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1) Dizion. 3° Ed. .
TEMERE.
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TEMERE.
Definiz: Aver paura, essere oppresso da timore. Lat. timere, metuere.
Esempio: Boc. Nov. 11. 13. Temetter forte, seco dicendo.
Esempio: E Bocc. Nov. 92. 4. Messer, voi siate in parte venuto, dove dalla forza di Dio in fuori, niente si teme per noi.
Esempio: Dan. Inf. 3. Alla riva malvagia, Ch'attende ciascun'huom, che Dio non teme.
Esempio: Petrar. Son. 208. Onde il cuor lasso ancor s'allegra, e teme.
Esempio: E Petr. Sonet. 31. Io temo sì de' begli occhi l'assalto.
Esempio: Albertan. Ciascun dì si condanna colui, che sempre teme.
Definiz: §. Temere: per Dubitare. Latin. dubitare, vereri.
Esempio: Bocc. Nov. 43. 4. Temevano d'esser seguitati.
Esempio: E Bocc. Nov. 21. 7. Temette di non dovervi esser ricevuto.
Esempio: E Bocc. Nov. 77. 12. Credi tu, che io, se quel ben gli volessi, che tu temi, sofferissi, che, ec.
Esempio: Petr. Sonet. 85. Ch'io temo lasso no 'l soverchio affanno, Distrugga il cuore.
Definiz: §. Temere: Patire.
Esempio: Cresc. Quell'arbore ha temuto.
Esempio: Dav. Colt. Trapiantalo alla Luna d'Ottobre, acciocchè egli, non se ne avveggendo quasi le barbe sue, non tema.
Definiz: §. Temere: Curare: come Temere il freddo, temere il diletico, e simili.
Esempio: Cron. Mor. Nata di buon'huomo, e così conversata, cioè col marito, che sia stato, o sia huomo, che tema vergogna.
Esempio: Pass. 370. Che altri avesse, o aspettasse d'avere grande abbondanza di sangue, o che la persona temesse molto il diletico.
Esempio: E Passav. 372. Qualunque di quello cagione sia, o 'l vermine, o 'l temere il diletico, o altro si termina quel sogno. (Oggi più comunemente, temere il solletico)
Definiz: §. Temere il solletico.
Esempio: Lor. Med. Canz. Par che elle abbiano il parletico, E quando un teme il solletico.
Definiz: §. Temer grattaticci, ma per lo piu si usa colla negativa, Non temer grattaticci: vale Non si curare così d'ogni cosa, e star tosto, senza muoversi del suo proposito, per quanto altri si dica, o faccia.
Esempio: Fir. Novel. 5. 240 Non temea grattaticci.
Esempio: Alleg. 181. Ricordatevi nella vostra malora, che e' non temono grattaticci.
Esempio: E Alleg. 258. Ne temon più le muse grattaticci.