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Esempio: Stor. Pist. 112. E subito le rotture, che avevano fatte per uscir fuori, furono murate a pietra, e a calcina.


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Esempio: Nov. ant. 2. 2. Cotanto dico, che 'l cavallo è nutricato a latte d'asina.
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Esempio: Tavol. dicer. Noi siamo tanti, che tutti li potemo tosto acchiudere: non ci converrà guari combattere a sì poca gente.
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Esempio: Bocc. nov. 72. 5. A otta a otta la presentava; e quando le mandava un mazzuol d'agli freschi ec. e quando un canestruccio di baccegli, (cioè: di quando in quando.)
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Esempio: Bocc. g. 7. p. 3. I pesci notar vedean per lo lago a grandissime schiere.
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Esempio: Nov. ant. 8. 2. Non vendéo bene la mattina: recolsi a mal'agura, e a noia.


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Esempio: Dant. Purg. 7. Per quanto io posso a guida mi t'accosto.


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Esempio: E G. V. cap. 32. 2. Ritegnendo a loro l'amministragione d'ogni altra cosa del Comune. Lat. pro se.


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Esempio: Nov. ant. 2. 3. Non mi rispondere a grado, dimmi sicuramente la veritade. Lat. ad gratiam. Gr. πρὸς χάριν.


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Esempio: G. V. 5. 3. 3. Rimase uno figliuolo, che ebbe nome Arrigo, che 'l fece eleggere a Re de' Romani.
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Esempio: Dant. Inf. 29. Ver' è ch'io dissi a lui parlando a giuoco.


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Esempio: Bocc. nov. 30. 2. E udendo a molti ec. commendare la Cristiana Fede ec. un dì ne dimandò alcuno.


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Esempio: Petr. canz. 38. p. 1. I pensier dentro all'alma Mover mi sento a chi gli ha tutti in forza.
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Esempio: Bocc. nov. 20. 6. Una galeotta di Paganin da Monaco ec. sopravvenne e vedute le barche si dirizzò a loro.
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Definiz: per similitudine A MODO.


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Esempio: Buon. Fier. 2. 3. 11. Pon mente a quel Graziano Con quella guarnaccaccia, con quella berrettaccia a gronda.


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Esempio: E Buon. Fier. 2. 3. 12. E quelle vecchie Col fazzoletto sul viso a saltero ec. Ve' com'elle ci fan gli occhi torti.


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Esempio: E Buon. Fier. appresso: Bello sbarleffe, che egli ha 'n sul mostaccio Pur vero, e natural, ch'e'non ha maschera! E che barba a lucignoli!
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Esempio: Nov. ant. 65. 8. Or com'ebbero tutto affettato, e a fetta a fetta cercato (cioè: una fetta dopo l'altra, e a fetta per fetta. Lat. frustillatim.)
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Definiz: aggiunta a' verbi, alcuna volta diversifica loro totalmente il significato, come COMANDARE, ACCOMANDARE: TENERE, ATTENERE: COSTARE, ACCOSTARE: METTERE, AMMETTERE. Alcuna volta lo diversifica in parte, e in parte lo mantiene, come BATTERE, ABBATTERE: OPERARE, ADOPERARE. Alcuna volta mantiene appunto lo stesso, come OMBRARE, ADOMBRARE: CUMULARE, ACCUMULARE. Alcun'altra accresce lor forza, come BARBICARE, ABBARBICARE.
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2) id: f76a744451aa45f9a204124e150d5e3e)
Definiz: aggiunta a' nomi, opera il medesimo, che ne' verbi, come BATTIMENTO, ABBATTIMENTO: CUMULAMENTO, ACCUMULAMENTO: BARBICAMENTO, ABBARBICAMENTO.
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2) id: 4809df35c27749579027a632f4228032)
Definiz: aggiunta a diversi nomi, ma non affissa: di essa, e di loro si formano varie locuzioni, che si adoperano a maniera avverbiale, come A MIGLIAIA, A PROPORZIONE, A MAN RITTA, e infinite simili; molte delle quali saran tirate fuori a' lor luoghi, altre poste in corpo alla voce principale, e le rimanenti lasciate per più brevità, bastando averne dato quì questo cenno.
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2) id: 4295970a85ef470daa0c15228774ca13)
Esempio: Bocc. nov. 27. 14. La qual morte io ho tanto pianta, quanto dolente a me; perciocchè quantunque io rigida, ec.


3) id: 57961637ee1946d69baa18b422759e9c)
Esempio: Pass. 19. E consigliatimi, ec. che misero a me, ancora era tempo di trovar misericordia. Lat. hei mihi. Gr. φεῦ.
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Definiz: congiunta a verbo di stato in luogo, vale IN, o NEL.


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Esempio: E Bocc. nov. 77. 3. Un giovane, ec. avendo lungamente studiato a Parigi.


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Esempio: Bocc. nov. 7. 6. Avvenne, che trovandosi egli una volta a Parigi in povero stato.


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Esempio: E Bocc. nov. 89. 10. Un buon uomo, il quale a capo del ponte si sedea.
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2) id: e0d26480fd344e34ace7472137705ab7)
Esempio: E Bocc. Introd. n. 11. Ora a quella taverna, ora a quell'altra andando.


3) id: ffd46849b22b42a9baad30b0f1a78159)
Definiz: congiunta a verbi di moto, vale il Lat. ad.


4) id: ec06d9512bd8454b97e7539b08fd2a4a)
Esempio: Bocc. nov. 15. tit. Andreuccio ec. con un rubino si torna a casa sua.
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2) id: 0001336d03884134983f323ec4b0bba8)
Esempio: Bocc. nov. 31. 16. Tancredi, nè a negare, nè a pregar son disposta.


3) id: 9d7628b9f19347e4ac4372f498b5a166)
Esempio: E Bocc. nov. 13. 5. Cominciarono a vendere, e impegnare le possessioni.


4) id: ccb21b4e424e4734b5c643efa2c12d2d)
Esempio: E Bocc. nov. 79. 30. Che cosa è a favellare, e ad usare co' savj.


5) id: 57a0b483c1614dbaa4ccf15113ad45a2)
Definiz: congiunta con gl'infiniti ha forza di segnacaso, e perciò viene a dar loro quasi forza di sustantivo.
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2) id: 833f5ff6283843fe9a9d1a345e6a2d0a)
Esempio: Bocc. nov. 40. 5. A trargli l'osso potrebbe guerire (cioè: col trargli l'osso.)
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2) id: b508509f5211479ba4084553ef8614b2)
Esempio: E Bocc. nov. 5. 4. Mandò a dire alla donna, che ec. l'attendesse a desinare.


3) id: f23d8fca059144aaa5acd935f5ad6d8e)
Esempio: Bocc. nov. 31. 23. Or via va colle femmine a spander le lagrime.
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2) id: e2aebdf632384944be9f78d53d88a5bd)
Definiz: per IN GUISA, modo comune di dire a noi, e a' Greci. Lat. instar. Gr. δίκην. v. Flos 354.


3) id: d0d6091bc3014ea8a5665ecf40e3f22a)
Esempio: Bocc. nov. 85. 12. E' mi par pur di vederti morderle con codesti tuoi denti fatti a bischeri quella sua bocca vermigliuzza.