidenti andarsi tanto allontanando, che non veggio come o quando poterci arrivare.
Esempio: E Tass. Lett. 2, 35: Voi sapete che niun agente opera senza fine, e che se 'l fine s'impedisce, s'impedisce l'operare.
Esempio: Dav. Tac. 2, 242: Se io non avessi avuto per fine di far maggiormente apparire la crudeltà di que' tempi.
Esempio: Adr. M. Plut. Vit. 2, 61: Il fine che faceva agli altri amar la virtù era la gloria.
Esempio: Bott. Stor. Ital. 4, 186: Soliti a voltar a fini mondani i mezzi della religione.
Definiz: § I. E figuratam. –
Esempio: Segn. B. Rettor. volg. 16: Il genere deliberativo ha per fine l'utile ed il dannoso.
Esempio: E Segn. B. Etic. volg. 218: Ma le leggi nel comandare hanno tutte per fine o il bene publico, o quello degli ottimi, o quello de' principi.
Esempio: Piccolom. Instit. mor. 36: Il desiderio dell'uomo.... verrebbe ad esser vano ed inutile: cosa in vero che non è da concedere, come nemicissima della natura, la quale opera sempre per il suo fine, e non fa cosa in vano.
Esempio: Tass. Lett. 2, 36: Sì come la natura di necessità si propon alcun fine, così l'arte, che de la natura è imitatrice, deve necessariamente in alcun fine riguardare.
Esempio: Segner. Crist. instr. 3, 461: Quei teatri,... col porre i vizj in piacevole derisione, hanno per fine esiliarli dai cuori nobili.
Definiz: § II. Per similit. e poeticam., con relazione alla volontà di Dio, o alla divina Provvidenza. –
Esempio: Dant. Inf. 9: Perchè ricalcitrate a quella voglia, A cui non puote il fin mai esser mozzo, E che più volte v'ha cresciuta doglia?
Esempio: E Dant. Parad. 8: Perchè quantunque questo arco saetta Disposto cade a provveduto fine, Sì come cocca in suo segno diretta.
Esempio: But. Comm. Dant. 1, 265: Non può essere mutato, che la volontà di Dio non abbia suo fine.
Esempio: E But. Comm. Dant. 3, 269: Ogni cosa la quale questo arco; cioè della virtù informativa de' cieli e de' pianeti e de le stelle.... fa venire al suo effetto,... ordinato da essa virtù,... avviene.... al fine che Iddio àe proveduto co la sua providenzia.
Definiz: § III. E per Ciò in che un'azione, od anche un atto interno delle facoltà nostre, ha suo termine, compimento, adempimento: ed altresì Il compimento o adempimento medesimo. –
Esempio: Dant. Inf. 11: D'ogni malizia, ch'odio in cielo acquista, Ingiuria è il fine; ed ogni fin cotale O con forza o con frode altrui contrista.
Esempio: E Dant. Conv. 219: Lo più nobile [piacere] e quello che scritto è fine di tutti gli altri si è contentarsi; e questo si è essere beato.
Esempio: E Dant. Conv. 254: E questa è la ragione per che li Santi non hanno tra loro invidia; perocchè ciascuno aggiugne il fine del suo desiderio.
Esempio: E But. Comm. Dant. 315: Lo quale raunamento (delle ricchezze) nuovi desiderj discuopre, al fine delli quali sanza ingiuria d'alcuno venire non si può.
Esempio: E Dant. Vit. nuov. 80: In quello dimorava la beatitudine, che era fine di tutti i miei desiderj.
Esempio: S. Ag. C. D. 8, 8: Chiamiamo adunque ora il fine del bene, non la cosa che si finisce per non essere, ma la cosa che si compie per essere pienamente: e 'l fine del male, non perchè manchi d'essere, ma ove perduce nocendo.
Esempio: But. Comm. Dant. 1, 302: Lo reo pensamento della rea mente sempre intende a questo fine, cioè ad ingiuria: ingiuria è ogni atto fatto contra ragione.
Esempio: Mart. V. Lett. 2: Pregandovi lunghissima vita col fine de' vostri desiderj, vi bacio le mani.
Definiz: § IV. E per Intenzione, Intendimento, Proposito, Disegno. –
Esempio: Fr. Giord. Pred. ined. 14: E così ti dico del peccatore, che ha posto il suo fine a peccato.
Esempio: Sacch. Nov. 1, 38: E la donna sapea troppo bene, a che fine il marchese l'avea maritata.
Esempio: Segn. B. Polit. volg. 15: Dico in questa opera, il fine del sommo filosofo nel trattato tutto della Politica esser di far beata la città.
Esempio: Anguill. Ovid. Metam. 5, 126: Quest'era il maggior fin della sua mente.
Esempio: Salv. Avvert. 1, 75: La chiarezza del favellare generano le voci proprie e i proprj modi del dire, e le metafore ancora, quando da buono artefice son fabbricate a quel fine.
Esempio: Cecchin. Cup. 81: Nessuno potrà totalmente distaccarsi dal credere, che nel costituire questa armatura di travi non avesse il Brunellesco qualche fine diretto.
Esempio: Segner. Pred. 284: Questa posesi in tal cimento per istinto divino.... e per fine santo.
Esempio: Manz. Prom. Spos. 443: Chi può conoscer tutti i fini degli uomini?
Definiz: § V. Pure per Intendimento, Disegno, detto di Dio. –
Esempio: Dant. Conv. 280: E ciò non potea nè dovea essere se non per ispeziale fine da Dio inteso in tanta celestiale infusione.
Esempio: Ricc. S. Cat. Lett. 251: È manifesto, dunque, sapendo che Dio è infinita sapienza e che non può errare, che lui abbi fini assai più nobili; e questa è la salute dell'anima.
Esempio: Parut. Soliloq. 1, 8: Tutto che non possa l'imbecillità del nostro discorso penetrare agl'infiniti abissi della sua sapienza, non è che egli non ne disponga con certi ed infallibili fini, benchè a noi ignoti.
Definiz: § VI. Per estensione dicesi di cosa, a significare Ciò a che ciascuna tende per natura, o secondo l'ordine naturale è rivolta; Ciò per cui è, si compie, avviene, è fatta, e simili. –
Esempio: Dant. Conv. 274: Quando più cose a uno fine sono ordinate, una di quelle conviene essere regolante, ovvero reggente, e tutte l'altre rette e regolate da quella.
Esempio: E Dant. Conv. 285: Furono.... filosofi,... delli quali primo e principe fu Zenone, che videro e credettero questo fine della vita umana essere solamente la rigida onestà.
Esempio: S. Antonin. Lett. 54: La cosa, che è ordinata ad alcun fine, in che consiste sua perfezione, mai non si riposa, insinochè non conseguiti il desiderato fine.
Esempio: Castigl. Corteg. V. 243: Delle cose che noi chiamiamo buone sono alcune che semplicemente e per sè stesse sempre son buone;... altre che per diversi rispetti e per lo fine al quale s'indirizzano son buone, come le leggi, la liberalità, le ricchezze, ed altre simili.
Esempio: Segn. B. Rettor. volg. 43: Nè ci debbe qui esser nascosto il fine di ciascheduno di questi stati, ec.
Esempio: E Segn. B. Etic. volg. 218: Ma le leggi nel comandare hanno tutte per fine o il bene publico, o quello degli ottimi, o quello de' principi.
Esempio: Cavalcant. B. Retor. 14: Assegnò ancora a ciascuno di questi tre generi il suo fine.
Esempio: E Cavalcant. B. Retor. 137: Possono essere d'una medesima cosa più fini, alcuni principali, alcuni meno.
Esempio: Car. Arist. Rett. 257: I costumi si conoscono da l'elezioni, e l'elezioni dal fine. Di qui procede che 'I parlar de le cose matematiche non ha costume; perchè non ha manco proposito; conciosiacosa che non si propone alcun fine. Ma i ragionamenti socratici son quelli che si portano i costumi con loro, perciocchè trattano di quelle cose che si indirizzano a qualche fine.
Esempio: Piccolom. Instit. mor. 33: Tutto le cose che al mondo sono hanno un naturale appetito d'un loro proprio bene, al quale, come a lor fine, ogni loro operazione indirizzano.
Esempio: Borgh. R. Rip. 37: E dobbiamo avvertire, che, come nelle scienze, occorre ancora nell'arti, cioè, che alcune possono esser più nobili, e quanto al fine, e quanto al soggetto.
Esempio: Salv. Avvert. 1, 75: La perfezion delle lingue, come si disse sin da principio, si considera secondo il fine; il fine è di significare i concetti.
Esempio: Bald. Pros. 297: Tutte le cose che si muovono a qualche fine, o si muovono per sè stesso, eleggendo; o sono rapite dalla forza della forma loro, che intrinsecamente le muove.
Esempio: Rucell. Or. Dial. Sagg. 111: Le guerre e le mortalità hanno fine di nuocere, se si riguarda allo intendimento degli uomini; ma sì di giovare, se a quello di Dio.
Definiz: § VII. E detto di animali, od esseri viventi, e in generale di qualsivoglia cosa creata, vale Ciò a cui ciascuno di essi è ordinato, indirizzato, e simili. –
Esempio: Fr. Giord. Pred. 186: Tutta la loro sapienza è contro alla legge di Maometti; che quella pone il fine dell'uomo nelle creature: e credono che la loro beatitudine sia in mangiare e bere, o in carnalitadi.
Esempio: Dant. Purg. 30: Non pur per ovra delle ruote magne, Che drizzan ciascun seme ad alcun fine, Secondo che le stelle son compagne; Ma per larghezza di grazie divine,... Questi fu tal, ec.
Esempio: E Dant. Conv. 284: Tutte le umane operazioni domandano uno fine; cioè quello della umana vita, al quale l'uomo è ordinato, in quanto egli è uomo.
Esempio: E Dant. Conv. 286: Di questi fu primo e principe uno filosofo, che fu chiamato Epicuro; che, veggendo che ciascuno animale, tosto ch'è nato, è quasi da natura dirizzato nel debito fine, che fugge dolore, e domanda allegrezza, disse questo nostro fine essere voluptade.
Esempio: But. Comm. Dant. 2, 746: Queste spere.... ànno a producere qua giù, come seconde cagioni, diversi effetti secondo le coniunzioni de le stelle, che; cioè le quali, drizzan ciascun seme ad alcun fine; cioè fanno venire ogni seme che à virtù generativa ad alcun effetto, ch'è in fine della virtù generativa che è nel seme; e questo dice, perchè non ogni volta lo seme viene al suo perfetto fine; imperò che alcuna volta manca.
Esempio: Tratt. Dottr. Crist. 37: Dispongansi [i putti piccoli] sapere servire ed onorare Dio per modo, ch'e' sappiano tenere il fine per lo quale essi da Dio son creati.
Esempio: Parut. Soliloq. 1, 3: Ed io non miro al fine della gloria a cui sono ordinato.
Definiz: § VIII. E figuratam., riferito all'uomo. –
Esempio: Cavalc. Esp. Simb. 1, 187: Alcuni altri sono, li quali fanno Dio di sè stessi in ciò, che tanto sè amano, che in ogni cosa fanno fine di sè non di Dio, cioè, che in ogni cosa mirano al lor vantaggio.
Esempio: Niccol. Poes. 2, 202: Quel Bisignano Stolto credette in dignità superba Esser fine a sè stesso; e ogni uom diviene, Laddove io regno, un mezzo.
Esempio: Capp. Econ. 405: Un uomo solo, impresario e manuale del proprio lavoro, è mezzo e fine a sè stesso.
Definiz: § IX. E poeticam. detto di persona verso la quale tendano e in cui si raccolgano i nostri affetti, desiderj, speranze. –
Esempio: Poliz. Rim. C. 5: O causa o fin di tutte le mie voglie (parla a Lorenzo de' Medici).
Definiz: § X. Fine, nel linguaggio filosofico, intendesi Ciò che si cerca o si appetisce per sè stesso, e non per altra cagione; Ciò che ha in sè la ragione ultima delle altrui operazioni o degli altrui desiderj. –
Esempio: Savonar. Pred. 8: Resta ingannato nella ragione, la quale ha preso per fine quella cosa che non è bene, ma apparentemente bene.
Esempio: Pallav. Libr. Ben. 132: Due sorti di beni si danno al mondo. Altri chiamansi fini, e son quelli i quali per sè medesimi sono desiderati e cercati, benchè di nessun altro effetto fosser cagione. Altri diconsi mezzi, cioè quelli che in tanto sono amati da noi, in quanto ci servono per istrumento da cagionarci alcun di que' beni, che per la propria lor perfezione vengon bramati, e che nomansi fini, come io diceva. L'esempio comune in questa materia suol prendersi dalla sanità e dalla medicina. La sanità è desiderata, ec.
Esempio: E Pallav. Libr. Ben. 133: Egli non è così agevole a rinvenire, quali sieno que' beni che in grazia di loro stessi e come fini sono ricercati.
Definiz: § XI. Onde le locuzioni Vero fine, Ultimo fine, Proprio fine, e simili, usate a significare Quello che realmente e degnamente corrisponda a siffatta disposizione dell'umana natura. –
Esempio: Dant. Conv. 284: Questo nostro fine, che ciascuno disia naturalmente, antichissimamente fu per li savj cercato: e perocchè li desideratori di quello sono in tanto numero, e gli appetiti sono quasi tutti singolarmente diversi, avvegnachè universalmente sieno, pur malagevole fu molto a scerner quello dove dirittamente ogni umano appetito si riposasse.
Esempio: Cavalc. Esp. Simb. 1, 450: Dio usano come ben transitorio, e il mondo hanno in fruizione, cioè fannone suo ultimo fine.
Esempio: Robb. Recit. 290: Cavatemi della testa Bruto.... Ed io:... Cotesta è poca fatica, volendo voi morir cristiano. Senza che, voi sapete che coteste cose de' Romani sono state non nudamente scritte, ma con arte accresciute. Allora egli: E quando le fussino vere, che m'è? conciossia che non hanno il vero fine.
Esempio: E Robb. Recit. 293: Facciànci a dir il vero; non avevi voi perduto il fine vostro per l'addietro, o al manco smarritolo?
Esempio: E Robb. Recit. 294: Gli dissi l'eternità di Dio; il qual è propriamente, perchè l'altre cose non sono se non quanto di lui partecipano: però non bisognava porre il suo fine di qua, perchè i giorni di qua non sono.
Esempio: Piccolom. Instit. mor. 36: E che così fatto ultimo fine d'ogni operazione umana si deva dare, a questo apertamente si può conoscer, che quando un tal fine non si desse, per il qual fosser tutti gli altri ordinati, bisognaria, che non trovandosi fine, e non fusse a qualche altro fine indirizzato, si andasse in infinito ordinando un fine per l'altro, e per conseguenzia il desiderio dell'uomo, non trovando mai dove fermarsi ed acquietarsi, verrebbe ad esser vano ed inutile.... Non è dunque da dubitare, che tra tanti fini, che hanno le diverse operazioni dell'uomo, uno non ve ne sia, il qual ultimo di tutti tiri gli altri a sè, come a lui e per lui ordinati, ed egli per nissun altro.
Esempio: Segner. Mann. magg. 29, 1: Tuttociò che ciascuno costituisce rispetto a sè come fine ultimo, sicchè in tal bene si quieti, è denominato, per somiglianza, suo Dio.
Definiz: § XII. E Ultimo fine prendesi altresì per Quello che in una serie coordinata di atti od operazioni è il principale ed a cui mirano gli speciali fini di ciascuno di tali atti od operazioni. –
Esempio: Dant. Conv. 284: Intra operarj e artefici di diverse arti e operazioni, ordinati a una operazione o arte finale, l'artefice, ovvero operatore di quella, massimamente dee essere da tutti obbedito e creduto, siccome colui che solo considera l'ultimo fine di tutti gli altri fini. Onde al cavaliere dee credere lo spadaio, il frenaio e 'l sellaio e lo scudaio, e tutti quelli mestieri che all'arte di cavalleria sono ordinati.
Definiz: § XIII. E Fine, così da per sè, come con ispeciali compimenti, e Ultimo fine, pure nel linguaggio dei Filosofi e dei Teologi, è detto Dio, come Termine supremo e naturale di tutti gli affetti ed atti dell'uomo. –
Esempio: Fr. Giord. Pred. 210: La seconda via e modo si è quanto al fine. Dicono i savi, che quegli, ch'è principio di tutte le cose, quegli medesimo è il fine.... Ed imperocchè Iddio è cagione e principio di tutte le cose, però conviene che egli sia il fine di tutte. Vedi: perchè compri tu il cibo? per mangiare: e mangiare perchè fai? per vivere: e vivere perchè vuoli? per meritare: e ancora non è questo il fine; e meritare perchè vuoli? per venire a Dio. Ecco il fine: e così ti dicerei d'ogne cosa.
Esempio: Dant. Parad. 1: Qui veggion l'alte creature l'orma Dell'eterno valore, il quale è fine, Al quale è fatta la toccata norma.
Esempio: E Dant. Parad. 33: Ed io ch'al fine di tutti i disii M'appropinquava, sì com'io doveva L'ardor del desiderio in me finii.
Esempio: Passav. Specch. Penit. 143: Dio è il sommo bene e l'ultimo fine, ed è finale beatitudine della creatura razionale, cioè dell'uomo.
Esempio: But. Comm. Dant. 3, 30: Dio è fine d'ogni cosa, com'è elli principio d'ogni cosa.
Esempio: Panzier. Tratt. 11: Io considero che l'amoroso Cristo è d'ogni perfezione sommo maestro, e securo principio, e fortissima scala e brevissimo mezzo, e perfettissimo fine.
Esempio: Savonar. Pred. 8: El fine buono è Dio; e li mezzi che conducono a quel fine sono el ben vivere; ed in questo l'uomo non si può ingannare, perchè è esistentemente bene.
Esempio: E Savonar. Pred. 14: Bisogna amare Cristo, come tuo fine, e seguirlo.
Esempio: Robb. Recit. 292: Mi sa male del breve spazio che m'hanno dato a riconoscere il mio fine, che è Dio.
Esempio: Varch. Lez. Accad. 451: Dissono ancora, Dio essere grandissimamente intelligente, anzi essa intelligenza grandissimamente vivente, anzi essa vita, principio, mezzo e fine di tutti i principj, di tutti i mezzi e di tutti i fini, che furono, sono e saranno mai.
Esempio: Benc. Pimandr. Mercur. 24: Dio gloria di tutti,... principio di tutte le cose,... mente, natura, atto, materia, sapienzia, a dimostrazione di tutti; principio, divinità, natura e atto, necessità, fine e rinovazione.
Esempio: Segner. Mann. magg. 29: Per Dio s'intende un ben sommo, il quale come tale ha ragione d'ultimo fine, sufficientissimo a rendere soddisfatta ogni nostra brama.
Definiz: § XIV. Fine appartiene pure al linguaggio delle Scuole, nelle locuzioni Fine al quale, Fine il quale, Fine col quale. –
Esempio: Pallav. Libr. Ben. 171: Quei beni che son fini, cioè termini del desiderio, in tre ordini si dividono dagli autori. Alcuni chiamansi fine al quale; e tali sono queste persone a cui bramiamo che abbondi il bene, cioè o noi stessi, o l'amico.... Un'altra maniera di fine si chiama fine il quale: ed è quel bene il quale desideriamo che a noi o all'amico succeda, come la vita, la scienza, e simiglianti. La terza sorte di fine appellasi fine col quale, e da S. Tommaso è detto possesso del fine. Poniamo, per esempio, che la pecunia sia il fine dell'avaro. Non però egli si contenta che la pecunia si ritrovi nel mondo, ma vuol ch'ella stia sotto il suo dominio e ne' suoi forzieri. Onde la pecunia sarà fine il quale, o 'l possesso di lei sarà fine col quale.
Esempio: E Pallav. Libr. Ben. 347: Il nome di fine.... ha due significati. Talora prendesi per quella persona in cui pro si opera, e chiamasi fine a cui. In tal senso è fine l'uomo libero rispetto al servo, il padrone rispetto agli ufficj del maestro di casa.... In altro senso chiamasi fine quel bene, il quale per suo pregio è desiderato dall'anima, non perch'egli sia felice, ma perchè è qualche felicità del suo possessore; e chiamasi fine il quale, in quanto si distingue da' mezzi che non invogliano l'appetito per sè stessi, ma per gli effetti buoni che partoriscono. In questo secondo senso è puro fine la scienza speculativa, come disutile ad altro bene, e non è puro fine la pratica per esser utile all'operare.
Definiz: § XV. E altresì nel linguaggio degli Scolastici, Essere checchessia al fine, vale Essere mezzo conducente ad un fine, coordinato e subordinato a quello, non già esso stesso il fine. –
Esempio: Passav. Specch. Penit. 197: L'amore e la finale intenzione si dee tutta porre in lui (in Dio), come nel fine. Le altre cose si deono amare come cose ordinate al fine.... Ma se l'uomo perverte questo ordine dell'amore, e.... ama le cose che sono al fine, per loro medesime, come s'elle fossono il fine,... allora pecca mortalmente; imperocchè si spegne la carità, che era vita dell'anima, e che l'ordinava all'ultimo fine.
Esempio: E Passav. Specch. Penit. 198: La quale [volontà] è perversamente scostata dall'ultimo fine Iddio, amando le creature, che sono al fine, come s'elle fossono l'ultimo fine.
Definiz: § XVI. Secondo fine, usasi comunemente a denotare Ciò che alcuno veramente si propone nel fare checchessia, sebbene addimostri altramente; e per lo più con intenzione non retta.
Definiz: § XVII. A fine, in costrutto con un verbo mediante la congiunzione Che, talvolta anche sottintesa, o la preposizione Di, forma una maniera congiuntiva, che vale Perchè avvenga la cosa indicata, o Per fare o conseguire quella data cosa. E corrisponde, nel primo caso, ad Affinchè; e nel secondo, a Per. –
Esempio: Colonn. Guid. N. 556: I cittadini medesimi la tradirono (la città) a fine di rimanere signori.
Esempio: Comp. Din. Cron. DL. 289: I capi di parte nera, a fine di cacciare i Cavalcanti di quel luogo, i quali temeano perchè erano ricchi e potenti, ordinorono, ec.
Esempio: Vill. M. 203: Eziandio che il comperatore il facesse a fine d'avere l'utile, che il Comune avea ordinato a' creditori.
Esempio: E Vill. M. 405: Pose campo [il re di Castella] intorno a Sermona,... e ivi attese il re d'Araona, a fine di combattersi con lui.
Esempio: Bemb. Rim. 146: Non vi mandò qua giù l'eterna cura, A fin che senz'amor tra noi viveste; Nè vi diè sì piacevole figura, Perchè in tormento altrui la possedeste.
Esempio: Legg. Tosc. 6, 204: Debbino gli offiziali de' Paschi far contare il bestiame a ciascuno che fiderà in quel di Siena, quando passeranno alle Calle, e dipoi farli ricontare quando partiranno, a fine non dicessino, ec.
Esempio: E Legg. Tosc. 6, 207: Sien tenuti dare le portate del loro ricolto, dove si pagono tali gabelle, a fine si tenga cura che non si commetta fraude.
Esempio: Adr. M. Plut. Vit. 1, 264: Alcuni scrivono che Temistocle fu industrioso guadagnatore a fine d'usare magnificenza.
Esempio: E Adr. M. Plut. Vit. 4, 205: V'andò.... per guadagnare argento da' barbari, a fine di portar guerra con esso a' Greci.
Esempio: Bald. Vers. 88: A cui facciamo ogni anno Gli usati sacrifizj, a fin che sia Tutor de' nostri armenti.
Esempio: Salvin. Disc. 3, 11: Se si studierà bene, e a fine di cavarne profitto, e di divenirne non solo più dotti ma migliori,... non vi ha ragione alcuna, che ec.
Esempio: Forteguerr. Terenz. 154: Ciò ch'io feci per questo, il feci a fine Di provvedere alla stoltezza tua.
Definiz: § XVIII. A fine di checchessia; A questo fine, A quello a quel fine, A tal fine, e simili; maniere che valgono Per lo scopo, Con l'intendimento, indicati nel contesto; Perchè si faccia, si consegua, avvenga, e simili, la cosa in quelli indicata. –
Esempio: Giacomin. Nobilt. Lett. 66: Il Principe dee eleggere il guerreggiare per necessità a fine della pace.
Esempio: Adr. M. Plut. Vit. 1, 265: Pregò Epicle.... che venisse a sonare in casa sua, non ad altro fine, che molti, per voglia di sentirlo, domandassero di sua abitazione.
Esempio: Menz. Lett. 10: Che voglio dir per questo? La licenza della quaresima. Forse per me?... per me no, ma per la signora marchesa Laura, la quale mi ha ordinato che io le scriva a questo fine.
Definiz: § XIX. A buon fine, A onesto fine, e simili, usati avverbialmente, e più spesso col verbo Fare a buon fine o a onesto fine, valgono Con buona e retta intenzione, Con la intenzione e la credenza di fare il meglio di checchessia: e più spesso dicesi di cose che di per sè non è bene fare. –
Esempio: Bocc. Decam. 3, 260: Ma pur pensando che onesta cosa era il dare opera che la buona donna riavesse il suo marito, e che essa ad onesto fine a far ciò si mettea, ec.
Esempio: S. Antonin. Lett. 178: Mai non dir bugie; che sempre è peccato, quantunque si faccia a buon fine.
Esempio: Nard. Stor. 1, 152: Mi rispose ingenuamente esser vera cosa, che del processo di Fra Girolamo a buon fine s'era levata qualche cosa.
Esempio: Varch. Stor. 1, 386: S'ingegnasse di persuadere loro, ciò essere fatto a buon fine.
Esempio: Car. Lett. fam. 2, 115: Per mia giustificazione non voglio dire altro, se non che qui s'è fatto ogni cosa a buon fine:... oltrechè non mi è parso mai di fare contro la voglia vostra.
Definiz: § XX. E per contrario, A cattivo fine, A mal fine, vale Con cattiva intenzione, Con intenzione di nuocere, di offendere. –
Esempio: Guicc. Op. ined. 8, 194: Il governatore di Bologna mi scrive che gli Imperiali avevano mandato per Guido Vaina, e mostra dubitare non sia a malo fine.
Definiz: § XXI. Ad ogni buon fine, e più compiutamente Ad ogni buon fine ed effetto, o Ad ogni miglior fine ed effetto, e altresì semplicemente A buon fine, valgono Per assicurarsi nel miglior modo di cosa che importi, Per andar più sul sicuro, A maggior cautela; od anche Per ovviare a cose spiacevoli, Per risparmiare alcuna briga a sè o ad altri. –
Esempio: Machiav. Leg. Comm. 3, 396: El predicatore che ha predicato questa Quaresima in Pisa, se ne è uscito, e venendo con alquanti frati in sulle sbarre, li feci tutti ritornare indietro ad Pisa, eccetto lui ad buono fine, dal quale sono stato ragguagliato ad lungo delle cose di Pisa.
Esempio: Fag. Comm. 4, 104: Son giuste le mie pretensioni? O. Son giustissime.... L. Io ne aveva ad ogni buon fine parlato al Potestà, perchè egli facesse capace quel tutore, senza che i' avessi a ricorrere altrove per farle vive, quando egli avesse capriccio di volermele controvertere.
Definiz: § XXII. A fin di bene. –
V. Bene Sost., § XIX.
Definiz: § XXIII. Tutto a fin di meglio, ed anche A fine di meglio ogni cosa, dicesi, con una certa forza esclamativa, in atto di rassegnarci a male minore di quello che avrebbe potuto incoglierci, o di augurare che la cosa riesca a bene. –
Esempio: Cecch. Ass. 5, 2: Se io avessi creduto, che questa fusse stata trama ordinata da voi, o da messer Giulio, nè io uscivo, nè voi entravate in casa mia; pur sia con Dio, noi siàn qui; a fine di meglio ogni cosa.
Definiz: § XXIV. Per fine, in costrutto con un verbo mediante la particella Di, vale lo stesso che A fine nel medesimo costrutto. –
Esempio: Segn. B. Polit. volg. 11: Ogni compagnia è constituita per fine di conseguir qualche bene.