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1) Dizion. 5° Ed. .
DONNA.
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DONNA.
Definiz: Sost. femm. Nome della femmina della specie umana.
Dal lat. domina, Signora; mediante la forma sincopata domna, che si usò nel latino barbaro. –
Esempio: Dant. Purg. 20: E per ventura udi': Dolce Maria, Dinanzi a noi chiamar così nel pianto, Come fa donna che in partorir sia.
Esempio: Petr. Rim. 2, 252: Le donne lagrimose, e 'l vulgo inerme Della tenera etate ec.
Esempio: Macingh. Strozz. Lett. 518: Mai si fece le maggiori espese en dosso alle donne, che si fa ora.
Esempio: Bern. Orl. 67, 27: Nè vi dovete maraviglia fare, Se il povero Ruggier fu colto al punto; Che 'l pazzo e 'l savio è dalle donne giunto.
Esempio: Adr. M. Plut. Vit. 1, 19: Essendo costume in Candia che le donne ancora fussero spettatrici, Ariadna presente restò presa dall'aspetto di Teseo.
Esempio: Fag. Comm. 5, 244: Tant'è, mi parrebbe la bella cosa l'esser uomo davvero: chi nasce uomo, nasce padrone; chi nasce donna, nasce serva, benchè sia signora.
Esempio: Targ. Viagg. 5, 318: Gli uomini delle montagne non sono generalmente sani quanto le donne;... ma le donne, le quali stanno sempre a casa, e non hanno mai neppure la curiosità di vedere le città più vicine, sono sanissime, non avendo idea veruna di clorosi, d'affezione isterica ec.
Esempio: Leopard. Poes. 52: Donne, da voi non poco La patria aspetta.
Esempio: Capp. Longob. 141: Qui (nei romanzi del ciclo Carolingio) è la donna più innalzata, ma posta fuori del luogo suo; non è la donna del cristianesimo, nè quella pure dei poemi omerici; ha del barbarico e del falso, e più somiglia alle druidesse.
Definiz: § I. Trovasi applicato anche alla femmina di certi animali domestici. –
Esempio: Legg. Band. C. 4, 274: Nota.... di tutte le bestie che si trovano in nel loro Comune, intendendo vaccine, bovine, bufaline, cavalline e porcine; mettendo le donne di per sè, così le pulledri e giovenchi.
Definiz: § II. Usasi a significare Donna stimabile per virtù, saviezza, costume, e simili. –
Esempio: Barber. Docum. Am. 124: Non face donna, bellezza, o nazione, Ma senno.
Esempio: Petr. Rim. 1, 156: Colei che sola a me par donna.
Esempio: Bocc. Laber. 38: Delle quali grandissima parte si chiamano e fanno chiamare donne, e pochissime se ne truovano.
Esempio: Macingh. Strozz. Lett. 471: Un uomo, quando è uomo, fa la donna donna.
Esempio: Guar. Past. fid. Prol.: O fanciulla Reale, D'età fanciulla e di saver già donna.
Definiz: § III. E in contrapposizione di Donzella, Vergine, e simili, vale Donna che ha od ebbe marito; onde, parlandosi di fanciulla, Far donna, è maniera che vale Torre la verginità, Deflorare, Render madre; e Venir donna, è maniera che vale Divenir madre, Rimanere incinta. –
Esempio: Dant. Conv. 377: Lo pudore è un ritraimento d'animo da laide cose, con paura di cadere in quelle; siccome vedemo nelle vergini e nelle donne buone.
Esempio: Vell. Cron. 138: Monna Caterina,... che fu delle belle fanciulle e oggi donne di Firenze.
Esempio: Ar. Orl. fur. 17, 33: Quivi abitava una matrona seco Di dolor piena in vista e di cordoglio; Ed avea in compagnia donne e donzelle D'ogni età, d'ogni sorte, e brutte e belle.
Esempio: Gell. Poes. 409: In dono oggi prendete Di questi nostri specchi, Donne, donzelle, fanciulletti e vecchi.
Esempio: Anguill. Ovid. Metam. 6, 307: Pensa il perfido Re malvagio e rio Goder quivi il suo furto, e farla donna.
Esempio: Sassett. Lett. 297: Maritansi piccoline, e forse per questo rispetto bisogna pagare il primo che la fa donna, che generalmente ha esser della miglior casta.
Esempio: Dav. Tac. P. 1, 207: La sverginò. Bella legalità osservata per farla donna, ec.
Esempio: Forteguerr. Ricciard. 2, 44: Ciò che seguisse poi, bello è il tacere: Basta che in poco tempo io venni donna, ec.
Esempio: Pindem. Poes. 24: Rassomigliate voi quelle donzelle Che, non salendo all'onor mai di donne, Godon sol di mostrarsi ornate e belle, E di varj color spiegar le gonne.
Definiz: § IV. Donna, più che altro coi verbi Essere donna, Diventare donna, Farsi donna, e simili, dicesi di Femmina che ha raggiunto quella maturità per la quale è atta a marito. –
Esempio: Sassett. Lett. 257: Io mi ricorderò della Margherita, la quale si anderà già facendo donna, e bisognerà che pensiate a trovargli un marito.
Definiz: § V. Donna vale anche Moglie; e più spesso usasi in costrutto con la particella Di, o con un aggettivo possessivo. –
Esempio: Dant. Parad. 15: Moronto fu mio frate ed Eliseo; Mia donna venne a me di val di Pado, E quindi il soprannome tuo si feo.
Esempio: Bocc. Decam. 2, 145: Allora disse Currado alla sua donna: Ed a te che ne parrebbe, donna, se io così fatto genero ti donassi?
Esempio: Mazz. Lett. 1, 14: Lo specchio ch'io mando alla donna vostra, mi fu presentato a questi dì per una fedel persona, che l'avea fatto a mio nome.
Esempio: Poliz. Pros. 62: Dubita di non si sconciare, o di non avere il male che ebbe la donna di Giovanni Tornabuoni.
Esempio: Ar. Orl. fur. 44, 28: Egli uscì poi col suo drappel, più degno Di re e di duci, e con la propria donna, Fuor de le mura, in compagnia ec.
Esempio: Guicc. Op. ined. 3, 99: Era nato di madre Orsina, e avea per donna una degli Orsini.
Esempio: Vasar. Vit. Pitt. 10, 138: Andato a Bologna, riprese una seconda donna, alla quale erano morti di peste i figliuoli ed il marito.
Esempio: Pindem. Odiss. 1, 3: Egisto Disposò d'Agamennone la donna.
Esempio: Bott. Stor. Amer. 2, 118: Il Governatore, veduta la mala parata, si ritirò colla sua donna ed i figliuoli a bordo di una nave da guerra.
Definiz: § VI. Quindi le maniere Menare donna, Pigliare donna, Prendere donna, Torre donna, Dare, donna. –
Esempio: Comp. Din. Cron. DL. 360: Il suo figliuolo era coronato re di Buemmia, e avea preso donna di nuovo.
Esempio: Macingh. Strozz. Lett. 4: S'io non avessi preso questo partito, non si maritava quest'anno; però che, chi to' donna vuol danari.
Esempio: Machiav. Pros. var. 5, 25: Donde s'era poi partito per venire in Italia a prender donna in luoghi più umani.
Esempio: E Machiav. Comm. 144: Veramente io non avevo il capo a tor donna; ma poi che tu e madonna volete, io voglio ancora io.
Esempio: Ricc. S. Cat. Lett. 442: Intendo che vuole torre donna; però vedete se facessi per voi.
Esempio: Cecch. Mogl. 1, 1: Mi disse: Ridolfo, io voglio darti donna, e massime che Pandolfo Agolanti m'ha ricerco di darti la figliuola.
Esempio: E Cecch. Comm. ined. 110: Questo è stata causa Ch'io non ho preso donna.
Esempio: Leopard. G. Cap. piac. 42: Cerchi di dote chi ha a pigliar donna, Non di bellezza, ch'a lucerna spenta Fa bella vista ogni viso di monna.
Esempio: Panant. Poet. Teatr. 66: E fra un annetto poi ti darò donna.
Definiz: § VII. Figuratam., o in locuz. figur. –
Esempio: Dant. Inf. 19: Se' tu sì tosto di quell'aver sazio, Per lo qual non temesti torre a inganno La bella donna e di poi farne strazio?
Esempio: E Dant. Parad. 11: Che per tal donna giovinetto in guerra Del padre corse, ec.
Esempio: E Dant. Parad. appr.: Indi sen va quel padre e quel maestro Con la sua donna, ec.
Definiz: § VIII. Donna poeticam. vale La donna amata; e in questo senso si unisce più comunemente con un possessivo. –
Esempio: Cavalcant. Rim. 26: Va' tu leggiera e piana Dritta alla donna mia, Che per sua cortesia Ti farà molto onore.
Esempio: Dant. Rim. 114: Tanto gentile e tanto onesta pare La donna mia, quand'ella altrui saluta, Ch'ogni lingua divien tremando muta.
Esempio: Ar. Orl. fur. 1, 7: Orlando arrivò quivi a punto: Ma tosto si pentì d'esservi giunto; Chè vi fu tolta la sua donna poi.
Esempio: Bemb. Rim. 56: Gioia m'abonda al cor tanta e sì pura, Tosto che la mia donna scorgo e miro.
Esempio: Tass. Gerus. 2, 27: Olindo anco v'accorse; Che dubbia la persona, e certo il fatto, Venìa che fosse la sua donna in forse.
Esempio: Forteguerr. Cap. 233: Ma reo di forca in udir suo processo Non così stassi con la faccia china, Come un amante alla sua donna appresso.
Esempio: Leopard. Poes. 80: O donna mia, Già tace ogni sentiero, e pei balconi Rara traluce la notturna lampa.
Definiz: § IX. Donna si usò per Signora, Padrona. –
Esempio: Bocc. Decam. 2, 328: Io t'avrò sempre cara; e sempre, ancorachè io non volessi, sarai donna della casa mia.
Esempio: Esop. Fav. S. 108: Rimane ed entra in possessione de' beni del lupo, e sta per donna, e tiene fante e fancella (qui per similit.).
Esempio: Sacch. Nov. 1, 90: Se per questa mia venuta qui io avesse peggiorata la tua condizione, che mi diresti tu? Io ti trovai che cocevi per altrui in forma di fante, ed io t'ho trattata come donna.
Esempio: Macingh. Strozz. Lett. 104: Fa quel conto di me, che s'io fussi la schiava e ella la donna.
Esempio: Ar. Orl. fur. 10, 8: Ma non sì tosto si potran dar vanto De la vittoria, che di donne, serve Vi dorrete esser fatte.
Esempio: Varch. Lez. Accad. 514: Donna propiamente significa nella nostra lingua quello che nella latina (onde è derivato per la figura sincope) significa domina, cioè signora e patrona.
Definiz: § X. Quindi Donna e madonna, vale Padrona assoluta; ma si usa più che altro coi verbi Essere donna e madonna, Diventare donna e madonna, Restare donna e madonna, Lasciare donna e madonna, e simili. –
Esempio: Bocc. Laber. 42: E sarei stata donna e madonna d'ogni lor cosa.
Esempio: Cecch. Donz. 2, 2: Forse che Tu non mi toi l'orecchie a tutte l'ore, Ch'i' faccia testamento, e ch'io ti lasci Donna e madonna d'ogni cosa?
Esempio: E Cecch. Comm. ined. 2, 19: Così, trovandosi Senza figliuoli, lasciò mona Papera Donna e madonna e usufruttuaria D'ogni sua cosa mobile e immobile A vita sua.
Esempio: De Luc. Dott. volg. 4, 1, 52: Disposizione.... la quale dal marito si suol fare a favore della moglie, lasciandola donna e madonna, e usufruttuaria.
Esempio: Fag. Comm. 1, 30: Se tu mi corrispondi, tu sarai padrona d'ogni cosa: sarai mia moglie, erede di tutto il mio, donna e madonna.
Definiz: § XI. Per similit. –
Esempio: Dant. Rim. 176: Sì è bella donna Questa crudel, che m'è data per donna.
Esempio: Petr. Rim. 1, 242: Nè 'l conosco in vista Di quella dolce mia nemica e donna.
Esempio: Sacch. Rim. 159: Non creder,... che nessuna sia Donna di me, se non tu, ec.
Esempio: E Sacch. Nov. 1, 210: Volesse Dio che io mi fosse ancora vedova; chè io m'era donna di me, ed ora sono sottoposta in forma ed a cui io non sarò mai più lieta.
Definiz: § XII. E figuratam. –
Esempio: Fr. Giord. Pred. 97: Non dissero [i Magi] che la stella fosse sua donna (di Cristo), no; ma dissero che la stella era sua; perocchè n'iera Signore, come di tutte l'altre criature.... Non ebbe signoria sopra lui, come pongono i mali indivini.
Esempio: Dant. Conv. 249: Per donna gentile s'intende la nobile anima d'ingegno, e libera nella sua propia potestà, che è la ragione; onde l'altre anime dire non si possono donne, ma ancille, perocchè non per loro sono, ma per altrui.
Esempio: E Dant. Conv. 271: Chiamo la verità che sia meco, la quale è quel signore che negli occhi, cioè nelle dimostrazioni della Filosofia dimora: e ben è signore, chè a lei disposata, l'anima è donna; e altrimenti è serva, fuori d'ogni libertà.
Esempio: Libr. Sent. 37: La volontà non debba già essere donna sopra la ragione, perciò che ella è sua ancilla.
Esempio: Mart. V. Lett. 14: Nè prima me ne accorsi, che la trovai (la passione) già fatta donna della mia libertà.
Definiz: § XIII. Pur figuratam., trovasi detto di cosa. –
Esempio: Cennin. Tratt. Pitt. 24: Poi togli una prieta da tenere in mano, pur proferitica, piana di sotto e colma di sopra,... in forma che la mano ne sia donna di poterla menare e guidarla in qua e là come le piace.
Esempio: E Cennin. Tratt. Pitt. 45: Va' fregando su per lo 'ntonaco ben bagnato, acciò che l'assicella predetta sia donna di levare dove fosse troppa calcina, o porre dove ne mancasse.
Definiz: § XIV. E per semplicemente Posseditrice di checchessia; anche figuratam. –
Esempio: Malisp. Stor. fior. 14: Rispose Catelina: siate donna di ciò che vi piace.
Esempio: Dant. Purg. 19: Mosse le penne poi e ventilonne, Qui lugent affemando esser beati, Ch'avran di consolar l'anime donne.
Esempio: Colonn. Guid. N. 146: Parve a me.... che Venere manifestamente avanzasse per beltade le predette due; ond'io giudicai ch'ella fosse donna del detto pomo.
Definiz: § XV. Si usò per Donna che ha signoria, che ha dominio. –
Esempio: Dant. Purg. 6: E qui provveggia, Mentr'è di qua, la donna di Brabante.
Esempio: Vill. G. 83: In questi medesimi tempi fu la valente e savia contessa Matelda, la quale regnava in Toscana ed in Lombardia, e quasi di tutto fu donna, e molte gran cose fece, ec.
Definiz: § XVI. Figuratam., detto di nazione, stato e simili, in quanto hanno prevalenza e supremazia; detto altresì di città che sia capitale, o che comecchessia signoreggi. –
Esempio: Dant. Purg. 6: Non donna di provincie, ma bordello!
Esempio: Bocc. Decam. 8, 299: Io dirò che io sia di città donna di tutto 'l mondo.
Esempio: Baldin. Vit. Brunell. A. 159: Trasferirono molte cose in quella famosissima città, che fu donna di tutto 'l mondo.
Esempio: Dat. Gor. Stor. 81: Padova.... sempre è stata donna di grande signoria.
Esempio: Tass. Gerus. 17, 75: V'era Almerico; e si vedea già fatto Della città, donna del Po, marchese.
Esempio: Menz. Poes. 1, 169: O donna di provincie al ciel diletta.
Esempio: Leopard. Poes. 33: Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive, Mai non potrebbe il pianto Adeguarsi al tuo danno ed allo scorno; Chè fosti donna, or sei povera ancella.
Definiz: § XVII. Per similit. si usò a significar Cosa che sorpassa le altre in eccellenza. –
Esempio: Tratt. Benviv. 12: E di sopra tutti li altri beni grandi che sono, questa (la carità) è la donna.
Definiz: § XVIII. E nello stesso significato trovasi poeticam. parlandosi di animali. –
Esempio: Dant. Inf. 30: Come l'altro, che in là sen va, sostenne, Per guadagnar la donna della torma, Falsificare in sè Buoso Donati.
Definiz: § XIX. Si usò per Governatrice, ed altresì per Maestra. –
Esempio: Bocc. Decam. 4, 178: La donna del fanciullo, di ciò avvedutasi, molte volte ne gli disse male, e nel gastigò.
Esempio: Deput. Decam. 79: E perchè non si perda anche affatto il primo e proprio significato di questa voce, che appo molti è per avventura smarrito, donna qui pare che importi governatrice e maestra, alla francesca parlando,... e quella finalmente che principalmente lo governava e reggeva. E se bene ella era madre, e con quel nome la poteva chiamare, e non sarebbe stato errore; gli piacque nondimeno, e con buon giudizio, chiamarla donna, ove si mostra un certo che di maggioranza e di signoria.
Definiz: § XX. E figuratam. –
Esempio: Dant. Inf. 2: O donna di virtù, sola, per cui, ec.
Esempio: E Dant. Conv. 161: Io, che cercava di consolare me, trovai non solamente alle mie lagrime rimedio, ma vocaboli d'autori e di scienze e di libri; li quali considerando, giudicava bene, che la Filosofia, che era donna di questi autori, di queste scienze e di questi libri, fosse somma cosa.
Esempio: E Dant. Conv. 216: Dal qual pensiero si procede in ferma opinione che questa sia miracolosa donna di virtù.
Esempio: Carell. Son. 13: Donna (la Geometria) del misurar l'arte e lo 'ngegno A chi lavora di pietra o di legno, D'ogni arte manual dottrina presta.
Definiz: § XXI. Nostra Donna, e talora semplicemente Donna, e anche come trovasi Donna nostra, è come appellativo di Maria Vergine; Madonna. E anche vale Immagine dipinta o scolpita di Maria Vergine. –
Esempio: Dant. Parad. 21: In quel loco fu' io Pier Damiano; E Pietro peccator fu' nella casa Di Nostra Donna in sul lito Adriano.
Esempio: Cap. Comp. Orsam. 2, 11: Spezialmente ne le quattro feste de la Donna.... una predicazione si faccia.
Esempio: Ottim. Com. Dant. 3, 184: E così fu tolto del puro sangue di Nostra Donna, e lo Spirito Santo attivamente il diede.
Esempio: S. Bonav. Med. Vit. G. Cr. S. 231: La Donna nostra istava dopo alcuna cortina per non essere veduta da la gente, ec.
Esempio: E S. Bonav. Med. Vit. G. Cr. S. appr.: Abitando la Donna nostra co lo sposo suo Giusepo, e crescendo Giesù Cristo nel ventre suo, Iosepo ec.
Esempio: Sacch. Op. div. 92: La decima [Messa è] della Donna, e dica la pistola, ec.
Esempio: Mazz. Lett. 2, 274: Lasciò all'altare della preziosa Cintola di Nostra Donna regina del cielo.... dodici lampane d'ariento.
Esempio: Cellin. Vit. 185: E come tu se' guarito, voglio che tu mi faccia una Nostra Donna di tua mano.
Esempio: Vasar. Vit. Pitt. 8, 4: In San Francesco ancora della medesima città fece, in una tavoletta, lo sposalizio di Nostra Donna.
Esempio: Dav. Scism. 399: Ardere Crocifissi, Nostre donne.
Definiz: § XXII. E per la Festività, o il Giorno in cui la Chiesa celebra la festività della Madonna; e in senso particolare per la Festività dell'Assunzione, o il Giorno in cui si celebra l'Assunzione. –
Esempio: Pucc. A. Centil. 26, 38: E 'l dì dinanzi alla Donna d'agosto Con cinquecento cavalier s'appaga Di stare in guato.
Esempio: Vell. Cron. 63: Filippo.... nacque il dì di Nostra Donna 1306.
Esempio: E Vell. Cron. 69: Nacque il dì di Nostra Donna d'agosto 1314.
Esempio: Gualter. Descr. Nozz. 34 t.: Il dì della Donna di settembre.
Definiz: § XXIII. Donna del cielo, Donna del mondo, Donna di vita eterna, sono locuzioni con le quali si vuol significare Maria Vergine. –
Esempio: Dant. Parad. 23: Girerommi, Donna del ciel, mentre Che seguirai tuo figlio.
Esempio: E Dant. Parad. 32: E come quinci il glorioso scanno Della Donna del cielo, e gli altri scanni Di sotto lui cotanta cerna fanno, Così ec.
Esempio: Leggend. SS. M. 4, 163: Per la grande devozione ch'egli avea alla Donna del mondo.
Esempio: Leggend. Cint. Prat. 12: Elli mel conviene pur dire, e tacere nol posso; chè me ne costringe la Donna di vita eterna.
Esempio: Petr. Rim. 2, 134: Or tu, Donna del ciel, tu nostra dea,... Tu vedi il tutto.
Definiz: § XXIV. E detto di Santa, Beata, o di qualsivoglia Essere astratto, a cui si attribuiscano qualità o persona di donna. –
Esempio: Dant. Inf. 2: Poscia che tai tre donne benedette Curan di te nella corte del cielo.
Esempio: E Dant. Purg. 32: Indi alle ruote si tornar le donne.
Esempio: E Dant. Conv. 163: Questa donna fu figlia d'Iddio, regina di tutto, nobilissima e bellissima Filosofia.
Definiz: § XXV. E detto altresì di Qualunque divinità mitologica di sesso femminino. –
Esempio: Dant. Inf. 10: Ma non cinquanta volte fia raccesa La faccia della donna che qui regge, Che tu saprai quanto quell'arte pesa.
Esempio: E Dant. Inf. 32: Ma quelle donne aiutino il mio verso, Ch'aiutaro Anfione a chiuder Tebe.
Definiz: § XXVI. Detto poeticam. e figuratam. di città, nazione, e simili. –
Esempio: Petr. Rim. 2, 253: Di costor piagne quella gentil donna, Che t'ha chiamato.
Esempio: Leopard. Poes. 33: Oh qual ti veggio, Formosissima donna!
Definiz: § XXVII. Donna, in senso particolare, intendesi di Donna di nobile condizione, Gentildonna, Signora; ed altresì per Matrona. –
Esempio: Dant. Inf. 5: Poscia ch'io ebbi il mio dottore udito Nomar le donne antiche e i cavalieri, Pietà mi vinse ec.
Esempio: E Dant. Purg. 14: Le donne e i cavalier, gli affanni e gli agj, Che ne invogliava amore e cortesia.
Esempio: Simint. Ovid. Metam. 1, 151: Le donne e le nuore l'ubidiscono.
Esempio: Bocc. Decam. 6, 102: Signori e donne, come voi sapete, vostra usanza è di mandare ogni anno a' poveri.... del vostro grano.
Esempio: Poliz. Pros. 63: Qui sono con lei queste donne de' Panciatichi, che ec.
Esempio: E Poliz. Pros. appr.: Dicono però tutte queste donne, che credono non arà male.
Esempio: Ar. Orl. fur. 20, 1: Le donne antique hanno mirabil cose Fatto ne l'arme e ne le sacre Muse.
Esempio: Car. Eneid. 11, 771: E d'altra parte Da gran corteo di donne accompagnata Con doni e preci di Minerva al tempio Va la Regina.
Esempio: Deput. Decam. 79: Il qual luogo mostra che femmina è il proprio, e questo altro (cioè Donna) attribuito per accidente; ma in tal modo si vede, per il continuo uso di così lungo tempo abbarbicato, che molti si credono che importi naturalmente il sesso, e che sia propria voce loro, come uomo de' maschi; e non sanno che ella fu da principio data loro per cagione di onore, e che, come si dava questo di signore a gli uomini, così questo di donna alle femmine, per una cotal cortesia ed umanissimo costume de' nostri antichi.
Definiz: § XXVIII. E come Titolo d'onore si usò di premetterlo ai nomi proprj femminili; come anche oggi si premette ai nomi delle principesse. –
Esempio: Dant. Parad. 13: Non creda donna Berta e ser Martino, Per vedere un furare, altro offerere, Vedergli dentro al consiglio divino; Chè quel può surgere, e quel può cadere (qui ironicamente).
Esempio: Bocc. Filostr. 7, 99: Che più, donna Cassandra, chiederete ec.?
Esempio: Car. Lett. fam. 1, 49: Mi sono arrischiato senza lui di visitar donna Giulia.
Esempio: Forteguerr. Ricciard. 1, 46: Donna Stella, che di questo s'avvide, Disse ec.
Esempio: Crudel. Rim. 114: A questo dir, vidi scrollar la testa A donna Lidia.
Esempio: Mont. Poes. App. 71: Lo scettro del comando è messo Nelle mani di donna Beatrice, E frate Anselmo prostrasi sommesso A Madama.
Definiz: § XXIX. E pur come Titolo d'onore si usò di premettere tal voce ai nomi di esseri morali astratti, a cui si attribuivano qualità e persona di donna. –
Esempio: Barber. Docum. Am. 295: Se non sa ben dottrina Di donna Medicina.
Definiz: § XXX. Per similit. e scherzevolmente. –
Esempio: Fiacch. Fav. 2, 67: Donna Pulce al caso reo, Non si perse in piagnisteo.
Definiz: § XXXI. Donna, usasi per Serva, Fantesca, o simili. –
Esempio: Vespas. Vit. Uom. ill. 480: Teneva in casa una donna di tempo, che lo provedeva nelle sue necessità.
Esempio: Ar. Orl. fur. 23, 28: Ogni sua donna tosto, ogni donzella Pon seco in opra, e con suttil lavoro Fa sopra seta candida e morella Tesser ricamo di finissimo oro.
Esempio: Bentiv. G. Nunz. 2, 270: La notte, all'improvviso, la menò (il conte di Candale la moglie) fuor di Parigi con due sole donne.
Esempio: Magal. Lett. scient. 276: Salite le scale come un razzo, mi feci giù giù a far sentire il mare (in un nicchio marino) a tutte le donne di mia madre.
Definiz: § XXXII. Donna monaca, e più comunemente in modo assoluto Donna, per lo più coll'aggiunto del nome del monastero a cui appartiene, si disse per Monaca, e si usò più spesso nel numero plurale; e Donna maggiore, trovasi per Superiora. –
Esempio: Test. Beatr. 11: Item a le donne del monesterio da Castello Fiorentino L. L.
Esempio: E Test. Beatr. 79: Item a le donne monache da Prato Vecchio ec.
Esempio: Vell. Cron. 62: La quale [dota] insieme con la detta monna Fia consumò, salvo alcuna cosa commise la detta monna Fia nelle donne e monistero di Santo Ambruogio.
Esempio: Bocc. Decam. 7, 57: Essi lavoravano nel monistero delle donne di Faenza.
Esempio: E Bocc. Decam. 8, 26: Sapere adunque dovete, in Lombardia essere un famosissimo monistero di santità e di religione, nel quale, tra l'altre donne monache che v'erano, v'era una giovane, ec.
Esempio: E Bocc. Decam. 8, 28: Avvenne una notte che egli da una delle donne di là entro fu veduto, senza avvedersene egli o ella, dall'Isabetta partirsi ed andarsene.
Esempio: E Bocc. Decam. appr.: Secondo la opinione delle donne monache.
Esempio: Stor. Apol. volg. 36: Le monache.... feciono badessa e donna maggiore Archistrata.
Esempio: Pitt. B. Cron. 2: E lasciò tutto il suo a una sua figliuola, che al dì d'oggi è in munistero delle donne dal Portico.
Esempio: Vespas. Vit. Uom. ill. 11: Mentre visse papa Eugenio attese.... a riformare luoghi così d'uomini come di donne.
Esempio: Bemb. Lett. 3, 211: Avendo io inteso voi aver fatto un protesto alle donne di San Pietro,... ho tolta questa penna per pregarvi che, ec.
Esempio: Vasar. Vit. Pitt. 2, 49: Buffalmacco.... lavorò in Firenze nel monasterio delle donne di Faenza, che era dov'è oggi la cittadella del Prato, tutta la chiesa di sua mano.
Definiz: § XXXIII. Donna si chiamò Quel pezzo degli scacchi che oggi chiamasi Regina. –
Esempio: Varch. Tratt. Proporz. 39: Ciascuno scacco di questo giuoco va per tutti i versi, come la donna negli scacchi.
Esempio: Serdon. Stor. Genov. volg. 175: O gli dava scacco matto, o gli toglieva la donna (qui in locuz. figur.).
Definiz: § XXXIV. Donna chiamasi nelle carte da giuoco Quella che porta la figura d'una donna.
Definiz: § XXXV. Donna di mal affare, di cattivo affare, di mondo, di partito, Donna pubblica, servono a significare Quella donna che per prezzo fa altrui copia di sè stessa; Meretrice. –
Esempio: Cellin. Vit. 59: Chi di noi non aveva pratica di tal donne di partito, con non poca sua spesa e disagio se n'ebbe a provvedere.
Esempio: Grazz. Rim. V. 572: Costui è fuor di sè stesso, Poi ch'a lodar una donna di mondo Con tutto quanto il suo poter s'è messo.
Esempio: Allegr. Rim. Lett. 74: Le parole adunque, quasi altrettante donne di partito, vagheggiano i concetti con l'occhio destro della concupiscenza animale.
Esempio: Dat. Oraz. Cr. 25: Condannata anch'ella (l'antica lingua romana) per soverchia rigidezza e gravità, come quella che era non cascante di vezzi, non adornata di ricci, lisci e profumi, quasi donna di mondo; ma ec.
Esempio: Salvin. Disc. 3, 220: Faceva a bello studio gli scapponei alle donne pubbliche.
Esempio: Targ. Viagg. 11, 378: Provveddero ancora.... che fossero incaricati i custodi delle contrade a non permettere che tali donne di cattivo affare abitassero confuse ne' vicinati.
Definiz: § XXXVI. Donna del corpo, vale lo stesso che Matrice, Utero. –
Esempio: Libr. Segr. Cos. Donn.: Si dolgono malamente de' dolori della donna del corpo.
Esempio: Cellin. Vit. 63: Disse.... che si pensava d'esser grossa di qualche mese, e che si sentiva dar noia alla donna del corpo.
Esempio: Grazz. Comm. 48: Monna Zenobia s'era levata appunto, perchè la donna del corpo le ha dato questa notte affanno.
Esempio: E Grazz. Pros. 92: Così grande stretta le ha data da un poco in qua la donna del corpo.
Definiz: § XXXVII. Essere una donna, dicesi d'Uomo effemminato, pauroso, o che abbia complessione gracile e delicata; e dicesi anche di Uomo che con minuziosa diligenza si occupi di faccende domestiche poco importanti.
Definiz: § XXXVIII. Far la donna addosso, vale Minacciare, Strapazzare; ma oggi si dice Far l'uomo addosso, anche parlandosi di donne. –
Esempio: Nell. Iac. Serv. padr. 1, 1: Non mi lascierò mai far la donna addosso da questa padrona di vent'anni, se credessi mi dovesse costar un occhio.
Definiz: § XXXIX. Stare in donna, è maniera che fu usata per Stare in sul grave, Tener sussiego, e simili. –
Esempio: Fag. Rim. 1, 77: Ci sono alcune, che presumon sole Esser nel mondo: e se ne stanno in donna, Senza far motto a chi le inchina e cole.
Definiz: § XL. Camera adorna fa donna savia; proverbio usato a denotare, Che l'aver prole rende le donne più diligenti e più assennate. –
Esempio: Cecch. Masch. 2, 1: Va' tientegli (i figliuoli) stu gli hai: dormissi la Notte, fantoccio. C. Orsù, camera adorna Fa donna savia.
Definiz: § XLI. Chi disse donna, disse guai, Chi disse donna, disse danno, e simili; proverbj di chiaro significato, che applicansi a donne che rechino il disordine o la rovina d'una famiglia.
Definiz: § XLII. Donne e buoi, dei paesi tuoi; proverbio col quale si vuol significare come la moglie e i bovi sono da scegliere nel proprio paese, perchè per la conoscenza che se ne ha, o che è facile averne, si può far buona scelta.
Definiz: § XLIII. Donna in casa e al suo lavoro, non l'apprezzi, ed è un tesoro; proverbio di chiaro significato. –
Esempio: Nell. Iac. Forest. 1, 17: Donna in casa e al suo lavoro, non l'apprezzi, ed è un tesoro.
Definiz: § XLIV. Il fumo, il fuoco e la donna ritrosa, caccian l'uomo di casa; proverbio di chiaro significato. –
Esempio: Cecch. Comm. ined. 93: Quell'altro diceva, Che 'l fummo, il fuoco e la donna ritrosa Cacciavan l'uomo di casa.
Definiz: § XLV. Le donne hanno un punto più del diavolo, o Le donne hanno più un punto che il diavolo; sono modi proverbiali, che si usano per significare la sagace malizia delle femmine. –
Esempio: Cecch. Ass. 1, 2: Io non ho sentito un pezzo fa 'l più sottile tratto di questo. G. Egli è ben vero, che le donne hanno più un punto del diavolo.
Definiz: § XLVI. Le donne s'attaccano o s'appigliano sempre al peggio; proverbio di chiaro significato, che più specialmente si usa parlando della scelta del marito. –
Esempio: Cecch. Comm. ined. 280: O non sa' tu il proverbio, Che al peggio sempre le donne s'appigliano?
Esempio: Fag. Comm. 1, 293: Ha avverato l'etrusco adagio, che le donne s'appiglian sempre al peggio.
Esempio: E Fag. Comm. 2, 119: Basta, s'ella se n'ène innamorata; gna (bisogna) che la sia sgraziata la so' parte; e se si dice che le donne s'attaccano al peggio, questa se n'è intesa per bene, di vero.
Definiz: § XLVII. Nè donna nè tela, non la guardare al lume di candela; proverbio di chiaro significato.
Definiz: § XLVIII. Quando la donna folleggia, la fante danneggia; proverbio il quale significa, Che quando la padrona non attende alla cura della casa, la serva fa danno.
Definiz: § XLIX. Tre donne fanno un mercato, e quattro una fiera; proverbio usato a significare, Che le donne, anche se poche, hanno materia da discorrere e da trattare, come gente in dì di mercato; e significa altresì, Che poche donne fanno un clamore simile presso a poco a quello che si fa ne' mercati.
Definiz: § L. Donna da camera, donna da cucina, donna da casa, donna da faccende, donna di servizio. –
V. Camera, Cucina, Faccenda, Servizio.
Definiz: § LI. Donna di palazzo. –
V. Palazzo.
Definiz: § LII. Donna novella. –
V. Novello.
Definiz: § LIII. Prima donna. –
V. Primo.