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1) Dizion. 5° Ed. .
CASTAGNETO
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pag.646



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Esempio: Pulc. L. Bec. 15: Deh vientene poi qui nel castagneto.
2) Dizion. 5° Ed. .
FORACCHIARE.
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pag.298



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Esempio: Pulc. L. Bec. 5: Io mi sentii così bucare il core, Come stu 'l foracchiasse col balestro.
3) Dizion. 5° Ed. .
BECCO
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pag.117



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Da bec, antichissima voce celtica, come attesta Svetonio. –


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Esempio: Med. L. Beon. 3, 123: Io me n'avveggo ben perch'ei balena; Volentier de' tenere in molle il becco.


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Esempio: Cresc. Agric. volg. 277: L'acqua si riceve in alcun altro vasel di vetro, sotto 'l becco della campana ordinato.


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Esempio: Pulc. L. Morg. 22, 163: E disse: come il becco un poco immollo, Sicuro vo per boschi e per padule.


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Esempio: Bocc. Decam. 5, 198: E questo detto, le penne ed i piedi e 'l becco le fe', in testimonianza di ciò, gittare avanti.


6) id: 69496d853e6f45aeb90a56248ce40044)
Esempio: Buonarr. Fier. 4, 5, 2: Per le cose de' grandi.... Mettere 'l becco 'n molle Ogni gazzera ardisce, ogni cuculio (qui locuz. figur.).


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Esempio: Ricc. L. Teofr. Caratt. 2, 140: Alludendo al nostro volgar detto Mettere il becco in molle, allorchè prendiamo a ragionare di ciò che a noi non conviene, e con quelli con cui non abbiamo diritto di tenerne proposito.
4) Dizion. 5° Ed. .
CAPPERONE.
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pag.543



1) id: c87e68eb08ea47b2adcfc67d9a71f53f)
Esempio: Pulc. L. Bec. 9: Io mi tirai poi drieto al tuo pagliaio, Chè 'l vento mi brucava il capperone.
5) Dizion. 5° Ed. .
L,
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pag.1



2) id: 967f9e1b1e944e0da71f0d9681a2cee5)
Definiz: § II. L. Numero de' Romani, che significa Cinquanta. –


3) id: 706cdf94cb00465c8df9bbeef5905eef)
Definiz: § I. E per il Segno o Carattere, che rappresenta la lettera L. –


4) id: 5bd9ba83dc7040c19310737936128eb3)
Esempio: E Cavalcant. B. Retor. appr.: Dell'altre lettere il G, il C lo L.... fanno dolcezza.


5) id: 9105afaac284405da8c3e18b9a0f2923)
Esempio: Mann. Ist. Decam. 186: Il Sansovino.... dice che in Bologna della R ne fanno L.


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Esempio: E Mann. Ist. Decam. appr.: La L e la R spesse fiate da' Toscani si scambiano.


7) id: 88889c9b697d4ac78578b76a994f2f1f)
Esempio: Bemb. Pros. 68: Molle e dilicata e piacevolissima è la L, e di tutte le sue compagne lettere dolcissima.


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Esempio: Dant. Parad. 18: Sì dentro a' lumi sante creature Volitando cantavano e faciensi Or D, or I, or L in sue figure.


9) id: 22d41e5ca0374005b6530a05c3433499)
Esempio: Borgh. V. Disc. 2, 181: Cosa che in nessun de gli altri (segni) riscontra: non nell'I all'uno,... non nella L al cinquanta.


10) id: b2e31172b2984d6987fbc7fb04a05b02)
Esempio: Cavalcant. B. Retor. 263: Quelle [parole] ne le quali è lo S, lo L,... pare che.... abbiano più tosto del rimesso che altro.


11) id: 4ea445d02eaf4b0b988dc92b9ecf0883)
Esempio: Salvin. Annot. Fier. 511: Nel profferire la l, più su s'alza la lingua, e tocca il palato, e ripiegasi, e poi scende; laonde la minuta plebe fiorentina, per iscansare questa fatica, dice aitro, in vece d'altro: e nel dialetto franzese autre, nello spagnuolo autro, per più comodità venne a dirsi: e vegghiare e stregghiare e mugghiare dissero i nostri antichi per fuggire la faticosa l. Così grolia, la plebe, e Papa Chimenti per Clemente già disse; risparmiandosi così dalla lingua la prima lettera del suo nome.


12) id: 288bd180b70d4f23af261067c1968141)
Esempio: Salv. Avvert. 1, 273: La fiorentina lingua, quando la L scempia segue appresso a vocale ed in consonante viene a percuotere, sì dolce la profferisce, che a sentirla par quasi un i raccolto. Pare un i, dico, a coloro a cui l'idioma è straniero. E perciocchè par vero, e non è, di qui avviene che contraffar non ci possono: chè se potesson contraffarci, non sempre ce n'avvedremmo, quando per gabbo di farlo studiano alcuna volta, e dicono: aitre voite: aimo sole: tra l'Eiba e i Giglio: appiè dell'olmo: un uom de i vulgo: ed altre cotali giullerie.
6) Dizion. 5° Ed. .
INFINOCCHIARE.
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pag.716



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Esempio: Pulc. L. Bec. 3: Tu gl'infinocchi come le salsiccie, E con l'occhietto gli vai infinocchiando.
7) Dizion. 5° Ed. .
CODIARE.
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pag.112



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Esempio: Pulc. L. Bec. 3: E come fanno gli asini alle micce, E' gaveggin ti vengan codiando.
8) Dizion. 5° Ed. .
BACÍO.
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pag.13



1) id: 52836c495a9047f1849b5ed34f82396a)
Esempio: Pulc. L. Bec. 15: Noi ne farem, vedrai, buon lavorío, Ma rechera'ti di verso el bacío.
9) Dizion. 5° Ed. .
MURACCIO.
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pag.658



1) id: c48a2283d7064c9e976562438af90e85)
Esempio: Pulc. L. Bec. 172: Io ero iersera dal noce di Meio, Da quel muraccio là da' Saracini.
10) Dizion. 5° Ed. .
BERLINGOZZO.
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pag.149



1) id: ce2b055cbad94344b4c370d1f5b0cd9e)
Esempio: Pulc. L. Bec. 20: Tu vuoi sempre di drieto e' gaveggini, E non daresti loro un berlingozzo.


2) id: e5461f2df3934081b9227c0020026c5b)
Esempio: Vasar. Lett. 1450: Se lo studio e 'l tempo che ho messo a imparare que' pochi di berlingozzi ch'io fo, l'avessi messo in un'altra scienza, credo ec.
11) Dizion. 5° Ed. .
CERCONCELLO
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pag.772



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Esempio: Pulc. L. Bec. 13: Se tu vuoi alle volte una insalata Di raperonzo, o vuoi di cerconcello.
12) Dizion. 5° Ed. .
MICCIA
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pag.239



1) id: 381890797f6740c6b73c8057daa493bd)
Esempio: Pulc. L. Bec. 3: E come fanno gli asini alle micce, E' gaveggin (i vagheggini) ti vengan codiando.
13) Dizion. 5° Ed. .
BUGNOLA.
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pag.313



1) id: e49d9353bb7f45a2a0b7927860a9bc11)
Esempio: Pulc. L. Bec. 17: I' ho com'uva le bugnole piene, E sempre del gran d'anno ho nel cassone.


2) id: 5cc193dd37474caa917c635379c89837)
Esempio: Lipp. Malm. 6, 41: Io ti ringrazio sì, ma non mi placo. Perciò gli rispond'ella di maniera Ch'io non voglia pigliar la spada e 'l giaco, Che in bugnola son più di quel ch'io m'era.
14) Dizion. 5° Ed. .
MUCCHIERELLO.
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pag.634



1) id: 586b531b4f644108b1de1e67b77fcdce)
Esempio: Pulc. L. Bec. 16: Vientene un di là da quel mucchierello Al piè del pero mio, dov'è la bica.
15) Dizion. 5° Ed. .
CORNAMUSINO.
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pag.753



1) id: 13965ac61ebb44db801b53bf19683bb9)
Esempio: Pulc. L. Bec. 20: E non conosci più e' cornamusini, O che l'uom sia smaello (snello) o bello o sozzo.
16) Dizion. 5° Ed. .
BUONDATO, che anche si scrisse disgiuntamente BUON DATO
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pag.318



1) id: 9fb3d73a4c8146d48bf055a31f726d24)
Esempio: Pulc. L. Bec. 20: Tu non arai mai senno i' ti prometto, Se io, che n'ho buondato, non tel metto.
17) Dizion. 5° Ed. .
BIRBONE
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pag.190



1) id: 532bf5cf090447478f9ad33bbdddb75c)
Esempio: Pulc. L. Bec. 22: Ed io ne vo come un birbone a ella La sera in sul far bruzzo, ch'io trafelo.
18) Dizion. 5° Ed. .
FAVULE e più comunemente, per sincope, FAULE.
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pag.703



1) id: 767fccbced864834842c66a2d244ab20)
Esempio: Pulc. L. Bec. 21: E che per mezzo il favul per dispetto T'ho cacciato el buciacchio, e su pell'aia (qui in equivoco).
19) Dizion. 5° Ed. .
GRANCHIO,
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pag.487



1) id: bed28995243d4f57a923d52b74f9906b)
Esempio: Pulc. L. Bec. 9: Per farti, Beca, una cosa pulita, Mi prese appunto il granchio nelle dita (qui figuratam. e in ischerzo).
20) Dizion. 5° Ed. .
OGNI.
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pag.431



1) id: 3d99724f5c1e4a51992ca9382361ab50)


2) id: 7a16290b1ac6452ebfdf68dc8654ffa4)


3) id: 889eaf540997404081e0ec5cee1dcd84)
Esempio: Med. L. Canz. ball. 27: Ed ho perduto ogni mie sarte e vele, Poi ch'ho perdute mie dolce loquele.