Lessicografia della Crusca in rete

1) Dizion. 5° Ed. .
BUONO
Apri Voce completa

pag.318


Vedi le altre Edizioni del Vocabolario
Dizion. 5 ° Ed.
» BUONO
Dizion. 5 ° Ed.
Dizion. 3 ° Ed.
Dizion. 3 ° Ed.
Dizion. 4 ° Ed.
Dizion. 2 ° Ed.
Dizion. 2 ° Ed.
Dizion. 1 ° Ed.
Dizion. 1 ° Ed.
Dizion. 4 ° Ed.
BUONO.
Definiz: Add. Questo aggiunto è di larghissimo significato, e nel senso suo più generale si applica ad ogni cosa, sia materiale o immateriale, che ha le qualità convenienti alla natura sua, e al fine o all'uso cui è destinata.
Dal lat. bonus. −
Esempio: Vill. G. 155: Fe' ivi presso a due miglia in su la roccia, ed in luogo d'avere buon porto, una terra ec.
Esempio: Bocc. Decam. 6, 238: Io credo fermamente che egli non sia in buon senno.
Esempio: Ar. Orl. fur. 27, 63: Colto improvviso fu, che stava a bada, E tolta si trovò la buona spada.
Esempio: E Ar. Sat. 1, 195: Son come il veneziano a cui il cavallo Di Mauritania, in eccellenza buono, Donato fu dal re di Portogallo.
Esempio: Vasar. Vit. Pitt. 7, 210: Fortificò quel luogo dentro e fuori di buone mura e di mulina.
Esempio: Red. Cons. 2, 23: Volevano i medici miei amici darmi di buone medicine purgative, volevano finalmente darmi un buon decotto.
Esempio: Panant. Poet. Teatr. 24: Dice [l'oste]: questa è una locanda buona, Nè riceviamo quì gente pedona.
Definiz: § I. Dicesi anche di tutto ciò che è acconcio a sodisfare i nostri bisogni e desiderj, e che ci riesce utile, vantaggioso, o dilettevole. −
Esempio: Albertan. Tratt. volg. 83: Il vino, bevutone poco, è buono, ma all'ebbro, e a chi di soperchio ne bee, è rio.
Esempio: Bocc. Decam. 6, 241: Non l'aveva il padre voluto mettere ad alcun fondaco, ma l'avea messo.... al servigio del re di Francia, là dove egli assai di be' costumi e di buone cose aveva apprese.
Esempio: Arrighett. Avvers. Fort. volg. 49: In questo solo è buona l'avversitade, ch'ella mostra quali sono amici.
Definiz: § II. Riferito agli Esseri intelligenti in quanto operano secondo moralità, vale Che vuole e fa il bene. −
Esempio: Dant. Inf. 3: Quinci non passa mai anima buona.
Esempio: E Dant. Purg. 19: Nepote ho io di là ch'ha nome Alagia, Buona da sè, pur che la nostra casa Non faccia lei per esemplo malvagia.
Esempio: E Dant. Purg. 28: Lo sommo Ben, che solo esso a sè piace, Fece l'uom buono a bene, e questo loco Diede per arra a lui d'eterna pace.
Esempio: Petr. Rim. 2, 206: Poscia Vespasian col figlio vidi, Il buono e 'l bello, non già 'l bello e 'l rio, E 'l buon Nerva e Traian, principi fidi.
Esempio: Machiav. Princ. 56: Un uomo che voglia fare in tutte le parti professione di buono, conviene che rovini infra tanti che non sono buoni.
Esempio: Metast. Dramm. 6, 348: E quando il chiami [Iddio] Tu stesso e buono e grande, Nol circonscrivi allor? O. No: buono il credo, Ma senza qualità; grande, ma senza Quantità nè misura.
Definiz: § III. Buono dicesi anche di Persona, la quale, rispetto alla condizione, al grado, all'ufficio suo, adempie i doveri che gli appartengono. −
Esempio: Dant. Parad. 13: E se al surse drizzi gli occhi chiari, Vedrai aver solamente rispetto Ai regi, che son molti, e i buon son rari.
Esempio: Bocc. Decam. 7, 218: Nel vero voi avrete di me buono e fedel compagno.
Esempio: Belc. F. Pros. 1, 138: Ti prego.... che tu sia loro buon padre e pastore delle loro anime.
Esempio: Firenz. Pros. 1, 162: Io so ben che i buoni preti come egli non vanno fuor la notte, dando noia alle donne altrui.
Esempio: Maff. Merop. 1, 1: Tanto buon re provollo esso [il popolo], quant'io Buon consorte il provai.
Definiz: § IV. E dicesi pure di Chi è destro, valente, esperto in una professione, arte, mestiere o esercizio qualunque. −
Esempio: Dant. Parad. 20: E come a buon cantor buon citarista Fa seguitar lo guizzo della corda ec.
Esempio: E Dant. Conv. 381: Uno sciolto cavallo, quanto ch'ello sia di natura nobile, per sè sanza il buono cavalcatore bene non si conduce.
Esempio: Vespas. Vit. Uom. ill. 195: Messer Piero di casa Donati fu gentile uomo viniziano e molto dotto.... e buono teologo.
Esempio: Ar. Orl. fur. 26, 39: E di cose ch'al mondo hanno a venire La fe' [la statua] da buon artefice scolpire.
Esempio: Varch. Lez. Pros. var. 1, 230: Tutti gli artefici si chiamano buoni cioè dotti nel lor mestiero, come buon musico, buon pittore, ec.
Esempio: Dav. Tac. 1, 3: Marco Agrippa ignobile, buon soldato, compagno nella vittoria.
Esempio: Salvin. Disc. 2, 205: La fissò con dotte regole, tratte dal buon uso, e dall'autorità de' buoni scrittori.
Definiz: § V. Dicesi pure di Chi è gagliardo e segnalato in fare checchessia, come Buon camminatore, Buon mangiatore e simili. −
Esempio: Dant. Purg. 3: Ancora era quel popol di lontano, I' dico dopo i nostri mille passi, Quanto un buon gittator trarrìa con mano.
Definiz: § VI. Detto d'uomo o di Gente da guerra, vale Prode, Valoroso. −
Esempio: Vill. G. 502: Dugento Tedeschi, molto buona gente e provata.
Esempio: Ar. Orl. fur. 26, 24: E forse emulazion tra lor nascea Per quella gente misera, non buona, Ne la cui carne e sangue e nervi ed ossa Fan prova chi di loro abbia più possa.
Esempio: Car. Eneid. 1, 354: Enea.... il caso acerbo Or d'Amico or d'Oronte e Lico e Già Ne' sospir richiamava e 'l buon Cloanto.
Esempio: Tass. Gerus. 1, 61: Buona è la gente, e non può da più dotta O da più forte guida esser condotta.
Esempio: E Tass. Gerus. 3, 16: Il buon Tancredi, a cui Goffredo accenna, Sua squadra mosse ed arrestò l'antenna.
Definiz: § VII. Vale anche Affettuoso, Amorevole, Cortese. −
Esempio: Dant. Inf. 4: Lo buon Maestro a me: tu non dimandi Che spiriti son questi che tu vedi?
Esempio: E Dant. Inf. appr.: Lo buon maestro cominciommi a dire ec.
Esempio: Car. Eneid. 1, 311: Gli spartì [i cervi] parimente a' suoi compagni; E con essi del vin, che il buon Aceste A l'uscir di Sicilia in don gli diede, Molt'urne dispensò per ricrearli.
Esempio: Tass. Gerus. 7, 15: Onde al buon vecchio dice: o fortunato, Ch'un tempo conoscesti il male a prova.
Esempio: E Tass. Gerus. 14, 79: Ivi lasciando lor lieti e pensosi, Si ritrasse il buon vecchio a' suoi riposi.
Definiz: § VIII. Si usa talora, parlando degli Antichi, come Aggiunto significativo di rispetto e di venerazione. −
Esempio: Murat. Dif. Giurispr. 34: Il dottissimo Budeo.... esaminò le chiose del buon Accursio.
Definiz: § IX. Suole adoperarsi anche, parlando altrui, come Termine di amorevolezza e di rispetto, e a fine di cattivarsi benevolenza. −
Esempio: Dant. Inf. 10: Ed io: buon Duca, non tegno nascosto A te mio cor, se non per dicer poco.
Esempio: Bocc. Decam. 2, 31: Tosto, buono uomo, entra in quel bagno.
Esempio: E Bocc. Decam. 2, 99: Buono uomo, se tu hai troppo bevuto, va', dormi.
Esempio: Tass. Gerus. 10, 51: Ma se più questi, o s'altri a lui simile, Alla tua patria, alla sua fede infido, Motto osa far d'accordo infame e vile, Buon re, sia con tua pace, io qui l'uccido.
Definiz: § X. Si usa pure per Docile, Quieto, Tranquillo, e specialmente parlando di fanciulli. −
Esempio: Ricc. S. Cat. Lett. 392: Dite loro [a' figliuoli] che dichino delle avemmarie per me e per tutti noi, e che sieno buoni.
Esempio: Nell. Iac. Alliev. 2, 2: Basta, fate voi, cenate quando volete, siate buoni, sapete.
Esempio: E Nell. Iac. Alliev. 3, 2: Signora madre, ci conduca anche stasera [al teatro], saremo sempre buoni buoni.
Esempio: Panant. Poet. Teatr. 101: Bambin bambini, se non siete buoni, Ecco il bau che vi mangia in due bocconi.
Definiz: § XI. Buono talvolta vale lo stesso che Bonario, Semplice e Ingenuo di natura; che anche dicesi Buono tre volte. −
Esempio: Bocc. Decam. 1, 190: Gli venne trovato un buono uomo, assai più ricco di denari che di senno.
Esempio: Bern. Orl. 5, 51: Rinaldo buon non se n'avvede ancora.
Esempio: Cecch. Comm. ined. 1, 465: Chè mi par un da bene uomo. L. Sì egli è di quelli che son buon tre volte.
Esempio: Segner. Pred. 22: Stimate.... che sieno amici della vostra persona? Oh! voi buoni, se vel credete.
Esempio: Panant. Poet. Teatr. 29: E come fa le sue coserelluzze? Eh, s'industria. − È un uometto di talento? − È un buon figliuol. − Cattivo complimento.
Definiz: § XII. Per ironia assai comune, vale Tristo, Malvagio. −
Esempio: Bocc. Decam. 1, 123: Perciò che 'l buon uomo [ser Ciappelletto], il quale già era vecchio e disordinatamente vivuto, secondo che i medici dicevano, andava di giorno in giorno di male in peggio.
Esempio: E Bocc. Decam. 2, 102: Uno che dentro dalla casa era, ruffiano della buona femina,.... disse: chi è laggiù?
Definiz: § XIII. Detto di Famiglia, Stirpe, Casa e simili, vale Rispettabile, Onorevole, Doviziosa. −
Esempio: Bocc. Decam. 6, 52: Il marito di lei, quantunque di buona famiglia fosse, era avarissimo.
Esempio: E Bocc. Decam. 7, 184: Furon due giovani assai agiati e di buone famiglie popolane.
Definiz: § XIV. Riferito a Qualità, Azione, Pensiero, Sentimento degli Esseri intelligenti, vale Conforme all'idea del bene, Tendente al bene. −
Esempio: Dant. Purg. 4: Prima convien che tanto il ciel m'aggiri Di fuor da essa, quanto feci in vita, Perch'io indugiai al fin li buon sospiri.
Esempio: E Dant. Parad. 19: E tutti i suoi voleri ed atti buoni Sono, quanto ragione umana vede, Senza peccato in vita od in sermoni.
Esempio: E Dant. Parad. 22: E non sa' tu che il cielo è tutto santo, E ciò che ci si fa vien da buon zelo?
Esempio: Bocc. Decam. 1, 126: E fu lor dato un frate antico, di santa e di buona vita.
Esempio: Savonar. Poes. 5: E gran pensieri boni Nel cor ti son venuti.
Esempio: Dav. Tac. 2, 243: Ritrasselo dagli errori giovanili, oltre alla sua natura buona e sincera, l'aver avuto, molto tenero, per sua stanza e scuola Marsilia.
Definiz: § XV. Aggiunto a Disposizione dell'animo, ovvero all'Animo stesso, al Cuore, alla Volontà ec., vale talvolta Pronto, Volenteroso, Inclinato a far checchessia. −
Esempio: Dant. Inf. 16: Vinse paura la mia buona voglia, Che di loro abbracciar mi facea ghiotto.
Esempio: E Dant. Purg. 12: Fien li tuoi piè dal buon voler sì vinti, Che non pur non fatica sentiranno, Ma fia diletto loro esser su pinti.
Esempio: Comp. Din. Cron. 31: Partironsi i capitani molto allegri e di buono animo; e cominciarono a convertire gli uomini e dire parole di pietà.
Esempio: Bocc. Decam. 1, 228: Non è perciò lor tolta la buona volontà.
Esempio: E Bocc. Teseid. 4, 52: E di buon cuor perdono alla fortuna, Se mai di mal mi fece cosa alcuna.
Esempio: Pulc. L. Morg. 1, 45: Battezzati al mio Dio di buon talento.
Definiz: § XVI. Detto di buon Nome , buona Fama , buona Riputazione , buona Opinione e simili, si usa a significare che il Nome e la Riputazione ec. che altri ha, è di Onesto e Dabbene. −
Esempio: Belc. F. Pros. 1, 96: Frate Cristofano Biagi, uomo di buona fama e dottrina.
Esempio: Vespas. Vit. Uom. ill. 205: Visse poveramente nella vita sua, e di buona fama e costumi.
Esempio: Bern. Orl. 10, 2: Arà uno in buon conto una persona; Ciò ch'ella fa, gli par che perle sia.
Definiz: § XVII. Aggiunto di Sembiante, Maniere, Parole ec., vale Sereno, Affabile, Che mostra amorevolezza, cortesia e buon animo. −
Esempio: Dant. Inf. 21: Io m'accostai con tutta la persona Lungo il mio duca, e non torceva gli occhi Dalla sembianza lor, ch'era non buona.
Esempio: Bocc. Decam. 2, 235: Se tu ti contenti di lasciare appresso di me questa tua figlioletta, perciò che buono aspetto ha, io la prenderò volentieri.
Esempio: E Bocc. Decam. 6, 232: La donna, fatto buon viso,.... lietamente il ricevette.
Esempio: Varch. Ercol. 71: Vedere alcuno volentieri, e fargli buona cera, cioè buon viso, accoglierlo lietamente.
Definiz: § XVIII. Detto della Faccia, del Viso, Aspetto e simili, vale anche Che dimostra salute e buona disposizione della persona. −
Esempio: Cecch. Comm. ined. 99: Non posso Esser in peggior termini. F. Ohimè, Tu hai pur buona cera. G. Il tuo mal, Fazio, Consiste in altro.
Definiz: § XIX. Riferito alla Maniera di vivere, vale talvolta Allegro, Lauto. −
Esempio: Bocc. Decam. 5, 86: Trovò pastori che mangiavano e davansi buon tempo.
Esempio: Varch. Suoc. 3, 5: Egli era uomo di buona vita,.... ed era molto de' suoi piaceri.
Definiz: § XX. Detto d'Istituzioni, Ordini, Consuetudini ec., vale Diretto al bene e all'utile comune, Che è cagione o mezzo a conseguirlo. −
Esempio: Dant. Parad. 3: Ma poi che pur al mondo fu rivolta Contra suo grado e contra buona usanza, Non fu dal vel del cuor giammai disciolta.
Esempio: Machiav. Stor. 1, 204: Sendo [lo Stato] sopra buone leggi e buoni ordini fondato, non ha necessità della virtù di un uomo, come hanno gli altri, che lo mantenga.
Esempio: Ar. Orl. fur. 3, 18: Quindi terran lo scettro i signor giusti, Che come il savio Augusto e Numa fenno, Sotto il benigno e buon governo loro, Ritorneran la prima età de l'oro.
Esempio: Leopard. Pros. 1, 196: Anche di durata questi buoni ordini eccedettero grandemente i superiori.
Definiz: § XXI. Detto delle Opere dell'arte e dell'ingegno, vale Fatto con magisterio e sapere, Pregevole. −
Esempio: Ar. Orl. fur. 7, 19: A quella mensa citare, arpe e lire, E diversi altri dilettevol suoni Faceano intorno l'aria tintinnire D'armonia dolce e di concenti buoni.
Esempio: Vasar. Vit. Pitt. 7, 113: Fece [Piero di Cosimo] in Fiorenza molti quadri a più cittadini, sparsi per le lor case; che ne ho visti de' molto buoni.
Esempio: Don. Music. Scen. 2, 262: Sono pure andato volentieri [in quelle chiese] per le buone musiche che ogni sera vi si sentivano.
Definiz: § XXII. Detto di Lettere, Arti, Studj e simili, vale Che hanno efficacia a ingentilire e migliorare chi gli coltiva. −
Esempio: Car. Lett. var. 95: Intanto mi godo della dolcezza ch'io sento, d'immaginarmi la grandezza del giovamento che ne farete alle buone lettere, e del nuovo favor che mi promettete di far delle vostre fatiche.
Esempio: Dav. Tac. 1, 239: Pensò a Claudio d'acconcia età e studioso di buone arti.
Esempio: Menz. Pros. 3, 41: Posta in laude la chiarezza del sangue e quella che dalle buone lettere si ritrae.
Esempio: Salvin. Disc. 2, 208: La città nostra, emula dell'antica Atene, e delle belle e buone dottrine, e delle belle arti nodrice.
Definiz: § XXIII. Detto d'Avvenimento, Successo, Occasione, Fortuna e simili, vale Prospero, Propizio, Felice. −
Esempio: Bocc. Decam. 1, 153: E tu va' con buona ventura.
Esempio: Ar. Orl. fur. 31, 81: Può dir, se salva la persona, Che fortuna gli sia propizia e buona.
Esempio: Red. Lett. 3, 2: Chi entra in corte con qualche buona fortuna, suol subito far gli occhi grossi.
Definiz: § XXIV. Detto di Notizia, Annunzio, Novella e simili, vale Annunziatore di un avvenimento fausto e desiderato. −
Esempio: Liv. Dec. 2, 124: Di tutti li nemici ch'erano entrati in Roma, uno solo non ne scampò che potesse portare novelle a' suoi nè buone nè rie.
Esempio: Belc. F. Pros. 1, 112: Io vi reco buone novelle; venite al papa.
Esempio: Ar. Orl. fur. 25, 52: Sperando, per l'annunzio buono, Acquistar grazia.
Esempio: Alam. L. Gir. 4, 142: Nè mai più nuove n'ebbi o triste o buone.
Definiz: § XXV. Detto di Testimonianza, Ragione, Scrittura e simili, vale Autorevole, Autentica, Valida. −
Esempio: Fed. Imp. Lett. 17 t.: Queste cose si provano per piuvica (pubblica) testimonianza di molti, e ancora per buone carte.
Esempio: Ar. Orl. fur. 40, 41: Annibal e Iugurta di ciò foro Buon testimoni.
Esempio: Car. Apol. 24: Dicendo affermativamente non l'userebbe, bisogna intendere se l'avete di buon loco.
Esempio: Cecch. Comm. ined. 401: Per buon contratti cedè alla Fausta, Non solo le ragioni di quel credito Che avea il marito con Rinier, ma aggiunsevi ec.
Esempio: Ner. I. Pres. Samm. 9, 58: E di buon luogo avendo poi saputo ec.
Esempio: Lastr. Agric. 1, 79: Si è creduto sin quì che ella giovi; ma vi son delle buone ragioni, che ella sia più dannosa che utile.
Definiz: § XXVI. Detto di Colpo, Percossa e simili, vale Forte, Gagliardo. −
Esempio: Fr. Giord. Pred. S.: Chi volesse andare troppo presso al re o al papa, sì averebbe di buone mazzate.
Esempio: Bocc. Decam. 2, 15: Fattolo legare alla colla, parecchie tratte delle buone gli fece dare.
Esempio: Car. Lett. ined. 2, 8: Quei di dentro escono ogni dì, e ne danno de le buone a quei di fuora.
Definiz: § XXVII. Riferito all'Andare e al Movimento, vale Veloce, Accelerato. −
Esempio: Vill. G. 470: E sanza resta e di buono andare, di galoppo si ridusse a Seravalle.
Esempio: Bern. Orl. 4, 17: Ferraù con la donna di buon passo Attende verso Spagna a cavalcare.
Esempio: Varch. Stor. 2, 388: Gl'Italiani.... si mossero d'intorno a nona, e gridando Italia, Italia, affrontarono gli Spagnuoli con tanta bravura, che.... gli sforzarono non solo a ritirarsi di buon passo, ma a fuggirsi a rotta.
Definiz: § XXVIII. Riferito a Spazio, Intervallo e simili, vale Assai esteso. −
Esempio: Sannazz. Arcad. 96: Carino con maravigliosa leggerezza era già avanti a tutti; appresso al quale, ma di buona pezza, seguiva Logisto.
Definiz: § XXIX. Riferito a Tempo, vale Assai lungo. −
Esempio: Vill. G. 927: I detti della Rocca con altri loro seguaci popolani l'avieno retta buon tempo.
Esempio: Bocc. Decam. 1, 211: Fu adunque in Genova, buon tempo è passato, un gentile uomo ec.
Esempio: E Bocc. Decam. 2, 260: Dimorò nell'oste per buono spazio a guisa d'un ragazzo.
Esempio: Ciaper. Lett. 9: Perocchè è già buon tempo.... non ci morì suora che tanta consolazione.... lasciasse al convento.
Definiz: § XXX. Riferito a Stagione, Mare, Vento ec., vale Mite, Sereno, Tranquillo, Favorevole e simili. −
Esempio: Dant. Purg. 24: Ragionando andavam forte Sì come nave pinta da buon vento.
Esempio: Pallad. Agric. 57: Se il verno va buono, vuolsi, da 12 dì fra gennaio, l'orzo seminare.
Esempio: Bocc. Decam. 2, 128: Venuto il buon tempo, madama Beritola con Currado e colla sua donna sopra il lor legno montò,.... e con buon vento tosto infino nella foce della Magra n'andarono.
Definiz: § XXXI. Riferito a Peso, Misura o Quantità di checchessia, vale Vantaggiato. −
Esempio: Febuss. Breuss. 5, 45: Ch'era d'acciaio e grosso un buon sommesso.
Esempio: Sien. Marian. 106: In sul vespero montammo ad asino per andare al fiume Iordano, che è di longa da Ierusalem trenta miglia buone.
Esempio: Bern. Orl. 39, 44: La qual [baruffa] durò più di cinque ore buone.
Esempio: Red. Cons. 2, 72: A tempo conveniente cavarne [del sangue] parimente una buona quantità da una delle vene de' piedi.
Esempio: Forteguerr. Ricciard. 21, 71: Un miglio buono alzato in aria s'era.
Definiz: § XXXII. Riferito a Numero, Moltitudine e simili, vale Assai grande, Assai copioso. −
Esempio: Bocc. Decam. 1, 161: Bisognandogli una buona quantità di danari.
Esempio: Car. Lett. fam. 1, 5: Merrà seco una buona banda di genti.
Definiz: § XXXIII. Riferito alla Mole o al Volume di checchessia, vale Assai grosso, Assai grande. −
Esempio: Bocc. Decam. 6, 254: Bocca mia dolce, tu prenderai un buon bastone.
Esempio: Magal. Canz. anacr. 39: Del mio polviglio.... Certo un'ampolla buona In sul capo gli verso.
Esempio: Monet. Poes. 96: Feci una burla ad Angel di Simone Mentre una notte si trovava in letto, E di sal forestiero, in conclusione, In casa gli cacciai un buon sacchetto.
Definiz: § XXXIV. Detto di Prezzo o di Mercato, vale Agevole a chi compra, Non caro. −
Esempio: Bocc. Decam. 2, 79: Il quale avendo inteso che a Napoli era buon mercato di quelli [cavalli], messisi in borsa cinquecento fiorin d'oro,.... con altri mercatanti là se n'andò.
Esempio: Vill. M. 1, 43: Vendè al detto re di Francia la proprietà e giurisdizione ch'avea in comune consorteria col detto re nella metà di Mompelieri, per quello pregio che il re di Francia volle, a buono mercato.
Esempio: Varch. Sen. Benef. 174: Disiderò.... di vender caro, e comperare a buon mercato.
Definiz: § XXXV. Detto di Moneta, d'Oro, Argento, Gemma ec., vale Non alterato, Non falsificato. −
Esempio: Cecch. Comm. ined. 344: Della nostra favola Saran dunque il subietto de' travagli Duoi diamanti, un de' buoni e un d'alchimia.
Definiz: § XXXVI. Detto di Vivande, Cibi, Bevande, vale Grato, Piacevole al gusto. −
Esempio: Ar. Orl. fur. 7, 23: E poi che di confetti e di buon vini Di nuovo fatti fur debiti inviti ec.
Esempio: Grazz. Pros. 27: I beoni, i pappatori.... fanno professione d'intendersi de' vini e di conoscere i buoni bocconi.
Esempio: Panant. Poet. Teatr. 29: E cascarono addosso a quei piccioni Dicendo: buoni, ma buoni, ma buoni.
Definiz: § XXXVII. Detto di Odore o di Cosa odorifera, vale Grata al senso dell'odorato. −
Esempio: Dant. Purg. 22: Un alber.... Con pomi ad odorar soavi e buoni.
Esempio: Magal. Operett. var. 272: A considerare questa illuminazione odorosa, nella forma che potrebb'essere praticabile in una gran chiesa, credo, anzi ho per indubitato, che sarebbe assai più il cattivo odore che il buono.
Definiz: § XXXVIII. Buono, adoperato in costrutto colla prep. A, Per, e talvolta anche Da, vale Atto, Acconcio, Idoneo, Opportuno a checchessia; e dicesi tanto di persone quanto di cose. −
Esempio: Dant. Purg. 33: Madonna, mia bisogna Voi conoscete e ciò ch'ad essa è buono.
Esempio: Bocc. Decam. 8, 188: Quel consiglio ti diedi che io credetti che buon ti fosse ad aver la mia [vita] e non perder la tua.
Esempio: Cresc. Agric. volg. 454: Le corna de' buoi son buone a far pettini, le loro ossa a far dadi.
Esempio: Ar. Orl. fur. 1, 80: Son.... Dunque in sì poco credito con vui, Che mi stimiate inutile, e non buono Da potervi difender da costui?
Esempio: E Ar. Orl. fur. 4, 10: Avea l'oste un destrier ch'a costei piacque, Ch'era buon da battaglia e da camino.
Esempio: Ricc. S. Cat. Lett. 418: Ho risposto che non ci sono buona.
Esempio: Panant. Poet. Teatr. 14: Colui che muore.... Più a nulla non è buono.
Definiz: § XXXIX. E pure in costrutto colla prep. A o Per, detto di Medicamenti, vale Giovevole, Efficace a sanare, Salutare. −
Esempio: Benciv. Aldobr. B. 8: Delle mignatte, chi le si pone, sì son buone a' litiginosi e a coloro che hanno gote rosse.
Esempio: Fr. Bart. Amm. ant. volg. 39: Questo è buono agli occhi e al capo; quello nuoce al petto ovvero allo stomaco.
Definiz: § XL. Si usa colla prep. A, espressa o implicita, per Adattato, Proporzionato, e specialmente parlandosi di vesti, o armature che bene si assestino alla persona. −
Esempio: Pulc. L. Morg. 1, 84: Dice l'abate: tutte ve le dono [le armature]. Morgante va rovistando ogni cosa, Ma solo un certo sbergo gli fu buono.
Definiz: § XLI. Alla buona, posto avverbialm., vale Semplicemente, Schiettamente, Bonariamente. −
Esempio: Mart. V. Rim. 55: Andiamcene a la buona, Per le strade dal mondo oggi deluse.
Esempio: Allegr. Rim. Lett. 145: Da valent'uomo risoluto la dò fuori [l'opinion mia] alla buona, e se co' (coglie), cogga; se non, faccia paura.
Esempio: Red. Esp. Insett. 44: Con troppa credulità e troppo alla buona impararono questa dottrina da Plinio.
Esempio: E Red. Lett. 1, 283: Quando di quà le occorre qualcosa, alla buona lo avvisi, e quì finiscon tutte le cirimonie.
Esempio: Forteguerr. Ricciard. 27, 88: E si raccontan le cose alla buona, Senza tanti Permesso ed Elicona.
Esempio: Fiacch. Fav. 2, 92: Brevemente risposegli, e alla buona.
Definiz: § XLII. Onde Stare alla buona, Vivere alla buona, vale Stare, Vivere modestamente, semplicemente. −
Esempio: Panant. Poet. Teatr. 71: Vivere a casa sua stando alla buona.
Definiz: § XLIII. Alla buona di Dio; lo stesso che Alla buona; sennonchè è modo che ha più del familiare, ed è alquanto più espressivo ed efficace. −
Esempio: Cecch. Dot. 3, 2: Egli hanno avuto a far con altri che con un pollastrone cresciuto innanzi al senno, che se ne va alla buona di messer Domeneddio.
Definiz: § XLIV. Alla buona, adoperato come Aggiunto d'uomo alla buona o di gente alla buona, vale Che vive e si comporta con semplicità, con schiettezza. −
Esempio: Lipp. Malm. 8, 19: Paride guarda, e par che gliene goda; Chè la gente alla buona e positiva Sempre gli piacque, e la commenda e loda.
Esempio: Panant. Poet. Teatr. 3: Io aveva un zio prete, uomo alla buona.
Definiz: § XLV. Alla buona che, e per più efficacia Alla buona alla buona che, posto avverbialm., trovasi usato in significato di In verità che, Certamente che. −
Esempio: Firenz. Pros. 1, 162: Che ho io a fare coll'abate o co' monaci, io? Alla buona alla buona che se voi fuste lo abate, che voi non sareste qui a questa otta.
Esempio: Varch. Ercol. 260: Alla buona che messer Annibale seppe che dirsi quando.... avvertì il Castelvetro che dovesse mirar bene alla pregnezza di quella particella.
Esempio: Gell. Sport. 5, 3: Alla buona alla buona che chi sta con altri può ben dir di star in Purgatorio.
Esempio: Sassett. Lett. 298: Alla buona che io vorrei vedere se le mie armi sapessero farci stare discosto così fastidiosa cosa!
Definiz: § XLVI. Colle buone, posto avverbialm., vale Con buone maniere, Con modi amorevoli, Con dolcezza. −
Esempio: Varch. Stor. 3, 204: Senza che la madre e i parenti e gli amici potessono nè colle buone nè colle cattive.... raffrenarli in parte alcuna.
Esempio: Dav. Tac. 1, 20: Chiariva bene essersi avuto per filo quello che con le buone non si sarebbe ottenuto.
Esempio: Lipp. Malm. 9, 35: E chi pretende venga colle buone, Che data gli sarà soddisfazione.
Esempio: Salvin. Iliad. 104: Gioì di questa vista il re degli uomini, E prese a un tratto il forte Agamennone A parlar colle buone a Idomeneo.
Esempio: Panant. Poet. Teatr. 31: Io vado con le buone, con le belle, Ma color ne vorrebbero la pelle.
Definiz: § XLVII. In buona, posto avverbialm. coi verbi Essere in buona, Trovare in buona e simili, vale in Disposizione di animo tranquilla, compiacente, benigna. –
Esempio: Gio. Fior. Pecor. 1, 37: Fa' che la prima volta che tu hai agio e che tu la trovi punto in buona, che tu gliele ridica, e di' ch'io impazzo per lei.
Esempio: Gell. Err. 4, 2: Con questi patti, che tu sia in buona come tu se' ora, e non faccia il fantastico come tu suoli.
Esempio: Cellin. Vit. 439: Il Duca ragiona e ride con Benvenuto, ed è tutto in buona.
Esempio: Cecch. Dot. 1, 2: Avanti che sia sera io gnene parlerò e vi ragguaglierò. S'io lo carpo in buona, i' so che e' non ha a far parola.
Esempio: Salvin. Annot. Fier. 552: Un bell'umore andato da un Principe per chiedergli una grazia, trovando non essere egli in buona, ma bruscamente addimandargli ec.
Definiz: § XLVIII. Sulla buona, posto avverbialm. col verbo Dormire sulla buona, vale Nel più forte del sonno, quasi lo stesso che Sulla grossa. –
Esempio: Forteguerr. Ricciard. 8, 4: E lo trova che ancora egli era a letto, E che dormiva appunto in su la buona.
Esempio: E Forteguerr. Ricciard. 16, 103: Dove non guari andò che addormentosse; E in quel mentre ch'ei russa in su la buona, Soletto a mensa Rinaldo assettosse.
Definiz: § XLIX. Aver buon dire, buon ridere e simili, che oggi più comunemente si direbbe Avere un bel dire, un bel ridere ec., vale Essere altri in istato di poter liberamente parlare, ridere e simili, di cosa che non lo tocca, e da cui non ha a temer danno. –
Esempio: Grazz. Comm. 401: Ridi pure, tu hai buon ridere, che non ti tocca.
Esempio: Giambull. P. F. Appar. 75: Tu hai buon dire, che non ti dolgono i denti.
Definiz: § L. Averla buona, è espressione colla quale si significa che altrui è toccato una grave disgrazia. –
Esempio: Robb. Recit. 288: Entrommi nella madre dicendo: Chi la consolerà in tanta tribolazione? poveretta! la l'ha buona.
Definiz: § LI. Dir buona ad alcuno, modo che vale Essergli propizia la fortuna; ora più comunemente Dir bene. –
Esempio: Corsin. B. Torracch. 14, 18: Or sete salve, ella vi dice buona.
Definiz: § LII. Esser buono per una somma, dicesi di chi è capace di guadagnarsela, come ad es.
Esempio: Esempio del Compilatore Il tale è buono per venti lire il giorno, cioè se le guadagna.
Definiz: § LIII. Esser buono per una somma, vale anche Essere in condizione da pagarla: es.
Esempio: Esempio del Compilatore Costui è buono per mille scudi, cioè è tale che può pagargli.
Definiz: § LIV. Esser per la buona, vale Essere nella retta strada, nella strada che mena a bene; ma per lo più in senso figurato. –
Esempio: Allegr. Rim. Lett. 180: I' vorre' nulladimeno.... che voi leggeste il seguente sonetto, e m'accennaste se io son per la buona, o veramente s'i' peggioro.
Esempio: Lipp. Malm. 6, 29: Incontra Nepo già da Galatrona, Ch'avendo dato là di sè buon saggio, In oggi è favorito e per la buona.
Esempio: Soldan. Sat. 32: O tu che ti credi esser per la buona E aspiri al ciel, dice ella, non t'avvedi Della transfigurata tua persona ec.
Esempio: Fag. Comm. 5, 333: Quest'è Lelio; noi siam per la buona.
Definiz: § LV. Far buono, vale Riconoscere come buono, valido, accettabile, che anche dicesi Menar buono. –
Esempio: But. Comm. Dant. 1, 842: In fare buona la ragione del cittadino loro contra al forestiero.
Esempio: Bern. Orl. 45, 2: Il furto, alla persona bisognosa Per non morir di fame, fanno buono.
Esempio: Car. Apol. 184: Quanto a questo, se verità fosse quel che voi dite, vi si farebbe buono.
Esempio: E Car. Lett. fam. 2, 215: Supplico V. S. I. a farmi buone le mie giustificazioni.
Esempio: Cellin. Vit. 356: Il re fece buone queste ragioni.
Definiz: § LVI. Far buono, detto di conto, partita, spesa e simili, vale Riconoscere come buono e in regola, Approvare. –
Esempio: Vill. G. 136: Ordinò di dare a' suoi cavalieri e chi servia l'oste una stampa di cuoio di sua figura, istimandola in luogo di moneta.... E quelle stampe promise di far buone per la detta valuta a chiunque poi le recasse al suo tesoriere.
Esempio: Ricc. S. Cat. Lett. 302: Vedete se si può fare che li sieno fatte buone quelle spese della casa.
Esempio: Instr. Cancell. 7, 332: Se li dia il solito per le semplici citazioni, da ammettersi e farsi buona tale spesa a uscita del camarlingo.
Definiz: § LVII. S'usa anche per Computare in un conto, Detrarre da un conto. –
Esempio: Bemb. Stor. 162 t.: Quelli denari da essi camerlinghi fatti buoni gli siano colla decima.
Esempio: Ricc. S. Cat. Lett. 289: Intendo avete riscosso scudi 3 da Smeraldo Adimari, e fattoli buoni soldi 20.
Esempio: E Ricc. S. Cat. Lett. 354: Ora occorre.... che gniene facciate buoni [certi danari] per noi, a ricontro di quello ci dovete.
Esempio: Legg. Sal. 107: Si faccia lor buono dalla Gabella al saldo de' conti,.... e si defalchi loro dalla tassa tutto quel sale che giustificheranno di non aver potuto esitare.
Definiz: § LVIII. Menar buono, dicesi più specialmente di parole, o ragioni, e vale Riconoscere, Ammettere, per buono, per accettabile. –
Esempio: Rucell. Or. Dial. 9, 3, 116: Io sì vi meno buono il vostro detto, ma non niego già ec.
Esempio: Salvin. Pros. tosc. 1, 507: Mal fanno quei giovani, che rapiti in soverchia ammirazion del maestro.... menano buono ogni suo detto, senza niente aggiugner del loro.
Definiz: § LIX. Quando si riferisce ad azioni, vale Tollerarle con benignità e indulgenza, Condonarle. –
Esempio: Segner. Sentim. Oraz. 36: [Dio] ci mena spesso buone molte azioncelle, peraltro assai difettuose.
Definiz: § LX. Detto di pagamento, prezzo e simili, vale lo stesso che Far buono, Abbonare. –
Esempio: Legg. Sal. 98: A' camarlinghi suddetti non saranno menati buoni tali pagamenti.
Esempio: Panciat. Scritt. var. 235: Il prezzo si merrà buono nel conto di questi che mando ec.
Definiz: § LXI. Tenersi buono, vale Andar superbo, Gloriarsi, Pavoneggiarsi; ma è modo oggi poco usato. –
Esempio: Firenz. Pros. 1, 208: Or non vi dico se Niccolò, al quale i suoi amici davano ad intendere ch'egli era un Gerbin novello, se ne teneva buono con loro.
Esempio: Cecch. Servig. 3, 3: E non che egli Se ne sia accorto o se ne sia crucciato, Anzi se ne tien buono e la va in quà E in là contando per favori.
Definiz: § LXII. Dio te, ce, ve, e simili, la mandi buona, modo proverbiale, col quale si augura che ad alcuno non incolga qualche male, preveduto come possibile in un fatto, in una occasione, in un avvenimento e simili. –
Esempio: Cecch. Comm. ined. 2, 508: In fatto il caso loro Sta, come disse mastro Guazzaletto: Dio te la mandi buona.
Esempio: Buonarr. Fier. 3, 2, 12: Dio gliela mandi buona a questo autore.
Esempio: Forteguerr. Terenz. 73: I sommi dei ce la mandin buona.