Lessicografia della Crusca in rete

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DISSUETUDINE.
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DISSUETUDINE.
Definiz: Sost. femm. L'essere disavvezzo a checchessia per mancamento d'uso ordinario, Tralasciamento della consuetudine, o del costume, di far checchessia; Disassuefazione.
Dal lat. desuetudo. ‒
Esempio: Machiav. Pros. stor. pol. 4, 109: Erano i cittadini consueti a pagare assai gravezze; ora, o per impotenza, o per dissuetudine, se ne sono divezzi.
Esempio: Giambull. P. F. Stor. Europ. 1, 30: Costoro, ancora che e' paresse pur verisimile che per la lunga dissuetudine avessero dismesso in parte quella crudeltà bestiale ed immensa, che gli fe' sempre vaghi del sangue; tuttavolta ec.
Esempio: Salvin. Pros. tosc. 2, 157: Sento l'usata prontezza mancarmi.... per l'età che s'avanza, e per la dissuetudine ancora di comporre.
Esempio: E Salvin. Annot. Tanc. 577: È una legge antiquata dal non uso e dalla dissuetudine.
Definiz: § Quindi Andare checchessia in dissuetudine, vale Dismettersi, Non usarsi o praticarsi più: comunemente Andare in disuso. ‒
Esempio: Salvin. Casaub. 11: Poscia ito ciò in dissuetudine, cominciassero i poeti in vece di Bacco a celebrare Aiaci, Centauri, o altri o Dei od Eroi.