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4° Edizione
Diz Giu. totali
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180) Dizion. 4° Ed. .
PROFETA
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pag.733



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Esempio: Vit. S. Gio. Bat. E tu, fanciullo profeta, che se' venuto innanzi per apparecchiargli la strada ec.
181) Dizion. 4° Ed. .
CASATA, e CASATO.
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pag.581



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Esempio: Vit. S. Gio. Bat. Come potrò io liberare Ierusalem, conciossiacosachè 'l mio casato è basso, e vile?


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Esempio: Petr. uom. ill. E quella casata certamente fue accettissima a Roma.
182) Dizion. 4° Ed. .
CELLETTA.
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pag.614



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Esempio: Vit. S. Ant. Fabbricóe tra quelle boscora colle sue proprie mani una chiesina, ed una piccola celletta.
183) Dizion. 4° Ed. .
MELUZZA
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pag.201



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Esempio: Vit. S. Gio. Bat. Apparecchia de' suoi cibi, che usava per se, e qualche meluzza, e datteri.


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Esempio: Malm. 12. 18. Unitamente in un balen provvisti Di bucce, di meluzze, rape, e torsi, Cominciarono a fare a chi più tira.


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Esempio: Alleg. 43. Che se non ha de' soldi, Egli è posposto a mille manigoldi, E gli son tratte le meluzze, e i torsi.
184) Dizion. 4° Ed. .
AGO.
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pag.97



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Esempio: Vit. S. Gio. Bat. Non ci ha nè ago, nè refe, non ci ha forvici, nè coltello.


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Esempio: Tes. Br. 2. 49. E sappiate, che a queste due tramontane vi s'apprende la punta dell'ago, ver quella tramontana, a cui quella faccia giace.


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Definiz: §. IV. E Ago a quel ferro della stadera appiccato allo stilo, che stando a piombo mostra l'equilibrio. Lat. examen, trutina, aequamentum. Gr. τρυτάνη, κανών.


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Definiz: §. VI. E Ago, negli orivuoli a sole, è quel ferro, o simili, fisso nel piano, che manda l'ombre a segnar l'ore. Lat. gnomon. Gr. γνώμων.


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Esempio: Dant. Purg. 32. E come vespa, che ritragge l'ago, A se traendo la coda maligna.


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Definiz: §. V. E Ago a quel risalto, che ha l'arpione, nel quale entra l'anello della bandella.


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Esempio: Lasc. Spir. 1. 3. Oltre a questo, gettò per bocca ciocche di capelli, agora, spilletti ec.


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Esempio: Salv. Granch. 1. 1. Vidi ben io dove La cosa appunto aveva a riuscire: Costì mi cadde l'ago.


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Definiz: §. III. Diciamo Ago ancora a quel ferro aguzzo, che è appiccato alla toppa, e entra nel buco della chiave, e guidala agl'ingegni della serratura.


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Definiz: §. II. Dicesi eziandio Ago a quella picciolissima spina, che hanno nella coda le vespe, le pecchie, e i calabroni, e simili animaluzzi, col quale pungono. Lat. aculeus.
185) Dizion. 4° Ed. .
SINCERISSIMO.
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pag.535



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Esempio: Vit. S. Gio. Bat. Al signor dilettissimo è da osservare, e abbracciare per cultivamento di sincerissima caritade.
186) Dizion. 4° Ed. .
BECCHICO
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pag.407



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Esempio: Vit. S. Ant. Neente gli dava profitto, nè pillole becchiche, nè galle di ghiaggiuolo confette con mele.
187) Dizion. 4° Ed. .
CHIESINA.
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pag.647



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Esempio: Vit. S. Ant. Fabbricóe tra quelle boscora colle sue proprie mani una chiesina, ed una piccola celletta.
188) Dizion. 4° Ed. .
CUCUZZOLO
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pag.877



1) id: ea2ce01c8567479ca23892ff6aa0375a)
Esempio: Vit. S. Ant. Gli cascóe sul cucuzzolo del capo, e gli fece nel cucuzzolo una grande ferita.


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Esempio: Vit. S. Gir. E che dirò più, se non che dalle piante de' piedi insino al cucuzzolo del capo non è in me, se non iniquità?
189) Dizion. 4° Ed. .
CULTIVAMENTO
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pag.880



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Esempio: Vit. S. Gio. Bat. Al Signor dilettissimo è da osservare, e abbracciare per cultivamento di sincerissima caritade.
190) Dizion. 4° Ed. .
CARACCA.
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pag.559



1) id: f5cf8d88520d45b0863c03dde56b3393)
Esempio: Vit. S. Ant. Quando meno lo mercatante lo sperava, arrivóe sua caracca sana, e salva nel porto.


2) id: c2a575d7fd2c4d868dd9db66dcc6a07e)
Esempio: Segr. Fior. Cliz. 4. 2. Queste cipolle, fave, e spezieríe, perchè sono cose calde, e ventose, farebbon far vela a una caracca Genovese.
191) Dizion. 4° Ed. .
SECOLARE
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pag.448



1) id: fb348cf51b9a45909689edbc190ceecc)
Definiz: Add. Di secolo, Attenente a secolo; Laico. Lat. secularis, S. Gir., e S. Ag.


2) id: 4c4e347c9c9e4f25b633d7779627412c)
Esempio: M. V. 9. 55. Ponendo fine alle tempeste secolari, che colla lingua sua ornata di ben parlare aveva commesse.


3) id: 9f05ea0f6f594edea082dd0d3466ce61)
Esempio: E Maestruz. 1. 23. I bigami sono privati d'ogni brivilegio chericile, e legati a foro secolare.
192) Dizion. 4° Ed. .
FAMIGLIARMENTE, e FAMILIARMENTE
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pag.341



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Esempio: Vit. Crist. Favellò con teco così famigliarmente.


2) id: 1bf1c9a8082a4a41b38ff7b523ee7764)
Esempio: Coll. SS. Pad. Nel qual luogo stando altri più familiarmente, può pregare Iddio, ed accostarsi a lui più dimesticamente.
193) Dizion. 4° Ed. .
AFFRANCATO.
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pag.81



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Esempio: Vit. Plut. L'uno portava Fillargulo suo affrancato.
194) Dizion. 4° Ed. .
PORCELLO
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pag.662



1) id: d8de424d58cd42eeb65ff3c3c3537f44)
Esempio: Vit. Plut. Lavava uno porcello nel porto.
195) Dizion. 4° Ed. .
SOPRACCOMITO
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pag.596



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Esempio: Vit. Plut. Sopraccomito fece Inissicrito il filosofo.


2) id: 40b1dc9f1811411d8971e50e2689deca)
Esempio: Bemb. stor. 5. 66. Il Contarino, chiamati a se i sopraccomiti delle cinque galée, ed esortatigli ec. alle loro galée gli rimandò.
196) Dizion. 4° Ed. .
NOTTURNO
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pag.362



1) id: 2278778d0ecb4ed88b94b1b3005f59fc)
Esempio: Vit. S. Gir. Dividendo il Salterio per gli dì della settimana, e a ciascuno dì assegnando suo proprio notturno.
197) Dizion. 4° Ed. .
SANTITÀ, SANTITADE, e SANTITATE
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pag.320



1) id: 0cacada5ee2549dfaa483e8dcd2d50f2)
Esempio: Vit. S. Gio. Bat. Tornando a casa dicevano sì grandi novelle della sua santità, che non si potrebbe dire.


2) id: 904277a618b74944b7f54b43cb82cd34)
Esempio: E Vit. S. Pad. 69. Udendo la fama della sua santitade una donna ec.


3) id: 5da3e9a960f549d2bbeab311b6224d99)
Esempio: E Vit. S. Pad. 70. Stette con Ilarione aggiurato, anzi sforzato da lui per la sua santitade.


4) id: 3dc7c8d192244c6b963acc8a18fa1f52)
Esempio: Vit. SS. Pad. 1. 14. Avvegnachè tutti quasi avanzasse in fama, e in verità di santità, a tutti non però dimeno era caro, e grazioso.
198) Dizion. 4° Ed. .
SUTO.
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pag.824



1) id: 710358563da943a2a0c05714f9dc3372)
Esempio: Vit. S. Umil. Ma ella ritornò a letto, acciocchè la fante non s'avvedesse, o accorgesse di quello, ch'era suto.
199) Dizion. 4° Ed. .
DISVITICCHIARE.
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pag.213



1) id: 9c93f5aa12ff47a28949aec7d96ddf58)
Esempio: Vit. S. Ant. Se gli era lo serpente così duramente avviticchiato, che non se lo potea disviticchiare d'addosso.


2) id: 32910ca82c1948fbbd5414af32f51b5b)
Esempio: Dant. Purg. 10. Ma guarda fiso là, e disviticchia Col viso quel, che vien sotto a que' sassi.