Lessicografia della Crusca in rete

1) Dizion. 5° Ed. .
MINUGIA
Apri Voce completa

pag.305


Vedi le altre Edizioni del Vocabolario
Dizion. 1 ° Ed.
Dizion. 2 ° Ed.
Dizion. 5 ° Ed.
» MINUGIA
Dizion. 3 ° Ed.
Dizion. 4 ° Ed.
MINUGIA.
Definiz: Sost. femm. che nel plur. fa talora irregolarmente anche MINUGIA. Propriamente Budello, Intestino; usato per lo più nel plur.; ma in questo significato oggi non è d'uso frequente.
Dal lat. minutia. –
Esempio: Span. Tes. Pov. volg. 27: Contro l'uscire delle minugia di sotto.... Scalda con fuoco lo apostolicon, e toccane lo budello uscito, e incontinente enterrà dentro.
Esempio: Benciv. Cur. malatt. volg.: A cotale gorgogliamento delle minuge giova il cennamo.
Esempio: Dant. Inf. 28: Fra le gambe pendevan le minugia; La corata pareva, e il tristo sacco Che ec.
Esempio: Vit. S. Anton.: E questo miscredente provoe lo sdegnamento di messer Domeneddio, perchè nello gire a zambra uscittero a lui le minugia.
Esempio: But. Comm. Dant. 1, 719: Le minugia, cioè l'enteriora, cioè le budella.
Esempio: Chiabr. Guerr. Got. 6, 23: A sommo 'l ventre il duro ferro immerge, E le minugia ivi alla terra asperge.
Esempio: Nom. Catorc. Angh. 2, 18: E così da Castel fino a Perugia Vengan armi per empier le minugia.
Definiz: § I. Pure per Intestino di alcuni animali, in quanto è adoperato a farne corde da strumenti musicali. –
Esempio: Varch. Ercol. 352: Quelli (numeri o ritmi) che hanno bisogno di corde, si servono o di minugia, come i liuti e viole e violoni, o di fili d'ottone, come ec.
Esempio: Buonarr. Fier. 4, 4, 11: E quei che fan le corde di minugia, E quei che fan le trine.
Esempio: Don. Music. Scen. 2, 243: Ci sono poi gli strumenti di corde, che quantunque di più forme di essi ci serviamo in due guise lavorate, perchè una parte ve ne ha d'ottone o d'altro metallo, gli altri, di animali tratte, di minugia sono appellate: quelle di minugia in viole, arpe e liuto si adoprano, ec. (così la stampa).
Definiz: § II. E figuratam., per la Corda stessa da strumenti ad arco o a pizzico, fatta di tale materia; per lo più nel plur. –
Esempio: Pulc. L. Morg. 27, 85: Chi aveva men forate le budella Pareva il corpo come una grattugia, O da far le bruciate la padella; Tanto che falsa sarà la minugia (qui scherzevolmente).
Esempio: Not. Malm. 1, 264: Minuge. Corde da strumenti musicali, come tiorbe, liuti ec. fatte di budella di bestie.
Esempio: Magal. Sagg. nat. esp. 188: Accordammo una minugia tirata con una grossa staffa di vetro all'ottava d'una chitarra.
Esempio: Legg. Band. Leop. 6, 105: Resta in piena libertà di chiunque la fabbricazione, in questi felicissimi Stati, delle corde e minuge di suono, dovendo ec.
Definiz: § III. E per estensione, Corda da strumenti, d'ottone o d'altro metallo. –
Esempio: Magal. Sagg. nat. esp. 190: Similmente due minugie d'ottone accordate all'unisono, sicchè toccata l'una risonasse l'altra, si disaccordavano ugualmente, per accostare a una di esse un carboncello acceso.
Definiz: § IV. Minugia, dicesi pure Uno strumento chirurgico, fatto di gomma elastica o d'altro, che adoprasi per dilatare l'uretra; più comunemente Candela, Candeletta. –
Esempio: Algh. Litot. 39: Avanti d'introdur la sciringa d'argento, s'introdurrà una candeletta o una minugia smussata.
Esempio: Bicchier. Bagn. Montecat. 199: Principiò questa (malattia) da qualche difficoltà nel rendere le orine, che, attribuita ad un ostacolo nell'uretra, fu trattata coll'introduzione di varie minugie.
Definiz: § V. Si usò per lo stesso che Correggia, Carregginolo, Sovattolo. Indi la maniera Legarsi le scarpe, o le scarpette, con le minuge, figuratam., parlando di persona che si accinga a fuggire. –
Esempio: Lipp. Malm. 3, 36: Già molti, impauriti e in preda al duolo, Non più co' nastri legan le scarpette, Ma con buone e saldissime minuge, Perchè stien forti ad un rumores fuge.
Esempio: Not. Malm. 1, 264: E costume usatissimo il dire: Il tale s'era legato le scarpe bene, o colle minuge, per intendere Correva forte, o volava, fuggendo i pericoli.