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1) Dizion. 5° Ed. .
INFECONDITÀ.
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Dizion. 5 ° Ed.
INFECONDITÀ.
Definiz: Sost. femm. Astratto di Infecondo. L'essere infecondo.
Lat. infecunditas. –
Esempio: Vallisn. Op. 2, 247: A questa cagione d'infecondità (nelle donne) si può per avventura ridurre l'altra osservazione d'Ippocrate, quando scrisse, ec.
Esempio: Cocch. Bagn. Pis. 301: Pongasi qualunque di queste cagioni della infecondità femminile, è manifesto che o ella è incurabile, o è molto ragionevole il tentare l'uso delle nostre acque.
Definiz: § I. E figuratam. –
Esempio: Giobert. Ges. mod. 2, 620: Per questa sua infecondità naturale esso (il Gesuita) può ancor meno esercitare il terzo carico, come quello che abbraccia i due primi e li compie.
Definiz: § II. Vale altresì Incapacità a render feconda, a render gravida, la donna; detto di uomo. –
Esempio: Mei C. Metod. Cur. trad. 288: Nei maschi lussuriosi e calorosi di testa, questa si è presso che costantemente la cagione dell'infecondità, tutto che la pecca venga comunemente addossata alle più temperate, fresche e sane femmine.
Definiz: § III. E detto di suolo, terreno, e simili, vale Incapacità di produrre, Sterilità. –
Esempio: Rucell. L. Oraz. 23: Per l'inclemenza del cielo, e per l'infecondità del suolo, sbandita era l'usata copia da queste fortunate regioni.
Definiz: § IV. E figuratam., per Scarsezza di raccolte, Carestia. –
Esempio: Giacomin. Oraz. I, 1, 99: Sarebbe indegno della magnificenza del Re, se nelle occorrenze del regno, che tante e sì impensate esser possono, guerre, fortificazioni, somministrazioni d'alimenti nella infecondità degli anni,... fosse sempre costretto a ricorrere altrove.