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AMAREZZA.
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AMAREZZA.
Definiz: Sost. femm. Astratto di Amaro.
Lat. amaritia. −
Esempio: Benciv. Aldobr. R. 64: E se procede [la colica] da collera, avviene sete e amarezza della bocca, e vomito collerico.
Esempio: Collaz. SS. PP. 140: Acciò che per turbamento di furore, io non sia menato in amarezza di fiele.
Esempio: Soder. Cult. Ort. 258: Acquistano [i radicchi] una candidezza e teneritudine grande, e si spoglian della maggior parte dell'amarezza.
Esempio: Panciat. Scritt. var. 115: Le pecchie dall'amarezza del timo sanno trarre la dolcezza del mele.
Esempio: Pap. Cons. med. 2, 262: Quindi nascono le amarezze di bocca, le asciuttezze e le arsioni.
Definiz: § I. Figuratam. per Dispiacere, Dolore. −
Esempio: Fr. Iac. Tod. 272: Di quel corpo possessori Fatti n'ha che 'n croce tese, E del sangue che ne scese Con asprissima amarezza.
Esempio: Salvereg. volg. 56: O verace dolcezza, che cacci l'amarezza del peccato, e accatti a noi dolcezza di grazia.
Esempio: Cocch. Matrim. 41: Che se poi si aggiungano le amarezze, che il contegno della moglie ec.
Esempio: Mont. Poes. 1, 257: Uscieno Di mezzo all'atterrate are deserte Due donne in atto d'amarezza pieno.
Definiz: § II. E pur figuratam. per Ciò che è spiacente, duro. −
Esempio: Cas. Pros. 2, 35: Queste parole di signoria e di servitù, e le altre a queste somiglianti,.... hanno perduta gran parte della loro amarezza.
Esempio: Magal. Lett. fam. 2, 146: Essendomi toccato a pagarlo coll'amarezza di quelle brevi, ma disperatamente disingannative parole.
Definiz: § III. E per Rancore. −
Esempio: Segner. Pred. 51: Conciossia che quell'amarezze medesime, che non sapete mai finir di deporre interamente dell'animo, quelle, quelle dispiacciono molto a Dio.