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1) Dizion. 5° Ed. .
MALDICENZA
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MALDICENZA.
Definiz: Sost. femm. L'essere maldicente; L'atto, ed altresì L'abito, del dir male, dello sparlare, di chicchessia. –
Esempio: Cas. Pros. 3, 143: Son ben certo che Lor Signorie clarissime non hanno lasciato luogo alcuno a vera maldicenza.
Esempio: E Cas. Pros. 3, 326: Della maldicenza: del contraddire agli altri: del dare consigli.
Esempio: Cavalcant. B. Retor. 511: La maledicenza non ha altro proponimento che l'ingiuriare con parole; la quale ingiuria, se ella è detta molto licenziosamente, villania, se facetamente, urbanità è nominata.
Esempio: Adim. A. Pind. 82: Si può dire che madre della maldicenza sia l'invidia, la quale più freme quanto più gli uomini felicemente s'adornano di virtù.
Esempio: Menz. Sat. 70: Così vada chi disprezza o allenta Della modestia il freno, e dal suo labro Di maldicenza le saette avventa (qui in locuz. figur.).
Esempio: EMenz. Sat. appr.: Maldicenza non è lo scoprir quello Che nel danno comun tanto ridonda.
Esempio: Crudel. Rim. 104: Via, non posso soffrir la maldicenza.
Esempio: Ricc. L. Teofr. Caratt. 4, 387: E la maldicenza un muovere co' discorsi l'animo al peggio; e ha di proprio il maledico, che interrogato, il tale, che cosa è egli? comincia non altrimenti che quelli che fanno genealogie, prima della sua schiatta, con dire: ec.
Esempio: Leopard. Pros. 2, 140: Gran rimedio della maldicenza.... è il tempo.... Passato poco tempo, la materia divenendo trita, i maledici l'abbandonano, per cercare delle più recenti.
Esempio: Giust. Vers. 31: Nessun ci addebiti Di maldicenza.