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1) Dizion. 5° Ed. .
DISLOGARE.
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DISLOGARE.
Definiz: Att. Muovere di luogo, Cavare della natural positura, riferito alle ossa; Farne uscire i capi dalle cavità, articolari, sia per violenza esterna, sia per qualche interna alterazione. E costruito con le particelle pronominali, vale Farsi, Prodursi, Cagionarsi, una lussazione nella parte espressa dal compimento del verbo. Comunemente Slogare.
Nel basso lat. delocare; e forse nel lat. barbaro esisteva anche dislocare, come farebbe supporre il trovarsi dislocatus. ‒
Esempio: Senec. Pist.: Se alcuno si rompe la gamba, o a sè disluoga alcuno membro e disconcia, egli non monta nè sale in carro nè in nave, anzi fa il medico venire a sè.
Esempio: Bern. Orl. 2, 43: Il destrier gli andò sotto traboccato; E sbalordito [Astolfo], lume qui non vede, E dislogosse in quello il destro piede.
Esempio: Salvin. Annot. Tanc. 569: A sganasciar incominciai sì forte: a sganasciarmi delle risa, quasi a sgangherarmi e dislogarmi le ganasce.
Definiz: § I. E in locuz. figur. ‒
Esempio: Giord. Op. 2, 97: I quali (il Boccaccio e il Bembo) dislogarono le ossa e le giunture di nostra lingua, per darle violentemente dal latino le forme che meno le si confanno.
Definiz: § II. Pure per Muover di luogo o di posizione, Far mutar luogo o situazione, riferito talora a cose. ‒
Esempio: Bart. D. Ghiacc. 31: Cacciando un bastone dentro un mucchio di rena,... non si dimezzano i granelli di quella rena, ma si disluogano solamente.
Esempio: E Bart. D. Suon. 148: Ma convien ch'ella in fatti vi sia; conciosiecosa che ogni particella abbia due impeti: l'uno ab estrinseco e violento, cioè quello che la sospigne e disluoga; l'altro ab intrinseco e naturale, che la ritorna al luogo e alla situazione dovutale.
Esempio: E Bart. D. Tens. 75: Quanto non ha [il liquido] parte alcuna fuor del luogo naturalmente dovutogli, tanto non de' sentir dentro sè niun atto di tal pressione che il disluoghi per ordinarlo.
Definiz: § III. Neutr. pass. dislogarsi Uscire dalle cavità articolari, detto delle ossa. ‒
Esempio: Rucell. Or. Dial. 160: Questa (la cartilagine dell'osso pube) nelle donne è il doppio più crassa e larga, acciò che questi ossi possan cedere ed allargarsi, non dislogarsi, o disarticolarsi all'empito del fanciullo nascente.