Lessicografia della Crusca in rete

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240) Dizion. 4° Ed. .
FRADICIUME
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pag.513



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Esempio: Fir. Luc. 1. 2. O che continuo flagello è questo? e che fradiciume, e che tormento?
241) Dizion. 4° Ed. .
MADRIGALETTO
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pag.115



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Esempio: Fir. Luc. 1. 1. Lasciami vedere, s'io ho quel madrigaletto, ch'i' feci fare in laude sua.
242) Dizion. 4° Ed. .
SEGRENNA.
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pag.459



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Esempio: Fir. Luc. 1. 2. Così bisogna fare a queste segrenne, che ti hanno cura alle mani.
243) Dizion. 4° Ed. .
SONETTACCIO.
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pag.587



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Esempio: Fir. rim. 53. Altro ci vuol ch'un sonettaccio, a cui Tronche abbia l'ossa la cieca ignoranza.
244) Dizion. 4° Ed. .
SCHERICATO.
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pag.378



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Esempio: Fir. nov. 4. 230. Ahi pretaccio, ribaldo schericato, vedi, vedi, che io ti ho pur giunto.
245) Dizion. 4° Ed. .
FRAPPA
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pag.517



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Esempio: Fir. As. 195. Io presi una veste da donna tutta piena di frappe, e di fiocchi.


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Esempio: Buon. Fier. 5. 4. 4. E d'orpello, e di fiamme, e frappe, e fronde Nobilitati.
246) Dizion. 4° Ed. .
STEFANO
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pag.735



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Esempio: Fir. Luc. 3. 2. Or che 'l compare ha pieno lo stefano, e trangugiatosi ogni cosa.
247) Dizion. 4° Ed. .
RIBALDONACCIO.
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pag.124



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Esempio: Fir. Luc. 3. 2. E poi vogliono esser tenuti gentiluomini, e aver la coda dietro; ribaldonaccio.
248) Dizion. 4° Ed. .
ASINITÀ, ASINITADE, e ASINITATE
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pag.286



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Esempio: Fir. As. 245. Dove io mi ricordo aver provato il maggior pericolo, ch'io portassi mai nell'asinità.


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Esempio: Buon. Fier. 3. 1. 5. E vuoi poi, ch'ella stessa Rivolti in pazzia tua Ogni asinità sua.
249) Dizion. 4° Ed. .
TURCHINA.
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pag.173



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Esempio: Fir. nov. 8. 300. Egli è un bel rubino ec. no no, pazzo, l'è una turchina.
250) Dizion. 4° Ed. .
VIRTUALMENTE
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pag.284



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Esempio: Fir. dial. bell. donn. 342. Quelle membra, per virtù delle quali la bellezza risulta più virtualmente.
251) Dizion. 4° Ed. .
ALIQUOTO.
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pag.116



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Esempio: Fir. Rag. Quel numero è perfetto, le parti aliquote del quale accozzate insieme rilevano detto numero.
252) Dizion. 4° Ed. .
CORAMVOBIS
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pag.812



1) id: 75b7340c9bc94b8e9942c6229f7fd963)
Esempio: Fir. Luc. 3. 4. Quanti ce ne sono di quelli perdigiorni, e di questi be' coramvobis!
253) Dizion. 4° Ed. .
GARONTOLO.
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pag.571



1) id: 97ef0c0fcfc842d9b77b63a4b49354ff)
Definiz: Pugno, Percossa col pugno, voce bassa. Lat. pugnus.
254) Dizion. 4° Ed. .
FULMINARE
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pag.544



1) id: 42691dd4e56f4bfc8ac4ae2f5025edae)
Definiz: Percuotere col fulmine. Lat. fulminare. Gr. κεραυνοῦν, κεραυνοβολεῖν.


2) id: 94fb7dd036a34c219e14f610edef1faf)
Definiz: §. II. E per metaf. Sentenziare condannando. Lat. damnare, diris defigere, fulminare. Gr. καταγινώσκειν.


3) id: 7eae8fdc920b493980d1c6ebc4ff6f47)
Definiz: §. I. Fulminare, diciamo anche per similit. Sbuffare, e Alterarsi fuor di misura. Lat. indignari, stomachari. Gr. ἀγανακτεῖν.
255) Dizion. 4° Ed. .
PUNGOLARE.
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pag.770



1) id: b92027c332554df095093e087d630c24)
Definiz: Stimolare col pungolo. Lat. stimulo lacessere. Gr. κεντεῖν.
256) Dizion. 4° Ed. .
PENNELLARE.
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pag.547



1) id: 0ee13cd1d4a7421e9457ae335e324de4)
Definiz: Lavorar col pennello, Pennelleggiare. Lat. pingere. Gr. γράφειν.
257) Dizion. 4° Ed. .
ABBRUCIARE.
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pag.16



1) id: 30c739055a1b416bb89b93a551192503)
Definiz: Consumar col fuoco. Lat. comburere, exurere. Gr. καταφλέγειν.


2) id: 2f8b416e743f4fce9fdae61e3bed6e97)
Definiz: §. IV. Aver abbruciato l'alloggiamento, diciamo in proverb. di chi ha fatto in qualche luogo cosa, che non convenga, per la quale e' non vi possa più tornare. Lat. frangere tesseram.
258) Dizion. 4° Ed. .
ATTIGNITOIO
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pag.319



1) id: a27679a5de6148629ba818022c00fa4c)
Definiz: Strumento, col quale s'attigne. Lat. haustrum. Gr. ἀρυτήρ.
259) Dizion. 4° Ed. .
ARATOLO
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pag.246



1) id: 05e7b712abf8469fa3a8b48dfa22b0c8)
Definiz: Strumento, col quale s'ara. Lat. aratrum. Gr. ἄροτρον.


2) id: a2c18b1e02a844038150578f7b4e22c2)
Esempio: Dav. Colt. 158. Saper dei, che ne' campi, per far bronconi, son meglio le barbatelle, che i magliuoli, perchè essendo già viti fatte, e palate, si difendono dall'aratolo, e dal bue.