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1) Dizion. 5° Ed. .
DI
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pag.221



1) id: 628d84f9443a4c669cba86a1b7e06327)
Esempio: Ug. Pac. Rim. Z. 466: Allora cresce di loro il diletto.
2) Dizion. 5° Ed. .
FICCARE.
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pag.31



1) id: 7385ebb84dd5429a8c9c77df87c1668a)
Esempio: Ug. Pac. Rim. Z. 467: Ficcando nella mente il tuo contegno, Accresce amore, e l'amistà ravviva.


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Esempio: Poliz. Rim. C. 43: Nel sangue Crudeltà lieta si ficca; E la Disperazion sè stessa impicca.


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Esempio: Allegr. Rim. Lett. 201: E voglio ancora, e costi ogni danaio, Dinanzi all'uscio un dì ficcarti il maio.


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Esempio: Fag. Rim. 6, 234: La guerra non m'entra nella zucca. E s'egli corre, e allegro vi si ficca, Io resterò nella mia biccicocca.


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Esempio: Vill. G. 736: Lanciata gli fu una corta lancia manesca, la quale il percosse alla giuntura delle coraze, e ficcòglisi per lo fianco.


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Esempio: Allegr. Rim. Lett. 76: Pensan certi avaron, perchè son ricchi, D'aver a strapazzar i letterati, E dannos'ad intendere i prelati, Che per una pagnotta ognun si ficchi.


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Esempio: Bern. Rim. burl. V. 61: Mi vien ora il sudor della morte A dir ch'io m'ho a partir di questa terra, E andarmi a ficcare in un paese, Dove si sta con simil cose in guerra.
3) Dizion. 5° Ed. .
GRATULANTE.
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pag.540



1) id: 9823cb29efbb42b899eb33b32f34d4b9)
Esempio: Ug. Pac. Rim. Z. 466: Volgi la mente dunque, e me rimira, E gratulante piglierai l'effetto, Che ec.
4) Dizion. 5° Ed. .
COSTATO.
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pag.909



1) id: 2faee2e3ae484079b509b08356f4b93b)
Esempio: Ug. Pac. Rim. Z. 467: Pareami altero Amor con una lancia, Fender a uno dal costato alla pancia.
5) Dizion. 5° Ed. .
BOZZO, collo z dolce.
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pag.251

6) Dizion. 5° Ed. .
LAZZEZZA, con la doppia z aspra.
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pag.163

7) Dizion. 5° Ed. .
LAZZO, con la doppia z dolce
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pag.163

8) Dizion. 5° Ed. .
LAZZO, con la doppia z aspra.
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pag.163

9) Dizion. 5° Ed. .
INDRAGARE e INDRACARE.
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pag.614



1) id: 5449c949bce8469e845d704ea31cbd22)
Esempio: Ug. Pac. Rim. Z. 467: Quando quel fia, non sarò sazio anco, Mostrando versi ove costei m'indraga, Che splende più ch'ogn'altra in ogni bianco.
10) Dizion. 5° Ed. .
G,
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pag.1



2) id: 5d5a59da78b246cba30585c404f43d2b)
Definiz: § II. G sol re ut, è lo stesso che Gisolreutte. –


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Esempio: Salv. Avvert. 1, 282: Il c e 'l g da certi popoli non si posson pronunziare.


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Esempio: Bemb. Pros. 69: Alquanto spesso e pieno suono appresso rende la F: spesso medesimamente e pieno, ma più pronto, il G.


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Definiz: § I. La lettera G nel diagramma musicale antico indicava il Sol in quarto spazio della chiave di basso, se era maiuscola; se era minuscola, indicava il Sol in seconda riga della chiave di violino; la g minuscola raddoppiata indicava il Sol sopra le righe. –


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Esempio: Cavalcant. B. Retor. 263: Sono dolci comunemente quelle parole le quali hanno assai vocali, e dell'altre lettere il g, il c, lo l, lo f, lo m fanno dolcezza, tali sono amore, giovare;...... e di queste fa dolcezza qualcuna innanzi all'altra, come lo l innanzi al c in questa parola dolce, dinanzi al g, come involge; il g innanzi allo l, voglia, scoglio, e simili. Aspre certamente sono quelle nelle quali è lo r.... innanzi al g e doppo, come gorgo, agro.... Lo s ancora fa il suono insuave ed aspro dinanzi al t, nel principio della parola, innanzi al c, al g, al p, al q, al t, allo f, allo m, come in questa parola storpio, scoglio, sgraziato, sfogo.


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Esempio: Don. Tratt. Enarm. 336: Il D senza punto fa quarta, e quinta con G sol re ut, e terza minore e sesta maggiore con.... mi.


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Esempio: E Salv. Avvert. appr.: E quando pure sforzar si vogliono o da vero o per gabbo, il c e 'l g in suono vicino a quel della s e del c, o quel della s e del g, mal lor grado son trasportati; scipolla, fansciullo, mansgiare, e sgiusgiola, che è quasi natio a' Franceschi.


9) id: 2480fd6890694883a9ba0a13d500b868)
Esempio: Don. Tratt. Enarm. 331: I tasti neri dell'armonia ipolidia sono accordati come ne' cembali comuni, salvo che tra G ed A qui c'è l'a la mi re col b molle.


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Esempio: Papin. Lez. Burch. 73: Osservate attentamente come il nostro Burchiello, in grazia della venerabile antichità, dice Gaio, come lo dicevano gli antichi, i quali avevano maggior piacere della G, che della C.


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Esempio: E Don. Tratt. Enarm. appr.: Nella fronte del tasto B ipolidio,..... si può notare col rosso il C lidio, al quale corrisponde detta voce; nel G il D, e così l'altre di mano in mano.


12) id: 882dde71a1f54bc69732efd21e1daaa6)
Esempio: E Don. Comp. Music. 30: Mi par anco molto a proposito di due sistemi segnare l'uno col nero.... e l'altro col rosso: il che riuscirà molto commodo per notare quelle voci metaboliche che cadono in amendue tra il G e l'A, e tra il D e l'E.


13) id: 92147034832046418dd0aa3d12f9db88)
Esempio: Buomm. Ling. tosc. 31: Il G corre la medesima sorte del C, e segna due suoni, l'uno muto, ottuso e rotondo, come in garbo, gostanza, gusto e grotta; l'altro chiaro, acuto e sonante, come in gente, generoso, ginepro. Ma acciocchè e' suoni ottuso, se gli aggiugne l'H, scrivendo gheppio, gherone, ghianda, ghiotto, ghirlanda: e se dee sonar chiaro, si contrassegna con I; già, giallo, giogo, e giusto.


14) id: 6a97b289348d47d1bb752f3c32f7f7a5)
Definiz: lettera palatina, la settima dell'alfabeto e la quinta delle consonanti, che i grammatici dicono mute. Pronunziasi Gi, e si fa di gen. masc., e anche femm. Per l'affinità del suono il G si sostituisce in molte voci al C e alla Z, dicendosi Gastigare e Castigare, Luogo e Loco, Lagrima e Lacrima, Servigio e Servizio, Palagio e Palazzo. Innanzi alle vocali A, O, U, ha suono più muto e più rotondo, come in Gala, Gora, Gusto: innanzi alle vocali E ed I si manda fuori più ammollita, come in Gelido, Giro; ma per darle il suono che ha colle altre tre vocali, le poniamo l'H dopo, come in Ghermire, Ghiaccio; in quel modo che per darle il suono ammollito avanti all'A, E, U, si pone tra essa e queste vocali un I, scrivendo Giacere, Giogo, Giubba. Si assimila alla lettera M, come in Domma, Flemma; e talora, nel mezzo della parola, davanti a vocale sparisce, come in Reale per Regale, in Sciaurato per Sciagurato, in Reina per Regina. Talvolta si cangia in V, come Fragola in Fravola. Seguita dalle vocali ia colle quali formi sillaba, talora si cambia popolarmente in D; come ad es., Ghiaccio in Diaccio, Giacere in Diacere, Giacinto in Diacinto. Non si pone il G avanti ad altre consonanti che alla L, alla N, alla R, nella stessa sillaba, e perde alquanto del suo suono, come in Gloria, Ignavia, Grazia. Ammette avanti di sè nel mezzo della parola, ma in diversa sillaba, la L, N, R, come Volgere, Fango, Argine. La S le va avanti nel principio della parola o della sillaba, come in Sgabello, Sgherro, Sgorbio, Sgualdrina. Ng, dinanzi ad E ed I, o si conserva, o per metatesi diventa Gn, come Ungere e Ugnere, Angiolo e Agnolo, Piangere e Piagnere. –


15) id: ed5be8cbc8614d75ac0392a942d0593a)
Esempio: Marrin. Annot. Baldov. Lament. 188: Mutata la R in L si fece facilmente lifriggerio. Ma perchè la difficoltà potrebbe piuttosto battere sopra quei due GG, dico che, quand'anche non si fossero trovati esempj, ognuno però poteva restar persuaso, che questa voce era secondo il gusto de' nostri vecchi, riflettendo che essi sovente raddoppiavano il G nelle voci, come si vede in reggia, brivileggio, Cartaggine, rifuggio, ec., e molto più nella voce fugga per fuga usata dal Boccaccio.
11) Dizion. 5° Ed. .
LISCIATO
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pag.402



1) id: 66ca1f2d9aab45d18d60663d114fe182)
Esempio: Ug. Pac. Rim. Z. 466: Tra bipartito è il bello, ed han poch'anni; Or meno, or più, però sanza difetto, E viste, non lisciate, sanza inganni.
12) Dizion. 5° Ed. .
LEZZO
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pag.305



1) id: 3d5e8b1289c5496689e243e433b6f5b6)
Esempio: Sacch. Rim. G. 2 t.: Gittar lezzo di becco.


2) id: 7cd69428024c4ae886a3e342968ceb99)
Esempio: Sacch. Rim. G. 36: Faenza, quale ài fatta sì tapina, A barberi impegnasti; ed in quel prezzo S'inchiuson gli adulterj e la rapina. E tu, che se' pel ciel vicario in terra, Non pensi che a Lui ne vegna lezzo; Chè per lo tuo difetto, sente e vede Il popol suo cercar l'altrui merzede?


3) id: 95c1fc83bda44f2e9eee0a2b11c0b8c7)
Esempio: Petr. Rim. 2, 272: Già non fostù nudrita (apostrofa la Corte pontificia) in piume al rezzo; Ma nuda al vento, e scalza fra li stecchi: Or vivi sì, ch'a Dio ne venga il lezzo.
13) Dizion. 5° Ed. .
IMBERBE.
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pag.73



1) id: 3b7267931b424d978f9308d045990f19)
Esempio: Sacch. Rim. G. 40: Imberbe bello venne ad ultim'ora.
14) Dizion. 5° Ed. .
DURAMENTO.
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pag.946



1) id: 0ec69b3118474677af9f575c3a686941)
Esempio: Difend. Pac.: Per la permanenza e duramento di quelle.
15) Dizion. 5° Ed. .
CAROGNACCIA.
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pag.596



1) id: 82b0e72e57f3487ca543e5b19daf74c9)
Esempio: Buonarr. Fier. 4, 2, 5: Gli serbo a te, faina. Z. Nibbio. S. Putta. Z. Guattero. S. Carognaccia.
16) Dizion. 5° Ed. .
INGRUGNATO.
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pag.833



1) id: e3e19b88b4b74fa29a942c5b18f28711)
Esempio: Sacch. Rim. G. 11: A lo 'ngrugnato becco, d'amor pien.
17) Dizion. 5° Ed. .
MUNTO.
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pag.656



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Esempio: Sacch. Rim. G. 53: Di senno munti E' giovenetti sono.


2) id: a8bd0abdacfa42a99a3b59ef3112c349)
Esempio: Adr. G. B. Stor. 98: Stimando, trovandosi Cesare per lo danno ricevuto poco innanzi ad Algieri indebolito e di moneta munto, ed egli d'ogni cosa copioso, poterli venir fatto di conquistare ec.
18) Dizion. 5° Ed. .
ADULTERATO.
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pag.232



1) id: b420cca9ceb24dc9b5c7c67ec4d83d9e)
Esempio: Sacch. Rim. G. 6: Canzone, a quell'adulterata reggia Ne va'.
19) Dizion. 5° Ed. .
ADDIMANDARE e ADDOMANDARE
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pag.194



1) id: a55ab57c6a3f4c68a5c3ce8479a3f96a)
Esempio: Cecch. Comm. ined. 305: Conoscetemi Voi? G. Non io. Z. Io m'addomando il zingano, Famiglio dotto.
20) Dizion. 5° Ed. .
LAZZITÀ, LAZZITADE e LAZZITATE, con la doppia z aspra.
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pag.163