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1) Dizion. 4° Ed. .
DARE
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DARE.
Definiz: Verbo, che in alcune voci esce di regola, e perciò da' grammatici è detto irregolare; ed in alcuni tempi ha doppie terminazioni, come fie manifesto dagli esempli addotti ne' suoi significati, e nelle sue frasi, e maniere.
Definiz: §. I. Dare, per Trasferire una cosa da se in altrui; Donare. Lat. dare, donare, largiri, tradere. Gr. διδόναι.
Esempio: Bocc. nov. 15. 12. E possessioni, e case ci ha date, e dà continuamente al mio marito, e tuo cognato, ch'è buona provvisione.
Esempio: E Bocc. nov. 16. 3. Egli, e molti altri amici, e servidori del Re Manfredi furono per prigioni dati al Re Carlo.
Esempio: E Bocc. nov. 18. 16. Al conte piacque molto questa domanda, e prestamente rispose di sì, e con lagrime gliele diede.
Esempio: E Bocc. nov. 93. 2. Che uno per liberalità usare ad un altro, che il suo sangue, anzi il suo spirito desiderava, cautamente a dargliele si disponesse.
Esempio: Cavalc. Frutt. ling. Presto si perde, se non lo guarda colui, che lo diede.
Esempio: Ar. Len. 2. 1. Sol mentrech'io ti dò, me ne ringrazi; Tostochè ho dato, il contrario fai subito.
Definiz: §. II. Per Istabilire, modo di dire alla latina. Lat. si datum est.
Esempio: Bern. rim. 38. E s'egli è dato, ch'i' abbia a stentare, Fa' almen, che qualcun altro stenti meco.
Definiz: §. III. Per Permettere, Concedere. Lat. dare, concedere, permittere. Gr. παραχωρεῖν.
Esempio: Petr. son. 274. E agli amanti è dato Sedersi insieme.
Esempio: E Petr. 316. Dammi, signor, che 'l mio dir giunga al segno Delle sue lode, ove per se non sale.
Esempio: Boez. Varch. 3. 9. Dammi padre pietoso, che nell'alta Divina fede colla mente io saglia.
Esempio: Cant. Carn. 4. Noi cogliemmo certe frutte Belle, come dà il paese.
Definiz: §.IV. Per Percuotere; e oltre al signific. att. si usa anche nel neutr. pass. e nel neutr. assol. Lat. verberare, percutere. Gr. παίειν, τύπτειν, πλήσσειν.
Esempio: Bocc. nov. 15. 34. Noi ti darem tante d'uno di questi pali di ferro sopra la testa, che noi ti farem cader morto.
Esempio: E Bocc. nov. 32. 10. Io mi vidi sopra un giovane bellissimo ec. il quale presomi per la cappa, e tiratomi a' piè, tante mi diè, che tutto mi ruppe.
Esempio: E Bocc. num. 11. Io ci tornerò, e darottene tante, ch'io ti farò tristo per tutto il tempo, che tu ci viverai.
Esempio: E Bocc. nov. 73. 19. Quanto egli potè menar le braccia, e' piedi, tanto le diè per tutta la persona pugna, e calci.
Esempio: E Bocc. nov. 88. 9. E stracciatagli la cuffia in capo, e gittato il capuccio per terra, e dandogli tuttavia forte, diceva.
Esempio: Dant. Purg. 9. Misericordia chiesi, che m'aprisse, Ma pria nel petto tre fiate mi diedi.
Esempio: Bern. Orl. 1. 7. 27. Chi di quà, chi di là gli andava a dare.
Esempio: E Ber. Orl. 3. 5. 11. Ruggier allor da parte si tirava, Che così stando non gli avrebbe dato.
Definiz: §. V. Per Vendere. Lat. vendere, collocare. Gr. πολεῖν πωλεῖν.
Esempio: Ar. Cass. 1. 5. Io sarei contento dar per simile Prezzo a chi le volesse le mie femmine.
Esempio: E Ar. Cass. 3. 3. E quella, ch'al giudizio Mio fosse di miglior viso, volendola Tu dar per prezzo onesto, e convenevole, Gli comperassi.
Definiz: §. VI. Dare, parlandosi del sole, di lume, o simili, vale Arivare, Battere. Lat. pertingere.
Esempio: Libr. cur. malatt. In quell'orto il sole vi dava dalla mattina alla sera.
Esempio: Ricett. Fior. 2. La bottega dello speziale ec. debbe avere o orto, o terrazzo, dove dia il sole.
Esempio: Buon. Fier. 3. 5. 2. Che ora sol profonda tanto, Che al maggior di persona dava a gola, Al minor sopra 'l mento.
Definiz: §. VII. Non dar nè in ciel, nè in terra, vale Esser fuori di se. Lat. neque coelum, neque terram attingere. Gr. οὔτε γῆς, οὔτε οὐρανοῦ ἃπτεται.
Esempio: Malm. 5. 59. Perch'ella non dà più nè in ciel, nè in terra.
Definiz: §. VIII. Dare per Pagare, Dare in pagamento. Lat. solvere. Gr. ἐκτίνειν.
Esempio: Bocc. nov. 62. 10. Mia mogliere l'ha venduto sette, dove tu non me ne davi altro, che cinque.
Esempio: Com. Inf. 20. Nullo maggiore strazio puote uomo fare della sua donna, che sottometterla per moneta a chi più ne dà.
Esempio: Sen. ben. Varch. 6. 16. E pure è noto a ciascuno quanto si dà il giorno a un muratore, che le fa (le mura)
Esempio: Ar. Cass. 3. 3. Egli è mio offizio Senza rispetto a chi mi dà più attendere.
Definiz: §. IX. Quindi Avere a dare, vale Esser debitore.
Definiz: §. X. Per Dimostrare, Palesare. Lat. ostendere, indicare, palam facere. Gr. ἀποφαίνειν.
Esempio: Fav. Esop. Il colore del tuo abito dà, che sii fornaio, o carbonaio, o appannator di guado, o maestro d'inchiostro.
Definiz: §. XI. E Darsela, neutr. pass. vale Somigliarsi, Esser simile. Gr. ὁμοιοῦσθαι.
Definiz: §. XII. Dare, parlandosi di titoli, come Dare del messere, del signore, del serenissimo ec. vale Trattare altrui, in parlando, o scrivendo, con quel titolo. Lat. honoris caussâ dominum, et c. compellare, appellare. Gr. ἔνεκα τιμῆς κύριόν τινα προσκαλεῖν.
Esempio: Cecch. Servig. 4. 10. Ch'oggidì s'usa di dare Del messere, e signore a ogni furbo.
Definiz: XIII. Altresì Dar del briccone, del vituperoso, di becco, di ladro, e simili, modo d'ingiurare altrui, tacciandolo di tali ignominiosi attributi. Lat. vituperare, contumeliâ afficere. Gr. ἐνυβρίζειν, αἰκίζειν.
Definiz: §. XIV. Dare, trattandosi di curare infermi, si dice dell'Ordinare il medico il medicamento. Lat. curae rationem praescribere, medicamentum dare. Gr. φάρμακον ἐπιτέλλειν.
Definiz: §. XV. Dare, parlandosi di lettere, di corrieri, o simili, vale Portare avviso, Dar notizia. Lat. nuntium afferre. Gr. ἐπαγγέλλειν τινί τι.
Definiz: §. XVI. Dare, per Dar retta, Abbadare, Curare.
Esempio: Franc. Sacch. nov. 143. Il minacciare, e il rimbrottare del Piovano fu assai, e stette coppie d'anni, che non favellò allo Innamorato, il quale non vi diè nulla, dicendo questa novella e nel contado, e nella città.
Definiz: §. XVII. Dare, termine di giuoco, vale Metter la carta in tavola.
Definiz: DARE. Verbo nella nostra favella usato frequentemente; e ne' suddetti significati, e per espressione d'altre operazioni si congiugne cogli infiniti d'altri verbi colle particelle DA, A, IN, o simili, come pure si accoppia con moltissimi nomi, e con articolo, e senza, e parimente con avverbj, o con altre particelle, formando infinite maniere, proverbj, e frasi espressive di particolari significazioni, difficilissime a comprendersi, e ridursi sotto generi determinati; onde a maggior comodità se ne porranno appresso, tratte fuori per ordine d'alfabeto, quelle, che più frequenti si odono nell'uso, o più spesse s'incontrano nelle scritture.
Definiz: DARE A BALIA. Dare i piccoli figliuoli altrui ad allattarli. Lat. filios nutriendos dare. Gr. τέκνα τιθήνῃ παραδιόναι.
v. BALIA.
Definiz: DARE A BARATTO. Barattare. Lat. permutare. Gr. ἀμείβεσθαι.
Esempio: Ar. Len. 3. 2. Non che in vendita, Ma a baratto, ma in don dar si dovrebbono.
Definiz: DARE A BERE. Dare a credere, Dare ad intendere; modo basso. Lat. imponere.
Esempio: Bern. Orl. 1. 10. 3. Però si dice volgarmente in piazza Per un proverbio: e' glie l'ha data a bere.
Esempio: Malm. 7. 24. E s'ella non m'è stata data a bere, Elle son Fate, ch'han virtù divina.
Definiz: DARE A BUON MERCATO. Vendere a prezzo vile. Lat. parvo vendere. Gr. πωλεῖν ὀλίγου τι.
Esempio: Cant. Carn. 297. Donne, chi ha di voi castagne secche, Datele a buon mercato.
Definiz: DARE A CALO.
v. DARE CALO.
Definiz: DARE A CAMBIO. Dare per riavere, oltre alla sorte principale, anche l'interesse guadagnato col cambio. Lat. dare faenori, pecuniam faenori occupare. Gr. δανείζειν τινί τι.
Esempio: Dav. camb. 96. L'ingordigia di questo guadagno ha convertito il cambio in arte, e dannosi i danari a cambio, non per bisogno d'avergli altrove, ma per riavergli con utile. E pigliansi, non per trarre i danari suoi d'alcun luogo, ma per servirsi di quei d'altri alcun tempo per interesse.
Esempio: E Dav. camb. 99. Però bisogna aver gli occhi d'Argo in avvertire a chi tu dai a cambio, a chi tu rimetti, a chi rifida colui, che ti ritorna il tuo.
Esempio: E Dav. camb. 102. Può dare a cambio se medesimo.
Esempio: Sen. ben. Varch. 4. 26. Chi darà a cambio, o fiderà i suoi danari ad uno, il quale sia usato a fallire?
Esempio: Ambr. Bern. 3. 1. Son quei proprj, Che Giulio mi lasciò, ch'i' ho dati a cambio Sempre per lui.
Definiz: DARE ACCUSA. Accusare. Lat. accusare, postulare, deferre. Gr. αἰτιᾶσθαι.
Esempio: G. V. 8. 96. 3. Fu data una inquisizione, ovvero accusa alla Podestà (ch'era allora messer Piero della Branca d'Agobbio) contro a messer Corso.
Definiz: DARE A CENSO.
v. CENSO §. II
Definiz: DARE A CONOSCERE. Mostrare, Far conoscere. Lat. ostendere, monstrare, docere. Gr. δεικνύειν, ἐπιδεικνύειν.
Esempio: Segn. Pred. 20. 6. Quanti io potrei quì numerare a ciascun di loro di magnanimi missionari, che sempre là dall'Italia e andarono, e vanno, non per altro guadagno, che di dar loro a conoscere il nostro Dio!
Definiz: §. E neutr. pass. vale Mostrarsi, Farsi conoscere. Lat. se se ostendere, ostentare. Gr. ἐπιδείκνυσθαι.
Esempio: Cron. Morell. 325. A loro ti dà a conoscere, a loro ti raccomanda, e ricorda l'operazioni buone de' tuoi passati.
Definiz: DARE ACQUA. Annaffiare. Lat. rigare, irrigare. Gr. ἀρδεύειν.
Definiz: §. I. Dar acqua, parlandosi della stagione, o simili, vale Piovere. Lat. pluere. Gr. βρέχειν.
Definiz: §. II. Dar l'acqua, vale anche Aprire i condotti, onde vien l'acqua. Lat. aquae aditus aperire. Gr. ὑδραγωγίας ἀνοίγειν.
Definiz: §. III. Dar l'acqua a' drappi, vale Bagnarli con alcuna materia atta a rendergli più distesi, e più lucidi.
Definiz: §. IV. Dar l'acqua, e Dar l'acqua alle mani, vale Versar ad altri acqua sulle mani, perchè se le lavi. Lat. aquam manibus ferre. Gr. ὕδωρ ἐς χειράς.
Esempio: Nov. ant. 20. 1. Stando lo 'mperadore uno giorno, e' facea dare l'acqua alle mani.
Esempio: E N. ant. num. 4. Non era livero di dar l'acqua, la quale si dava, quando il conte n'andò co' maestri.
Esempio: D. Gio. Cell. lett. 14. E come se ricevessi Cristo, dargli l'acqua alle mani.
Esempio: Galat. 17. È l'acqua data alle mani.
Definiz: DARE A CREDERE. Persuadere per lo più il falso. Lat. credendum dare. Gr. πείθειν.
Esempio: Ambr. Cof. 5. 7. Voi volete una volta darmi a credere, Che il male mi sia sano.
Definiz: §. E neutr. pass. Credere, Darsi ad intendere. Lat. putare, arbitrari, censere, pesuasum habere. Gr. νομίζεσθαι.
Esempio: Boez. Varch. 2. 3. Datti tu a credere, che nelle cose umane sia costanza, o fermezza alcuna?
Esempio: Ambr. Cof. 5. 1. Non si fan queste forze, come a credere Forse vi date.
Definiz: DARE AD AFFITTO, e DARE A FITTO. Affittare. Lat. locare.
Esempio: Sen. ben. Varch. 3. 7. Come quando si toglie, o si dà ad afitto alcuna cosa.
Definiz: DARE ADDIETRO, e DARLA ADDIETRO Cedere, Piegarsi, Ritirarsi. Lat. retrò concedere, retrò evadere, recedere. Gr. ἀναχάζειν.
Esempio: Tac. Dav. ann. 13. 181. Gli Ansibari soli rimasi la danno addietro.
Esempio: E Tac. Dav. ann. 15. 205. Il cavallo, che portava le 'nsegne consolari, senza cagione, che si vedesse, ombrò, diede addietro, e scappò.
Definiz: §. Figuratam. vale Peggiorare. Lat. in peius ruere.
Definiz: DARE ADDOSSO. Investire, Attaccare. Lat. invadere. Gr. ἐπιχειρεῖν.
Esempio: Dav. Colt. 163. Quel vento, che è di natura diseccativo, trovandola abbandonata (l'uva) e separata dal vino, la rasciuga tutta, e consuma, come fa un esercito, che vedendo l'oste suo recatosi in guardia, con aver le bagaglie abbandonate, non quello investe, ma dà addosso a quelle, e fanne suo bottino.
Esempio: Cecch. Donz. 5. 2. Le mosche danno addosso a' cava' magri.
Definiz: DARE AD INTENDERE Persuadere, Dimostrare; e si usa anche nel neutr. pass. Lat. persuadere. Gr. πείθειν.
Esempio: Bocc. nov. 23. 9. Il riprese dell'intendere, e del guardare, che egli credeva, che esso facesse a quella donna, siccome ella gli aveva dato ad intendere.
Esempio: E Bocc. nov. 37. 10. Per pienamente darli ad intendere il caso sopravvenuto, così fece, come Pasquino avea fatto.
Esempio: E Bocc. nov. 52. 6. Chente è, Cisti, è buono? Cisti levato prestamente in piè rispose: messer sì, ma quanto non vi potre' io dare ad intendere.
Esempio: Pass. 299. E ciò dava ad intendere per similitudine il profeta Isaia.
Esempio: Lasc. Spir. 4. 1. Che gli date voi ad intendere per questo spirito?
Definiz: §. I. E neutr. pass. Credere, Reputare.
Esempio: Fir. As. 139. Tu hai veduto già più tempo fa, per quanto io mi do ad intendere, l'esperienza della mia fede.
Esempio: Ar. Negr. 5. 3. Che non d'ignobile Gente, come ti dai forse ad intendere, Ma di padre, e di madre gentiluomini È nata.
Esempio: E Cass. 4. 5. Non passerà così facile-Mente come vi date forse a 'ntendere.
Definiz: §. II. Per Dire altrui cosa falsa ingannandolo. Lat. imponere.
Definiz: DARE A DISCREZIONE, o DISCRIZIONE. Neutr. pass. vale Rendersi le piazze, o le soldatesche ec. alla discrizione del vincitore senza altri patti, e capitoli.
Esempio: Segn. stor. 11. 298. Non pure si dettono patti, anzi si dettono a discrezione.
Definiz: DARE ADITO. Fare apertura, Porgere opportunità. Lat. aditus aperire. Gr. πρόσοδον ἀνοίγειν.
Esempio: Fir. As. 322. E ne dava, per questo, libero adito a' miei pensieri.
Definiz: DARE A DIVIDERE. Mostrare, Far conoscere. Lat. ostendere, commonstrare, docere. Gr. δεικνῦναι, διδάσκειν.
Esempio: Petr. son. 53. Per darmi a divider, ch'al suo destino, Mal chi contrasta, e mal chi si nasconde.
Esempio: Sagg. nat. esp. 97. Protestandoci di riferirlo più per dare a divedere il modo, col quale abbiamo pensato di far questa esperienza.
Esempio: Malm. 1. 14. Ma perch'ei non vuol darlo a dividere, Si rizza, e froda il colpo, che gli duole.
Definiz: DARE A DUE TAVOLE, e DARE A DUE TAVOLE A UN TRATTO. Metaf. tolta dal giuoco di sbaraglino, ed è lo stesso, che Fare un viaggio, e due servigj, o come dice un altro proverbio: Pigliar due colombi a una fava. Lat. in saltu uno capere duos apros, duos parietes eadem fidelia dealbare.
Esempio: Malm. 5. 14. E a due tavole dar vorrebbe a un tratto.
Definiz: DARE AFA Arrecare altrui fastidio. Lat. taedio esse. Gr. ἀνιᾶν.
Esempio: Pataff. 1. Tu mi dai afa, deh levati quinci (alcun T. a penna legge: Tu mi fai nefa)
Definiz: DARE AFFANNO. Travagliare. Lat. vexare, affligere, divexare. Gr. θλίβειν.
Esempio: Lasc. Spir. 5. 1. Egli avrebbe ec. dato affanno grandissimo a quella poverina.
Esempio: E Gelos. 3. 3. Mona Zanobia s'era levata appunto, perchè la donna del corpo le ha dato questa notte affanno.
Esempio: Cant. Carn. 10. Deh andate col malanno, Vecchi pazzi rimbambiti, Non ci date più affanno.
Definiz: DARE AFFLIZIONE. Affliggere. Lat. maestitiam dare, moerorem afferre. Gr. λυπεῖν.
Esempio: Pass. 324. Chi più sa, più gli è richiesto, e maggior peso ha a sostenere, e più cose conosce, e vede, che gli danno afflizione, e pena.
Definiz: DARE A FILARE. Dare altrui lino, o simili, perchè lo fili. Lat. nendum dare. Gr. ἐς τὸ κλώσθεσθαι παραδιδόναι κλώθεσθαι .
Esempio: Bocc. nov. 37. 4. Ad ogni passo di lana filata, che al fuso avvolgeva, mille sospiri più cocenti, che fuoco, gittava, di colui ricordandosi, che a filar gliele aveva data.
Esempio: Fr. Giord. Salv. Pred. 74. Quando dà a filare, e quando ricoglie, quando dà a tessere, e quando ricoglie.
Definiz: §. Torre a filare per dare a filare.
v. FILARE.
Definiz: DARE A FITTO.
v. DARE AD AFFITTO.
Definiz: DARE A GAMBE, e DARLA A GAMBE. Fuggire, modo basso. Lat. se conferre in pedes, se dare in pedes, Plaut. Gr. φεύγειν, βουλεύειν τὴν ἀπόδρασιν.
Esempio: Fir. As. 212. Spezzai la fune, con che io era legato, e diedila a gambe.
Esempio: Cecch. Servig. 3. 3. E egli per non esser conosciuto, Per poterci tornare la darà a gambe.
Esempio: E Corr. 4. 6. Una notte il garzon la darà a gambe.
Esempio: Lasc. Spir. 4. 3. I quali difatto ci s'avviaron dietro, e noi la demmo a gambe.
Esempio: Malm. 4. 55. Poi fatte le mie scuse, e rese ad ambe Mille grazie, le lascio, e dólla a gambe.
Definiz: §. Dare alle gambe ad alcuno, vale Perseguitarlo, Attraversargli i suoi negozj. Lat. aliquem prosequi, alicui adversari.
Esempio: Buon. Fier. 1. 2. 4. Oh come spesso avvien darsi alle gambe Altrui da chi mal informato tira Attraverso fendenti.
Definiz: DARE AGIO. Porgere opportunità. Lat. tempus dare, spatium dare, opportunitatem dare. Gr. καιρὸν, ἢ εὐκαιρίαν διδόναι.
Esempio: Ovid. Pist. Anzi sen'è ito per darci agio.
Esempio: Tac. Dav. stor. 2. 276. Tale indugio diede agio a' Vitelliani a salvarli in certe vigne intralciate lungo un picciol bosco.
Esempio: Bemb. stor. 3. 40. Il qual Massimiliano per dar agio a Filippo suo figliuolo Duca di Borgogna, che trovare il potesse, ritornò alquanto a dietro più a dentro nelle alpi.
Definiz: DARE A GODERE. Concedere altrui checchessia, perchè lo goda fino al tempo determinato, o colla condizione stabilita. Lat. in antichresin dare.
Definiz: DARE A GOLA.
v. DARE ALLA CINTOLA.
Definiz: DARE AITA Lo stesso, che Dare aiuto. Lat. auxilium dare, opem ferre. Gr. βοηθεῖν.
Esempio: Petr. canz. 45. 1. E sempre andai (tal amor diemmi aita) In quelli esilij, quanto e' vide, amari, Di memoria, e di speme il cor pascendo.
Esempio: Ar. Fur. 25. 5. Che se non è, chi tosto le dia aita, Tosto l'onor vi lascerà, e la vita.
Definiz: DARE AIUTO. Aiutare. Lat. auxilium dare, opem ferre. Gr. βοηθεῖν.
Esempio: G. V. 10. 3. 1. Scomunicando chi gli desse aiuto, o favore.
Esempio: Bocc. nov. 40. 22. E pregolla, che allo scampo di Ruggieri dovesse dare aiuto, siccome colei, che volendo, ad un'ora poteva Ruggieri scampare, e servar l'onor di lei.
Esempio: Bern. Orl. 1. 16. 7. State in riposo; ognun sia cieco, e muto, Non sia di voi chi venga a darmi aiuto.
Esempio: Ar. Fur. 25. 61. Non m'avrai, disse, dato aiuto in vano.
Definiz: §. Dare in aiuto, per aiuto, o simili, vagliono lo stesso. Lat. subsidio dare. Gr. ἐς βοηθείαν διδόναι.
Definiz: DARE ALBERGO. Albergare. Lat. hospitatio excipere. Gr. ξενίζειν.
Esempio: Bocc. nov. 12. 6. Va', e sappi, se il tuo San Giuliano questa notte ti darà buon albergo, che il nostro il darà ben a noi.
Esempio: Burch. 2. 66. Usciam fuor di tenzone, e fa' Batista, Ch'una sera mi dia cena, e albergo.
Definiz: §. Per metaf. vale Ricettare.
Esempio: Ar. Fur. 12. 78. Ma quel, che al timor mai non diede albergo.
Definiz: DARE A LIVELLO Concedere a livello. Lat. in emphyteusin dare.
Esempio: Alleg. 286. La Golpaia è un castel, che pare un forno, Dato a livello ab antico al rimedio Del rappreso figliuol dell'oppilato Dalla mattana, suocera del tedio.
Definiz: DARE ALLA CIECA. Dare senza considerazione. Lat. quo sors tulerit ictus ingeminare. Gr. εἰκῇ πλήττειν.
Esempio: Segn. Pred. 2. 4. Son poscia i primi, quando lo veggono nella vernata già secco, a levar la scure, e a dargli alla cieca tra capo, e collo, tra tronco, e rami.
Definiz: DARE ALLA CINTOLA, DARE ALLE GINOCCHIA; e DARE ALLA GOLA, o A GOLA, o simili. Arrivare fino alla cintola, alle ginocchia, alla gola ec. Lat. pertingere.
Esempio: Buon. Fier. 3. 5. 2. Nell'acqua, ch'era sol profonda tanto, Ch'al maggior di persona dava a gola.
Definiz: DARE ALLA PALLA. Termine del giuoco della palla, che vale Spignerla o con mano, o con istrumento. Lat. pilam trudere.
Definiz: §. Dare alla palla quando ella balza, o ovunque ella balza, figuratam. vale Non perdere nè luogo, nè tempo, quando l'occasione lo porge. Lat. occasionem arripere, casu oblata flectere ad consilium, Liv. Gr. ἀφορμὴν λαβεῖν.
Esempio: Alleg. 257. E se scherza con voi nuovo Ghiacinto Febo, date alla palla ovunque balzi.
Definiz: DARE ALLA RADICE. Figuratam. si usa per esprimere il Levare ogni occasionedi proseguire alcun negozio. Lat. in negotii caput, atque arcem invadere; negotii caput petere. Gr. ῥίζαν εἰσβάλλειν.
Definiz: DARE ALL'ARME. Dare il segno per venire a combattimento. Lat. ad arma conclamare, proelium occipere. Gr. μάχης ἄρχεσθαι.
Esempio: Bern. Orl. 1. 15. 1. Quando Astolfo di sopra fece dare Costoro all'arme così scioccamente, Conobbi quel, che Dio sapeva fare.
Definiz: §. Dare all'arme, figuratam. vale Far romore, Far fracasso. Lat. strepitum dare. Gr. δοῦπον ποιεῖν.
Definiz: DARE ALLE GAMBE.
v. DARE A GAMBE.
Definiz: DARE ALLE GINOCCHIA.
v. DARE ALLA CINTOLA.
Definiz: DARE ALL'ERTA. Andare alla volta della sommità de' monti. Lat. in iuga montium decedere, Tacit.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 151. I barbari la diedono all'erta, e i nostri lor dietro, così gli armati alla leggiera, come alla grave.
Definiz: DARE AL MONDO. Partorire. Lat. in lucem edere. Gr. τίκτειν.
Esempio: Amet. 48. Allora che la mia madre mi diede al mondo, Saturno i cari regni dell'oro governava ne' correnti secoli sotto caste leggi.
Esempio: E Amet. 54. Tanto che il numero empiemmo delle figliuole di Pierio, e di sì notabile, e bella forma tutte ci diede al mondo, che ec.
Definiz: DARE ALTO. Accennare, o Andare, o Percuotere verso la parte superiore.
Definiz: §. Figuratam. vale Eccedere la mediocrità, o lo stato comune in fatti, o in parole. Lat. alta petere, sublimius ferire quàm oportuit, supra signum iacere. Gr. ὑψελὰ αἰτεῖν.
Definiz: DARE AL VENTO. Spiegare, Spargere al vento. Lat. dare ventis, pandere, explicare.
Esempio: Ciriff. Calv. 3. 80. Ch'i' voglio ardergli in croce, e dare al vento Per sepoltura d'amendue la polvere.
Esempio: E Ciriff. Calv. appresso: E così dati gli stendardi al vento.
Definiz: DARE A MACCA. Dare in abbondanza, o Dare a ufo. Lat. affatim dare, gratuitò dare. Gr. δαψιλῶς, ἢ δωρεὰν διδόναι.
Esempio: Alleg. 222. Non vi si danno i marzapani a macca, Come si crede qualche nuovo pesce, Che squadra gli animali alla casacca.
Definiz: DARE A MAN SALVA. Dare altrui colpi, o simili, senzachè esso abbia modo di difendersi. Lat. imparatum petere. Gr. ἀπαράσκευον εἰσβάλλειν.
Definiz: DARE A MISURA. Dar misuratamente. Lat. ad mensum dare. Gr. τὸ μετρηθὲν διδόναι.
Esempio: Fr. Iac. T. La lunghezza, e la latezza Molto gli si dà a misura.
Definiz: DARE AMMIRAZIONE. Far maravigliare, Cagionar maraviglia. Lat. admirationem concitare.
Definiz: DARE A MOSTRA. Mostrare, Dare perchè si consideri. Lat. ostendere, ostentare, specimen exhibere. Gr. δυκνύειν δεκνύειν.
Definiz: DARE ANIMA. Avvivare. Lat. spiritum dare. Gr. ζωοποιεῖν.
Definiz: §. I. Dar l'anima, vale lo stesso.
Definiz: §. II. Dar l'anima, vale anche Sottoporre l'animo. Lat. se dedere, devovere. Gr. ἑαυτὸν ἐκδιδόναι.
Esempio: Amet. 12. Ma la natura del novello signore, a cui ignorantemente aveva pur testè l'anima data, nol consente.
Definiz: §. III. Dar l'anima al diavolo, o al nemico, vale Disperarsi.
Esempio: Fir. Trin. 2. 2. E così tutto 'l dì ti fanno dar l'anima al nimico.
Definiz: DARE ANIMO. Esportare, Invogliare, Incoraggiare. Lat. animum addere, animos augere, fiduciam facere. Gr. θαρσύνειν.
Esempio: Dav. Accus. 141. Estimavate voi essere il nostro Reggente andato a Pisa, per dar animo a voi accademici a seguitar di dare all'accademia fama, e rinomea?
Esempio: Tac. Dav. ann. 13. 175. Il che diede animo d'assalire la metropoli Artassata, e passò l'esercito il fiume Arasse, che bagna le mura.
Esempio: Sen. ben. Varch. 6. 17. Ora mi diede animo col lodarmi, e ora coll'avvertirmi scacciò da me la pigrizia.
Definiz: §. I. Dar buon animo, vale Fare star di buon animo. Lat. excitare. Gr. ἐγείρειν.
Esempio: Alleg. 15. Nè molto spesso le disunite voci della varia brigata in dare altrui buon animo s'accordano.
Definiz: §. II. Dar l'animo, vale lo stesso, che Bastar l'animo. Lat. confidere, audere. Gr. θαῤῥεῖν.
Esempio: Bemb. Asol. 1. Che amore sia buono, Gismondo, daratti l'animo, dicci, di dimostrare?
Esempio: Sagg. nat. esp. 7. Gli dava ben l'animo di fabbricare due, e tre, e quanti termometri si fosser voluti.
Definiz: §. III. Dar l'animo, per lo stesso, che Dettar l'animo, Suggerir l'animo. Lat. libere, collibere, quodcumque animo collibitum est facere. Gr. ἀρέσκειν, δοκεῖν.
Esempio: Ar. Cass. prol. Li quali laceraronla, E di lei fer ciò, che lor diede l'animo.
Definiz: DARE A PATTI. Concedere con condizioni. Lat. conditionibus dedere.
Esempio: Cecch. Esalt. cr. 3. 10. Ma i colpi non si danno poi a patti.
Esempio: Segn. stor. 9. 255. Dette quella rocca a patti, e vi ricevette dentro il presidio.
Definiz: §. E neutr. pass. vale Arrendersi condizionatamente. Lat. conditiones accipere, se dedere.
Esempio: Ciriff. Calv. Ch'egli avea preso già quasi partito Di darsi a patti.
Esempio: Segn. stor. 11. 298. Non pure si dettono a patti, anzi si dettono a discrezione.
Definiz: DARE APPALTO, DAR L'APPALTO, e DARE IN APPALTO. Appaltare. Lat. monopolium constituere. Gr. μονοπώλιον διδόναι.
Definiz: DARE APPICCO. Dare speranza, Fare apertura tale, che altri possa sperare. Lat. aditum aperire, aditum relinquere, ansam praebere. Gr. λαβὴν διδόναι.
Esempio: Dav. Scism. 22. Scrisse molto infastidito al Campeggio, ch'ei non doveva lasciar venire a Roma le domande, che s'avevano a risolvere in Inghilterra, nè dare appicco veruno alle cose, che il Papa non può mai concedere.
Esempio: Varch. Ercol. 89. Dare appicco è favellare di maniera ad alcuno, che egli possa appiccarli, cioè pigliare speranza di dover conseguire quello, che chiede.
Definiz: DARE APPOGGIO. Sostenere, Aiutare. Lat. roborare, fulcire, robore circundare, Tac. Gr. στερίζειν.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 148. Stimolava Claudio, che pensasse al ben pubblico; desse alla fanciullezza di Brittannico un appoggio.
Definiz: §. Dar l'appoggio, vale Concedere al vicino, che appoggi il suo edificio al muro di tua proprietà; che non si può negare, purchè il vicino paghi la metà della valuta del muro, a cui vuole appoggiare, rimanendo poi il muro per tal metà di suo dominio. Lat. tigni in suum parietem immissionem concedere.
Definiz: DARE APPRENSIONE. Mettere in apprensione. Lat. metum incutere. Gr. δέος ἐνεργάζεσθαι.
Definiz: DARE A PRUOVA.
v. DAR PRUOVA.
Definiz: DARE ARBITRIO. Conceder facoltà. Lat. potestatem facere. Gr. ἐξουσίαν διδόναι.
Esempio: Bocc. g. 9 f. 2. Per dare alcun riposo alle vostre forze, arbitrio vi diè di ragionare ciò, che più vi piacesse.
Definiz: DARE ARDIRE. Rincuorare. Lat. audaciam gignere, audere facere. Gr. θαρσύνειν.
Esempio: Burch. 2. 96. Che parte hai tu, che ti dia tanto ardire, Essendo il sopracapo d'ogni pecca?
Esempio: E Burch. 2. 98. Ardir mi desti colla voce d'ecco.
Esempio: Cant. Carn. 64. Dell'entrar sì fieri in giostra Ci dà il vin talvolta ardire.
Definiz: DARE ARGOMENTO. Somministrare cagione. Lat. argumentum dare, documentum dare, fidem facere. Gr. διδάσκειν.
Esempio: Bocc. vit. Dant. 245. Le quali (deità) molti vollero, che fossero il sole, e la luna ec. e ciascuno degli altri de' sette pianeti, dagli loro effetti dando argomento alla loro deità.
Esempio: Boez. Varch. 4. 6. Le allegre (pene) danno a' buoni grande argomento, onde traggano quello, che di sì fatta felicità giudicare debbiano.
Definiz: DARE A RIMPEDULARE LE CERVELLA. Uscir di se stesso. Lat. excordem esse, amentem esse. Gr. ἄνουν εἶναι.
Esempio: Lab. 147. Tu menti per la gola; tu hai le traveggole; tu hai le cervella date a rimpedulare; bei meno.
Esempio: Pataff. 4. E le cervella diè a rimpedulare.
Definiz: DARE ASSALTO, e DAR L'ASSALTO. Assaltare, Assalire. Lat. aggredi, impetum facere. Gr. εἰσβάλλειν.
Esempio: G. V. 12. 58. 4. Vi continuò l'oste dall'Agosto 1345. al Maggio 1346. dando alla terra continue battaglie, e assalti.
Esempio: Petr. canz. 4. 2. I' dico, che dal dì, che 'l primo assalto Mi diede amor, molt'anni eran passati.
Esempio: E Petr. son. 212. Or tristi augurj, e sogni, e pensier negri Mi danno assalto, e piaccia a Dio, che invano.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 154. Radamisto avendo invano, o con danno dato l'assalto, incomincia l'assedio.
Esempio: E Tac. Dav. stor. 3. 308. Dar l'assalto i soldati stracchi la notte, e 'l dì, cosa dura, e senza vicino aiuto pericolosa.
Definiz: DARE ASSETTO. Accomodare. Lat. accommodare, concinnare. Gr. κοσμεῖν.
Esempio: Segn. Mann. Sett. 28. 1. Voleva prima ottener licenza di farne consapevoli i suoi, per dare assetto agl'interessi domestici.
Definiz: DARE ASSOLUZIONE, o DAR L'ASSOLUZIONE. Assolvere. Lat. absolvere a culpis, a peccatis absolvere, cum Deo conciliare. Gr. ἀπογιγνώσκειν τῶν ἁμαρτημάτων.
Definiz: DARE A TAGLIO. Vendere non l'intero capo di checchè sia, ma le parti tagliate dal resto. Lat. portionibus vendere. Gr. ἀνὰ μέρος πωλεῖν.
Esempio: Cant. Carn. 164. Noi ne daremo (del cacio) a taglio, e 'n tutti i modi, Che voi volete, freschi, passi, e sodi.
Definiz: DARE A TRAVERSO. Lat. adversari palam. Gr. φανερῶς ἐναντιοῦσθαι.
Esempio: Varch. Ercol. 89. Dare a traverso significa dire tutto il contrario di quello, che dice un altro, e mostrare sempre d'aver per male, e per falso tutto quello, che egli dice.
Definiz: DARE ATTACCO. Somministrar cagione, onde si speri, Allettar con isperanze. Lat. ansam dare. Gr. λαβὴν διδόναι.
Esempio: Bern. Orl. 2. 19. 5. Basta loro a scusarsi, s'ei non danno Ogni poco d'attacco, ogni colore.
Definiz: DARE AUDIENZA, e UDIENZA Udire; ed è proprio de' magistrati, o de' gran personaggi. Lat. audire, copiam loquendi facere. Gr. ἀκούειν.
Esempio: G. V. 11. 20. 5. Assai era latino di dare audienza, e tosto spediva.
Esempio: Petr. canz. 27. 1. Date audienza insieme Alle dolenti mie parole estreme.
Esempio: Ar. Fur. 25. 79. Gli diede allor udienza più che prima, E riverillo, e fe di lui gran stima.
Esempio: Alleg. 5. Non è, cred'io, paese, Dove non segga agiato Nel dar dell'udienze Il principe, il vicario, e 'l magistrato.
Esempio: Fir. disc. an. 24. Molti giorni sono, che vostra Altezza ec. non dà audienza a' suoi sudditi.
Definiz: §. I. Dare audienza, vale anche Dar retta. Lat. animadvertere, mentem adhibere.
Esempio: Ar. Cass. 4. 1. Egli è sì intento a 'nvestigar dov'abbiano Costei condotta, che non dà audienza A cosa, ch'io gli dica.
Definiz: §. II. Dar l'audienza, che dà il Papa a' furfanti, modo basso; e vale Non dare orecchio, o retta alle parole di colui, che ti parla.
Esempio: Malm. 10. 46. Perocchè da i ribaldi gli vien dato L'udienza, che dà il Papa a' furfanti.
Definiz: DARE A VEDERE. Persuadere, Far credere. Lat. persuadere, ostendere. Gr. δεικνῦναι.
Esempio: Bocc. nov. 37. 6. La Simona disse, che le piaceva; e dato a vedere al padre una domenica dopo mangiare, che andar voleva alla perdonanza a San Gallo, con una sua compagna ec. se ne andò.
Esempio: E Bocc. nov. 51. 4. Mi vuol dare a vedere, che la notte prima, che Sicofante giacque con lei, messer Mazza entrasse in Monte Nero per forza.
Esempio: E Bocc. nov. 65. tit. Al quale ella dà a vedere, che ama un prete.
Esempio: E Bocc. num. 21. E a me credi aver dato a vedere, che tu altrove andato sii a cena.
Esempio: E Bocc. nov. 91. 4. Dandogli a vedere, ch'esso veniva verso Italia.
Esempio: Lab. 301. Te a dito mostrava per dare a vedere a quelle, alle quali ti dimostrava, se ancora essere da tener bella.
Esempio: Ciriff. Calv. 2. 58. Dandogli a veder quanto in ciò erra, Sperano d'acquistarne gloria, e fama.
Definiz: DARE A UFO. Dare senza riceverne ricompensa. Lat. dare gratis. Gr. δωρεὰν διδόναι.
Definiz: DARE A USURA. Dare per ricevere, oltre la sorte data, anche l'usura. Lat. dare faenori. Gr. δανείζειν.
Esempio: Amm. ant. 16. 4. 2. Che 'l beneficio non si dee dare ad usura.
Esempio: Albert. 6. L'uomo, che ha misericordia del povero, dà a usura a Domeneddio.
Definiz: §. Dare di usura, Pagare per usura.
Definiz: DARE AUTORITÀ. Concedere facoltà, potenza. Lat. auctoritatem, potestatemque largiri, demandare. Gr. ἐξουσίαν διδόναι.
Esempio: G. V. 9. 342. 1. Fecero paciaro in Toscana, acciocchè mettesse consiglio, e pace nelle discordie di Toscana, dandogli grande autoritade di procedere spiritualmente a chi fosse disubbidiente alla Chiesa.
Esempio: M. V. 2. 27. E di ciò diedono agli ambasciadori piena autorità, e balía.
Definiz: DARE AVVIAMENTO. Dare occasione, e mezzo di far conseguire quello, che si desidera, Dar da lavorare, Arrecare utilità. Lat. in assequendam rem viam monstrare.
Esempio: Cant. Carn. 207. Donne, non vi sia affanno Di darci avviamento, s'e' vi piace.
Esempio: Bern. Orl. 1. 17. 48. Io posso darti un altro avviamento.
Definiz: DARE AVVISO. Avvisare. Lat. certiore facere. Gr. δηλοῦν.
Esempio: Tass. Ger. 9. 14. Entra in Gerusalemme, e tra le meste Turbe passando, al Re dà l'altro avviso Del grande campo, che giunge, e del disegno, E del notturno assalto e l'ora, e 'l segno.
Esempio: Ar. Fur. 23. 47. E promette gran premio a chi dia avviso Chi stato sia, che gli abbia il figlio ucciso.
Esempio: E Ar. Fur. 27. 131. Che la presenzia gli diè certo avviso, Ch'er'uomo illustre, e pien d'altro valore.
Esempio: Bern. Orl. 2. 24. 66. Fu tosto dato avviso in che periglio Ferraù si trovava, e 'l Re Marsiglio.
Definiz: DARE BAGGIANE. Dare a credere menzogne. Lat. imponere. Gr. ἐξαπατᾶν.
Esempio: Varch. Ercol. 76. Questi due verbi, dar panzane, ovvero baggiane, e ficcar carote, sono non pur Fiorentini, e Toscani, ma Italiani.
Definiz: DARE BALDANZA. Porgere animo, ardire. Lat. animos addere. Gr. θαρσύνειν.
Esempio: Petr. son. 11. Pur mi darà tanta baldanza amore.
Esempio: Fr. Iac. T. 3. 3. 6. Onde esce speranza, Che dà baldanza Al cor, che è levato.
Definiz: DARE BALÍA Concedere autorità. Lat. imperium dare. Gr. κράτος διδόναι, αὐτοκράτορά τινα ποιεῖν.
Esempio: G. V. 8. 68. 3. Fu loro data per necessità balía generale, sicchè sedici dì signoreggiarono liberamente la terra, mandando il bando per loro parte.
Esempio: E G. V. 10. 188. 3. In Firenze elessono 12 buoni uomini popolani di tre in tre mesi, a cui diedono piena balía della governazione di Pistoia, e delle riformagioni delle signoríe co' priori di Firenze insieme.
Definiz: DARE BANDO. Esiliare. Lat. exilio damnare. Gr. ἐξορίζειν.
Esempio: Bocc. nov. 84. 8. E minacciandolo di farlo impiccar per la gola, o fargli dar bando delle forche di Siena, montò a cavallo.
Definiz: §. E per similit. Scacciare.
Esempio: Fir. As. 257. Perch'io dato bando a tutti i miei consigli ec. mi diedi a girare ec.
Esempio: Burch. 1. 55. E facevan fra loro un gran consiglio Di far dar bando a' fichi castagnuoli.
Esempio: Alleg. 10. Fate, che vedendovi dentro ritratta al naturale la misera condizion de' poeti ec. dieno un tratto bando alle rime bugiarde, e mandin le muse in chiasso a suon di corno.
Esempio: E Alleg. 101. Ma il volgo ignorantissimo veduto Non ha le muse al suon d'una tabella Dare a' poeti mediocre bando.
Definiz: DARE BASSO. Contrario di Dar alto. Lat. infra subsidere. Gr. ὑποκασθέζειν ὑποκαθίζειν.
Definiz: §. E figuratam. Non perder appunto l'ora, Non essere a tempo. Lat. seriùs quam oportuit accedere. Gr. ὑστερεῖν τῶν καιρῶν.
Definiz: DARE BASTONATE. Percuotere con bastone. Lat. baculo percutere. Gr. ῥαβδίζειν.
Esempio: Bocc. nov. 15. 25. Io non so a che io mi tengo, che io non vegna laggiù, e deati tante bastonate, che ec.
Esempio: Ar. Supp. 4. 2. Se t'approssimi, Io ti darò una bastonata.
Definiz: § E figuratam.
Esempio: Varch. Ercol. 89. Dare una bastonata a uno è dir male di lui sconciamente, e tanto più se vi s'aggiugne, da ciechi.
Definiz: DARE BATTAGLIA, e DAR LA BATTAGLIA. Combattere, Venire alla zuffa. Lat. proelium committere. Gr. μάχεσθαι.
Esempio: G. V. 9. 44. 1. A quello fece dare più battaglie, e votare i fossi d'acqua per empiergli di terra.
Esempio: E G. V. 12. 58. 4. Vi continuò l'oste dall'Agosto 1345. al Maggio 1346. dando alla terra continue battaglie, e assalti.
Esempio: Petr. son. 84. L'aspettata virtù, che 'n voi fioriva, Quando Amor cominciò darvi battaglia, Produce or frutto, che quel fiore agguaglia.
Esempio: Fr. Iac. T. E contra la ragione Si dà grande battaglia.
Definiz: DARE BATTITURA, o BATTITURE. Battere, Percuotere. Lat. verberare, pulsare. Gr. δέρειν.
Esempio: Bocc. nov. 73. 19. Sentirono la fiera battitura, la quale alla moglie dava.
Esempio: Arrigh. Prima diedi le mammelle a Dario, poi le battiture.
Definiz: DARE BECCARE. Dar mangiare agli uccelli. Lat. aves pascere. Gr. ὄρνιθας σιτοῦσθαι.
Esempio: Bocc. g. 4. p. 11. Deh se vi cal di me, fate che noi ce ne meniamo una colassù di queste papere, e io le darò beccare.
Definiz: §. I. Dar beccare al cervello, modo basso, vale Pensar tra le cose di niun momento. Lat. inanes curas disponere. Gr. κενὰ μελετᾶν.
v. CERVELLO §. XIX.
Definiz: §. II. Dar beccare alla putta, dicesi del Riporre nascostamente in giuocando parte del danaro, o per assicurarsi di non riperderlo, o per far vista di vincer meno.
Definiz: §. III. Dar beccare a' polli del prete, modo basso, che vale Morire. Lat. diem suum obire. Gr. τελευτᾶν.
Definiz: DARE BELLEZZA. Abbellare. Lat. decus addere, pulchritudinem adsciscere. Gr. κάλλος προστιθέναι.
Esempio: Pass. 253. Parve che due fortune contrarie si dividessono insieme; l'una gli diede grande nobilità, e smisurata bellezza, prodezza, molta gloria ec.
Esempio: Boez. Varch. 3. 4. Che bellezza, non dico possono elleno dare ad altrui, ma hanno in se, che si debba desiderare?
Esempio: Tass. Ger. 5. 61. È bella sì, che 'l ciel prima, nè poi Altrui non diè maggior bellezza in sorte.
Definiz: DARE BENEDIZIONE, o DAR LA BENEDIZIONE. Benedire. Lat. *benedicere. Gr. εὐλογεῖν.
Esempio: Bocc. nov. 1. 30. Veggendo il frate non esser altro restato a dire a ser Ciappelletto, gli fece l'assoluzione, e diedegli la sua benedizione, avendolo per santissimo uomo.
Esempio: Fr. Iac. T. Poichè da te mi parto, Dammi la benedizione.
Definiz: DARE BENEFICIO, o BENEFICJ. Far beneficj, Conferir beneficj, Beneficare. Lat. beneficia conferre, beneficia facere. Gr. εὐεργετεῖν.
Esempio: Bocc. pr. 4. Non perciò è la memoria fuggita de' beneficj già ricevuti, datimi da coloro ec.
Definiz: §. Dar beneficj, termine de' canonisti, Presentare a' benefici ecclesiastici vacanti, Conferirgli.
Esempio: G. V. 11. 20. 2. Puose (Papa Giovanni) le riservazioni di tutti i beneficj collegiati di cristianità, e tutti gli volea dare egli, dicendo, il facea per levare le simoníe.
Definiz: DARE BERE. Porgere da bere, Mescere, Apprestare la bevanda. Lat. dare bibere. Gr. ποτίζειν.
Esempio: Bocc. nov. 17. 16. Ordinò con colui, che a lei serviva, che di varj vini mescolati le desse bere.
Esempio: E Bocc. nov. 40. 25. Come ella sua amica in casa il medico menato l'avea, e come gli avea data bere l'acqua addoppiata.
Esempio: E Bocc. nov. 76. 14. Buffalmacco facea dar bere alla brigata.
Esempio: Ar. Cass. 3. 1. Se a cena così prodigo Sarai nel darmi ber, com'ora chiachiere, La cosa anderà gaia.
Definiz: §. I. Dar da bere, o a bere, vale lo stesso.
Esempio: Bocc. nov. 88. 11. A te sta ormai, qualora tu mi vuogli così ben dar da mangiare, come facesti, ed io darò a te così ben da bere, come avesti.
Definiz: §. II. Dar buon bere, Rendere gustoso il bere. Lat. gustum potui conciliare.
Esempio: Alleg. 98. E giunto all'oste, dissegli pian piano: Arrecami, se v'hai, che dia buon bere, E poi vin rosso, e bianco, e non di piano.
Esempio: Buon. Fier. 4. 3. 4. Studiando molto me persuadere Col torre a dir, che quel dava buon bere.
Definiz: §. III. E figuratam. vale Dar gusto, Dar piacere. Lat. placere, arridere, bonum specimen praebere. Gr. ἀνδάνειν.
Definiz: §. IV. Dar bere, e Dar a bere una cosa, vale Farla credere.
Esempio: Bern. Orl. 1. 10. 3. Però si dice volgarmente in piazza Per un proverbio, e' glie l'ha data a bere.
Esempio: Varch. Ercol. 87. Dar bere una cosa ad alcuno, è fargliele credere, onde si dice bersela, e il tale se l'ha beuta, o fatto le viste di bersela.
Definiz: DARE BIADA, e DAR LA BIADA. Governare le bestie da soma colla biada. Lat. fruges praebere. Gr. θηρία σιτίζειν.
Esempio: Burch. 1. 87. Alessandro lasciò 'l fieno, e la paglia Innanzi a i barbareschi di Cilicia, Non dando biada il dì della vigilia, che 'ntrava il potestà di Sinigaglia.
Definiz: DARE BIASIMO. Biasimare. Lat. vituperare. Gr. ψέγειν.
Esempio: G. V. 10. 145. 2. In Firenze ebbe molti repetii, e biasimo dato a coloro, che non aveano lasciato prendere l'accordo co' Tedeschi.
Esempio: Dant. Inf. 7. Quest'è colei, ch'è tanto posta in croce Pur da color, che le dovrian dar lode, Dandole biasimo a torto, e mala voce.
Esempio: Franc. Barb. 106. 13. La quinta: date Freno alla lingua, che può blasmo dare.
Esempio: Ar. Fur. 10. 59. Vede suoi vizj, e sue virtudi espresse, Sicchè a lusinghe poi di se non crede, Nè a chi dar biasmi a torto gli volesse.
Definiz: DARE BORNIOLE. Modo basso. Lat. iniquam sententiam ferre. Gr. ψῆφον τίθεσθαι.
Esempio: Varch. Ercol. 88. Dare una borniola, è dire il contrario di quello, che è, e si dice propriamente d'uno, il quale avendo i giuocatori rimessa in lui, e fattolo giudice d'alcuna lor differenza, dà il torto a chi ha la ragione, o la ragione a chi ha il torto.
Definiz: DARE BOSSOLETTI.
v. BOSSOLETTO.
Definiz: DARE BRACCIO. Porgere il braccio in aiuto. Lat. subvenire, auxiliari, defendere. Gr. βοηθεῖν, ἐπικουρεῖν.
Definiz: §. I. Dar braccio, per metaf. Aiutare.
Esempio: Segn. Pred. 25. 3. Come gli potranno addrizzar ne' costumi, se voi non date lor braccio?
Definiz: §. II. Dare il braccio, vale Dar facoltà. Lat. potestatem facere. Gr. ἐξουσίαν διδόναι.
Esempio: Ar. Cass. 2. 1. E che tu lo preghi, che ti dia il braccio, Sicchè tu possa andare a cercarli la casa.
Definiz: §. III. Dare il braccio regio, vale Concedere di potere operare coll'autorità, e co' privilegj regj. Lat. regiam potestatem concedere. Gr. τὴν βασιλικὴν ἐξουσίαν διδόναι.
Definiz: DARE BRIGA. Infastidire, Molestare. Lat. molestiam afferre. Gr. παρέχειν τινι πράγματα.
Esempio: Bocc. nov. 23. 15. Io gli credo per sì fatta maniera riscaldare gli orecchi, che egli più briga non ti darà.
Esempio: E Bocc. nov. 59. 8. Ciascuno intese quello, che Guido aveva voluto dire, e vergognossi, nè mai più gli diedero briga.
Esempio: G. V. 9. 22. 2. Fecero decreto, che per offesa, che 'l Re di Francia avesse fatta a papa Bonifazio, o a santa Chiesa, mai a lui, o a sua rede potesse esser apposto, o dato briga.
Esempio: Alleg. 86. E la vostra natural cortesía mi v'alletta a darvi, abbiate pacienza, la seguente briga.
Definiz: §. E neutr. pass. vale Brigarsi, Affaticarsi. Lat. studere, curam gerere. Gr. ἐπιμελεῖσθαι.
Esempio: Cecch. Servig. 4. 9. Datti briga Di far cristei, e non del fatto mio.
Definiz: DARE BUSSE. Percuotere. Lat. pulsare, verberare. Gr. παίειν.
Esempio: Bocc. nov. 64. 12. Li quali venuti là, e udendo la cosa e da un vicino, e da altro, presero Tosano, e diedergli tante busse, che tutto il ruppono.
Esempio: E Bocc. nov. 68. 8. Ella in persona di se nel suo letto la mise, pregandola, che senza farsi conoscere, quelle busse pazientemente ricevesse, che Arriguccio le desse.
Esempio: E Bocc. num. 16. Non ti diedi io dimolte busse?
Definiz: DARE CACCABALDOLE.
Esempio: Varch. Ercol. 56. Usansi ancora in vece d'adulare, soiare, o dar la soia, e così dar l'allodola, dar caccabaldole, moine, roselline, la quadra ec. e più popolarmente andare a Piacenza ovvero Piacentina, e talvolta ligiar la coda.
Definiz: DARE CACCIA, o LA CACCIA. Far fuggire, corendo dietro a chi fugge per arrivarlo. Lat. aliquem in fugam iniicere, pellere, fugare. Gr. φυγαδεύειν.
Esempio: Bern. Orl. 2. 6. 49. Fino alla rocca detton lor la caccia.
Esempio: E Ber. Orl. 3. 6. 36. Mordante, che gli dava più la caccia, Ebbe in mezzo all'assalto un strano intoppo.
Esempio: Ar. Fur. 12. 36. Come il cane talor, se gli è intercetta O lepre, o volpe, a cui dava la caccia.
Esempio: Sagg. nat. esp. 119. Per molto, che se li desse la caccia, spaventandolo, e agitando l'acqua, non fu mai veduto sollevarsi, come facevano gli altri pesci.
Esempio: Malm. 7. 82. Oimè le mie stoviglie, e 'l vin di Chianti, Ch'io tolsi in dar la caccia a un vetturale.
Definiz: DARE CAGIONE. Porgere occasione. Lat. dare occasionem, occasionem praebere. Gr. ἀφορμὴν διδόναι.
Esempio: Bocc. g. 6. f. 3. Voglio, che domane si dica, poichè donna Licisca data ce n'ha cagione, delle beffe, le quali ec.
Esempio: E Bocc. nov. 69. 16. Le diè cagione di mandare ad effetto la seconda cosa.
Esempio: E Bocc. nov. 85. 13. La quale astutamente, secondo l'ammaestramento di Bruno, adoperando, molto bene ne gli dava cagione.
Esempio: Lab. 18. S'ingegna di darti dolente vita, e cagione di desiderar la morte.
Esempio: Amet. 45. E l'occhio tornando alle cose più basse, mi diè cagione di maggiore maraviglia.
Esempio: E Amet. 70. Alla quale Giunone invidiosa diede cagione di mancamento a' moltiplicati uomini.
Esempio: Albert. 64. Lo stolto sempre procrastina di far bene ec. dae cagione, che oggi promette di far dimane; e quando dimane è venuto,e anche promette dimane.
Esempio: Petr. canz. 46. 2. Crudele, acerba, inesorabil morte Cagion mi dai di mai non esser lieto.
Esempio: Tass. Ger. 5. 2. E quella elezion sovra se toglia; Così non avverrà, ch'e' dia cagione Ad alcun d'essi, che di lui si doglia.
Esempio: Ar. Cass. 1. 2. Noi gli diam per trascuraggine Nostra cagion, che la stizza, e la collera Sfoghi sopra di noi.
Definiz: §. I. E neutr. pass.
Esempio: Ar. Supp. 4. 2. Se ne potrebbe morire, o impazzare facilmente, o di qualch'altra disgrazia darsi cagione.
Definiz: §. II. Per Incolpare uno. Lat. causam alicui inferre. Gr. αἰτιᾶσθαι.
Esempio: Fiamm. 3. 43. Io le feste non poco intralasciate, dando di ciò al sozzo tempo cagione, veggendo il nuovo, ricominciai ad usare.
Definiz: DARE CALCI. Tirare colpi col piede. Lat. calcibus petere, calce ferire. Gr. λακτίζειν.
Esempio: Bocc. nov. 68. 9. Credendosi la moglie pigliare, prese la fante, e quanto egli potè menar le mani, e' piedi, tante pugna, e tanti calci le diede, tantochè tutto 'l viso l'ammaccò.
Esempio: E Bocc. nov. 73. 19. Niquitoso corse verso la moglie, e presala per le trecce ec. tanto le diè per tutta la persona pugna, e calci, senza lasciarle in capo capello, o osso addosso, che macero non fosse.
Esempio: Tac. Dav. ann. 16. 228. Finita la festa, Poppea morì d'un calcio datole dal marito crucciato nel ventre pregno.
Definiz: §. I. Dar de' calci al vento, al rovaio, all'aria, e simili, vale Essere impiccato. Lat. laqueo suspendi. Gr. ἀπαγχονίζεσθαι.
Esempio: Bocc. nov. 12. 19. I tre masnadieri il dì seguente andarono a dar de' calci al rovaio.
Esempio: Morg. 18. 24. I' vi prometto, Ch'al vento insieme de' calci darete.
Esempio: Ciriff. Calv. 2. 37. Falcon fe il volo come passerino, Così rimase a dar de' calci al vento, E così vuole il giudicio divino, Che chi mal vive, muoia mal contento.
Esempio: Fir. disc. an. 44. Se il ladrone avesse lasciato star le cose altrui, non avrebbe dato de' calci al vento sul Mercatale.
Esempio: Ar. Cass. 4. 1. Che non mi lasci pur tempo di avvolgermi Un laccio al collo, e dar de' calci all'aria.
Definiz: §. II. Per Tirare i tratti morendo. Lat. mori. Gr. τελευτᾶν.
Esempio: Bern. Orl. 1. 6. 70. E dà de' calci al vento in sul sabbione Dall'una banda all'altra trapassato.
Definiz: DARE CALO, DARE DI CALO, e DARE IL CALO. Concedere alquanto per calo.
Definiz: §. Dare a calo, Dare per riavere la cosa data, e il prezzo di quanto ella sia calata.
Definiz: DARE CALUNNIA. Calunniare. Lat. calumniari. Gr. διαβάλλειν.
Esempio: Bemb. lett. 4. 117. Com'ella s'è ingegnata di difendermi dalle calunnie datemi appresso sua Beatitudine.
Definiz: DARE CAMBIO, DARE IL CAMBIO, e DARE IN CAMBIO. Cambiare. Lat. permutatum dare, permutare. Gr. διάλλαττειν.
Esempio: Ar. Cass. 4. 7. E dato in cambio Gli ha la tua veste, e gli altri panni.
Definiz: DARE CAMPO. Dar di vantaggio ad altrui alcuno spazio di via nel camminare, nel correre ec. Lat. spatium dare.
Definiz: §. I. Dar campo, Porgere opportunità, comodo. Lat. campum dare, Sen.
Esempio: Fir. As. 183. Mi salse addosso, e di nuovo di correre mi diè campo.
Esempio: Malm. 10. 3. Dà campo, che di lui sempre si predichi.
Definiz: §. II. Dare il campo, Concedere luogo per li combattenti.
Definiz: DARE CANZONE. Lo stesso, che Dare erba trastulla, Dar parole. Lat. verba dare. Gr. παραλογίζεσθαι.
Esempio: Fr. Giord. Pred. R. Quando vien chiesto il pagamento, sogliono dar canzone.
Definiz: DARE CAPARRA. Sborsar parte del prezzo pattuito per fermare, e stabilire il contratto. Lat. in arrhabonem dare. Gr. ἀῤῥαβωνίζειν.
Esempio: G. V. 10. 138. 1. E fatto il patto, dieronne caparra 13000 fiorini d'oro, i quali si perderono; per la fretta, che ebbero, non ne presero stadichi, nè cautela.
Esempio: Cavalc. med. cuor. Come Dio dà a' buoni in questo mondo caparra di paradiso, così alcuna volta dà a' rei caparra d'inferno.
Definiz: DARE CAPO. Costituire superiore. Lat. superiorem constituere. Gr. ἡνίοχον καθιστάναι.
Definiz: §. I. Dar del capo, o Dar di capo, Incontrar col capo, Capitare. Lat. advenire. Gr. ἀϕικνεῖσθαι.
Esempio: Ar. Fur. 20. 36. Dopo molti anni alle ripe omicide A dar di capo venne un giovanetto.
Definiz: §. II. E figuratam. vale Ricorrere, Appigliarsi a qualche partito. Lat. consilium capere. Gr. προαιρεῖσθαι.
Definiz: §. III. Dar tra capo, e collo, vale Colpir senza discrizione. Lat. temerè plagas infligere.
Esempio: Segn. Pred. 2. 4. Son poscia i primi, quando lo veggono nella vernata già secco, a levar la scure, e dargli alla cieca tra capo, e collo, tra tronco, e rami.
Definiz: §. IV. Dar del capo nel muro, vale Disperarsi. Lat. furere, insanire. Gr. μαίνεσθαι.
Esempio: Vend. Crist. 47. Chi si vuole iscandalizzare, sì si scandalezzi, e dia del capo nel muro.
Esempio: Varch. Ercol. 55. E se continua nella stizza, e mostra segni di voler star forte, e aver pazienza, si dice: egli ha rabbia, e vuol dar del capo, o batter il capo nel muro.
Esempio: Ar. Fur. 28. 44. Ne fu per arrabbiar, per venir matto, Ne fu per dar del capo in tutti i muri.
Definiz: §. V. Dare in capo, vale Offendere alla volta del capo, Colpire nel capo. Lat. caput impetere. Gr. κεφαλὴν πλήσσειν.
Definiz: §. VI. Dare al capo, e Dare nel capo, talora vale Offuscare la mente. Lat. capiti nocere. Gr. κεφαλὴν βλάπτειν.
Esempio: Alleg. 232. Ond'ella senta Come il vin dà nel capo, e addormenta.
Definiz: DARE CARENA. Termine marinaresco, e vale Acconciar la carena, mandando il navilio alla banda per rassettargli il fondo per uso di navigare.
Definiz: DARE CARICO. Incaricare, Accusare. Lat. accusare, calumniari, invidiâ onerare. Gr. αἰτιᾶσθαι.
Esempio: Ar. Cass. 5. 4. Par, che vogliano Per lui testificare, e darti carico.
Esempio: E Supp. 5. 6. Ingiuriare un uomo da bene pubblicamente, e darli carico.
Esempio: Tac. Dav. ann. 4. 85. Scrittore non è sì inimico di Tiberio, che gli dea tal carico; e pur gli ritrovano l'altre cose, e l'accrescono.
Definiz: §. I. Per Arrecar pregiudizj, Esser di peso. Lat. detrimento esse. Gr. ζημιοῦν.
Esempio: Tac. Dav. stor. 3. 325. Apinio Tirone uscito fuori pochi dì innanzi a mungere quelle terre acerbamente, dava più carico, che utile alla parte.
Definiz: §. II. Per lo stesso, che Dar cura. Lat. onus imponere, curam dare. Gr. ἐπιτρέπειν τινί τι.
Esempio: Ar. Negr. 1. 3. O tu provvedi, che si comprino, Ovvero a me da' i danari, e il carico.
Definiz: DARE CARTACCE. Lat. rem petenti recusare, abnuere. Gr. ἀνανεύειν.
Esempio: Varch. Ercol. 87. Dar cartaccia, metafora presa da' giucatori, è passarsi leggiermente d'alcuna cosa, e non rispondere a chi ti domanda, o rispondere meno, che non si conviene a chi t'ha o punto, o dimandato d'alcuna cosa, il che si dice ancor dar passata, o dare una stagnata.
Esempio: Buon. Fier. 4. 3. 9. Io do cartaccia, o la metto in canzona.
Esempio: Cecch. Inc. 2. 5. E se non era, che in fatt'io gli ho obbligo, Io gli dava cartaccia da principio.
Esempio: Malm. 2. 49. Avendone più volte tocco un tasto, E sentendosi dar sempre cartacce.
Definiz: DARE CAVO.
Definiz: Porgere il cavo. Lat. funem praebere.
Definiz: DARE CAUSA. Lo stesso, che Dar cagione. Lat. causam praebere. Gr. ἐξουσίαν διδόναι.
Esempio: Fir. Luc. 5. 6. Io non gliene do causa.
Definiz: DARE CAUZIONE. Assicurare con mallevadore, o simili. Lat. cavere, *cautionem dare. Gr. ἀσφάλειαν διδόναι.
Esempio: Maestruzz. 2. 46. Deesi assolvere, ricevendo imprima da lui idonea cauzione, che soddisfarà se mai egli avrà donde ec. la qual cauzione se non la può dare, dia la cauzione del giuramento.
Esempio: Ar. Cass. 1. 5. Nè altra cauzione dar mi vogliono, Che la lor fede.
Definiz: DARE CENA. Apprestare altrui da cena, Convitare altrui a cena. Lat. dare coenam. Gr. δειπνίζειν.
Esempio: G. V. 11. 59. 6. Dimorò in Firenze sei dì, e alla fine ricevuti più corredi da' Priori, e dato continovo desinare, e cene a' cittadini, alla sua partita fece un corredo in santa Croce molto nobile.
Esempio: Bocc. nov. 56. 4. Se egli ce n'è niuno, che voglia metter su una cena a doverla dare a chi vince ec. io la metterò volentieri.
Esempio: Alleg. 195. Cena mi dette, e prestommi il covile, Facendomi scalzar del servitore, Tal ch'io sempre l'avrò fitto nel cuore.
Esempio: E Alleg. 270. Datomi desinar, merenda, e cena, Fui gratis, com'un principe, alloggiato.
Definiz: DAR CENNO. Accennare. Lat. innuere, significare. Gr. ἐπινεύειν.
Esempio: Alleg. 247. La qual cosa ancor io farò volentieri verso di voi, ogni volta che mi darete cenno di così fatte occasioni.
Definiz: DARE CENSO. Pagar censo. Lat. censum solvere. Gr. δοῦναι κῆνσον.
Definiz: §. Dare a censo, vale Dar denari per riscuoterne censo. Lat. *censui dare.
v. CENSO §. II.
Definiz: DARE CHE DIRE. Gr. θρῦλλον ἐγείρειν.
Esempio: Varch. Ercol. 88. Dar che dire alla brigata è fare, o dir cosa, mediante la quale la gente abbia occasione di favellare sinistramente, che i Latini dicevano dare sermonem, e talvolta far bella la piazza.
Esempio: Cant. Carn. 10. Conoscete la salute, e non date più che dire.
Esempio: Tac. Dav. stor. 4. 330. Muciano scrisse al senato, e diede, che dire. Se egli era privato, perchè fare uficio pubblico?
Definiz: DARE CHE FARE. Apprestare, o Somministrare occasione di operare, o di faticare. Lat. negotium facessere. Gr. πράγματα παρέχειν.
Esempio: Amm. ant. 12. 10. 13. Lo parlare della scrittura, come per significazione dà che fare a' savj, così spesse volte colle parole di fuori ammaestra i semplici.
Esempio: Alleg. 152. Un nome vi ha tra gli altri, il qual m'ha dato tanto che fare col suo doppio sentimento, ch'io ho creduto mille volte intisichirgli sotto davvero, e sto ancora in dubbio, s'io ne son fuor di pericolo affatto.
Esempio: E Alleg. 276. Ricevetelo adunque, e lettolo, scamatatelo a un dipresso, non conforme al suo bisogno, che e' vi darebbe troppo che fare.
Esempio: Ar. Fur. 32. 2. E poi Giudon mi diè che fare assai.
Definiz: DARE CHE NON DOLGA, E DIR CHE NON DISPIACCIA. Cioè Nello scherzare, o Nel far celia non offendere altrui nè in fatti, nè in detti. Lat. quod alteri doleat, neque facito, neque dicito.
Definiz: DARE CHIACCHIERE. Lo stesso, che Dar parole. Lat. blaterare, verba dare. Gr. φλυαρεῖν.
Esempio: Ar. Cass. 3. 1. Se a cena così prodigo Sarai nel darmi ber, com'ora chiacchiere, La cosa anderà gaia.
Definiz: DARE CHIAREZZA. Render chiaro. Lat. clarum facere. Gr. λαμπρύνειν.
Esempio: Amet. 96. Nascemmo a dar del suo alto valore Chiarezza vera al mondo, che dovea Avvilupparsi dentro al cieco errore.
Definiz: DARE CIANCE. Lo stesso, che Dar parole, Discorrere per non attenere.Lat. verba dare. Gr. φλυαρεῖν.
Esempio: Ar. Cass. 1. 4. Le voglio questo dubbio Tor del capo a ogni modo, che s'immagina, Che io le dia ciance.
Esempio: E Supp. 2. 3. Questa debbe esser qualche ciancetta, che colui gli dà da parte di questa giovane, che l'ha fatto impazzire con isperanza di trarne qualche guadagnetto.
Definiz: §. Dar ciancia, o Dar la ciancia, dicesi per Dar la baia, Dar la burla, Burlare. Lat. ludificari. Gr. ἐμπαίζειν.
Esempio: Ar. Negr. 1. 2. Ma che vi dia la ciancia vo' ben credere.
Esempio: E Ar. Negr. appresso: Non mi dà ciancia no, siine certissimo.
Definiz: DARE CIBO. Cibare. Lat. cibare. Gr. σιτίζειν.
Esempio: Fr. Iac. T. Altro cibo me dane.
Definiz: DARE COLORE. Fare, o Avere apparenza. Lat. signum edere, indicare, videri, apparere. Gr. φαίνεσθαι.
Esempio: Fr. Iac. T. Nell'altre virtudi avanza, Che ti dian bel colore.
Esempio: Serm. S. Agost. La perseveranza informa il merito, e dà colore al buon proposito.
Esempio: Cecch. Mogl. 1. 2. E per dar colore a questa cosa ec.
Esempio: Malm. 5. 18. E per dare negozio più colore In forma vogl'ir io d'una comare.
Definiz: §. I. Dar colore, parlando delle carte da giucare, vale Dar mostra di esser del colore del seme, che si desidera. Lat. colorem ostendere.
Definiz: §. II. Dar colore, vale anche Vergognarsi, Arrossare. Lat. erubescere. Gr. ἐρυθριᾶν.
Definiz: DARE COLPA, e DAR LA COLPA. Incolpare. Lat. vitio dare, imputare. Gr. αἰτιᾶν, αἰτιᾶσθαι.
Esempio: Bocc. nov. 64. 12. Cominciarono a riprender tutti Tofano, e a dar la colpa a lui, e a dirgli villanía di ciò.
Esempio: G. V. 10. 8. 1. Di ciò tutta la colpa si dava al detto Legato, che 'l Papa vi mandava moneta infinita, e male erano pagate le masnade.
Esempio: Dav. Scism. 31. Quanto il Re, perduta ogni speranza, se n'infocasse, non si può dire; e dando la colpa tutta a Vuolseo ec. mostrò gran segni d'averlo in odio.
Esempio: Ar. Fur. 12. 12. Tutti cercando il van, tutti gli danno Colpa di furto alcun, che lor fatto abbia.
Esempio: E Supp. 4. 7. Mi vorranno dar colpa, che da principio io non gli abbia bene informati.
Esempio: Boez. Varch. 2. 4. Non puoi ragionevolmente dar di ciò colpa alle cose, e se pure questo nome vano della felicità della fortuna ti muove, comincia ec.
Esempio: Bern. Orl. 2. 16. 4. Ne va dando la colpa a questo, e quello.
Definiz: DARE COLPO. Colpire, Percuoter con colpo. Lat. icere iacere. Gr. βάλλειν.
Esempio: Cant. Carn. Paol. Ott. 41. E voglion dare a molti giovanotti del Calcio sei buon colpi, s'e' potranno.
Definiz: DARE COME IN TERRA. Percuoter senza discrizione. Lat. graviter verberare, pulsare.
Esempio: Bern. Orl. 2. 20. 35. Il giovanetto dava come in terra.
Definiz: DARE COMIATO, o COMMIATO. Licenziare, Accommiatare. Lat. dimittere. Gr. ἀποπέμπειν.
Esempio: G. V. 9. 303. 3. Per tema degli altri Franceschi non fu giustiziato, ma datoli comiato, facendo vista d'andare a Napoli ec. si tornò dalla parte di Castruccio.
Esempio: E G. V. cap. 333. 2. Per la qual cosa molto si turbaro i soldati, e masnade di Castruccio, e diede comiato a tutti i Franceschi, e Borgognoni, ch'avea.
Esempio: Bocc. nov. 23. 14. Brutto commiato datole, temendo, ch'ella per se non la tenesse ec. la richiamai in dietro.
Definiz: DARE COMINCIAMENTO. Cominciare. Lat. initium facere. Gr. ἀρχὴν ποιεῖν.
Esempio: Bocc. nov. 1. 1. Dovendo io al vostro novellare, siccome primo, dare cominciamento, intendo da una delle sue maravigliose cose incominciare.
Esempio: E Bocc. nov. 71. 1. Se così ha disposto Iddio, che io debba alla presente giornata colla mia novella dar cominciamento, ed el mi piace.
Definiz: DARE COMMISSIONE, o COMMESSIONE. Commettere, Ordinare. Lat. mandare, mandata dare. Gr. ἀποτέλλειν.
Esempio: Dav. Scism. 25. La supplica al Papa fu in nome di Caterina, e del fanciullo: che mai a' padri loro non ne diedono commessione, e ogni falso esposto vizia il supplicato.
Definiz: DARE COMODITÀ. Lo stesso che Dare comodo. Lat. facultatem praebere. Gr. ἐξουσίαν διδόναι.
Esempio: Ar. Fur. 23. 108. Della comodità, che quì m'è data, Io povero Medor ricompensarvi D'altro non posso, che d'ognor lodarvi.
Definiz: DARE COMODO. Concedere opportunità. Lat. spatium dare, facultatem praebere. Gr. ἐξουσίαν διδόναι.
Esempio: Ar. Cass. 4. 2. Sto in gran dubbio, Che non tardi Criton troppo, e dia comodo Al ruffian di nascondere, e malmettere Le robe.
Definiz: DARE COMPAGNÍA, e DARE PER COMPAGNÍA. Assegnar persona, che accompagni, che faccia compagnia. Lat. comitem dare.
Esempio: Bocc. vit. Dant. 241. Giace con compagnia assai più laudevole, che quella, che tu gli potessi dare.
Esempio: Alleg. 107. Perch'io non volli poi restar alloggio, Mi dette lume, e un tal per compagnia, Che non sarà col tempo mal appoggio.
Definiz: DARE COMPIMENTO. Condurre a fine, Finire, Compire. Lat. absolvere, perficere. Gr. ἀποτελεῖν.
Esempio: Bocc. nov. 23. 18. Niuna altra cosa aspettando, se non che il marito andasse in alcuna parte per dare all'opera compimento, avvenne ec.
Esempio: E Bocc. nov. 25. 13. Al nostro amore daremo piacevole, e intero compimento.
Esempio: E Bocc. nov. 66. 3. A dare al loro amor compimento, molto tempo non s'interpose.
Esempio: G. V. 8. 90. 1. Adoardo primogenito prese per moglie Isabella figliouola del Re Filippo di Francia, e diedono compimento all'accordo della quistione di Guascogna.
Esempio: E G. V. 9. 80. 6. Innanzi che si partissono si diede compimento alla pace al piacere de' Fiorentini, com'era prima domandata.
Esempio: Boez. Varch. 1. 4. Ma che ogni ribaldo possa alle cose, che s'ha conceputo di volere operare contra uno innocente, dar compimento ec. è cosa quasi mostruosa, e non naturale.
Definiz: DARE COMPITO, IL COMPITO, o A COMPITO. Assegnare altrui qualsisia somma di lavorío determinatamente. Lat. demensum dare, pensum dare. Gr. διαμετρεῖν.
Esempio: Tac. Dav. stor. 4. 332. Gli darebbe bene un buon consiglio di non fare il satrapo co' Principi, non dar il compito a Vespasiano vecchio trionfatore, e padre di figliuoli non più fanciulli.
Esempio: Salv. Granch. 5. 3. Dove tu non esca Del compito, che io ti darò, Non ci sarà uno scrupolo al mondo.
Definiz: DARE CONFORTO. Confortare. Lat. reficere, recreare. Gr. ἀναψύχειν.
Esempio: Petr. son. 146. Un conforto m'è dato, ch'i' non pera Solo per cui virtù l'alma respira.
Esempio: Cant. Carn. 151. Questo cibo gentil, ec. Dà singolar conforto.
Definiz: DARE CONFUSIONE. Confondere. Lat. confundere, turbare, permiscere. Gr. ἐνοχλεῖν,συγχύνειν.
Esempio: Coll. Ab. Isac. 49. Se tu isforzerai il corpo tuo più, che non possa portare, porrai all'anima tua sicurtade sopra sicurtade, ed anche le dai confusione.
Definiz: §. Dar confusione, Far vergognare. Lat. pudorem afferre.
Esempio: Coll. Ab. Isac. 17. Tutte le cose, che ci danno confusione, udendole ricordare, sì ce ne conviene aver paura.
Definiz: DARE CONGEDO. Licenziare. Lat. veniam dare, dimittere. Gr. ἀποπέμπειν.
Esempio: Bemb. rim. stanz. 50. Darete agli Oratori omai congedo.
Esempio: Segn. Pred. 30. 10. E raccomandatosi in fine alle sue orazioni, da cui si scrive, che ricevesse per favore eccelsissimo la salute, gli diè congedo.
Definiz: DARE CONSENSO, o IL CONSENSO. Acconsentire. Lat. consensum dare, consentire, assentiri. Gr. συμφωνεῖν.
Esempio: Ar. Fur. 30. 30. Che tale accordo obbrobrioso stima A chi 'l consenso suo vi darà prima.
Esempio: E Ar. sat. 1. Se tu vedi, che tocchi, o vada appresso Il segno, al mio parer dagli il consenso.
Definiz: DARE CONSIGLIO. Consigliare. Lat. consilium dare. Gr. συμβουλεύειν.
Esempio: Pass. 134. Non abbia in verun modo lecito, o illecito dato aiuto, consiglio, o favore a morte di persona.
Esempio: Petr. canz. 45. 3. Ch'amor mostrommi sotto quel ciglio Per darmi altro consiglio.
Esempio: Dant. Purg. 3. Ecco di quà chi ne darà consiglio.
Esempio: G. V. 10. 69. 3. Item, che ciascun si guardasse di dare aiuto, o consiglio ad alcuno ribello.
Esempio: Tac. Dav. stor. 4. 332. Gli darebbe bene un buon consiglio di non fare il satrapo co' principi, non dar il compito a Vespasiano vecchio trionfatore, e padre di figliuoli non più fanciulli.
Esempio: E Tac. Dav. ann. 6. 128. Soleva Caricle gran medico ne' mali del principe, se non medicarlo, dargli consigli.
Esempio: Alleg. 57. E' non è cosa, che più, nè meglio faccia squadrar gli amici, che 'l confidare i segreti, chiedere aiuto a vicenda, e dar consiglio nell'occorrenze.
Esempio: Cecch. donz. 4. 1. Il tempo vi darà consiglio.
Definiz: §. Dare per consiglio, vale lo stesso. Lat. auctorem fieri, auctorem esse.
Esempio: Bocc. nov. 85. 23. Dieron per consiglio a Calandrino, che a Firenze se ne andasse.
Esempio: Ar. Cass. 5. 1. Al fine io diedi per consiglio a Lucramo, Che facesse venir quivi la giovane.
Definiz: DARE CONSOLAZIONE. Consolare, Confortare. Lat. solatium ferre, solari, consolari. Gr. παρηγορεῖν.
Esempio: Bocc. nov. 20. 6. E quivi standosi per darle alcuna consolazione, fece un giorno pescare.
Esempio: E Bocc. num. 9. Il quale a Monaco menatala, oltre alle consolazioni, che di dì, e di notte le dava, onoratamente come sua moglie la tenea.
Esempio: E Bocc. nov. 30. 7. Tu mi darai grandissima consolazione, e a Dio farai grandissimo piacere, e servigio.
Definiz: §. Dar consolazione, per Dar piacere. Lat. voluptatem creare.
Esempio: Cant. Carn. 89. Ma potrebbe bene altrove Darvi più consolazione.
Definiz: DARE CONTEZZA. Significare, Far noto. Lat. certiorem facere. Gr. μενύειν.
Esempio: Bemb. lett. Quanto al dovervi dar contezza del mio stato, dico ec.
Esempio: E Bemb. lett. altrove: Dammi tu contezza particolare, e vera del tutto.
Definiz: DARE CONTO. Significare, Notificare. Lat. certiorem facere, notum facere. Gr. μενύειν.
Esempio: Cas. lett. 5. Io mando a vostra Maestà cristianissima il Sig. Annibale Rucellai ec. perchè le faccia reverenza da mia parte ec. e oltre a questo perchè le dia conto pienamente di quello ec.
Esempio: E Cas. lett. 13. Ho pregato S. Ecc. che dia conto diligentemente a V. S. Illustrissima di tutto quello, che occorre.
Definiz: §. I. Dar conto, Rendere ragione. Lat. rationem reddere. Gr. λόγον δοῦναι.
Esempio: Ar. Fur. 20. 5. L'altro comincia, poichè tocca a lui, Con più proemio a darle di se conto.
Esempio: Bemb. lett. 3. 99. Messer Paolo Giustiniano ec. viene alla corte per dar di se conto in servizio di N. S.
Esempio: Alleg. 273. E per darvi conto migliore e delle cagioni, e del fatto, rispondendo con esso all'ultima vostra, vi mando l'inchiuso capitoletto.
Definiz: §. II. Dare a conto, e Dare a buon conto, Pagare per istarne a conto. Lat. partem pretii solvere.
Esempio: Bemb. stor. 4. 50. I padri ordinarono, che senza dimora gli fossero date cento libbre d'oro a conto del suo soldo.
Definiz: DARE CONTRASSEGNO. Dar segno, Recare indizio. Lat. symbolum dare, tesseram dare.
Esempio: Segn. Pred. 4. 8. Anzi così dalla sua bocca medesima insegnò Cristo, quando ci diè quel sì famoso contrassegno a distinguere i predestinati da' reprobi.
Definiz: §. Dar il contrassegno, termine militare, vale Assicurare all'esser suo, o degli ordini portati con mostrare il contrassegno. Lat. tesseram militarem ostendere, vel dare; signum dare, Tacit.
Esempio: Tac. Dav. ann. 13. 163. Pure alla madre faceva ogni onore in apparenza, e diede ad un Tribuno, come s'usa a' soldati, questo contrassegno ec.
Definiz: DARE CONTRO. Contraddire. Lat. contra facere, contra dicere. Gr. ἀντιποιεῖν, ἀντιλέγειν.
Esempio: Dav. Scism. 45. Intese che Papa Paolo Terzo aveva fatto Cardinale il Roffense, il quale non darebbe mai contro al Papa, nè a se, onde deliberò uccidere prima costui, per vedere se il Moro s'arrendesse.
Definiz: §. I. E neutr. pass. Darsi contro, Contraddirsi. Lat. sibi pugnare, secum pugnare.
Definiz: §. II. Dar contro, Opporre, Opporsi ad alcuna cosa. Lat. se opponere, intercedere, pugnare. Gr. ἐναντιοῦσθαι.
Definiz: DARE COPIA. Concedere. Lat. copiam facere. Gr. πορίζειν.
Definiz: §. Dar copia di scritture, e simili, vale Concedere, o Permettere, che siano copiate. Lat. exemplum dare, excribere.
Definiz: DARE CORPO, o IL CORPO. Dar sodezza, o sostanza. Lat. corporare. Gr. σωματοποιεῖν.
Esempio: Ricett. Fior. 18. Usanlo (l'aspalato) i profumieri per dare il corpo agli unguenti.
Definiz: DARE CREDENZA. Credere. Lat. fidem adhibere. Gr. πιστεύειν.
Esempio: Bocc. nov. 27. 40. Per darle di ciò più intera credenza, ciò, che fatto avea, pienamente le raccontò.
Esempio: Ar. Fur. 16. 1. Però s'io dico, e s'ho detto altre volte, ec. Ch'un mal fia lieve, un altro acerbo, e fiero, Date credenza al mio giudicio vero.
Definiz: §. Dare a credenza, a credito, ec. vale Vendere senza ricevere il prezzo prontamente. Lat. absque praesenti pecuniâ rem emptam tradere.
Definiz: DARE CREDITO. Credere, Fidarsi. Lat. fidem adhibere, credere. Gr. πιστεύειν.
Esempio: Ar. Cass. 2. 5. Egli ha una lingua, che potrebbe radere, Così ben taglia, e 'l padron gli dà credito.
Esempio: E Len. 4. 9. Venticinque fiorini infin bisognano, Nelli quai siamo condennati, e grazia Non se n'ha aver, nè vogliono darci credito.
Esempio: Bern. Orl. 3. 2. 62. Danne credito a me, che il ver ti dico.
Definiz: §. Dar credito, e dar debito, si dice dello Scriver le partite a' libri de' conti in credito o in debito d'alcuno. Lat. referre in codicem accepti, et expensi.
Definiz: DARE CROLLO. Crollare. Lat. dimoveri, excidere. Gr. ἐκπίπτειν .
Esempio: Petr. son. 164. Nè posso dal bel nodo omai dar crollo.
Esempio: E Petr. cap. 1. Che solea disprezzar l'etate, e l'arco, Che gli diede in Tessaglia poi tal crollo.
Esempio: Dant. Inf. 25. Che non potea con esse dare un crollo.
Esempio: Ar. Fur. 14. 20. E se 'l fratel di Ferraù Isoliero ec. Non facea fede innanzia la Re del vero Avrebbe dato in sulle forche un crollo.
Esempio: E Ar. Fur. 15. 87. Di sella cadde, e diè l'ultimo crollo.
Esempio: E Ar. Fur. 21. 49. Pervenne Argeo senza pur dare un crollo Della misera vita al fine amaro.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 22. Ma poichè vide le braccia distese A Sinettor, che non dava più crollo.
Definiz: DARE CUORE. Animare, Incoraggiare. Lat. animos addere. Gr. θαρσύνειν.
Definiz: §. I. Dare il cuore, per metaf. Concedere l'affetto, Volger la mente. Lat. cor tradere. Gr. ψυχὴν παραδοῦναι.
Esempio: Bocc. nov. 80. 24. Madonna nel vero egli mi dispiacque bene un poco, siccome a colui, che mi trarrei il cuore per darlovi, se io credessi piacervene (quì è, per espressione d'affetto nel proprio signific.)
Esempio: Ar. Fur. 6. 49. Il cor, che m'avea dato, si ritolse, E ad altro nuovo amor tutta si volse.
Definiz: §. II. Dare il cuore, Bastar l'animo. Lat. audere, confidere. Gr. σθαῤῥεῖν θαῤῥεῖν.
Esempio: Bocc. nov. 33. 8. Senza alcun fallo mi dà il cuor di fare, che le tre sorelle con gran parte di quello del padre loro, con esso noi, dove noi andar ne vorremmo, ne verranno.
Esempio: E Bocc. nov. 44. 5. Se quivi ti dà il cuore di venire, io mi credo ben far sì che fatto mi verrà di dormirvi.
Esempio: E Lab. 241. Già assai volte millantandosi ha detto, che se uomo stata fosse, le avrebbe dato il cuore d'avanzar di fortezza, non che Marco Bello, ma il bel Gherardino, che combattè con l'orsa.
Esempio: Boez. Varch. 2. 6. Or datti il cuore di comandare alcuna cosa all'animo, il quale è libero?
Esempio: Tass. Am. 2. 2. Crudel daratti il cor vedermi morto.
Esempio: Lasc. Spir. 3. 3. Daravvi il cuore di far questa faccenda?
Definiz: §. III. Dare il cuore, vale Volgere il pensiero a chicchessia, Indurvisi. Lat. animum inducere. Gr. ἐμβάλλειν εἰς νοῦν.
Esempio: Nov. ant. 62. 2. Lo Re Marco diede lo cuore a crederlo, e ordinò una caccia.
Definiz: §. IV. Dar nel cuore.
v. CUORE §. XXX.
Definiz: DARE CURA, e DAR LA CURA. Ordinare, Commettere, Raccomandare. Lat. committere, permittere. Gr. ἐπιτρέπειν.
Esempio: Dant. rim. 38. Che quantunque collette Non posson quietar, ma dan più cura.
Esempio: Franc. Barb. 11. 17. Sia la tua mente attesa, Che a tre cose convien ancor dar cura.
Esempio: Tac. Dav. ann. 13. 171. Il principe tolse di mano a' Questori i libri pubblici, e ne diede cura a' Prefetti.
Esempio: E Tac. Dav. stor. 1. 266. La cura dell'impresa diede a Antonio Novello.
Definiz: §. Dare in cura, Dare in guardia. Lat. in custodiam dare.
Esempio: Tass. Ger. 20. 9. Dà le parti di mezzo al frate in cura, Egli a destra s'allunga.
Definiz: DARE DA FARE, e DARE A FARE. Occupare, Tenere impiegato per lo più con affaticare, o tribolare altrui. Lat. negotium facessere. Gr. πράγματα παρέχειν.
Esempio: G. V. 10. 59. 6. I quali traendo dietro a' nemici nel prato, i Tedeschi di Castruccio vigorosamente percossono al capitano, e a sua gente, e dierono loro molto a fare per più assalti, e furono in pericolo d'esser sconfitti.
Esempio: Tac. Dav. ann. 13. 173. Ma a Corbulone più dava da fare la poltronería de' soldati, che la perfidia de' nimici.
Definiz: §. E neutr. pass. vale lo stesso.
Esempio: Alleg. 267. Quì parve il tempo dello sgomberare; Il Portici, il Fontana, e il Portigiano Si dettono in un subito da fare.
Definiz: DARE DANARI, o simili sopra checchessia, Prestare ec. col pegno. Lat. capto pignore pecuniam dare.
Esempio: Ar. Supp. 2. 3. Ti darò la fede mia in pegno. D. È tristo pegno, l'Ebreo non gli dà sopra danari.
Definiz: DARE DANNO. Danneggiare. Lat. damnum inferre. Gr. ἐπάγειν ζημίαν.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 152. Questo danno diedono ancora i Siluri, e scorrendo assai paese Didio li cacciò.
Definiz: DARE DA DIRE, o DA PARLARE DI SE ec. Dare occasione, ch'e' si parli; e pigliasi per lo più in mala parte. Lat. ansam calumniae praebere.
Esempio: Bocc. nov. 7. 2. La viziosa, e lorda vita de' chierici ec. dà di se da parlare, da mordere, e da riprendere ec.
Esempio: Ar. Fur. 32. 34. E molto più da dir dava alla gente.
Esempio: E Ar. Fur. 45. 112. Di questo da dire, e da udir tanto, Che ogni altra cosa è muta in ogni canto.
Definiz: DARE DA RIDERE, CHE RIDERE, DI CHE RIDERE, o simili. Dare occasione al riso. Lat. risui caussam praebere. Gr. γέλωτα παρέχειν.
Esempio: Bocc. g. 2. f. 1. Questa novella diè tanto che ridere a tutta la comitiva, che niuno v'era, a cui non dolessero le mascelle.
Esempio: E Bocc. nov. 85. 24. Al suo fervente amor pose fine, avendo molto dato da ridere a' suoi compagni, ed alla Niccolosa, ed a Filippo.
Esempio: E Bocc. nov. 90. 1. Questa novella dalla reina detta diede un poco da mormorare alle donne, e da ridere a' giovani.
Esempio: Lab. 297. Così adunque desti da ridere alla tua savia donna, e valorosa, e al suo disensato amante.
Esempio: Ar. Cass. 5. 5. Non è tanto pericolo L'esser beffato, e dar altrui da ridere.
Definiz: DARE DA SEDERE. Dare altrui comodità di sedere. Lat. sedem praebere.
Esempio: Alleg. 317. Ma da seder mi detton tra le mani Una ciscranna vecchia, e due deschetti.
Definiz: DARE DEBITO. Descriver, o Scrivere in debito. Lat. debitorem facere.
Esempio: Alleg. 293. Laonde e voi, ed ogni altro, che me n'abbia dato per infin quì debito, di quì in là può a sua posta far conto d'averne a riaver più di dugento per cento.
Definiz: DARE DEL BUONO PER LA PACE. Lat. pro bono pacis aliquid remittere, condonare; non omnia suo iure agere.
Esempio: Varch. Ercol. 87. Dar del buono per la pace, è favellare umilmente, e dir cose, mediante le quali si possa comprendere, che alcuno cali, e voglia venire agli accordi ec.
Esempio: Ciriff. Calv. 3. 74. Come Irlacon la vide così tinta Cominciò a darle del buon per la pace.
Esempio: Cecch. Inc. 2. 5. Sentendo scoprir gli altari, mi parve buono dare del buon per la pace.
Definiz: DARE DEL CEFFO. Battere il ceffo, Cadere. Lat. labi, excidere. Gr. ἐκπίπτειν.
Esempio: Cecch. Servig. prol. Ma egli avvenne come suole Agli ammalati, che per poco danno Del ceffo in terra.
Esempio: Buon. Fier. 3. 3. 2. Del ceffo vi diè su parecchie volte.
Definiz: DARE DEL CULO IN TERRA. Modo basso, Cadere, Cascare. Lat. labi, excidere. Gr. ἐκπίπτειν.
Definiz: §. I. Dare del culo in terra, in sul lastrone, in sul petrone, o simili, figuratam. vale Fallire. Lat. decoquere.
Esempio: Pataff. 1. Egli ha dato del culo in sul petrone.
Esempio: Malm. 6. 75. Donne, che feron già per ambizione D'apparir gioiellate, e luccicanti Dar del culo al marito in sul lastrone.
Definiz: §. II. Dar del culo in un cavicchio, dicesi proverbialm. di chi imprende a fare chechessia, che gli riesca male. Lat. offendere, male rem gerere, aberrare. Gr. ἀποτυχεῖν.
Definiz: §. III. Si dice anche per Incontrar disgrazie. Lat. in malum impingere. Gr. ἐκπίπτειν.
Definiz: DARE DEL DITO NELL'OCCHIO. Neutr. pass. lo stesso, che Dare la scure sul piè, Farsi male, Recarsi pregiudizio da se stesso.
Esempio: Dant. Conv. 107. Nessuno dee l'amico suo biasimare palesemente, perocchè a se medesimo dà del dito nell'occhio.
Definiz: DARE DELLE CALCAGNA. Fuggire. Lat. in fugam se coniicere. Gr. φεύγειν.
Definiz: §. Dare delle calcagna altrui, figuratam. vale Stimolare, Spronare, Incitare. Lat. stimulos addere, calcaria addere.
Esempio: Dant. Purg. 12. Onde lì molte volte se ne piagne Per la puntura della rimembranza, Che solo a' pii dà delle calcagne.
Esempio: But. Dà delle calcagne, cioè punge li pietosi, come si punge lo cavallo colli speroni, che sono alle calcagne.
Definiz: DARE DELLE COLTELLA. Ferire. Lat. gladio sauciare, vulnerare. Gr. μαχαίρᾳ τιτρώσκειν.
Esempio: Bocc. nov. 40. 27. La quale poi con lui insieme, e colla cara fante, che dare gli avea voluto delle coltella, più volte rise, ed ebbe festa.
Definiz: DARE DELLE GRIDA, e DAR GRIDA. Gridare, Rampognare. Lat. increpare.
Esempio: Cecch. Servig. 1. 3. I' so ben io le grida, ch'e' mi dette L'altra mattina fra Lattanzio mio Confessoro per questo.
Definiz: DARE DEL MACCO A IOSA. Maniera proverb. dinotante Dare in abbondanza delle cose, che non rilevano, e che non costano. Lat. vilia copiosè praebere.
Esempio: Salv. Granch. 2. 4. Agli uomini grossi Bisogna dar del macco a iosa.
Definiz: DARE DEL MESSERE.
v. DARE §. XII.
Definiz: §. Cosa da dargli del messere, vale Cosa grande; e per ironía Cosa dispregevole.
Esempio: Alleg. 229. L'ignoranza (dicesi per una bocca) e la rogna sono due mali da darli del messere per eccellenza.
Definiz: DARE DENTRO, e DRENTO. Assaltare, Investire. Lat. impetum facere, adoriri. Gr. ἐπέρχεσθαί τινα.
Esempio: Disc. Calc. Negli eserciti antichi de' Romani i funditori, ed oggidì ne' moderni gli archibusieri attaccano le scaramucce; sono i primi a dar dentro.
Esempio: Tac. Dav. ann. 14. 192. Confortati dal capitano, e stimolatisi tra loro a non aver pauradi donne, e di pazzi, danno dentro, e gl'incontrati abbattono, e rivolgono nelle lor fiamme.
Esempio: E Tac. Dav. stor. 2. 278. Otone voleva dar dentro: a Tiziano suo fratello e Procolo prefetto del Pretorio, come a ignoranti, pare mill'anni.
Esempio: E Tac. Dav. stor. 280. Eravi giunto battendo un Numido con sue lettere, che li minacciava del non dar dentro, srtuggendolo e l'aspettare, e 'l più stare sulle speranze.
Esempio: Bern. Orl. 1. 10. 46. E dette dentro con molta rovina.
Esempio: E Ber. Orl. 1. 16. 53. Ed alle schiere d'India danno drento.
Esempio: E Ber. Orl. 2. 18. 8. Ancorchè ardisse, e disiasse molto Di darvi dentro, pur si raffrenava.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 14. Dall'altra parte Lionetto viene, Vide, ch'aveva Falcon sotto vento, Come colui, che l'arte intende bene, Missesi in punto per dar tosto drento.
Esempio: E Ciriff. Calv. st. 21. Come Beltram diè con sua schiera drento, Uccison colle lance assai pagani.
Definiz: §. I. Dar dentro, Incontrare, Entrar dentro, Inciampare. Lat. occurrere. Gr. ἀπαντᾶν.
Esempio: Ar. Fur. 15. 59. Quivi adattólla in modo in sull'arena, Che tutti quei, ch'avean da lui la caccia, vi davan dentro.
Definiz: §. II. Dar dentro, figuratam. vale Cominciare. Lat. initium facere, aggredi, ingredi. Gr. ἄρχεσθαι.
Esempio: Cant. Carn. 465. Su tamburi, e trombetti, Datevi dentro, e voi altre brigate, Perch'e' possan giucar, largo ne fate.
Definiz: §. III. E Dar dentro, vale talora Cominciare una cosa senza far segno di finire.
Esempio: Malm. 10. 38. Sta Paride a sentirlo molto attento, Ma poi vedendo quanto ei si prolunga, Fra se dice: costui ci ha dato drento.
Definiz: §. IV. Dare in dentro, vale Pendere verso la parte interiore. Lat. convergere.
Definiz: §. V. Dare di dentro, vale Percuotere dalla parte interiore.
Definiz: §. VI. Darci dentro, detto assolutamente vale Intoppare in qualche difficoltà, in qualche cosa incomoda, o dispiacevole.
Esempio: Buon. Fier. 1. 2. 4. Ci ho dato drentro; A me non s'appartiene Cercar più oltre.
Definiz: DARE DE' REMI IN ACQUA. Cominciare a remare, Partirsi dal lido. Lat. solvere, remigio aquam scindere. Gr. ἀπαίρειν.
Esempio: Bocc. nov. 14. 6. Dato de' remi in acqua, si mise al ritornare.
Esempio: E Bocc. nov. 17. 40. Comandò, che de' remi dessero in acqua, e andasser via.
Esempio: E Bocc. nov. 33. 11. Dier de' remi in acqua, e andar via.
Esempio: E Bocc. nov. 41. 32. Sopra la quale messe le donne, e saliti essi, e tuuti i lor compagni ec. dato de' remi in acqua, lieti andaron pe' fatti loro.
Esempio: Burch. 1. 82. Quando verrà colui, il cui rimbombo Farà subito in acqua dar de' remi.
Definiz: DARE DE' SERGOZZONI, o DARE UN SERGOZZONE. Offendere con sergozzoni, Percuotere con pugni. Lat. subter mentum pugnis ferire.
Esempio: Bocc. nov. 72. 14. Fo boto a Cristo, che mi vien voglia di darti un gran sergozzone.
Definiz: DARE DESINARE, e DARE DA DESINARE. Apprestare il desinare, Convitare, Ricevere a convito. Lat. prandium dare, prandio excipere. Gr. ἀριστίζειν.
Esempio: G. V. 11. 59. 6. Dimorò in Firenze sei dì, e alla fine ricevuti più corredi da' Priori, e dato continovo desinare, e cene a' cittadini, alla sua partita fece un corredo in santa Croce molto nobile.
Esempio: Alleg. 270. Datomi desinar, merenda, e cena, Fui gratis, come un principe alloggiato.
Definiz: DARE DI BANDO. Lo stesso, che Dare Bando, Discacciare, Mandar via. Lat. amovere, amandare. Gr. ἀποκινεῖν, ὠσθεῖν ὠθεῖν.
Esempio: Malm. 2. 30. Onde a i timori al fin dato di bando, Tirava innanzi il volontario esilio.
Definiz: DARE DI BECCO ec. Mordere. Lat. mordere, abrodere. Gr. δάκνειν.
Esempio: Dant. Purg. 23. Io dicea, fra me stesso pensando, ecco La gente, che perdè Gerusalemme, Quando Maria nel figlio diè di becco.
Esempio: But. Diè di becco, imperocchè l'uccise per mangiarlo.
Esempio: Franc. Sacch. Op. div. 90. Nibbio ec. se vede gli figliuoli ingrassare nel nido, dà loro tanto di becco nelle costole, che dimagrano.
Definiz: §. Per metaf.
Esempio: Varch. Ercol. 87. Dare di becco in ogni cosa, è voler fare il saccente, e il satrapo, e ragionando d'ogni cosa, farne il Quintiliano, e l'Aristarco.
Esempio: Burch. 2. 98. Non mi sentendo tal da dar di becco Nel facondo suo ingegno, alto, e gentile.
Esempio: Alleg. 125. Danno di becco in ogni cosa a sproposito.
Esempio: E Alleg. 246. E quegli sputatondo al mio parer danno più spesso, e più gran segni di scemo, li quali per parer savj a credenza, danno di becco, scimuniti, in tutte l'opere di poeta celebre.
Definiz: DARE DI BERRETTA. Tirarsi la berretta, Fare una sberrettata, Salutare.
Esempio: Buon. Fier. 4. 1. 8. Quel si ritira, e gli dà di berretta, e dice: gran mercè.
Definiz: DARE DI BIANCO. Tignere col color bianco. Lat. dealbare. Gr. λευκαίνειν.
Definiz: §. I. Dare di bianco, vale anche Cancellare. Lat. obliterare. Gr. ἀφανίζειν.
Definiz: §. II. Per metaf. Pregiudicare con sinistri ufizj agli interessi altrui. Lat. alicuius negotium intervertere.
Definiz: DARE DI BOCCA. Mangiare. Lat. comedere. Gr. φάγειν.
Definiz: §. Dar di bocca a checchessia, Parlarne con libertà, o arroganza. Lat. liberè loqui. Gr. παῤῥησιάζεσθαι.
Definiz: DARE DI CIUFFO. Ciuffare. Lat. vellere, avvellare, diripere, capere. Gr. ἀποσπᾶν.
Esempio: Franc. Sacch. nov. 70. E 'l porco ferito gli dà di ciuffo alla gamba, e quanto ne prese, tanto ne levò.
Esempio: Ciriff. Calv. 3. 76. Date di ciuffo a' padiglion di fatto, E 'l menar delle man non vi rincresca.
Definiz: DARE DI COLLO. Dare aiuto. Lat. auxilium ferre. Gr. βοηθεῖν.
Esempio: Cecch. Inc. 1. 2. Tu sei un traditore, e non ci hai mai voluto dar di collo, e disporti ad aiutarmi.
Definiz: DARE DI COZZO. Cozzare in checchessia, Abbattersi, Intoppare. Lat. offendere, impingere. Gr. προσκόπτειν.
Esempio: M. V. 10. 4. E dato di cozzo in essa con loro damaggio si tornarono a Bologna (così nel ms. Ricci.)
Esempio: Franc. Sacch. Op. div. Chi è in Oriente fuggendo verso Levante conviene, che dia di cozzo nel cielo.
Esempio: Dant. Purg. 16. Siccome cieco va dietro a sua guida Per non smarrirsi, e per non dar di cozzo In cosa, che 'l molesti, o forse ancida.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 35. Ch'io so, ch'egli è pe' giganti sì caldo, Ch'e' crederebbe nel ciel dar di cozzo.
Esempio: Ar. Fur. 22. 91. Mentre così pensando seco giva, Venne in quel, che cercava, a dar di cozzo.
Definiz: §. Figuratam. Opporsi, Contrastare. Lat. adversari. Gr. ἐναντιοῦσθαι.
Esempio: Dant. Inf. 9. Che giova nelle fata dar di cozzo?
Esempio: But. Dar di cozzo, cioè contrastare, e volere impedire le fata.
Definiz: DARE DIETRO. Seguitare. Lat. insequi. Gr. διώκειν.
Definiz: §. I. Dar di dietro, Ferir dalla parte posteriore. Lat. aversa vulnera infligere, terga ferire.
Esempio: Cant. Carn. 70. Crediam questo me' riesca, Po' ch'ognuno dà di dietro oggi (quì in sentim. equivoco)
Definiz: §. II. Dare in dietro, Pendere, o Muoversi verso la parte posteriore. Lat. retro referri. Gr. ἀναχάζειν.
Definiz: DARE DIFESA. Concedere altrui, che si difenda. Lat. defensionem dare, defensionem tribuere. Gr. ἀπολογίαν διδόναι.
Esempio: Tac. Dav. ann. 16. 232. Corrompe uno schiavo a rapportare, che Petronio era tutto di Scevino; non gli è dato difesa.
Definiz: §. Dar le difese, Dar campo ad altri di difendersi. Termine de' legisti.
Esempio: Tac. Dav. ann. 13. 169. Le difese darsi a ciascheduno, non che alla madre.
Esempio: Dav. Scism. 61. Senza dargli le difese, forse perchè ei non gli squadernasse in giudizio le commessioni di questa cosa, e dell'altre.
Definiz: DARE DILETTO. Dilettare. Lat. voluptatem creare. Gr. τέρπειν.
Esempio: Bocc. g. 9. canz. Il qual come gli sente, a dar diletto Di se a me si move, e viene in quella, Ch'i son per dir: deh vien, ch'i' non disperi.
Esempio: E vit. Dant. 68. Diletto, e intendimento di se diede agl'idioti abbandonati per addietro da ciascheduno.
Esempio: Alleg. 253. Perché non può giovare, o dar diletto, Canti a suo mo' di Enea, canti d'Achille, Chi vuol comporre a suo marcio dispetto.
Definiz: §. E neutr. pass. Dilettarsi.
Esempio: Cant. Carn. 3. Noi ci andiam dando diletto, Come s'usa il Carnasciale.
Definiz: DAR DI MORSO. Mordere con avidità, e talora Mordere semplicemente. Lat. mordere.
Esempio: Pass. 243. Dava di morso in questo pane, e in questo cascio.
Esempio: Bern. rim. 42. Vi dà nè più nè men dentro di morso, Come se fosse un pezzo di pan unto.
Esempio: Galat. 10. E molto meno si dee porgere pera, o altro frutto, nel quale tu averai dato di morso.
Definiz: DARE DI NASO. Voler vedere, e fiutare ogni cosa; metaf. presa da' cani. Lat. omnibus se immiscere. Gr. πολυπραγμονεῖν.
Definiz: §. I. Dar di naso per tutto, Cercar di ogni cosa.
Definiz: §. II. Dare del naso in culo, maniera esprimente disprezzo; e vale Dar noia; che anche si dice assolutam. Dar di naso; modo basso.
Esempio: Pataff. 1. Tu m'hai posto a piuolo, e dai di naso.
Definiz: §. III. Dar nel naso.
v. NASO.
Definiz: DARE DI PENNA. Scancellare, Cassare. Lat. delere, obliterare, expungere. Gr. ἐξαλείφειν.
Definiz: DARE DI PETTO. Urtare. Lat. impingere. Gr. προσκόπτειν.
Esempio: Din. Comp. 1. 11. In una calca, uno darà di petto sanza malizia a un altro.
Esempio: Burch. 2. 15. E perchè io vo vestito alla Franciosa, Mi dan di petto stropicciando il bruco, Facendo vista di fiutar la rosa.
Esempio: Poliz. stanz. 87. Batton le code, e con occhi focosi Ruggendo i fier leon di petto dansi.
Esempio: Ar. Fur. 23. 105. Augel, che si ritrova In ragna, o in visco aver dato di petto.
Esempio: Morg. 7. 84. Ma col battaglio non dava di petto.
Definiz: DARE DI PIATTO. Percuotere colla parte piatta dell'arme, non col taglio, nè colla punta. Lat. latiori ensis, vel gladii parte pulsare, verberare.
Esempio: Franc. Sacch. nov. 138. E dagli una buona di piatto.
Definiz: DARE DI PIÈ. Percuotere co' piedi, Scacciar col píede. Lat. pedibus propellere, abigere. Gr. λακτίζειν.
Definiz: DARE DI PIGLIO. Pigliar con prestezza. Lat. arripere. Gr. προσαρπάζειν.
Esempio: Dant. Inf. 22. Draghignazzo anch'ei volle dar di piglio.
Esempio: E Dan. Purg. 1. Lo duca mio allor mi diè di piglio, E con parole, e con mani, e con cenni, Riverenti mi fe le gambe, e 'l ciglio.
Esempio: Disc. Calc. 22. Apporterebbe giovamento grande alla sua banda un giuocatore gagliardo, il quale alla palla desse di piglio.
Esempio: E Disc. Calc. 25. Urtando un po questo, un po quello, sicchè il datore suo abbia tempo di dar di piglio alla palla.
Esempio: Burch. 1. 113. Sentendo questo un gran lupo marino Subito diè di piglio ad un agnello.
Esempio: Tac. Dav. stor. 1. 263. I più severi centurioni danno di piglio all'armi, montano a cavallo ec.
Esempio: Ar. Fur. 40. 44. Quì da man manca ha un'Isola vicina, A cui mi par, ch'abbiamo a dar di piglio.
Definiz: §. Per Cominciare a fare alcuna cosa.
Esempio: Malm. 6. 40. Che a servirti mo mo vo' dar di piglio.
Definiz: DARE DI PUNTA. Ferir colla punta. Lat. punctim ferire. Gr. κεντίζειν.
Definiz: DARE DI QUEL CH'UN VA CERCANDO, o DARE QUEL CH'UN VA CERCANDO. Modo basso, dinotante Mortificare altrui nella forma, ch'e' merita.
Esempio: Bocc. nov. 65. 11. Io gli darò quello, ch'egli va cercando.
Esempio: E Bocc. num. 24. Ma io mi posi in cuore di darti quello, che tu andavi cercando, e dieditelo.
Esempio: Cecch. Servig. 3. 3. In buona verità, che s'io credessi, Che fusse ver, che cotesto Perlone Facesse questo torto alla mia vedova, Io gli darei di quel, ch'e' va cercando.
Definiz: DARE DIRITTO. Dare per dirittura, Cogliere per l'appunto il bersaglio. Lat. rem attingere. Gr. εὐστοχεῖν.
Definiz: DARE DISAGIO. Arrecare incomodo. Lat. incommodo esse. Gr. σθράσσειν θράσσειν.
Esempio: Lasc. Spir. 4. 3. Io non vo' dar disagio, nè lasciar la casa sola.
Definiz: §. In proverb. Chi dà spesa non dia disagio; e si usa dire a chi è convitato a casa altrui, perchè non si faccia aspettare.
Esempio: Cecch. Esalt. cr. 1. 3. Sì, chi dà spesa non dee dar disagio.
Definiz: DARE DISCIPLINA. Disciplinare, Addottrinare. Lat. instruere, docere, castigare, edercere. Gr. παιδεύειν, σοφρονίζειν σωφρονίζειν.
Definiz: §. Darsi la disciplina, vale Percuotersi col flagello detto disciplina. Lat. * flagellis se caedere.
Esempio: Fr. Iac. T. Per la tua negligenza Datti una disciplina.
Definiz: DARE DI SPUGNA. Cancellare. Lat. extergere, spongiâ delere. Gr. ἀποσπογγίζειν.
Definiz: DARE DI TAGLIO. Ferir col taglio. Lat. caesim ferire.
Definiz: DARE DIVIETO. Dar impedimento circa 'l risedere ne' pubblici magistrati.
Esempio: Libr. Son. 62. Rinniego Iddio, toi chi ci dà divieto.
Definiz: DARE DI VOI, o DEL VOI. Parlare altrui in seconda persona; e si usa colle persone familiari, o inferiori.
Esempio: Galat. 35. Quando tu il chiami per lo suo nome, e che tu gli di' messere, o gli dai del voi per lo capo.
Definiz: §. Talora l'usiamo a denotare disprezzo, o biasimo: Questa è una cosa da darle del voi.
Definiz: DARE DI ZANNA. Azzannare. Lat. dentibus arripere. Gr. ὀδὰξ κατέχειν.
Definiz: §. Per Brunire.
Esempio: Malm. 2. 64. Lo rinchiuse, e lo tenne soggiornato ec. Perocchè a guisa poi di mettiloro, Voleva dar di zanna al suo lavoro (quì per equivoco)
Definiz: DARE DOLORE. Apportar doglia. Lat. cruciatum afferre.
Esempio: Franc. Barb. 345. 2. Nè ti dea dar dolore, Se chi più serve più ha da costui.
Esempio: Tac. Dav. ann. 16. 237. Dandogli poi l'uscire a stento il sangue dolori eccessivi.
Esempio: Bern. Orl. 2. 25. 13. Stordígli il capo, e diede tal dolore, Che poco men che nol privò di vita.
Esempio: Ar. Fur. 28. 23. Non lo lasciò questo ribaldo amore ec. Destarla pur, per non le dar dolore, Che fosse da lui colta in sì gran fallo.
Definiz: §. Darsi sul dolore, Attirarsi. Lat. contristari. Gr. ἄχσθεσθαι ἄχθεσθαι.
Esempio: Filoc. 3. 99. Perchè pure in sul dolore ti dai?
Definiz: DARE DONO, e DARE IN DONO. Donare. Lat. dono dare. Gr. χαρίζεσθαι.
Esempio: Fr. Iac. T. Ad esercitar la caritate Lo don di sapienza ci è dato.
Esempio: Bern. Orl. 1. 16. 15. Fello Albrizac un dotto negromante, E diello in dono al figlio d'Agolante.
Esempio: Ar. Cass. 3. 4. Non spero anco volendomi Il padron dare in dono, non che vendere, Che mai si truovi chi voglia levarmegli.
Esempio: E Len. 3. 2. Non che in vendita, Ma a baratto, ma in don dar si dovrebbono.
Definiz: DARE DOTE. Dotare. Lat. dare dotem. Gr. ἑδνοῦσθαι.
Definiz: §. Dar di dote, Assegnare, o Pagare per dote. Lat. doti dare, dotis nomine dare, pro dote dare. Gr. φερνίζειν.
Esempio: Cecch. Dot. prol. Perchè E' si sapeva quel, che usava dare Quella casa di dote.
Definiz: DARE DOVE GLI DUOLE. Promuovere un discorso sopra materia, in cui altri abbia passione.
Esempio: Varch. Ercol. 87. Dare in quel d'alcuno, ovvero dove gli duole, significa ec. dimandare appunto di quelle cose, o mettere materia in campo, che egli desiderava, e aveva caro di sapere.
Definiz: DARE D'URTO. Urtare. Lat. impellere.
Esempio: Buon. Fier. 1. 4. 6. Ed avanzando troppo in fretta il passo Nello svoltar d'un canto danno d'urto.
Definiz: DARE ECCEZIONE. Opporre eccezioni. Lat. opponere. Gr. προβάλλεσθαι.
Esempio: Segn. Mann. Magg. 3. 4. Se fosse chi ti sentenzia un uomo straniero, un alieno, un avverso, gli potresti dare eccezione, come a crudele.
Definiz: DARE EFFETTO. Effettuare. Lat. implere, perficere, executioni mandare. Gr. ἀνύειν.
Esempio: Bocc. nov. 64. 3. Ed essendo già tra lui, e lei tanto le cose innanzi, che altro che dare effetto con opera alle parole non vi mancava, pensò ec.
Esempio: E Bocc. nov. 77. 30. Sen'andò a casa d'un suo amico, che assai vicino stava alla torricella, per dovere al suo pensiero dare effetto.
Esempio: Amet. 73. Il nuovo Re per le non dimenticate bellezze s'infiamma più sovente vedendole, e sollecita di dare effetto al suo pensiero.
Esempio: Ar. Fur. 23. 25. Sicchè si desse al matrimonio effetto.
Definiz: §. Dare effetto, quasi Dare affetto, cioè Badare, Attendere. Lat. vacare. Gr. σχολάζειν.
Definiz: DARE ERBA TRASTULLA. Lusingare con isperanze, ma senza venire a conclusione. Lat. inani spe lactare, pascere, verba dare. Gr. ἐξαπατᾶν.
Esempio: Malm. 5. 34. E che 'l mio indugio, e il non risolver nulla Sia stato un voler darti erba trastulla?
Definiz: DARE ESEMPLO, o ESEMPIO. Essere il primo a operare, per dare occasione d'esser imitato. Lat. exemplo docere, exemplum praebere. Gr. παραδειγματίζειν.
Esempio: Bocc. introd. 51. Acciocchè io prima esemplo dea a tutte voi.
Esempio: Amet. 19. A tutti dando delle virtuose Opere esemplo, e regola verace, Rendendo vane sempre le viziose.
Esempio: G. V. 12. 43. 3. Di questo torto ec. avemo fatto menzione per dare esempio a quelli, che verranno, come riescono i servigj fatti allo 'ngrato popolo di Firenze.
Esempio: Petr. son. 314. I' vo piangendo i miei passati tempi, I quai posi in amar cosa mortale Senza levarmi a volo, avend'io l'ale, Per dar forse di me non bassi esempj.
Esempio: Pass. 160. Di ciò ci diede esemplo santa Maria Maddalena.
Esempio: Burch. 1. 81. Per dar esemplo ti farem la bua.
Esempio: Ar. Cass. 4. 7. Io darò sì notabile Esempio agli altri, che non avranno animo D'ingannarmi mai più.
Esempio: E Len. 5. 11. Per lui darò esempio, Che non si debbon gli miei pari offendere.
Definiz: §. I. Dar buon esemplo, vale Dar esempio di operazioni buone. Lat. bona exempla dare.
Esempio: G. V. 10. 166. 2. Per lo gran fatto, che fu tenuto, n'avemo fatto memoria, e per dare buon esempio a chi per l'anima sua vorrà fare limosina a' poveri di Cristo.
Esempio: Bocc. g. 7. f. 9. Volendo il buono esemplo datone da Neifile seguitare, estimo, che onesta cosa sia ec.
Definiz: §. II. Dar mal esemplo, contrario di Dar buono esemplo. Lat. prava exempla dare, improbum se praebere.
Esempio: Pass. 237. Fanno un'altra offesa al prossimo gli uomini superbi, dando il malo esemplo.
Definiz: DARE FACCENDA. Dar da fare, Dar da lavorare. Lat. opus faciendum locare.
Esempio: Agn. Pand. A uno, o più sarà data faccenda, alla quale egli sia inutile, e disadatto.
Esempio: Cant. Carn. 185. Dateci pur faccenda, Ma non lavoro stazzonato, e vecchio.
Definiz: DARE FACOLTÀ, o LA FACULTÀ. Permettere. Lat. potestatem facere, permittere. Gr. ἐξουσίαν διδόναι.
Esempio: Alleg. 168. Le dovevan dare la facultà del poetare agli alberi, ed a' sassi, i quali non si muovon propriamente, e non sentono.
Esempio: Segn. Pred. 22. Si dà loro facoltà di cavare quali più loro piaccian, armi, od armati, per risentirsi degli aggravj lor fatti.
Definiz: DARE FAMA. Render famoso. Lat. nomen facere.
Esempio: Petr. son. 153. Se Virgilio, ed Omero avesser visto Quel sole, il qual vegg'io cogli occhi miei, Tutte lor forze in dar fama a costei Avrian posto.
Definiz: DARE FANTASÍA. Dar retta. Lat. animadvertere, mentem adhibere. Gr. προσέχειν τὸν νοῦν.
Esempio: Bern. Orl. 1. 9. 80. Orlando gli dà tanta fantasía, Quanta se fosse d'India, o di Zimía.
Definiz: DARE FASTIDIO. Arrecar molestia. Lat. molestiam afferre. Gr. σθράσσειν θράσσειν.
Esempio: Cecch. Servig. 3. 5. E tanto più fastidio Mi dà la cosa, quant'io veggo il suo Male senza riparo.
Esempio: Lasc. Gelos. 1. 2. Per non avere a disagiare, nè anche dare a te fastidio.
Esempio: Malm. 1. 14. Cosa, che a Marte diede gran fastidio.
Definiz: DARE FATICA. Affaticare, Travagliare. Lat. laborem afferre. Gr. κοποῦν.
Esempio: D. Gio. Cell. lett. 19. Priegoti mi scriva se questo è vero, che tu debba andare; ovvero, che mi sia stato detto per darmi fatica.
Esempio: Cant. Carn. 17. A far dell'olio la pregna è nimica, Facci gran danno, e dacci assai fatica.
Definiz: §. E neutr. pass. vale Affaticarsi, Darsi travaglio.
Esempio: Mirac. Mad. La madre non trovava lo fanciullo suo, si dava molta fatica.
Definiz: DARE FATTO CHE CHE SIA, o DAR PER FATTO CHE CHE SIA. Avere quella tal cosa per fatta, Supporla per terminata, Crederla finita. Lat. rem factam iri procul dubio affirmare.
Esempio: Lasc. Spir. 2. 3. Te la do fatta, non c'è pericolo.
Definiz: DARE FAVORE. Favorire, Favorare. Lat. favore prosequi, tutari. Gr. συσπουδάζειν.
Esempio: G. V. 9. 349. 2. Faccendo per sue lettere ammunizione a tutte le città, e signori di sua legazione, che lo dovessero ubbidire, e dare aiuto, e favore.
Esempio: E G. V. 12. 42. 3. Non era lecito di farla contro alla libertà di santa Chiesa, nè mai più fu fatta in Firenze, e chi vi diè aiuto, o consiglio, o favore, issofatto fu scomunicato.
Esempio: Pass. 134. Non abbia in veruno modo lecito, o illicito dato aiuto, consiglio, o favore a morte di persona.
Esempio: Tass. Ger. 1. 1. Il ciel gli diè favore, e sotto i santi Segni ridusse i suoi compagni erranti.
Definiz: §. Dare in favore, termine de' legisti, dicesi del Sentenziare a favore. Lat. sententiam secundum aliquem ferre. Gr. ἐπιδιάζειν.
Definiz: DARE FEDE. Dar credenza, Prestar fede, Credere altrui. Lat. fidem habere. Gr. πιστεύειν.
Esempio: Bocc. nov. 1. 5. Dandosi a' que' tempi in Francia a' saramenti grandissima fede.
Esempio: E Bocc. nov. 18. 12. Per questo dieder fede alle sue parole.
Esempio: E Bocc. nov. 73. 6. Calandrino semplice veggendo Maso dir queste parole ec. quella fede vi dava, che dar si può a qualunque verità è più manifesta.
Esempio: G. V. 7. 154. 1. I frati Predicatori, e anche i Minori, per invidia, o per altra cagione non vi davano fede.
Esempio: Bern. Orl. 2. 7. 18. Il duca Namo, ch'ogni cosa vede, Agli occhi stessi suoi non può dar fede.
Definiz: §. Dar la fede, vale per Dar la parola, Promettere. Lat. fidem dare. Gr. ἐγγυᾶν.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 3. E di nuovo la fede detti a questo Sempre in abito star vedovo onesto.
Esempio: Tac. Dav. ann. 6. 125. Lo spaventarono, quasi venuti ad ucciderlo; ma datogli la fede, che anzi a rendergli il regno, si riebbe, e domandò ec.
Esempio: Cecch. Servig. 1. 4. Io gli ho dato la fede, e quanto a Dio, E all'animo mio, ell'è mia donna.
Definiz: §. II. Per Far testimonianza. Lat. fidem facere.
Esempio: Bocc. nov. 16. 36. Fatta inquisizione di questa opera, e più ogni ora trovando cose, che più fede gli davano al fatto ec.
Esempio: Filoc. 7. 315. Io poi da tutti i tuoi parenti riconosciuta, darò colle mie parole ferma fede, che tu di Lelio, e di Giulia sii stata figliuola.
Esempio: Ar. Fur. 10. 44. Che se la faccia può del cor dar fede, Tutto benigno, e tutto era discreto.
Definiz: DARE FESTA. Nel proprio sentimento vale Far feste pubbliche al popolo, Dare spasso. Lat. spectaculum laetum praebere, voluptatem afferre. Gr. δημοσίᾳ σθέας ἐπιτελεῖν θέας.
Esempio: Cant. Carn. 273. Di paesi lontani, e di stran loco, Lasse, venute siamo a poco a poco, Sol per darvi diletto, festa, e giuoco.
Definiz: §. Dar festa, figuratam. vale Licenziare, e si dice comunemente de i lavoranti dal lavoro. Lat. ferias indicere. Gr. ἑορτὰς κηρύττειν.
Esempio: Malm. 10. 42. Ed in un tempo a' giocator dà festa.
Definiz: DARE FIATO. Soffiare. Lat. inflare. Gr. ἐμφυσᾶν.
Esempio: Ar. Fur. 28. 54. Come a vicenda i mantici, che danno Or l'uno, or l'altro fiato alla fornace.
Definiz: §. Per Dar tempo a rifiatare, Dar riposo. Lat. quietem dare. Gr. ἡσυχίαν διδόναι.
Esempio: Bern. Orl. 3. 5. 16. Nè diede al suo caval mai lena, o fiato.
Definiz: DARE FINE. Finire, Terminare. Lat. finem facere, ad exitum perducere. Gr. ἐπιτελεῖν.
Esempio: Bocc. g. 1. f. 9. Piacque alla reina di dar fine alla prima giornata.
Esempio: E vit. Dant. 64. Acciocchè, se possibil fosse, a tanto principio dessi lo immaginato fine.
Esempio: Fir. As. 168. Non già per adempire il rigido comandamento, ma per dar fine col gittarsi giù per un di que' balzi di quel fiume alle sue fatiche.
Esempio: Ar. Fur. 20. 70. Ella soggiunse: il mio cuor mai non teme Di non dar fine a cosa, che cominci.
Esempio: E Supp. 2. 1. Non volere intendere tu prima che io abbia dato al mio ragionamento fine.
Definiz: DARE FINIMENTO. Adornare a perfezione. Lat. summam manum imponere, ornare, exornare. Gr. τὸν κολοφῶνα ἐπιθεῖναι, Plat.
Definiz: §. E Dare finimento, vale anche lo stesso, che Dar fine.
Definiz: DARE FONDO. Fermarsi; e dicesi propriamente de' navigli. Lat. anchoram iacere. Gr. χαλᾶν ἄγχυραν.
Esempio: Buon. Fier. 1. 4. 6. E così navigando ognor per persi Detter poi fondo in questo asciutto porto.
Definiz: §. I. Dar fondo, vale consumare, Dissipare. Lat. dissipare, evertere, prodigere. Gr. καταναλίσκειν.
Esempio: Tac. Dav. stor. 1. 241. Dato fondo al suo avere, venne in istato pericoloso.
Esempio: E Tac. Dav. stor. 2. 297. A ventidue milioni, e mezzo d'oro diede fondo in pochi mesi, bastandogli godere senz'altro pensare.
Esempio: Cecch. Dot. 1. 1. Il quale, oltre all'avere, A poco a poco alla spezzata dato Fondo e a masserizie, e a cose mobili, ec.
Esempio: Red. Ditir. Ma se chieggio Di Lappeggio La bevanda porporina, Si dia fondo alla cantina.
Esempio: Malm. 7. 11. Così per celia cominciando a bere, Dagliene un sorso, e dagliene il secondo, Fe sì, che dal vedere e non vedere, Ei diede al vino totalmente fondo.
Definiz: §. II. Dare in fondo, vale Andare alla parte inferiore. Lat. mergi. Gr. βάπτεσθαι.
Esempio: Sagg. nat. esp. 118. L'aria finalmente li fece dare in fondo, dove senza potersi mai più riavere, si morirono.
Esempio: E Sagg. nat. esp. 119. Fu nondimeno costretto dare in fondo sempre boccheggiando.
Definiz: DARE FORMA. Formare. Lat. dare formam, formare. Gr. μορφοῦν.
Esempio: Bocc. g. 3. p. 8. Non sapevano conoscere, che altra forma, che quella di quel giardino, gli si potesse dare.
Esempio: Amet. 31. Prima darò per tuo effetto forma nel ragionare al grazioso coro, al quale te abbiamo eletto antiste.
Esempio: E Amet. 76. Cessino gl'Idii, che questo sia, ch'io mai più ec. diventi d'alcuna, o che più per me Calliope dia forma a nuovi versi.
Esempio: Dav. Scism. 73. Alli 4. di Novembre 1547. in Londra cominciarono a tenersi li stati per dar forma alla nuova religione.
Esempio: Boez. Varch. 3. 9. Te nulla fuor di te dar forma spinse Al gran Caos, ch'ornò 'l mondo, e 'l distinse.
Definiz: DARE FORZA. Rinforzare. Lat. vim addere, roborare, robur afferre. Gr. ἰσχυρίζειν.
Esempio: Dant. Purg. 15. Ma dimandai per darti forza al piede.
Esempio: Petr. canz. 47. 5. Mercè di quel signor, che mi diè forza.
Esempio: Alleg. 200. E tu sola puoi dar forza, e perdono Alla contadinesca Musa mia.
Esempio: Soder. Colt. 86. A' vini di piano, che sien deboli, si dà loro forza schiarandogli coll'allume di rocca.
Definiz: DARE FRENO. Raffrenare. Lat. froenare, froenum iniicere. Gr. χαλινοῦν.
Esempio: Franc. Barb. 106. 14. La quinta: date Freno alla lingua.
Definiz: DARE FUNE. Lasciar correr la fune. Lat. funem praebere, funem laxare. Gr. σχοῖνον χαλᾶν.
Definiz: §. Dar la fune, vale Tormentare con fune, Collare. Lat. fune torquere. Gr. χολάζειν.
Definiz: DARE FUOCO. Ardere, Abbrucciare. Lat. succendere. Gr. ὑποκαίειν.
Esempio: Buon. Fier. 1. 5. 2. Si vantan di voler sorpreso, e preso Messer Equilio, vendicarsi in lui, Poi dar fuoco al palazzo.
Definiz: §. Dar fuoco, parlandosi d'armi da fuoco, o simili, si dice dell'Appiccarvi il fuoco per iscaricarle. Lat. incendere, ignem iniicere.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 28. E dato a tutte le bombarde foco, A questo modo salutati s'hanno.
Esempio: E Ciriff. Calv. 2. 62. E poi gli scoppettieri Parati di dar fuoco a ogni passo.
Esempio: Ar. Fur. 27. 24. Come quando si dà fuoco alla mina.
Definiz: §. II. Dar fuoco alla bombarda.
Esempio: Varch. Ercol. 88. Dar fuoco alla bombarda, è cominciare a dir male d'uno, o scrivere contra di lui, il che si dice, cavar fuori il limbello.
Definiz: §. III. Dar al fuoco alcuna cosa, vale Abbruciarla. Lat. incendere. Gr. ὑποκαίειν.
Esempio: Alleg. 244. Caso che no, datelo al fuoco.
Definiz: §. IV. Dare fuoco al cencio.
v. CENCIO §. IV.
Esempio: Bocc. nov. 50. 7. Di che quand'io mi ricordo, veggendomi fatta come tu mi vedi, che non troverrei chi mi desse fuoco a cencio, Dio il sa ec.
Esempio: Sen. ben. Varch. 4. 29. Chi chiamò mai benifizio donare una feta di pane, o un misero quattrino, o l'aver dato fuoco al cencio?
Definiz: DARE FUORA, o FUORI. Mandar fuora. Lat. educere, emittere. Gr. ἐξάγειν.
Esempio: Soder. Colt. 36. Del legare vi son due tempi senza danneggiar le viti, cioè o prima, che comincino a dar fuora gli occhi, o di poi quando le novelle messe si potranno comodamente accostare, o distendersi a' pali.
Definiz: §. I. Dar fuora, vale Uscir del suo luogo, e dicesi de' fiumi, o simili. Lat. exundare. Gr. ἐκκυμαίνειν.
Definiz: §. II. Dar fuora, vale Mandare alla luce, Pubblicare. Lat. edere, publicare.
Esempio: Bemb. Lett. 2. Egli già le ha investigate, e trovate, e darálle poi fuori ad utilità pubblica.
Esempio: Cas. lett. 35. Io non ho dato fuori quest'ode, e non la darò, se prima non sento il piacere di V. Sig.
Esempio: Malm. 4. 52. Mi fece un espressissimo comando, Che in alcun tempo io non la dessi fuora, Ed io son ita, disse, a farne il bando.
Definiz: §. III. Dar fuora quel, ch'uno ha in corpo, vale Pubblicare tutto ciò, che si abbia in animo, o per la mente. Lat. animi secreta pandere, aperire.
Definiz: §. IV. Dar di fuori, vale Non colpire nel bersaglio, ma fuori di quello. Lat. a scopo aberrare.
Esempio: Cant. Carn. 399. La maestría è il corre, Passar ben dentro, e non dar mai di fuori.
Definiz: §. V. Dare in fuora, vale Pendere verso la parte di fuora. Lat. exterius vergere.
Definiz: §. VI. Dare in fuora, parlandosi delle ulcere, e simili, vale Far capo, Venire a capo.
Definiz: §. VII. Dare in fuora, parlandosi delle febbri, o simili. Lat. gliscere, se efferre.
v. DARE IN FUORA.
Definiz: DARE GARBO, BRÍO, ec. Adornar vagamente. Lat. venustatem dare, decus afflare. Gr. ὡραιοῦν.
Definiz: DARE GASTIGO. Gastigare. Lat. punire. Gr. τιμωρεῖν.
Esempio: Bocc. nov. 89. 4. Alla quale Iddio quel gastigamento mandò, che il marito dare non aveva saputo.
Esempio: Boez. Varch. 4. 4. A cui reputeresti tu, che si dovesse dare il gastigo? a colui, che avesse fatto, o a colui, che avesse sopportata l'ingiuria?
Definiz: DARE GELOSÍA. Indurre apprensione, Fare apprendere, Far temere. Lat. suspicionem incutere.
Definiz: DARE GIÙ. Venire al basso, Calare. Lat. concidere. Gr. ὠθεῖν.
Esempio: Tac. Dav. stor. 4. 350. Così prima Sacroviro, e gli Edui, dianzi Vindice, e le Gallie dieder giù, ciascheduno alle prime battaglie.
Esempio: Varch. Ercol. 90. Dar giù, o vero dar del ceffo in terra ec. si dice non solo de' mercatanti ec. quando sono falliti, e di quelli cittadini, e gentiluomini, i quali, come si dice in Vinegia, sono scaduti, ma ancora di quelli spositori, i quali interpretando alcun luogo d'alcuno autore, non s'appongono.
Definiz: DARE GIUDICIO, e GIUDIZIO. Giudicare. Lat. censere, sententiam ferre. Gr. κρίνειν, διακρίνειν.
Esempio: Cant. Carn. Paol. Ott. 83. Quel, ch'ha sol di mercante esperimento, Vuol dar giudizio de' preti, e de' frati.
Definiz: DARE GIUNTA, DAR PER GIUNTA, e DAR DI GIUNTA. Aggiugnere nel baratto di alcuna cosa denaro, o mercanzía. Lat. mantissam dare.
Esempio: Alleg. 269. Mene dette una giunta alla derrata.
Esempio: Boez. Varch. 3. 10. Così ti darò ancora io come un corollario, ovvero giunta, perchè diventando gli uomini beati ec.
Esempio: Cant. Carn. 105. A chi lo spender largo poco giovi, Cose conviensi dar, che grosse trovi, E noi per giunta darem pestei nuovi, Che sieno il caso pei vostri mortai.
Esempio: Sen. ben. Varch. 6. 17. Usiamo di dare qual cosa di giunta a un barcaruolo, e a chi ci lavora di mano, e a uno, che va per opera.
Definiz: DARE GIURAMENTO, e DARE IL GIURAMENTO. Giurare. Lat. iurare, iusiurandum dare. Gr. ἀποδοῦναι ὃρκους.
Esempio: Tac. Dav. ann. 16. 233. Rimproverava oltre a ciò a Trasea, che egli sfuggiva di dare il giuramento ogni capo d'anno.
Definiz: §. Dare il giuramento, Termine legale, vale Costringere a giurare altrui con autorità pubblica. Lat. iusiurandum deferre. Gr. ὃρκον ἐπάγειν.
Esempio: Vinc. Mart. lett. 57. Credo, chi vi desse il giuramento, voi non sapreste mai dire in che modo ella fusse fatta.
Definiz: DARE GIUSTO. Percuoter per appunto nel luogo determinato. Lat. certos ictus dirigere. Gr. εὐστοχάζεσθαι.
Definiz: §. E figuratam. vale Dare, o Far checchessia per l'appunto. Lat. ad amussim aliquid facere.
Definiz: DARE GLORIA. Onorare. Lat. honorem dare. Gr. τιμᾶν.
Esempio: Pass. 253. L'una gli diede gran nobiltà, e smisurata bellezza, prodezza, e molta gloria.
Esempio: Bern. Orl. 2. 7. 19. Non dar l'onore a questo rinnegato, Nè la gloria alla gente Saracina.
Esempio: Ar. Len. 3. 3. Demmoti La gloria, e il vanto di saper me' fingere D'ogni poeta una bugía.
Definiz: DARE GOLA. Indur desiderio, o appetito.
Esempio: Amet. 14. E trascorrendo agli occhi miei s'imbola La vista della tua chiara bellezza, Che sol di se ogn'or più mi da gola.
Definiz: DARE GRATIS. Dare senza ricompensa. Lat. dare gratis. Gr. δωρεὰν διδόναι.
Esempio: Alleg. 227. Così chi va a servir in corte offende, S'io non m'inganno, la miglior natura, Poichè i don gratis dati a pregio vende, Dando il libero arbitrio.
Definiz: DARE GRAZIA. Conferir beneficio, Far grazia. Lat. beneficium dare. Gr. εὐεργετεῖν.
Esempio: Bocc. vit. Dant. 65. Io cercherò di ridurmi a memoria il primo proposito, e procederò secondo che data mi sia la grazia.
Definiz: §. I. Dar grazia, vale Aggiugner vaghezza, Conferire eccellenza. Lat. decus afferre. Gr. ὡραιοῦν.
Esempio: Pass. 253. L'una gli diede gran nobiltà, e smisurata bellezza, prodezza, e molta gloria, fama di gran loda, l'amore de' cittadini, grazia nelle genti, ec. l'altra a mano a mano seguitò, che gli diede povertà.
Esempio: Bern. Orl. 1. 13. 57. Che par, che 'l sonno ad un bel viso dia Non so che più di grazia, e leggiadría.
Definiz: §. II. Dar grazia, o la grazia; termine teologico, che vale Dare aiuto soprannaturale, o Conferire la grazia divina. Lat. *gratiam conferre.
Esempio: Pass. 92. Questo fa Iddio occultamente nel segreto del cuore, dando grazia di dolorosa contrizione.
Esempio: E Passav. 217. Onde alla quistione, che si fa, perchè Iddio dà la grazia all'uno, e non all'altro, o più all'uno, che all'altro, dirittamente, e sanamente si risponde, perchè Iddio vuole così fare.
Esempio: Albert. 2. Chi ama nelle cose far fraude, sarà defraudato in tutte le cose, perciocchè non gli è data da Domeneddio grazia.
Esempio: Bocc. nov. 26. 20. Ma se Dio mi dea la grazia sua, io te ne farò ancor patir voglia.
Definiz: DARE GRIDO. Render rinomato. Lat. nomen facere.
Esempio: Bemb. rim. E qualunque fu mai dura, e superba Verso quei, che potea per ogni lido Alzarla a volo, e darle fama, e grido.
Definiz: DARE GUADAGNO. Far guadagnare. Lat. lucrum dare. Gr. κέρδος ἐπιφέρειν.
Esempio: Cant. Carn. Paol. Ott. 54. Date dunque guadagno, o Fiorentini, A questa nuova foggia di staffetta.
Definiz: §. Dare a guadagno, vale Dare checchessia ad effetto di farvi guadagno. Lat. foenori dare. Gr. δανείζειν.
Definiz: DARE GUASTO, o IL GUASTO. Devastare. Lat. vastare, devastare. Gr. πορθεῖν.
Esempio: Tac. Dav. stor. 4. 339. Comandò ad ogni vicino dare il guasto agli Ubj, e Treveri.
Esempio: Fir. As. 275. Or gli toglieva i buoi, or gli dava il guasto alle biade.
Definiz: §. Figuratam.
Esempio: Ar. Cass. 4. 8. Or muovomi Contra questo ruffian, con un esercito Di bugíe voglio dargli il guasto.
Esempio: E Ar. Cass. 5. 3. Orsù l'esercito Delle menzogne venga innanzi, e diasi Il guasto a questo vecchio tenacissimo.
Definiz: DARE GUERRA. Portar guerra. Lat. bellum indicere. Gr. πόλεμον κηρύττειν.
Esempio: Petr. son. 232. E le cose presenti, e le passate Mi danno guerra, e le future ancora.
Definiz: DARE GUSTO, e simili Arrecar gusto. Lat. voluptatem afferre. Gr. .
Definiz: DARE IL BATTESIMO. Battezzare. Lat. baptizare, tingere, Tertull. Gr. τέρπειν.
Esempio: Bocc. nov. 2. 6. Non credi tu trovar quì chi il battesimo ti dea?
Esempio: E Bocc. nov. 2. 13. Richiese i chierici di là entro, che ad Abraam dovessero dare il battesimo.
Esempio: Tass. Ger. 12. 25. Nè già poteva allor battesimo darti, Che l'uso nol sostien di quelle parti.
Esempio: Ar. Fur. 15. 95. Orlando lo converse a nostra sede, E di sua man battesmo anco gli diede.
Definiz: DARE IL BEN GUARITO. Rallegrarsi della ricuperata sanità. Lat. recuperatam valetudinem gratulari. Gr. ὑπέρ τινος βλασφημεῖν.
Definiz: DARE IL BEN TORNATO. Rallegrarsi dell'altrui felice ritorno. Lat. salvum aliquem rediisse gaudere. Gr. ὅτι τις σῶος σῷοςπροσῆλθε συγχαίρειν.
Definiz: DARE IL BENVENUTO. Rallegrarsi dell'altrui arrivo. Lat. salvum aliquem advenisse gaudere. Gr. ὅτι τις σῶος σῷοςπροσῆλθε συγχαίρειν.
Esempio: Segn. Mann. Ott. 21. 4. Con sentimento di chi scorgendolo già già arrivare, gli dà com'è convenevole, il benvenuto.
Definiz: DARE IL BUON ANNO. Augurare, e Conferire felicità in quell'anno; ed è anche spezie di quotidiano saluto. Lat. felicem annum precari.
Esempio: Bocc. nov. 28. 24. Di che io priego Iddio, che vi dea il buon anno, e le buone calendi oggi, e tuttavia.
Esempio: E Bocc. nov. 72. 10. Rispose il prete: se Dio mi dea il buon anno, io non gli ho allato.
Esempio: E Bocc. nov. 83. 4. Calandrino gli rispose, che Iddio gli desse il buon dì, e 'l buon anno.
Definiz: §. Per Augurar buona ventura assolutam.
Esempio: Cecch. Servig. 4. 12. Orsù, andate via; date il buon anno A qualcun altro più avventurato Di me.
Definiz: DARE IL BUON CAPO D'ANNO. Augurare felicità nel principio dell'anno. Lat. incipientis anni solemnia precari.
Esempio: Tac. Dav. ann. 4. 104. Cesare nelle calende di Gennaio per una lettera a' padri, dato prima il buon capo d'anno, disse.
Definiz: DARE IL BUON GIORNO.
v. DARE IL GIORNO.
Definiz: DARE IL BUON PRÒ. Rallegrarsi con altrui d'alcun suo prospero avvenimento. Lat. alicui gratulari. Gr. συγχαιρεῖν τινι.
Definiz: DARE IL BUON VIAGGIO. Augurare felicità nel viaggio. Lat. prosperum iter apprecari.
Definiz: DARE IL CALO.
v. DARE CALO.
Definiz: DARE IL CARDO, e DAR CARDO. Mormorare. Lat. famam alicuius proscindere, lacerare. Gr. ὑπέρ τινος βλασφημεῖν.
Esempio: Varch. Ercol. 55. D'uno, che dica male d'un altro, quando colui non è presente, si usano questi verbi, cardare, scardassare ec. così dagli il cardo, il mattone, la suzzacchera ec.
Esempio: Cant. Carn. 284. Or per l'invidia, e pessimi rancori Si dan cardi arrabbiati.
Esempio: E Cant. Carn. Paol. Ott. 26. Voi udirete questi cicaloni D'ogni cosa dir male, E pien d'invidia, e ozio a tristi, e buoni A tutti dare il cardo universale.
Definiz: DARE IL CARTONE.
v. CARTONE.
Definiz: DARE IL CAVALLO. Il gastigare, che fa il maestro agli scolari; detto così dal far prendere colui, che si dee castigare, da un altro sulle spalle per percuoterli le gambe, o le natiche.
Definiz: §. Per metaf.
Esempio: Dav. Accus. 141. Fatto salire in cattedra messer Giovanni Dati a darci la materia di ragionare, che tant'è a dire, quanto a darci l'orma, e il latino, anzi il cavallo.
Definiz: DARE IL CENCIO. Modo basso. Licenziare altrui, Mandarlo via. Lat. dimittere. Gr. ἀποπέμπειν.
Definiz: DARE IL COMANDO. Consegnar l'autorità di comandare. Lat. regimen transferre, tradere. Gr. ἀρχὴν καταϕέρειν.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 153. Fu dato il comando de' Pretoriani a Burro Afranio tenuto gran soldato, ma conoscente chi gliel dava.
Definiz: DARE IL COMINO. Allettare i colombi con espor loro il comino. Lat. cyminum dare.
Definiz: §. E per metaf. dicesi dell'Allettare i compratori alla bottega col far loro piacere.
Definiz: DARE IL CONCIO. Concimare. Lat. stercorare. Gr. κοπρίζειν.
Definiz: §. Dare il concio, o la concia alle pelli, al vino, e a cose simili, vale Acconciarli con varj modi, proporzionandogli per l'uso. Lat. concinnare. Gr. συναρμόζειν.
Definiz: DARE IL CONTO SUO. Fare altrui quello, che gli si conviene.
Esempio: Bern. Orl. 1. 4. 56. Quand'io fussi anche solo, spero in Dio, Che mi sarebbe dato il conto mio.
Definiz: DARE IL CONTRAPPELO.
v. CONTRAPPELO.
Definiz: DARE IL CROLLO.
v. CROLLO.
Definiz: DARE IL CUORE. Disporsi, Volger l'animo. Lat. animum inducere. Gr. ἐμβάλλειν εἰς νοῦν.
Esempio: Nov. ant. 62. 2. Lo Re Marco diede lo cuore a crederlo, e ordinò una caccia.
v. DARE CUORE.
Definiz: DARE IL FOGLIO BIANCO. Lo stesso, che Dar carta bianca.
v. CARTA.
Esempio: Segr. Fior. Cliz. 5. 4. Hammi dato il foglio bianco, e vuole, ch'io governi a mio modo.
Definiz: DARE IL FRIZZANTE. Aggiugner la qualità del frizzare. Lat. acre aliquid concinnare.
Esempio: Dav. Colt. 161. E per darli il frizzante, senza cui non ha garbo, ammosta come di sopra, ma imbotta più vergine.
Definiz: DARE IL GAMBETTO. Attraversare alle altrui gambe improvvisamente un piede, o altro per farlo cadere. Lat. supplantare. Gr. ὑποσκελίζειν.
Esempio: Libr. Son. 63. Purchè venga da man dare i gambetti.
Definiz: §. Dare il gambetto, figuratam. vale Interrompere con modo non aspettato gli altrui avanzamenti.
Esempio: Cron. Morell. 278. Concorri tu ancora a ogni cosa con gli altri insieme, che altrimenti saresti riputato sospetto, e sarebbeti dato il gambetto in terra.
Definiz: DARE IL GAMBONE. Modo basso. Lat. licentiae occasionem praebere. Gr. ἀδείας ἀφορμὴν διδόναι.
Esempio: Varch. Ercol. 88. Dare il gambone a chi che sia è quando egli dice, o vuol fare una cosa, non solamente acconsentire, ma lodarlo, e in somma mantenerlo in sull'oppenione, e prosopopea sua, e dargli animo a seguitare.
Definiz: DARE IL GANGHERO, o UN GANGHERO. Dare volta addietro, Tornare indietro.
Esempio: Malm. 2. 76. Dà un ganghero a tutti, e torna fuora, Dietro al suo can veloce come 'l vento.
Definiz: DARE IL GIAMBO. Uccellare, Motteggiare. Lat. irridere, illudere. Gr. ἰαμβίζειν.
Definiz: DARE IL GIORNO, IL DÌ ec. Fermar la giornata. Lat. diem pacisci. Gr. ἡμέραν συντιθέναι.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 53. Fu dato il dì, secondo il lor costume, E il luogo alla battaglia deputato Tra il campo, e la città presso a un fiume.
Esempio: Tac. Dav. ann. 15. 212. Il dato giorno Tiberio Alessandro illustre cavalier Romano, sergente in questa guerra, e Viviano Annio ec. vennero nel campo di Tiridate per onorarlo.
Definiz: §. Dare il buon giorno, e 'l buon dì, vale Augurare felicità in quel giorno, saluto comunale. Lat. diem faustum apprecari. Gr. καλὴν ἡμέραν ὑπερεύχεσθαι.
Esempio: Bocc. nov. 79. 44. Si fece loro incontro, dicendo, che Iddio desse loro il buon dì.
Esempio: E Bocc. nov. 83. 4. Calandrino gli rispose, che Iddio gli desse il buon dì, e 'l buon anno.
Esempio: Cecch. Servig. 2. 3. Dio vi dia il buon dì, mona Antonia.
Esempio: Lasc. Spir. 1. 2. Dio vi dia il buon giorno.
Definiz: DARE IL GOVERNO. Concedere l'amministrazione. Lat. regimen transferre, tradere. Gr. ἀρχὴν καταφέρειν.
Esempio: Tass. Ger. 14. 16. Il Rege eterno, Che te di tante somme grazie onora, Vuol, che da quegli, onde ti diè il governo, Tu sia onorato, e riverito ancora.
Esempio: Ar. Fur. 14. 10. Perchè vedendo ove bisogno sia, Guida, e governo ad ogni schiera dia.
Esempio: E Ar. Fur. 20. 8. Di se m'hanno governo, e scettro dato.
Esempio: Boez. Varch. 4. 6. Avviene ancora spesse volte, che il governo delle cose si dia a' buoni, perchè la malvagità de' cattivi, quando è tanto cresciuta, che trabocca, si rintuzzi.
Definiz: §. Dare il governo a' vini, vale Aggiugnervi particolari uve o spicciolate, o ammostate, per farli più coloriti, e più saporosi; che anche si dice Governargli. Lat. vinum concinnare.
Definiz: DARE IL LATINO. Maniera esprimente Il trattar altrui da fanciullo.
Esempio: Dav. Accus. 141. Fatto salire in cattedra messer Giovanni Dati a darci la materia di ragionare, che tant'è a dire, quanto a darci l'orma, e il latino, anzi il cavallo.
Definiz: DARE IL MALANNO. Si dice per modo d'imprecazione: Dio ti dia il malanno. Lat. Deus te perdat; malum, quod tibi Dii dent, Plaut. Gr. κακῶς ἀπόλοιο.
Esempio: Bocc. nov. 79. 45. Questo non diciam noi a voi, anzi preghiamo Iddio, che vi dea tanti malanni, che voi siate morto a ghiado.
Esempio: E Bocc. nov. 85. 23. La donna disse: sia, che Iddio le dea il malanno.
Esempio: Lab. 292. Egli è di vero uscito del sentimento, e vuole esser tenuto savio: Domine dagli il malanno.
Esempio: Fir. Trin. 3. 2. Tu dicevi, che ella lo faceva per onestà; per il malan, che Dio ti Dia, e la mala pasqua, furfante, poltrone.
Esempio: Cecch. Servig. 2. 1. Egli è 'l malan, che Dio ti dia.
Definiz: DARE IL MATTONE. Lo stesso, che Dare il cardo. Lat. famam alicuius proscindere, lacerare. Gr. ὑπέρ τινος βλασφημεῖν.
Esempio: Varch. Ercol. 55. D'uno, che dica male d'un altro, quando colui non è presente, si usano questi verbi, cardare, scardassare ec. dagli il cardo, il mattone, la suzzacchera ec.
Definiz: DARE IL MI DISPIACE. Condolersi dell'altrui disavventure. Lat. dolere, amico condolere. Gr. συμπαθεῖν.
Definiz: DARE IL MI RALLEGRO. Rallegrarsi dell'altrui avventure. Lat. gratulari alicui. Gr. συγχαίρειν.
Definiz: DARE IL PANE COLLA BALESTRA. Maniera proverb. che vale Strapazzare, Fare che il benefizio sia di disgusto a chi lo riceve.
Esempio: Malm. 2. 3. Quando picchiavan poi, dalla finestra Facea lor dare il pan colla balestra.
Definiz: DARE IL PEPE. Uccellare, o Sbeffare alcuno. Lat. subsannare, ciconiae rostri instar a tergo pinsere, Pers.
Esempio: Varch. Ercol. 90. Dare il pepe, ovvero le spezie, è un modo per uccellare, e sbeffare alcuno, e si faceva ec. in questo modo ec.
Definiz: DARE IL PIATTO. Dare il vitto, Dar le spese. Lat. victum praebere. Gr. τὰ ἄλφιτα ἐκπορίζειν.
Esempio: Malm. 3. 62. A cui dovrebbe dar piatto, e stipendio.
Definiz: DARE IL POSSESSO. Mettere in attual possessione. Lat. possessionem tradere. Gr. ἐγχειρεῖν.
Esempio: Tac. Dav. ann. 15. 210. Gli Iddii arbitri di tutte le potenze ne avevano dato il possesso a' Parti non senza onta Romana.
Definiz: DARE IL PULEGGIO. Mandar via, modo basso. Lat. dimittere. Gr. ἀποθεῖν.
Esempio: Buon. Fier. 1. 2. 2. Sarravi alcun di loro, Ch'essendo or or per dar puleggio all'alma, Parrágli esser guarito.
Definiz: DARE IL RESTO. Compire interamente. Lat. satisfacere, explere. Gr. ἐκπλεροῦν.
Esempio: Fir. Trin. 3. 2. Io vo' dar loro il resto, ch'io li vo' metter sur un curro, che vada da se allo 'nsù, non che allo 'ngiù.
Definiz: §. E' mi ha dato il mio resto, dicesi quando altri fa azione, onde in taluno si confermi l'opinione della sua malvagità.
Definiz: DARE IL SUO, e DARE DEL SUO. Dare le cose proprie, o appartenenti a chi le dà. Lat. donare sua, dare de suo.
Esempio: Tac. Dav. stor. 1. 254. Da chi lo favoriva (era) detto cortese, e buono, per dare senza misura, senza giudicio il suo, largir l'altrui, e per cupidigia di comandare, agli stessi vizj davano nome di virtù.
Definiz: §. Dare il suo maggiore, metaf. tolta dal giuoco delle minchiate. Lat. vehementer conari. Gr. δεινῶς πειρᾶσθαι.
Esempio: Varch. Ercol. 88. Dare il suo maggiore ec. è dire quanto alcuno poteva, e sapeva dire il più in favore, o disfavore di chi che sia.
Definiz: DARE IL TOCCO. Dare il cenno.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 26. Era già il sol molto presso al Murrocco Un'ora, o manco avanzava del giorno, Guidon per tutto il campo ha dato il tocco, Ed ognun presto a Guglielmo è d'intorno.
Definiz: DARE IL TRACOLLO. Tracollare, Rovinare. Lat. impellere.
Esempio: Tratt. gov. fam. Pigliarlo, perocchè è divino, e sentirálo salire di grado in grado, tanto che non solo darà tracollo alla sinistra al tutto dilungata da ogni pensier terreno.
Esempio: Cecch. Servig. 1. 4. E sai, se mon'Antonia aiuterebbe Darmi il tracollo!
Esempio: Stor. Eur. 131. Erano tuttavolta sì bilanciate le forze loro, che ogni poco di augumento era bastante a dare il tracollo.
Definiz: §. Dare il tracollo alla bilancia, vale lo stesso, che Dare il tratto alla bilancia.
Esempio: Dep. Decam. 44. Si dice una ragione, una considerazione, un rispetto aver dato il crollo, o il tracollo alla bilancia.
Definiz: DARE IL TRATTO. Maniera dinotante il Dare la cagione di preponderare, Far muovere. Lat. impellere. Gr. ὠθεῖν.
Definiz: §. I. Dare il tratto alla bilancia, figuratam. vale Dar cagione ad alcuna risoluzione, trattandosi di cosa dubbia, ove taluno sia irresoluto.
Esempio: Vit. Pitt. pr. Mentre ancor pendeva dubbioso ec. diede il tratto alla bilancia il parere ec. di Giovanni Cappellano.
Definiz: §. II. Dare i tratti, e Dar l'ultimo tratto, vale Morire. Lat. animam agere, animam efflare. Gr. τελευτᾶν.
Esempio: Fir. As. 67. E' mi venne veduto ec. giacerne a i suoi piedi tre tutti imbrodolati di sangue, che ancor davano i tratti.
Esempio: Lasc. rim. Come fanno color, che danno i tratti.
Definiz: DARE IL TUFFO. Tuffare. Lat. immergere. Gr. καταδύνειν.
Definiz: §. I. In sentim. att. figuratam. vale Rovinare. Lat. opprimere, obruere.
Esempio: Cecch. Dot. 1. 3. Guardatevi piuttosto Da certe spese, e da certi trasordini, Che sono (e voi 'l sapete) quei che danno il tuffo a chi le fa.
Definiz: §. II. In sentim. neutr. Dare il tuffo, vale Perdere il credito, Far male una cosa contro all'espettazione. Lat. famâ excidere.
Definiz: §. III. Dare un tuffo, vale Tuffare alcuna cosa leggiermente. Lat. immergere. Gr. καταδύνειν.
Esempio: Soder. Colt. 126. Ponvele (l'uve) sopra asse, o graticcio di ginestra verde; da' loro poi un tuffo nel mosto, e ponle al sole tanto che s'asciughino; appiccale dipoi in luogo asciutto.
Esempio: E Soder. Colt. appresso: Intridendo una poltiglia col loto della fornace ben presto, e sbattuto, dandovi co' grappoli un tuffo dentro.
Definiz: §. IV. E figuratam. Dare un tuffo nello scimunito, o simili, vale Cominciare ad apparire scimunito, Fare un'azione da scimunito.
Esempio: Malm. 1. 17. Si risvegli Celidora, Ch'ha dato un tuffo nello scimunito.
Definiz: DARE IL VINO, e DARE DEL VINO. Concedere il ber vino, o Mescere il vino. Lat. vinum praebere, vinum propinare. Gr. οἰνοχοεῖν.
Esempio: Red. lett. 2. 164. Ippocrate dava l'acqua, e non il vino.
Esempio: E Red. lett. appresso: Bisognava dar l'acqua, e non il vino.
Definiz: §. E per metaf.
Esempio: Varch. Ercol. 88. Dare il vino è quello stesso, che subornare, ovvero imbecherare, il che si dice ancora imbiancare.
Definiz: DARE IL VISO. Voltarlo. Lat. se convertere.
Esempio: Dant. Purg. 3. E diedi il viso mio incont'al poggio.
Definiz: DARE IMPACCIO. Apportar briga, Dare impedimento. Lat. impedimentum ferre, impedimento esse, praepedire, impedire. Gr. ἐμποδὼν εἶναί τινι.
Esempio: Bocc. nov. 62. 9. Hai venduto un doglio cinque gigliati, il quale io femminella, che no fu' mai appena fuor dell'uscio, veggendo lo 'mpaccio, che in casa ci dava, l'ho venduto sette ad un buon uomo.
Definiz: §. I. E neutr. pass. Darsi pensiero, Pigliarsi cura. Lat. curare. Gr. προσμελεῖσθαι.
Esempio: Bocc. nov. 12. 7. Non si ritenne di correre, si fu a Castel Guiglielmo, ed in quello, essendo già sera, entrato, senza darsi altro impaccio, albergò.
Esempio: E Bocc. nov. 94. 4. Senza altro impaccio darsi, quale ella era, in un avello d'una chiesa ivi vicina dopo molto pianto la seppellirono.
Definiz: §. II. Darsi gl'impacci del Rosso, vale Pigliarsi altri le brighe, che non gli toccano. Lat. ineptè curiosum esse. Gr. περίεργον εἶναι.
Esempio: Alleg. 77. Borbotton borbotton, cioè componendo questo sonetto, il quale io vi mando, perchè leggendolo nella camerata vi ridiate tanto di me, quant'io mi do gl'impacci del Rosso a credenza.
Esempio: Salv. Granch. 1. 3. Che diavolo Ho poi a volerne alla fine Più, che la parte, e a darmi degl'impacci Del Rosso?
Definiz: DARE IMPEDIMENTO. Impedire. Lat. impedimento esse, impedimentum afferre.
Esempio: Pass. 180. Iddio per l'abondanzia della sua misericordia, la qual vuole tutti gli uomini salvare, se non danno impedimento alla loro salvazione, sempre trovò rimedio contro al peccato originale.
Esempio: E Passav. 215. Tuttavia dà a ciascuno tanta grazia, ch'egli può meritare, ed esser salvo, purchè non ci dea dalla sua parte impedimento, non disponendosi a riceverla.
Definiz: DARE IMPRESA. Commettere.
Esempio: Ar. Fur. 24. 39. Punito esser debb'io, che cieco fui, Cieco a dargliene impresa.
Definiz: DARE IN ARBITRIO D'ALTRI. Lasciare alla volontà altrui.
Esempio: Ar. Fur. 24. 36. Che datogli in arbitrio avea que' dui, Che soli odiati esser dovean da lui.
Esempio: Segn. stor. 9. 237. Che gli desse Filippo Strozzi in suo arbitrio, acciocchè come di suo ribelle, potesse a sua voglia disporre.
Definiz: DARE IN BARATTO, o A BARATTO. Barattare. Lat. permutare. Gr. ἀλλάττειν.
Esempio: Ar. Len. 3. 2. Non che in vendita, Ma a baratto, ma in don dar si dovrebbono.
Definiz: DARE IN BROCCO, NEL BROCCO, o IN BROCCA. Dare nel segno. Lat. scopum attingere. Gr. εὐστοχεῖν.
v. BROCCO.
Definiz: §. Figuratam.
Esempio: Varch. Ercol. 87. Dare in brocco, cioè nel segno ec. ragionando, è apporsi.
Esempio: Malm. 6. 90. Come quel che si pensa dare in brocca.
Definiz: DARE IN BUDELLA. Dare in nulla, Non corrispondere all'aspettazione; modo basso. Lat. opinioni de se conceptae minimè respondere.
Definiz: §. Vale anche Discorrere assai, e non conchiudere nulla di buono. Lat. inaniter loqui. Gr. φλυαρεῖν.
Esempio: Malm. 6. 94. Quì, dice il Re, si dà sempre in budella.
Definiz: DARE IN CATTIVA SANITÀ. Cominciare a non godere buona sanità. Lat. valetudine uti parum commodâ, haud bellè se habere. Gr. ἀῤῥωστεῖν.
Esempio: Tratt. segr. cos. donn. La rovina si è quando cominciano da dovero a dare in cattiva sanità.
Definiz: DARE IN CECI. Dare in ciampanelle, Dare in budella, Non corrispondere all'aspettazione, nè al desiderio; modo basso. Lat. expectationem fallere, opinionem de se conceptam fraudare. Gr. δόξαν ψεύδεσθαι.
Definiz: DARE IN CENCI. Lo stesso, che Dare in ceci, modo basso. Lat. expectationem fallere, opinionem de se conceptam fraudere. Gr. δόξαν ψεύδεσθαι.
Definiz: DARE INCENSO, e DAR L'INCENSO. Incensare. Lat. thus adolere. Gr. λίβανον σθειοῦν θειοῦν.
Definiz: §. I. E Dar l'incenso, per Adulare. Lat. assentari, adulari. Gr. κολακεύειν.
Definiz: §. II. Dar l'incenso a' grilli, vale Far cosa, che non serva a niente. Lat. inania persequi. Gr. κενόσπουδος εἶναι.
Definiz: §. III. Dare incenso, o l'incenso a' morti, vale lo stesso, che Perdere il tempo, Gettar via il tempo. Lat. tempus incassum terere.
Esempio: Bern. Orl. 3. 6. 47. Ma che bisogna dar più incenso a' morti? Chi ha più forza questa insegna porti.
Esempio: Cecch. Servig. 5. 10. Il dirlo è proprio un dar l'incenso a' morti.
Definiz: DARE IN CHI CHE SIA, o DARE IN ALCUNO. Avvenirsi in lui. Lat. incidere. Gr. ἐμπίπτειν.
Esempio: Cecch. Servig. 4. 10. No no, che venendo egli per trovarla, Per sorte diede in me.
Esempio: Buon. Fier. 1. 5. 9. Per porlo in opra contro a queste bestie, Se noi dessimo in loro.
Definiz: DARE IN CIAMPANELLE. Non corrispondere all'aspettativa, Incorrere in debolezze, in falli, in errori, Fare delle minchioneríe. Lat. aliorum expectationem frustrari. Gr. δόξαν ψεύδεσθαι.
Definiz: DARE INCOMMODO, o INCOMODO. Incomodare. Lat. incommodo esse. Gr. βλάπτειν τινά.
Esempio: Ar. Cass. 4. 3. Ben m'incresce a quest'ora darvi incommodo.
Esempio: Red. lett. 2. 93. Io son sempre a dargli degl'incomodi.
Definiz: DARE IN DEPOSITO. Depositare. Lat. in depositum dare, deponere apud aliquem.
Esempio: Ar. Cass. 3. 3. Ma ti darò in deposito, Finch'io t'arreco il danaio ec. Tanto, che paghería, ec.
Esempio: Ambr. Cof. 2. 1. Perch'egli era contento, che in deposito Si desser, finchè questa esperienza Si facesse.
Definiz: DARE INDIETRO. Retrocedere, Pender verso la parte di dietro. Lat. retrocedere.
Esempio: Viv. disc. Arn. 9. Dando indietro empivano le cantine, e tenevano umidi i piani terreni.
Definiz: DARE INDIZIO. Indicare. Lat. indicium dare, indicium facere. Gr. ἐπισημαίνειν.
Esempio: Amet. 62. La testa con pochi capelli, e bianchi ne danno certissimo indizio, e le sue guance per crepezza ruvide, ec. più certa me ne rendono assai.
Esempio: Ar. Fur. 13. 3. Perchè a colui, che quì m'ha chiusa, spero, Che costei ne darà subito indizio.
Esempio: E Ar. Fur. 20. 120. Avea la donna (se la crespa buccia Può darne indizio) più della Sibilla.
Esempio: Sod. Colt. 14. Gli spini, e i roghi danno indizio di terra atta alle viti.
Definiz: DARE INDUGIO. Indugiare, Tardare, Metter tempo in mezzo. Lat. moram interiicere. Gr. βραδύνειν.
Esempio: Bocc. Introd. 46. Senza dare alcuno indugio all'opera, anzi che quindi si partissono, diedono ordine ec.
Esempio: E Bocc. nov. 19. 30. Ma poichè vide quivi Bernabò, pensando, che alla bisogna non era da dare indugio, preso tempo convenevole, dal soldano impetrò, ec.
Esempio: E Bocc. nov. 37. 9. Un giudice senza dare indugio alla cosa si mise ad esaminarla del fatto.
Esempio: Bern. Orl. 1. 2. 19. E per non dar indugio a sua ventura Monta a cavallo, e veste l'armadura.
Esempio: Fir. As. 306. Le amorevoli donzelle, per non dare indugio a' piaceri della padrona, tratto a lor l'uscio, ne lasciaron libera comodità.
Definiz: DARE INDULGENZA. Concedere indulgenza. Lat. indulgentiam concedere. Gr. συγχώρησιν διδόναι.
Esempio: G. V. 6. 19. 4. E quasi tutti si crociarono contro a Federigo, dando il Papa indulgenza di colpa, e di pena.
Definiz: DARE IN FALLO. Non colpire dove si disegna. Lat. a scopo aberrare. Gr. ἀστοχεῖν.
Esempio: Ar. Fur. 20. 126. Si levò sulle staffe, e si raccolse Fermo in arcione, e per non dare in fallo, Lo scudo in mezzo alla donzella colse.
Definiz: DARE INFAMIA. Infamare, Vituperare. Lat. famae alicuius labem aspergere. Gr. στηλιτεύειν τινά.
Esempio: Ar. Len. 2. 1. Non sarebbe premio Sufficiente a compensar la 'nfamia, Che voi mi date.
Esempio: E Fur. 5. 68. Che vuol per moglie, e con gran dote darla A chi torrà l'infamia, che l'è data.
Esempio: Ambr. Cof. 4. 15. E costui con sue chiacchiere Vuol darle infamia.
Definiz: DARE IN FONDO.
v. DARE FONDO.
Definiz: DARE INFORMAZIONE. Informare. Lat. certiorem facere, docere. Gr. διδάσκειν.
Definiz: DARE IN FRENESIA. Impazzare. Lat. insanire, in insaniam incidere. Gr. μελαγχολᾶν.
Esempio: Buon. Fier. 2. 4. 20. Detti anch'io nell'usata frenesía Di credere una dea la donna mia.
Definiz: DARE IN FUORA. Dicesi del male quando manda alla cute l'interna malignità. Lat. emergere, efflorescere.
Esempio: Malm. 4. 7. E' matto in somma, pur potrebbe ancora Un dì guarirne, perchè il mal dà in fuora.
Definiz: DARE IN GUARDIA. Consegnare alcuna cosa per esser custodita. Lat. custodiendum tradere, in custodiam dare. Gr. παρατίσθεσθαι παρατίθεσθαι.
Esempio: Petr. canz. 22. 2. I' diè in guardia a san Pietro, or non più no: Intendami chi può, che m'intend'io.
Definiz: §. Dar le pecore in guardia al lupo, vale lo stesso, che Dar la lattuga in guardia a' paperi, e simili, cioè Fidar cosa a chi sia avido della medesima. Lat. lupo oves custodiendas dare. Gr. τῷ λύκῳ τὴν ὄϊν.
Definiz: DARE IN MALA SANITÀ. Cominciare a non godere buona sanità. Lat. valetudine uti parum commodâ, haud bellè se habere, in vitiosam valetudinem incidere. Gr. ἀῤῥωστεῖν.
Esempio: Fr. Giord. Pred. R. Avendo poi dato in mala sanità, cominciò a ricordarsi di Dio.
Definiz: DARE IN MALATTIA, o IN MALE. Ammalarsi. Lat. in morbum incidere.
Esempio: Red. lett. 2. 118. Quando non volessimo correr risico, in vece di guarir la nostra ammalata, di farla dare in mali più fastidiosi.
Definiz: DARE INNANZI. Pendere verso la parte anteriore. Lat. anterius vergere, propendere. Gr. ἐμπρόσθιον φέρεσθαι.
Definiz: §. Dare innanzi, vale anche Dare anticipatamente. Lat. in antecessum dare.
Definiz: DARE IN NULLA, e DARE IN NONNULLA. Non conchiuder niente. Lat. nihil operae pretii facere. Gr. οὐδὲν χρήσιμον πράττειν.
Esempio: Varch. Ercol. 57. Quando alcuno fa, o dice alcuna cosa sciocca, o biasimevole, e da non doverli ec. riuscire ec. se gli dice in Firenze: tu armeggi ec. tu t'avvolpacchi, tu non dai in nulla.
Esempio: Car. lett. 1. 61. Chi non è resoluto d'una cosa suol far chimere di mille, e poi dare in nonnulla.
Definiz: DARE IN PARETE. Percuotere nella parete. Lat. in parietem impingere. Gr. εἰς τεῖχον ἐμπίπτειν.
Definiz: §. Quale asino dà in parete, tal riceve; detto proverbialm. di cui
v. ASINO §. VI.
Esempio: Bocc. nov. 50. 26. Chi te la fa, fagliela; se tu non puoi, tienloti a mente finchè tu possa, acciocchè quale asino dà in parete, tal riceva.
Esempio: E Bocc. nov. 78. 2. Per la quale potrete comprendere, che assai dee bastare a ciascuno, se quale asino dà in parete, tal riceve, senza volere ec.
Esempio: E Lab. 285. Nè è però esente, come egli si crede, dal volgar proverbio, il quale voi usate dicendo: Quale asino dà in parete, tale riceve: se egli gli altrui beni lavora, e' vien da altra parte chi lavora i suoi.
Definiz: DARE IN PEGNO. Impegnare. Lat. pignori opponer e. Gr. ἐγκυράζειν.
Esempio: Ambr. Cof. 2. 1. Mi dare' certe robe, ch'ei trovavasi In dogana, perch'io le dessi in pegno A qualche amico mio.
Definiz: DARE IN PIATTOLE. Lo stesso, che Dare in ciampanelle; modo basso.
Definiz: DARE IN PREDA. Concedere ad esser predato. Lat. praedae dare, diripiendum permittere.
Esempio: Bern. Orl. 1. 14. 24. Allo Spagnuolo, al Tedesco furore, A quel d'Italia in preda Iddio la diede.
Definiz: §. E neutr. pass. Abbandonarsi, Darsi in potere. Lat. se dedere.
Esempio: Ar. Supp. 4. 7. Conviene, che mi dia adunque agli avvocati, e procuratori in preda.
Esempio: Cecch. Dot. 1. 1. Io mi dolgo Molto forte di te, che ec. tu ti Sia dato sì in preda all'avarizia.
Definiz: DARE IN PRESTO. Prestare. Lat. commodare, mutuum dare. Gr. χρῆσαί τινι.
Esempio: Cecch. Mogl. prol. Che volentieri a qualunque altra merce La cambierieno, e la darieno in presto.
Definiz: DARE INQUIETUDINE. Inquietare. Lat. molestiam, aegritudinem, animi angorem afferre. Gr. πράγματα παρέχειν
Definiz: DARE INQUISIZIONE. Inquisire. Lat. deferre, accusare. Gr. ἐγκαλεῖν.
Esempio: G. V. 8. 96. 3. Fu data una inquisizione, ovvero accusa alla podestà ec. contro a messer Corso.
Definiz: DARE IN SORTE. Concedere. Lat. sorte obtingere, fortè obvenire. Gr. λαγχάνειν.
Esempio: Petr. son. 307. Ed or novellamente in ogni vena Intrò di lei, che m'era data in sorte, E non turbò la sua fronte serena.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 35. Che vincer vorrei te senza tua morte, E non so quel, che di me dato è in sorte.
Esempio: Alam. Colt. 1. 13. E perchè il pio cultor non debbe solo Sostener quello in piè, che 'l padre, o l'avo Delle fatiche sue gli ha dato in sorte.
Definiz: DARE IN SULLA TESTA, DARE SULLA TESTA, e DARE IN TESTA. Percuoter la testa, e più particolarmente prendesi per Uccidere. Lat. caput caedere,caput dissecare, discindere, interficere. Gr. κεφαλὴν πλήττειν.
Esempio: Bocc. nov. 79. 26. Io fo boto all'alto Iddio da Pasignano, che io mio tengo a poco, che io non ti do tale in sulla testa, che il naso ti caschi nelle calcagna.
Esempio: Bern. Orl. 3. 5. 10. E che d'un colpo perso resta, Che Ruggier gli avea dato sulla testa.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 21. Il caval si rizzò con gran tempesta, E colla zampa gli diè sulla testa.
Definiz: DARE INTENDIMENTO. Lo stesso, che Dare intenzione. Lat. polliceri, spem facere. Gr. ἐγγυᾶσθαι.
Esempio: G. V. 8. 42. 2. Dando intendimento al Re di Francia, e al detto messer Carlo di farlo eleggere Imperadore.
Esempio: E G. V. 10. 20. 3. Dando a ciascun intendimento di tener la città di Roma per loro.
Definiz: DARE INTENZIONE. Far correre speranza. Lat. polliceri, spem facere. Gr. ἐγγυᾶσθαι.
Esempio: M. V. 6. 69. Don Federigo medesimo prese speranza, e diede intenzione di venire a Messina.
Esempio: Cron. Morell. 328. Stavano a udire il suono de' molti fiorini molto volentieri, e cominciarono a dare intenzione.
Definiz: DARE INTERPETRAZIONE. Interpetrare. Lat. interpretari. Gr. ἑρμηνέυειν.
Esempio: Amet. 70. Danti migliore interpetrazione a' versi scritti nello antico avello.
Definiz: DARE IN TERRA. Percuoter in terra. Lat. terram pulsare. Gr. γὴν τύπτειν.
Esempio: Amet. 84. In terra dando del destro piede, e la terra cavando ec.
Definiz: §. I. Dare in terra, detto di navi, e di naviganti, vale Prender terra, Approdare. Lat. appellere. Gr. προσκέλλειν .
Esempio: Fir. As. 194. Ma come prima egli diè in terra al porto di Durazzo ec.
Definiz: §. II. Non dar nè in ciel, nè in terra, vale Esser astratto, Esser fuori di se per dolore, o per altra passione; e dicesi anche di chi s'avviluppa nelle sue operazioni, e non ne conduce alcuna a buon fine. Lat. neque coelum, neque terram attingere. Gr. οὔτε γῆς, οὔτε οὐρανοῦ ἅπτεσθαι, Lucian.
Definiz: DARE IN UNO.
v. DARE IN CHI CHE SIA.
Definiz: DARE ISTRUZIONE. Istruire. Lat. mandata dare. Gr. ἐπιτέλλειν.
Definiz: DARE L'ANIMA AL NIMICO. Lo stesso, che Disperarsi. Lat. desperationi se tradere. Gr. ἀπελπίζειν.
Esempio: Fir. Trin. 2. 2. E così tutto il dì ti fanno dar l'anima al nimico.
Definiz: DARE LA BAIA. Uccellare, Motteggiare. Lat. irridere, illudere. Gr. ἐμπάζειν.
Esempio: Ar. Cass. 1. 2. Non n'hanno voglia, Corisca, e si pigliano Piacer di darci la baia.
Esempio: E Supp. 2. 3. M'incresce, che Pasifilo ti dia la baia.
Definiz: DARE LA BENEDICA. Modo basso, vale Rinunziare checchessia. Lat. vale alicui rei dicere. Gr. χαίρειν ἐᾶν.
Definiz: DARE LA BERTA. Uccellare, Motteggiare. Lat. irridere, illudere, ludificari.
Esempio: Bern. Orl. 20. 56. Quale una donna del mestiero esperta, Che dal marito in fallo sia trovata, Vedendo non poter dargli la berta ec.
Esempio: Malm. 4. 47. Ridea del rospo, e davami la berta.
Definiz: DARE LA BRIGLIA. Allentar la briglia. Lat. habenas laxare, permittere. Gr. ῥυτὰ χαλαίνειν.
Definiz: §. E figuratam. Permettere. Lat. dedere, permittere. Gr. ἐκδιδόναι.
Esempio: Alleg. 227. Perchè voi date, si può dir, la briglia Dell'anima, e del corpo a chi forzato O da prieghi, o presenti se la piglia.
Definiz: DARE LA BUONA NOTTE. Modo di salutare altrui nel tempo della notte. Lat. adventatem noctem faustam precari.
Definiz: DARE LA BUONA PASQUA. Portare altrui augurj di felicità per la Pasqua. Lat. *Paschatis, vel Natalis Domini solemnia precari.
Definiz: DARE LA BUONA SERA. Modo di salutare altrui nel tempo della sera.
Esempio: Cecch. Servig. 3. 5. E dessi a chi che sia la buona sera.
Definiz: DARE LA BURLA. Burlare. Lat. ludere, illudere, ludificari, ludos aliquem facere. Gr. ἐμπάζειν, ἐπισκώπτειν.
Definiz: DARE LA CAPRA. Tormentare i rei sopra uno strumento così detto.
Definiz: DARE LA CENCIATA. Battere, o Gettare altrui nel viso un cencio tinto d'inchiostro, o simile lordura.
Definiz: §. E per metaf. Burlare altrui in fatti, o in parole. Lat. amarè, asperè irridere, opprobrare. Gr. πικρῶς ἐπισκώπτειν.
Definiz: DARE LA COLLATA Termine di cavallería, che vale Percuotere il collo colla spada al novello cavaliero, del qual costume v. Dep. Decam. 115 e Dep. Decam. 116. Lat. ense cervicem novi militis tangere.
Esempio: G. V. 10. 56. 3. Prima con grandissima sollecitudine il fece cavaliere, cingendogli la spada colle sue mani, e dandoli la collata, e molti altri ne fece poi cavalieri.
Definiz: §. Per Dare una percossa sul collo semplicemente.
Esempio: Sen. Pist. Alcuni piangono, quando l'uomo dà loro una collata.
Definiz: DARE LA COLPA. Incolpare.
v. COLPA.
Definiz: DARE LA CORDA. Tormentare il preteso reo col tenerlo sospeso alla corda. Lat. manibus a tergo revinctis appensum torquere exquirendae veritatis gratiâ. Gr. κολάζειν.
Esempio: Alleg. 116. Ch'essendo preso per ladro il Carpigna, Il giudice gli fece dar la corda.
Definiz: §. Figuratam. Usare artifizio per trarre altrui di bocca alcuna notizia. Lat. urgere aliquem extorquendae veritatis caussâ.
Definiz: DARE L'ACQUA, e DARE DELL'ACQUA. Concedere il ber acqua.
Esempio: Red. lett. 2. 164. Ippocrate dava l'acqua, e non il vino.
Definiz: §. Dare l'acqua alle mani.
v. DARE ACQUA.
Definiz: DARE LA CROCE. Crociare. Lat. cruce signare. Gr. σταυροσφραγίζειν.
Esempio: G. V. 7. 44. 4. Diede la croce, e ordinò, che si desse per tutta cristianità per lo detto passaggio, perdonando colpa, e pena a chi la prendesse, e v'andasse, o mandasse.
Definiz: §. In oggi vale Conferire alcun ordine di cavallería.
Definiz: DARE L'ADDIO. Licenziarsi. Lat. vale dicere. Gr. χαίρειν ἐᾶν.
Definiz: §. Dar l'ultimo addio, vale Morire. Lat. extremum vale dicere.
Esempio: Alleg. 188. Già per la sete, oimè, giunto all'occaso Era quasi per dar l'ultimo addío.
Definiz: DARE LA FRECCIA. Dicesi del Chiedere altrui in presto danari, o simili. Lat. pecuniam mutuam rogare.
Esempio: Cecch. Esalt. cr. 2. 2. Ch'io non abbia A dar la freccia, e 'l tizzo ogni dì al suocero.
Esempio: Malm. 1. 57. Massime quando altrui vuol dar la freccia.
Definiz: DARE LA GAMBATA. Modo basso, esprimente il prender per moglie, o per marito la dama, o il damo altrui.
Esempio: Alleg. 113. Ch'ella, ch'è venerata Su nella terza sfera, Dett'al fin la gambata A chi riluce nella quinta stella.
Definiz: DARE L'ALLODOLA.
v. ALLODOLA.
Definiz: DARE LA MALA NOTTE. Far patire la notte. Lat. mala nox ut alii sit, facere.
Esempio: Bocc. nov. 77. 35. Rinieri, sicuramente se io ti diedi la mala notte, tu ti se' ben di me vendicato.
Definiz: DARE LA MALA PASQUA. Sorta d'imprecazione. Lat. iratos Deos precari.
Esempio: Dep. Decam. 82. Troverassi ancora talvolta così usato il datti: deh datti la mala pasqua, che se' un ribaldo.
Esempio: Fir. Trin. 3. 2. Tu dicevi, che ella lo faceva per onestà; per il malan, che Dio ti dia, e la mala pasqua, furfante poltrone.
Definiz: DARE LA MALA VENTURA. Cagionare altrui male. Lat. aliquem perdere. Gr. λυμαίνειν.
Esempio: Bocc. nov. 86. 13. Questo tuo vizio del levarti in sogno, e di dire le favole, che tu ti sogni per vere, ti daranno una volta la mala ventura.
Definiz: DARE L'AMBIO. Licenziare, Mandar via, Dar l'andare. Lat. dimittere.
Esempio: Alleg. 307. M'ha detto un, che mutata fantasia Per amor di non so che garzoncello, Avete dato l'ambio alla Maria.
Esempio: Lasc. Gel. 2. 5. Ch'ei pare proprio colui, che dà l'ambio a' baleni.
Definiz: DARE L'ANDARE. Lasciare andare, Aprir la strada. Lat. iter aperire. Gr. ὁδὸν ἀνοίγειν.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 158. Fatta la festa, fu dato l'andare all'acqua, e scoperto l'errore dello spiano non livellato al fondo, nè a mezz'acqua del lago.
Definiz: DARE L'ANELLO. Sposare, colla formalità del dar lo sposo, in segno di fede, l'anello alla sposa. Lat. anulum novae nuptae dare.
Esempio: Lasc. Spir. 1. 3. E così segretamente le diede l'anello, con animo di farla chiedere al padre.
Esempio: E Lasc. Spir. 5. 6. Dove voglio, annoverati che saranno i danari, che Giulio le dia l'anello.
Esempio: Ambr. Cof. 1. 2. E dicemi, Che s'io prometto torla per legittima Sposa, e darle l'anello, è per concedermi Quello, ch'io voglio.
Esempio: Dav. Scism. 26. E quando l'anello, ch'è matrimonio promesso fusse mal dato, non nocerebbe a matrimonio consumato, che può stare senza quello, e la soprabbondanza non vizia l'essenza.
Definiz: §. Dar nell'anello, termine de' corridori di lance; e vale Colpir nell'anello.
Definiz: DARE LA MADRE D'ORLANDO. Lo stesso, che Dar la berta. Lat. irridere, illudere. Gr. σκώπτειν.
Esempio: Fir. Luc. 2. 2. Sa' tu quel, ch'io ti vo' dire adesso, senza darti la madre d'Orlando?
Esempio: E Trin. 2. 5. Sì sì dammi pur la madre d'Orlando.
Definiz: DARE LA PINTA, LA SPINTA ec. Pignere, Spignere. Lat. praecipitare, ruentem impellere. Gr. κατακρημνίζειν.
Esempio: Tac. Dav. ann. 6. 118. S'ei pareva ignorante, o ciurmante, gli era data la pinta in mare, perchè non ridicesse il domandato.
Esempio: E Tac. Dav. stor. 2. 287. Il buon uomo, dolce per natura, e mutabile per paura, per non far sue le brighe d'altri coll'aiutar chi cadeva, gli diè la pinta.
Definiz: DARE LA PORTA. Conceder l'ingresso per la porta; e talvolta Consegnare la signoría della porta.
Esempio: G. V. 9. 90. 1. Ebbono la città di Chermona per tradimento, per la porta, che fu loro data con gran danno de' Guelfi, che dentro v'erano.
Esempio: E G. V. cap. 226.1. I detti traditori li diedono la notte una delle porti.
Esempio: E G. V. 10. 99. 1. Andando i cittadini alla festa alla offerta, i traditori dentro doveano dar la porta, che vae verso Bagnorea.
Definiz: DARE LA POSTA. Termine esprimente il Fermar luogo, e tempo per checchè sia. Lat. locum, tempusque condicere. Gr. καιρὸν συντιθέναι.
Esempio: Bocc. nov. 85. 17. Poco fa si dieder la posta d'esser insieme via via.
Esempio: Stor. Aiolf. Domani tocca all'abate a dir la messa maggiore, e così diè la posta all'uno, e all'altro.
Esempio: G. V. 10. 106. 2. A ciascun conestabole aggiunse pedoni con pavesi, e balestra, e raffi, e stipa, e fuoco, e a ciascuno diede la sua posta intorno al castello.
Esempio: Sen. ben. Varch. 3. 16. Chi è pudica, è segno, che è brutta ec. se ella non dà la posta a ciascuno ora per ora ec. si tiene da niente.
Esempio: Tac. Dav. ann. 13. 177. Data la posta, ella impone a una sua fidata servente che guardi la camera.
Definiz: DARE LA PRECEDENZA. Concedere altrui la precedenza. Lat. primas deferre, praeponere, honoris praerogativam concedere. Gr. προτιμᾶν.
Definiz: DARE LA QUADRA.
Esempio: Varch. Ercol. 56. Usansi ancora in vece di adulare, soiare, o dar la soia, e così dar l'allodola, dar caccabaldole, moine, roselline, la quadra e la trave.
Definiz: §. Per Uccellare, Motteggiare. Lat. irridere, illudere.
Esempio: Alleg. 3. E son per quell'amor di fantasía ec. Che più diletto sia Nello star colle molle in mano al fuoco, Che 'n puttana, che 'n giuoco ec. Ch'alla pancaccia, o al canto Dar la quadra a chi passa, O in altra cosa, in che più l'uom si spassa.
v. QUADRA.
Definiz: DARE LA SOIA. Lo stesso, che Dar la baia. Lat. illudere. Gr. ἐμπαίζειν.
Definiz: §. Per Piaggiare. Lat. blandiri, palpare. Gr. παρατίθεσθαι.
Esempio: Varch. Ercol. 56. Usansi ancora in vece di adulare, soiare, e dar la soia, e così dar l'allodola, dar caccabaldole, moine, roselline, la quadra, e la trave.
Esempio: Morg. 22. 200. Se dice il ver, tu dì, che dà la soia, Se ti lusinga, e tu dì, che minaccia.
Definiz: DARE L'ASSENSO. Consentire. Lat. assentiri, assensum dare. Gr. συμφωνεῖν.
Esempio: Dant. Par. 12. La donna, che per lui l'assenso diede, Diede nel sonno il mirabile frutto.
Definiz: DARE L'ASSUNTO. Commetter la cura, il negozio. Lat. negotium committere, rem faciendam tradere.
Esempio: Ar. Fur. 26. 8. Era Marfisa, che diede l'assunto Al misero Zerbin della ribalda Vecchia Gabrina ad ogni mal sì calda.
Esempio: E Ar. Fur. 38. 61. Studia almen di restarne vincitore, Il che forse avverrà, se tu mi credi, Se d'ogni tua querela a un cavaliero Darai l'assunto, e se quel sia Ruggiero.
Definiz: DARE LA STRETTA. Strignere. Lat. stringere. Gr. σφίγγειν.
Definiz: §. I. Per Istringere propriamente co' denti, Ingoiare.
Esempio: Malm. 2. 63. Come la gatta quando ha preso il topo, Che se bene è tra lor quell'odio antico, Scherza con esso alquanto, e poco dopo Te lo sgranocchia come un beccafico, Così, perchè più a filo tu mi metta, Voglio far io, e darti poi la stretta.
Definiz: §. II. Per Fare altrui o inganno, o male. Lat. opprimere.
Esempio: Bern. Orl. 1. 7. 42. Uggier, che gli conosce, coll'accetta, Strignendo i denti, a tutti dà la stretta.
Esempio: Alleg. 229. Li quali (malumori) potrebbono, assalendoci a lor posta, darci la terzana, la quartana, o la continova, la quale di gala, dandoci la stretta, senza licenza ci manderebbe tra' più senza processo.
Esempio: Cant. Carn. 154. Che ci hanno dato già cattive strette.
Esempio: E Cant. Carn. 185. Che chi con furia mette, Dà di cattive strette.
Definiz: DARE LATO. Far luogo. Lat. praebere locum. Gr. ἐγχωρεῖν
Esempio: Franc. Barb. 207. 1. E vien perseguitando Te molta gente Ria, e nocente, A tutti derai lato.
Definiz: DARE LE CARTE. Termine de' giuochi di carte, e vale Dispensare le carte a' giuocatori. Lat. lusorias pagellas assignare, praebere.
Esempio: Malm. 8. 61. Le carte ha dato mal, non ha risposto.
Definiz: §. I. Dar le carte basse, figuratam. vale Discorrere, o Trattar di checchè sia cautamente, e senza scoprire tutto l'affare. Lat. cautè, tectè agere.
Definiz: §. II. Dar le carte scoperte, o alla scoperta, figuratam. Lat. apertè, ac liberè agere, loqui. Gr. παῤῥησιάζεσθαι, ἐλευσθεριάζειν ἐλευθεριάζειν.
Esempio: Varch. Ercol. 87. Dar le carte alla scoperta, significa dire il suo parere, e quanto gli occorre liberamente, senza aver rispetto, o riguardo ad alcuno, ancorchè fosse alla presenza.
Definiz: DARE LEGGE. Impor legge. Lat. legem dicere, praescribere.
Esempio: Bocc. pr. 3. Diede per legge incommutabile a tutte le cose aver fine.
Esempio: Amet. 3. Se non che i suoi effetti tengono in moto continuo li piacevoli cieli, dando eterna legge alle stelle, e ne' viventi potenziata forza di bene operare.
Esempio: E Amet. 98. Con giusto amore, ed eterna ragione Dando legge alle stelle, ed al ritondo Moto del sole principe di quelle.
Esempio: Boez. Varch. 2. 1. Ora se tu volessi dar legge quando debba, o stare, o partire colei, che ec. non ti parrebbe far villania?
Esempio: Cant. Carn. 120. Colui, che dà le leggi alla natura In varj stati, e secoli dispone.
Definiz: §. Dar delle leggi, o delle leggiacce; vale Rispondere a traverso, o bizzarramente. Lat. insolenter cum aliquo agere. Gr. ἐντρυφᾶν τινι.
Definiz: DARE LE MOSSE. Dare il segno a' cavalli, che corrono il palio. Lat. cursûs signum dare, mappam mittere.
Esempio: Franc. Sacch. nov. 206. Quando Farinello, avendo la ventura ritta, gli parve tempo di dare le mosse alla Giumenta.
Esempio: Buon. Fier. 1. 2. 2. Che date all'impossibile le mosse Per quel, ch'egli han desío Lo voglion giunto al palio in un momento.
Definiz: §. I. Figuratam. vale Cominciare, o Dare ordine a chicchessia di cominciare.
Definiz: §. II. Dar le mosse a' tremoti. Lat. summum ius in rebus exercere.
Esempio: Varch. Ercol. 88. Dar le mosse a' tremoti, si dice di coloro, senza la parola, e ordine de' quali non si comincia a metter mano, non che spedire cosa alcuna.
Definiz: DARE LENA. Allenare. Lat. respirandi spatium praebere, respicere, robur addere. Gr. ἰσχυρίζειν.
Esempio: Petr. son. 184. E 'n quali spine Colse le rose, e 'n qual piaggia le brine Tenere, e fresche, e diè lor polso, e lena?
Esempio: Bern. Orl. 3. 5. 16. Nè diede al suo caval mai lena, o fiato.
Definiz: DARE L'ENTRATA. Conceder l'ingresso. Lat. ingressum, aditum, accessum praebere. Gr. εἴσοδον παρέχειν.
Esempio: G. V. 9. 225. 1. Stando a sicurtà con mala guardia que', che v'eran entro ricolti, diedero l'entrata a' Pazzi, ec. i quali quanti Guelfi vi trovarono in sulle letta, uccisono.
Esempio: E G. V. 10. 129. 1. E per genti della terra, ch'erano al tradimento, fu data loro l'entrata, e corsono, e rubarono la terra.
Esempio: M. V. 9. 64. Tenendo quello di Bologna il castello della Sambuca, ch'era del contado di Pistoia, ed era la chiave di dar l'entrata, e l'uscita per li paesi.
Definiz: DARE LE PESCHE, e DAR PESCHE. Percuotere, e più propriamente con pugna. Lat. pugnis caedere, pugnis foedare, pugnis saturare. Gr. κατακονδυλίζειν.
Esempio: Ciriff. Calv. 3. 104. Ma dava col baston pesche duracione, Che, non che gli elmi, are' rotte le macine.
Definiz: DARE LE PRESE. Concedere l'arbitrio dello scegliere. Lat. optionem dare. Gr. ἐκλογὴν διδόναι.
Esempio: Pecor. g. 5. nov. 2. Giunti i Pisani a Pisa diedero le prese a' Fiorentini, che pigliassero una di queste due cose.
Esempio: Ciriff. Calv. 2. 42. Dì, ch'io gli do del combatter prese, O vuole a corpo, o battaglia campale.
Esempio: E Ciriff. Calv. 2. 43. Dandomi tu del combatter le prese.
Definiz: DARE LE QUELLE. Burlare altrui. Lat. facete irridere. Gr. χλευάζειν.
Definiz: DARE L'ERBA CASSIA. Cassare, Privar di carica, Mandar via. Lat. mittere, dimittere. Gr. διακινεῖν.
Esempio: Cecch. Esalt. cr. 4. 1. Il capitan ci darà l'erba cassia.
Definiz: DARE L'ESCA. Propriamente con materia avvelenata uccidere i pesci; e anche si dice per lo stesso, che Aescare. Lat. hamis escam imponere.
Definiz: DARE L'ESILIO. Esiliare. Lat. in exilium mittere. Gr. ἐξορίζειν.
Esempio: Bocc. vit. Dant. 239. Morto è il tuo Dante Alighieri in quelo esilio, che tu ingiustamente del suo valore invidiosa gli desti.
Definiz: DARE LE RENI. Lo stesso, che Dare le spalle. Lat. terga dare. Gr. τὰ νῶτα ἐπιστρέφειν.
Esempio: Stor. Pist. 21. Al fine, quelli dentro non poterono resistere alla forza de' cavalieri, e diedono loro le reni.
Esempio: M. V. 7. 13. Anzi possiamo essere molto certi, che dando loro le reni ci faranno morire a gran tormento.
Esempio: F. V. 11. 85. Per lo detto atto ec. gli Inglesi inviliti, dierono le reni.
Definiz: DARE LE SPALLE. Voltar le spalle, Fuggire. Lat. terga dare. Gr. τὰ νῶτα ἐπιστέφειν.
Esempio: Fr. Giord. Pred. R. Questo è un nimico, che non si vince, se non con dargli le spalle.
Esempio: Bocc. g. 4. p. 19. Armato, e di buona pazienza, con esso procederò avanti, dando le spalle a questo vento, e lasciandol soffiare.
Esempio: Dant. Inf. 31. Quando Annibal co' suoi diede le spalle.
Esempio: Ar. Fur. 23. 39. Dato avea appena a quel loco le spalle La figliuola d'Amon, che in fretta gía, Che v'arrivò Zerbin per altro calle Colla fallace vecchia in compagnía.
Esempio: E Ar. Fur. st. 43. E per trovare albergo diè le spalle Con l'empia vecchia alla funesta valle.
Esempio: Tass. Ger. 19. 8. Escon della cittade, e dan le spalle A i padiglion dell'accampate genti.
Definiz: DARE L'ESSERE. Creare. Lat. vitam praebere. Gr. τὴν οὐσίαν διδόναι.
Esempio: Boez. Varch. 4. 6. Perchè non può niente Esser giammai, nè durare altramente, se non si volge con amore a Dio, E con quella cagion, sua gran mercede, Non si raffronta, che l'esser gli diede.
Definiz: DARE LE TROMBE. Metaf. presa dal giuoco delle minchiate, e dicesi figuratam. del far checchessia con ogni maggiore sforzo, e apparenza. Lat. summoperè conari. Gr. σφόδρα πειρᾶσθαι.
Definiz: DARE LETTURA, o UNA LETTURA. Leggere. Lat. lectitare. Gr. ἐπαναγινώσκειν.
Definiz: §. Dare una letturina, vale Leggere in fretta. Lat. praepropere lectitare.
Esempio: Alleg. 322. Il perchè datogli una letturina a corpo voto, od animo scarico, vi raccapezzai dentro ec.
Definiz: DARE LE VELE A' VENTI. Cominciare a navigare. Lat. vela dare, solvere. Gr. ἀπαίρειν.
Esempio: Bocc. nov. 17. 6. I marinari come videro il tempo ben disposto deidero le vele a' venti.
Esempio: E Filoc. 4. 72. A voi conviene, poichè comprata avete costei, senza alcuno indugio dare le vele a' venti, nè più in questi paesi dimorare.
Esempio: E Filoc. 5. 387. Sentendo il vento rinfrescare, parve loro di dar lor le vele; le quali date, abbandonarono gli antichi porti di Partenope.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 15. Dopo alcun dì si partì coll'armata, Come promise, e diè le vele a i venti.
Definiz: §. Figuratam. vale Dar principio. Lat. exordiri. Gr. ἄρχεσθαι.
Esempio: Alam. Colt. 3. 56. E primo ardisco Pur col vostro favor dar vele a i venti.
Definiz: DARE LEZIONE. Insegnare ad altrui, Fare scuola. Lat. scholam habere, docere. Gr. διδάσκειν.
Definiz: DARE LIBELLO, o UN LIBELLO. Porgere al giudice la domanda. Lat. libellum edere.
Esempio: Bocc. nov. 75. 7. Di così picciola cosa, come questa è, non si dà libello in questa terra.
Esempio: Nov. ant. 53. 2. Richiamossi di lui, e diegli un libello di duemila lire.
Definiz: DARE LIBERTÀ. Conceder libertà, Far libero. Lat. liberum facere, manumittere. Gr. ἀπελευθεροῦν.
Esempio: Bocc. nov. 41. 22. A Cimone, e a' suoi compagni, per la libertà il dì davanti data a' giovani Rodiani, fu donata la vita.
Esempio: Ar. Fur. 45. 92. Ma Frontin prima al tutto sciolto messe Da se lontano, e libertà gli diede.
Esempio: Tac. Dav. ann. 13. 170. Non a caso i nostri antichi aver onorato ciascun grado di sue proprie podestà; la libertà aver fama comunque ad ognuno, la quale in oltre ordinarono, che si desse in due modi ec. e non si corresse a darla, quando non si poteva ritorre.
Definiz: DARE LIBRO, E CARTE. Citar l'autorità. Lat. librum, et paginam indicare.
Definiz: §. E figuratam. Mostrar tutte le circostanze, Addurre tutte le particolarità. Lat. suo quaeque testimonio confirmare.
Esempio: Malm. 5. 29. Così, poich'ebbe dato libro, e carte Entra nell'un vie un, che non ha fine.
Definiz: DARE LICENZIA, o LICENZA. Permettere, che altri faccia. Lat. sinire, veniam dare, permittere. Gr. ἐᾶν, συγχωρεῖν.
Esempio: Bocc. nov. 4. 7. Volentieri prese la chiave, e similmente gli diè licenzia.
Esempio: E Bocc. nov. 40. 24. Vi prego, che voi mi perdoniate, e mi diate licenzia, ch'io vada ad aiutare in quello, che per me si potrà, Ruggieri.
Esempio: Amet. 18. Avvisa dove perverrebbe la pronta mano, se data le fosse licenzia.
Esempio: Burch. 1. 97. Che non si pon far palle Fiorentine, Se non ci dà licenza Scalabrone.
Definiz: §. Dar licenzia, vale anche Dar commiato, Licenziare, Accomiatare. Lat. aliquem dimittere. Gr. ἀποπέμπειν.
Esempio: Bocc. Introd. 56. Data a tutti licenza, li tre giovani alle lor camere, da quelle donne separate, sen'andarono.
Esempio: Tac. Dav. ann. 15. 206. Peto i soprastanti mali ignorando, aveva la legion quinta lontana in Ponto, e l'altre svernate di soldati, dando licenze a chi voleva.
Definiz: DARE LINGUA. Avvisare, Significare, Accennare. Lat. indicare, certiorem facere. Gr. δυκνῦναι δεικνῦναι.
Definiz: DARE L'INVESTITURA. Investire chicchessia di stati, beneficj, o simili, Darne il possesso. Lat. *investire, beneficium conferre.
Esempio: M. V. 7. 23. Il quale in effetto contenea, come in derisione, e in contento della santa Chiesa e' davano le 'nvestiture de' beneficj ecclesiastici a cui voleano.
Definiz: DARE LAUDE, o LODE, o LODA. Lodare. Lat. celebrare, laudibus afferre, ornare, in coelum vehere. Gr. ἐπιφημίζειν.
Esempio: Dant. Inf. 7. Quest'è colei, ch'è tanto posta in croce Pur da color, che le dovrian dar lode, Dandole biasmo a torto, e mala voce.
Esempio: Bocc. nov. 44. 1. Tacendo Elisa, le lode ascoltando dalle sue compagne date alla sua novella, impose la Reina a Filostrato, che alcuna ne dicesse egli.
Esempio: E vit. Dant. 247. Ad amendue si potrebbe dare una medesima laude.
Esempio: Pass. 289. Perchè si manifesti alcuna sua escellenzia, e bontade, per l'onore, e per la reverenzia, che gli è fatta, e per la loda, e per la fama, che gli è data.
Esempio: Tass. Ger. 20. 32. Cade il trafitto, e nel cadere egli ode Dar gridando i nemici al colpo lode.
Esempio: Soder. Colt. 2. Altri agli Amenei, a' Nomentani, a' Candiotti, a' Corsi (vini) han data lode.
Esempio: Ar. Fur. 28. 5. Avea per tutto 'l mondo il primo onore; Godea di questo, udendosi dar loda, Quanto di cosa volentier più s'oda.
Definiz: DARE L'OLIO SANTO. Amministrare il sagramento dell'estrema unzione. Lat. *extremam unctionem conferre, oleo sancto inungere. Gr. εὐχελαίῳ χρίζειν.
Esempio: Fr. Giord. Pred. R. Venne il paroco a dargli l'olio santo parrocchialmente.
Definiz: DARE LO STATO. Far altrui partecipe de' magistrati d'alcuna città, Ammetterlo alle prerogative più nobili della cittadinanza. Lat. civem pleno iure efficere. Gr. πολιτογραφεῖν.
Esempio: Sen. ben. Varch. 3. 9. Tu chiami benifizio aver fatto cittadino di qualche possente città, e dato lo stato ad alcuno.
Definiz: DARE LUCE. Dare lume, Illuminare. Lat. illuminare, lucere. Gr. λάμπειν.
Esempio: Filoc. 5. 160. Poi, tacendo, le stelle non diedero luce in vano.
Definiz: §. Dare in luce, a luce, o alla luce, vale Pubblicare. Lat. in lucem edere, publici iuris facere.
Esempio: Bemb. lett. 2. Lodato sia Dio, ch'i' ho veduto l'opera del nostro messer Iacopo ec. e le sue pescagioni pubblicate, e date a luce.
Definiz: DARE LUME. Illuminare. Lat. illuminare, lucere, facem praebere. Gr. λαμπρύνειν.
Esempio: Filoc. 1. 86. Era manifestata la ferità del crudel giorno, al quale egli s'apparecchiava di dar lume.
Esempio: Petr. son. 258. Ov'è 'l bel ciglio, e l'una, e l'altra stella, Ch'al corso del mio viver lume denno.
Definiz: §. I. Dar lume, vale Dar notizia. Lat. instruere. Gr. διδάσκειν.
Esempio: Malm. 6. 10. Onde a trovarlo andata via di vela, Domanda (perch'in Dite andar presume) Che luoghi v'è, che gente, e che loquela, Ed ei di tutto le dà conto, e lume.
Definiz: §. II. Dar lume, e Render lume, vale Risplendere. Lat. splendescere. Gr. λαμπρύνειν.
Esempio: Amet. 86. L'antica quercia si mosse tutta, e l'accese lampane diedon maggior i lumi.
Definiz: DARE LUOGO. Conceder luogo, Far luogo. Lat. dare locum, locum praebere. Gr. ἐγχωρεῖν.
Esempio: Dant. Purg. 5. Quando s'accorser, ch'i' non dava luoco Per lo mio corpo al trapassar de' raggi, Mutar lor canto in un O lungo, e roco.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 149. Salvossi rifuggendo all'armata, che l'aspettava al Danubio insieme colla sua gente, a cui fu dato in Pannonia luogo, e terreno.
Esempio: Dav. Accus. 142. Alla fine messer Domenico Buoninsegni, per diliberarsi dalla costui seccaggine, gli diè il suo luogo.
Definiz: §. I. Per Cedere.
Esempio: Petr. canz. 9. 2. Come 'l sol volge le 'nfiammate rote, Per dar luogo alla notte, onde discende Dagli altissimi monti maggior l'ombra.
Esempio: E Petr. 37. 5. Tal ch'io aspetto tutto 'l dì la sera, Che 'l sol si parta, o dia luogo alla luna.
Esempio: Bocc. vit. Dant. 227. Avvenne, che Dante infra alquanti mesi apparò a ricordarsi senza lacrime Beatrice esser morta, e con più diritto giudicio dando alquanto il dolore luogo alla ragione ec.
Esempio: Ar. Fur. 25. 14. Ch'a cielo, e a terra, e a mar si fa dar loco.
Definiz: §. II. Dar luogo, e Dare il luogo, vagliono Porgere occasione. Lat. occasionem praebere. Gr. ἀφορμὴν διδόναι.
Esempio: Bocc. nov. 73. 3. Pensò esserli dato luogo, e tempo alla sua intenzione.
Definiz: §. III. Per Rifiutare, o Schivare checchessia, e quasi Lasciarlo andare ritirandosi da parte. Lat. nuntium remittere, vale dicere. Gr. χαίρειν ἐᾶν.
Esempio: Bocc. g. 7. f. 5. Domane è quel dì, che alla passione del nostro Signore è consecrato, il quale, se bene vi ricorda, noi divotamente celebrammo, essendo Reina Neifile, ed a' ragionamenti dilettevoli demmo luogo.
Definiz: §. IV. Per Dare agio, e comodità. Lat. dare locum, dare copiam, Plaut.
Esempio: Dant. Purg. 33. Ma poichè l'altre vergini dier loco A lei di dir, levata ritta in piè, Rispose ec.
Definiz: DARE L'USCITA. Conceder l'uscita. Lat. exitum praebere. Gr. ἔξοδον παρέχειν.
Esempio: M. V. 9. 64. Tenendo quello di Bologna il castello della Sambuca, che era del contado di Pistoia, ed era la chiave di dar l'entrata, e l'uscita per li paesi.
Esempio: Amet. 82. Dando libera uscita al creato figliuolo, l'anima tolse alla madre.
Definiz: DARE LUSTRO. Apportare ornamento. Lat. decus afferre, ornare. Gr. κοσμεῖν.
Definiz: §. Dare il lustro a' drappi, alle pietre, o simili, vale Farle più lucenti. Lat. in spendorem redigere, in spendorem dare, Plaut.
Esempio: Malm. 2. 9. Ma finalmente dopo mille prove Di dare il lustro a' marmi co' ginocchi, Tenendo gli occhi in molle, e 'l collo a vite, E le nocca col petto sempre in lite.
Definiz: DARE MALLEVADORE. Assicurare con mallevadore. Lat. fideiussorem dare. Gr. φερέγγυον παρέχειν.
Esempio: G. V. 7. 43. 3. Diede sentenza sotto pena di scomunicazione chi la rompesse sopra la differenza ec. facendo baciare in bocca il sindaco delle dette parti, e far pace, e dar mallevadori, e stadichi.
Esempio: Gell. Sport. 4. 1. Faccendogliene una contrascritta, e dandogliene mallevadori in modo, ch'e' si contentasse.
Definiz: DARE MANCIA, e DARE LA MANCIA. Regalare colui, che ci ha renduto alcun servigio, o fatto cosa grata. Lat. strenam dare.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 153. Diedesi ec donativo a' soldati, e mancia alla plebe.
Esempio: Alleg. 23. Che quando lo riporta, e non è ciancia, Dopo i segnali gli darò la mancia.
Esempio: Ar. Fur. 28. 48. E quante ne vedean di bella guancia, Trovavan tutte a i prieghi lor cortesi, Davano, e dato loro era la mancia, e spesso rimetteano i danar spesi.
Esempio: Cecch. Esalt. cr. 4. 6. E' doverrà Dar lor la mancia.
Definiz: DARE MANGIARE, e DARE DA MANGIARE. Dare in cibo, Porgere il cibo ad altrui, perchè mangi, o anche Tenerlo a mangiare senza che egli spenda. Lat. alere, pascere. Gr. τρέφειν, πιαίνειν.
Esempio: Bocc. nov. 49. 15. Federigo udendo ciò, che la donna addomandava, e sentendo, che servir non la potea, perciocchè mangiare gliele aveva dato, cominciò in presenza di lei a piagnere.
Esempio: E Bocc. nov. 88. 4. Iersera ne furon mandate tre altre troppo più belle ec. le quali non bastandogli, per voler dar mangiare a certi gentiluomini, m'ha fatte comprare quest'altre due.
Esempio: E Bocc. num. 11. A te sta oramai, qualora tu mi vuogli così ben dar da mangiare, come facesti, ed io darò a te così ben da bere, come avesti.
Esempio: Burch. 1. 131. Or non ci far di grosso, Ma dacci da mangiar.
Definiz: §. Dar mangiare il suo, vale Convitare, Metter tavola con prodigalità.
Esempio: Bocc. nov. 7. 10. Vedi a cui io do mangiare il mio!
Esempio: E Bocc. num. 12. Io ho dato mangiare il mio, già è molt'anni a chiunque mangiare n'ha voluto, senza guardare se gentiluomo è, o villano, o povero, o ricco, o mercatante, o barattiere stato sia, e ad infiniti ribaldi coll'occhio me l'ho veduto straziare.
Definiz: DARE MANO. Dar principio. Lat. opus aggredi, incipere. Gr. ἄρχεσθαι.
Esempio: Cecch. Mogl. 1. 1. Disegnò di rimpatriarsi, e dato mano a vendere per lo più comodo modo, che egli potesse, ciocchè o suo, o del morto cognato avea in Alessandria.
Definiz: §. I. Dar la prima mano, vale Dare il primo principio.
Definiz: §. II. Dar l'ultima mano, vale Finire, Perfezionare. Lat. perficere. Gr. ἀποτελεῖν.
Definiz: §. III. Dar mano a checchessia, dicesi del Cooperarvi. Lat. opem ferre. Gr. συνεργεῖν.
Definiz: §. IV. Dar la mano, vale Aiutare, Dar aiuto. Lat. opem ferre, opitulari. Gr. συλλαμβάνειν, συναγωνίζεσθαι.
Esempio: Ar. Fur. 3. 28. E diè alla casa di Sansogna mano, Che caduta sarà tutta da un lato.
Definiz: §. V. Dar la mano, vale Conceder la precedenza. Lat. cedere. Gr. ἐγχωρεῖν.
Definiz: §. VI. Dar la mano, vale anche Promettere. Lat. promittere. Gr. ἐγγυᾶν.
Esempio: Ar. Cass. 1. 3. Dammi quà la mano Eulalia: Dammi Corisca pur la mano.
Definiz: §. VII. E Dar la mano, vale eziandio Impalmare.
Esempio: Malm. 12. 50. Dagli dunque la mano in mia presenza, E voi, o general datela a lei, Ch'io voglio ec. Veder solennizzar quest'imenei.
Definiz: §. VIII. Dar di mano a checchessia, vale Prenderlo. Lat. arripere. Gr. προσαρπάζειν.
Esempio: Nov. ant. 40. 1. Messer Giacopino diede della mano nella guastada, e disse.
Esempio: Pass. 141. Diè di mano al coltello, e sì l'uccise.
Esempio: Alleg. 81. Noi per questo dato di mano alla rivestita ampolla, col marchio ec. cen'andammo.
Definiz: §. IX. Dar di mano a un lavoro, vale Cominciarlo. Lat. manus operi admovere, accedere ad opus. Gr. ἐπιχειρεῖν ἔργον.
Definiz: §. X. Dar delle mani, vale Prender colle mani, Percuoter colle mani. Lat. manibus pulsare. Gr. χερσὶ παίειν.
Esempio: Bocc. nov. 85. 21. E all'uscio della casa pervenuti, la donna, che arrabbiava, datovi delle mani, il mandò oltre.
Definiz: §. XI. Dar delle mani sul muso altrui, vale Percuoterlo nel muso colle mani.
Definiz: §. XII. Dare in mano, att. vale Consegnare in potere. Lat. in manus dare, tradere. Gr. παραδοῦναι.
Esempio: Dav. Oraz. Gen. delib. 47. Egli prestamente trovatola, in mano la mi diè.
Definiz: §. XIII. E neutr. Venire in potere.
Esempio: Cecch. Servig. 4. 6. Dapoi ch'io mi partii Di quì per ire in Sicilia, e ch'io detti In mano a Barbarossa.
Definiz: §. XIV. Dare in buone, o in cattive mani, vale Avvenirsi in persona discreta, o severa, in buona, o in cattiva congiuntura.
Definiz: §. XV. Dar fra mano, Dar per le mani, e simili, vale Abbattersi, Avvenirsi ec. Lat. in manus incidere. Gr. εἰς χεῖρας ἐμπίπτειν.
Esempio: Sagg. nat. esp. 232. Ce ne dette una volta una fra mano.
Definiz: §. XVI. Dare alla mano, vale Dar prontamente, Dar subito, ma a conto di maggior somma. Lat. e vestigio dare. Gr. αὐτίκα διδόναι.
Esempio: Ambr. Furt. 1. 3. Dite a vostro padre d'esser contento al far quanto egli vuole, e che per voi non ista di prendere quella moglie, che più gli piace, purchè e' vi dia tanti danari alla mano, che possiate satisfare a qualche vostro debituzzo.
Definiz: §. XVII. Dar sulle mani altrui, vale Impedirlo nelle sue operazioni, Contrariarlo, Arrecargli impedimenti; che oggi si direbbe più comunemente, Dar sulle dita, o sulle nocca. Lat. impedire.
Esempio: Tac. Dav. stor. 4. 345. Così i padri, poichè fu dato loro sulle mani, lasciaron la presa libertà.
Definiz: DARE MARAVIGLIA, o MERAVIGLIA. Apportar maraviglia. Lat. admirationem gignere.
Esempio: Bern. Orl. 1. 25. 7. E di vedere il fin di queste cose Deliberossi, o di non finir mai Di queste cose nuove, e faticose, Che gli dier maraviglia, e noia assai.
Esempio: Ar. Fur. 10. 91. Sicchè per dar ancor più maraviglia, E per pigliarne il buon Ruggier più giuoco, Al volante corsier scuote la briglia.
Esempio: Boez. Varch. 4. 5. Ma se parte l'error dell'ignoranza, Dar meraviglia altrui non ha possanza.
Definiz: DARE MARITO. Maritare. Lat. dare nuptui, in matrimonium collocare. Gr. νυμφεύειν.
Esempio: Bocc. nov. 28. 5. Anzichè a dire altro venisse, incominciò: messere, se Iddio m'avesse dato marito, o non me l'avesse dato, forse mi sarebbe agevole co' vostri ammaestramenti d'entrare nel cammino, che ragionato n'avete.
Definiz: DARE MARTELLO. Dare occasione di gelosía. Lat. suspicionem incutere, zelotypiam inducere.
Esempio: Alleg. 123. E però sappiendo quanto ella di lui fosse cacherosa, per darle di se martello, solennemente saltando la granata, sela prese per un gherone, e tolse a dire ec.
Definiz: DARE MATERIA. Porgere occasione, o tema. Lat. materiam praebere, caussam praebere.
Esempio: Dant. Inf. 20. Di nuova pena mi convien far versi, E dar materia al vigesimo canto.
Esempio: Bocc. nov. 77. 42. E darotti materia di giammai più in tal follía non cader, se tu campi.
Esempio: Lab. 296. Alla quale tu rispondendo, desti loro materia di ridere, e di dire altrettanto, o peggio.
Esempio: Amet. 28. Le candide guance non d'altra bellezza cosperse, che nella bianca rosa si veggia non veduta dal sole, gli danno materia di commendarle.
Esempio: Dav. Accus. 141. Fatto salire in cattedra messer Giovanni Dati a darci la materia di ragionare, che tant'è a dire, quanto a darci l'orma, e il latino, anzi il cavallo.
Definiz: DARE MATTANA. Molestare, Travagliare. Lat. moestitiam, aegritudinem afferre. Gr. ἐπιλυπεῖν.
Esempio: Burch. 2. 25. Nol trovo, éssi smarrito fra la lana, Non mi dà più mattana.
Esempio: E Burch. 94. Tu hai nome d'aver cattiva coda, La qual t'ha dato già molta mattana, Secondo ch'ho sentito da Giovanni.
Definiz: DARE MAZZATE DA CIECHI. Percuoter con mazza gravemente. Lat. coecorum more fustibus caedere.
Esempio: Bern. Orl. 3. 6. 55. Queste mazzate da ciechi si danno, Che pietà mene vien solo a vedere.
Definiz: DARE MEMORIA. Lasciar ricordo, e forma da averne memoria. Lat. monumentum relinquere.
Esempio: G. V. 8. 36. 3. Per dar memoria, e esemplo a quelli, che sono a venire, presi lo stile, e forma da loro.
Definiz: DARE MENTITE, DARE LA MENTITA, e DARE UNA MENTITA Tacciare altrui di mentitore.
Definiz: DARE MERENDA. Apprestar la merenda. Lat. merendam exhibere.
Esempio: Franc. Sacch. rim. Dato gli sia subito merenda.
Esempio: Alleg. 270. Datomi desinar, merenda, e cena, Fui gratis, com'un principe, alloggiato.
Definiz: DARE MEZZO. Concedere il mezzo, e 'l modo per arrivare al fine desiderato. Lat. rationem ad rem assequendam suppeditare.
Definiz: §. Darla pel mezzo, vale Seguire gli appetiti senza alcun ritegno della ragione. Lat. nihil pensi habere, in scelera, ac dedecora prorumpere.
Esempio: Tac. Dav. ann. 6. 128. All'ultimo la diè pel mezzo a tutte le scelleraggini, e sporcizie, quando, rimossa ogni tema, e vergogna, secondò sua natura.
Esempio: E Tac. Dav. stor. 2. 290. Ora che egli, e l'esercito si vider senza competitore, la dieder pel mezzo a uso de' barbari ad ogni crudeltà, libidine, e rapina.
Esempio: Cecch. Dot. 1. 1. E dandola pel mezzo a braccia quadre, Senza tener più conto di persona, Fe faccia di pallottola.
Definiz: DARE MODO, DARE IL MODO, o DARE UN MODO. Porgere i mezzi, Somministrare l'opportunità. Lat. viam rationemque praescribere, monstrare, caussam praebere.
Esempio: Bocc. nov. 23. tit. Sotto spezie di confessione, e di purissima coscienza una donna innamorata d'un giovane induce un solenne frate, senza avvedersene egli, a dar modo, che 'l piacer di lei avesse intero effetto.
Esempio: E Bocc. nov. 79. 23. Ma ove voi mi promettiate sopra la vostra grande, e calterita fede di tenerlomi credenza, io vi darò il modo, che tenere avrete.
Esempio: Din. Comp. Il quale diè modo aver gli atti del notaio per vederli.
Esempio: Dav. Colt. 170. Io ti vo' dare un modo agevolissimo da farti senza spesa un nobile semenzaio.
Definiz: DARE MOGLIE. Ammogliare. Lat. uxorem dare. Gr. ἄγείν τινι γυναῖκα.
Esempio: Bocc. vit. Dant. 229. Dierono li parenti, e gli amici moglie a Dante, perchè le lacrime cessassero di Beatrice.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 142. La morte di Messalina rivolse la corte, gareggiando i liberti per chi dovesse dare moglie a Claudio.
Definiz: §. I. Per similit.
Esempio: Cecch. Servig. 1. 1. Ch'i' non vo' dar moglie Costà a una partita, che poi Io avessi l'agio a leggerla.
Esempio: Bern. Orl. 2. 27. 2. Così si dà marito, e moglie all'oro, L'oro è quel, che marito, e donna toglie; Non il giudicio, nè la elezione, Ma l'avarizia marcia e l'ambizione.
Definiz: §. II. Dare per moglie, e Dare assolutam. parlandosi di fanciulle, vagliono lo stesso. Lat. in uxorem dare, in matrimonium collocare. Gr. γαμίζειν.
Esempio: Cecch. Servig. 4. 3. A chi la dette? A. A uno calzaiuol, ch'ha degli scudi.
Esempio: E Cecch. Servig. 5. 11. Io vi vidi volto a dare Geppo L'Ermellina.
Esempio: Lasc. Spir. 1. 3. Niccodemo padre della fanciula gliele dava volentieri, ma la dote guastò.
Definiz: §. III. Figuratam. per Avvicinare, Accostare. Lat. admovere. Gr. προστιθέναι.
Esempio: Franc. Barb. 119. 16. La paglia al fuoco non dar per mogliere.
Definiz: DARE MOLESTIA. Molestare. Lat. vexare.
Esempio: Ar. Cass. 2. 1. I' vo', che al dazio Tu vada, e dica a que' lupi, che mandino Un di lor quì, che prima, che s'imballino, Vegga le robe, acciò poi non mi facciano Scaricare, ed aprirle, e non mi diano All'uscir della porta altra molestia.
Esempio: E Ar. Cass. 5. 1. Il mal che vien, quando tu men dubiti, E che in mezzo a' piacer si viene a mettere, Nè lo lascia far pro, dà più molestia.
Esempio: Cas. lett. 10. Perciò al presente non le darò molestia di più lunga lettera.
Definiz: §. E neutr. pass. Affliggersi, Inquietarsi. Lat. vexari. Gr. ἀνιᾶσθαι.
Esempio: Ar. Negr. 1. 1. Lasci andar, nè però si dia molestia.
Definiz: DARE MORSO, e DAR DI MORSO. Mordere. Lat. mordere, admordere. Gr. δάκνειν.
Esempio: Dant. Purg. 18. Vedine due All'accidia venir dando di morso.
Esempio: Pass. 243. Egli si puose in sull'uscio della cella sua, e dava di morso in questo pane, e in questo cacio, e non rispuose a cosa, che gli fosse detta, parola veruna.
Esempio: Red. Oss. an. 126. Forse in quelle stesse erbe diede di morso quell'antico Glauco.
Esempio: Malm. 4. 55. Ed io, ch'allora arei mangiato i sassi, M'accomodai per darvi su di morso.
Definiz: DARE MORTE, e DARE A MORTE. Uccidere. Lat. exitio dare, morti dare, interficere, necare. Gr. ἀναιρεῖν.
Esempio: Dant. Inf. 18. Ello passò per l'Isola di Lenno, Poichè l'ardite femmine spietate Tutti li maschi loro a morte dienno.
Esempio: Franc. Barb. 148. 17. Come prodezza non è dell'uom forte Al debile dar morte.
Esempio: Fr. Iac. T. Signor dammi la morte Nanti ch'io più t'offenda.
Esempio: Bern. Orl. 2. 17. 72. Dico, che 'l peregrino era sì forte, Ch'avrebbe dato al suo campion la morte.
Esempio: Ar. Fur. 21. 8. Ed a cavallería non corrisponde, Che cerchi dare ad una donna morte.
Definiz: §. E neutr. pass. Uccidersi, Ammazzarsi. Lat. sibi mortem cosciscere, violentas manus afferre. Gr. ἑαυτὸν ἀναιρεῖν.
Esempio: Bern. Orl. 1. 16. 62. Poi disse: Cavalier, mia trista sorte M'induce a darmi volontaria morte.
Esempio: Tac. Dav. ann. 6. 127. In quei giorni Sesto Papinio, di famiglia consolare, si diede morte subita, e laida, gittandosi da alto.
Definiz: DARE MOSTRA. Mostrare. Lat. ostentare, affectare, palam ostendere. Gr. ἀλαζονεύεσθαι.
Definiz: §. Dar la mostra dell'esercito, e simili, vale Rassegnarlo. Lat. lustrare exercitum. Gr. στρατὸν περιπολεῖν.
Definiz: DARE MOTO. Far muovere. Lat. movere, commovere.
Definiz: DARE MOTTO, e DARE UN MOTTO DI CHE CHE SIA. Discorrerne leggiermente. Lat. verbum iniicere, verba facere, mentionem facere, subindicare. Gr. ὑπομινήσκειν ὑπομιμνήσκειν.
Definiz: DARE MOVIMENTO. Lo stesso, che Dar moto. Lat. movere, commovere. Gr. κινεῖν.
Esempio: Amet. 58. O come la paurosa lepre nelle vepri nascosa, ascoltante intorno a quelle le boci degli abbaianti cani, senza avere ardire di dare alcuno movimento al preso corpo.
Definiz: DARE NAUSEA. Nauseare, Arrecar nausea. Lat. nauseam afferre. Gr. ναυτίαν ἐπιφέρειν.
Definiz: DARE NEGLI OCCHI, o NELL'OCCHIO. Presentarsi alla vista. Lat. in oculos incurrere.
Definiz: DARE NEL BARGELLO. Incontrare il bargello.
Esempio: Salv. Granch. 2. 5. Noi siamo Stati a un dito per dar nel bargello.
Definiz: §. E figuratam. modo basso, Avvenirsi in sciagure. Lat. in pessimam rem incidere. Gr. εἰς κάκιστόν τι ἐμπίπτειν.
Esempio: Alleg. 57. Avete dunque a sapere, com'io per mia sciagurata disgrazia solita, ho dato, come si dice in Firenze, nel bargello, essendomi accattata un po' di damuzzaccia salvatica, la qual'è, con riverenza della tavola, la più solenne bestiuola, che facessero mai le donne.
Definiz: DARE NEL BUE, o simili. Non intendere, o Ostinarsi nell'ignoranza. Lat. stultum evadere, obbrutescere. Gr. ἄλογον γίνεσθαι.
Definiz: DARE NEL BUONO. Lat. rectam viam insistere.
Esempio: Varch. Ercol. 89. Dar nel buono significa due cose, la prima, entrare in ragionamenti utili, o proporre materie onorevoli; la seconda in dicendo l'oppenione sua d'alcuna cosa allegarne ragioni almeno probabili, e che possano reggere, se non più, a quindici soldi per lira, al martello, e insomma dir cose, che battano, se non nel vero, almen nel verisimile.
Esempio: Malm. 7. 23. Io non so chi di lor dia più nel buono.
Definiz: DARE NEL FANGO, o NELLA MOTA.
Esempio: Varch. Ercol. 88. Dar nel fango, come nella mota, è favellare senza distinzione, e senza riguardo, così degli uomini grandi, come de' piccioli.
Definiz: DARE NELLE CAMPANE, NELL'ORGANO, e simili. Cominciare a sonare le campane, l'organo ec. Lat. campanam, organa etc. pulsare.
Esempio: Pecor. g. 4 nov. 1. Per la terra si levò il romore, gridando: Viva il Signore, viva il signore; e dà nelle campane, e negli stromenti sonando a festa.
Esempio: Fir. nov. 5. 238. Non si trovava mai in faccenda alcuna così importante, ch'ella non la lasciasse subito ch'ella sentiva dare in quella benedetta campana.
Definiz: DARE NELLA RAGNA, e DAR NELLA RETE. Rimaner preso alla ragna, o alla rete, e figuratam. Rimanere colto, preso, ingannato. Lat. in laqueum impingere. Gr. εἰς παγίδα ἐμπίπτειν.
Esempio: Ciriff. Calv. 1. 24. E disse, darà tosto in altra rete, S'oggi miei cavalier valenti sete.
Esempio: E Ciriff. Calv. 2. 67. Dicendo tosto darà nella rete Quest'uccellaccio, che tanto schiamazza.
Esempio: E Ciriff. Calv. 3. 73. Nè prima fu dal padiglion partito, Che 'l tordo dette a tempo nella ragna.
Esempio: Segr. Fior. disc. 3. 39. Erano simili a quegli, che andavano a levare del suo covile la fiera, acciocchè cacciata desse nelle reti.
Esempio: Salv. Spin. 5. 10. Talor ridà nella ragna tal uccello, che è fuggito di gabbia.
Definiz: DARE NELLA TRAPPOLA. Rimaner preso, ingannato. Lat. in laqueum impingere. Gr. παγίδι προσκόπτειν.
Definiz: DARE NELLE FURIE. Infuriarsi. Lat. irâ commoveri, furere, excandescere. Gr. βριμοῦσθαι.
Definiz: DARE NELLE GIRELLE. Impazzare, modo basso; che anche si dice Dar ne' gerundj. Lat. delirare, insanire, furere. Gr. παραφρονεῖν.
Esempio: Malm. 4. 26. Mostrando ognor più dar nelle girelle.
Definiz: §. Si usa talora per Isvagharsi, Rallegrarsi estremamente, Far cose quasi da pazzo.
Esempio: Cecch. Servig. 2. 1. Se tu m'avessi visto a Pisa Quando ch'io era a studio, o quivi quivi Si dava ben nelle girelle.
Definiz: DARE NELLE SCARTATE.
Esempio: Varch. Ercol. 89. Dare, favellando, nelle scartate, è dire quelle cose, che si erano dette prima, e che ognuno si sapeva.
Esempio: Car. lett. 2. 270. E se non v'avessi per intrinseco amico, non vel direi, per paura di non dare nelle scartate.
Definiz: §. Oggi comunemente vale Dar nelle furie.
Definiz: DARE NELLE SMANIE. Infuriarsi, Smaniarsi. Lat. furere. Gr. μαίνεσθαι.
Esempio: Red. Ins. 151. Dicono i pastori, che quando i castroni in certi tempi danno nelle smanie, e pare, che abbiano l'assillo, ne son cagione questi bacherozzoli, che imperversano più aspramente del solito nella loro testa.
Definiz: DARE NELLE TROMBE. Cominciare a sonare le trombe, e figuratam. vale Chiamare a battaglia. Lat. classicum canere.
Esempio: Disc. Calc. 16. Il che fatto, si dia nelle trombe.
Definiz: DARE NELLE VECCHIE. Mancar di virtù, di vivezza. Lat. obsolescere. Gr. ἀπαρχαιοῦσθαι.
Esempio: Salv. Granch. 1. 2. Il meschinaccio in fine S'è accasciato, e ha dato nelle vecchie, Come tu vedi.
Esempio: Malm. 5. 10. E lui, ch'ormai ha dato nelle vecchie, Fa ire in giù, e 'nsù come le secchie.
Definiz: DARE NEL MATTO. Far cose da matto, Rallegrarsi estremamente. Lat. desipere. Gr. παραφρονεῖν.
Esempio: Alleg. 202. E' non fa tanti giuochi un babbuino, Quanti e' farebbe, come e' dà nel matto.
Definiz: DARE NEL MEZZO. Investire nella parte del mezzo. Lat. medium tangere. Gr. μέσου ἅπτεσθαι.
Esempio: Bern. Orl. 2. 17. 28. Come dal cielo in giù scende il falcone, E dà in mezzo ad un branco di cornacchie.
Definiz: §. Dare nel mezzo, e Dare in quel mezzo, vale Non aderire all'affermativa, nè alla negativa, ma con partiti di mezzo terminare la differenza. Lat. mediam viam secare.
Definiz: DARE DEL NASO. Percuotere nel naso, Tramandare aliti al naso.
Esempio: Buon. Fier. 3. 1. 9. Che dandoci nel naso infino al celabro Ci sbalordiva col fetor profondo.
Definiz: §. E figuratam. Dispiacere, Offendere. Lat. offendere. Gr. προσκόπτειν.
Esempio: Tratt. segr. cos. donn. Ma la negazione de' medicamenti suole dar lor nel naso.
Esempio: Salv. Granch. 1. 1. Odi caso da dar nel naso.
Definiz: DARE NEL PEDANTE. Fare, o Dir cose da pedante.
Esempio: Alleg. 115. Ma per non apparir assa' ignorante, Dirò del nome, e non vi paia strano, S'io do per una volta nel pedante.
Definiz: DARE NEL PUNTO IN BIANCO. Figuratam. Colpire per appunto. Lat. scopum assequi, scopum attingere. Gr. εὐστοχεῖν.
Esempio: Alleg. 160. Facilmente potrò col basso stile, Per mezzo vostro dar nel punto in bianco.
Definiz: DAR NEL QUATTRINO. Colpire per appunto nello scopo. Lat. scopum vel minimum attingere, certos ictus dirigere. Gr. εὐστοχεῖν.
Definiz: §. E figuratam. Far checchè sia con intera puantualità.
Definiz: DARE NEL SEGNO. Colpir nello scopo. Lat. scopum tangere. Gr. εὐστοχεῖν.
Esempio: Franc. Barb. 360. 4. Io nol fo cieco, ch'e' dà ben nel segno.
Definiz: §. E figuratam.
Esempio: Varch. Ercol. 87. Dare in brocco, cioè nel segno, ovvero bersaglio ragionando, è apporsi, e trovare le congenture, o toccare il tasto, e pigliare il nerbo della cosa.
Esempio: Dittam. 2. 20. Dirittamente sappia dar nel segno.
Definiz: DARE NEL TISICO, o IN TISICO. Cominciare ad intisichire. Lat. tabescere, tabe corrumpi, intabescere. Gr. τήκεσθαι.
Definiz: DARE NEL TRENTUNO. Modo basso, con che si accenna il Cadere in alcun sinistro, Ammalarsi, Impazzare ec.
Definiz: DARE NELL'UMORE. Andare a' versi.
Esempio: Buon. Fier. 1. 2. 4. Io vo' vedere Di dargli nell'umore, e dire il vero.
Definiz: DARE NEL VIVO. Colpire nella parte più sensitiva. Lat. pectus effodere, animam sauciare. Gr. καρδίαν παίειν.
Definiz: DARE NE' LUMI. Infuriarsi, Adirarsi. Lat. furire percipi, excandescere, animo incendi. Gr. βριμοῦσθαι.
Esempio: Malm. 11. 15. Or s'egli è in bestia dicavelo questo, Mentre ch'ei dà ne' lumi in tal maniera.
Definiz: DARE NE' RULLI. Saltare, Ruzzare, metaf. presa dal giuoco de' rulli.
Esempio: Buon. Fier. 4. 4. 26. Ora è ben tempo, sozj, Da stare allegramente, E dar ne' rulli, e saltare, e cantare Per questo rovinevole accidente.
Definiz: DARE NESPOLE. Dare colpi; modo basso. Lat. percutere, caedere, verberare, fustis ictum infligere. Gr. πλήσσειν, παίειν.
Esempio: Ciriff. Calv. 2. 47. Poi prese colle mani il bastonaccio. Per dare a Folco una nespola secca.
Definiz: DARE NOIA. Noiare. Lat. molestiâ afficere. Gr. ἀνιᾶν.
Esempio: Bocc. nov. 23. 12. Non s'è egli rimaso di darti più noia? certo no, disse la donna.
Esempio: E Bocc. nov. 30. 7. Se questo diavolo pur mi darà questa noia, dove tu vogli ec. tu mi darai grandissima consolazione.
Esempio: Bern. Orl. 2. 25. 24. Quantunque il disperato Saracino Non gli dà noia, ma lo sta a guardare.
Esempio: Ar. Fur. 13. 52. Nè dubitar perciò, che Ruggier muoia, Ma ben colui, che ti dà tanta noia.
Esempio: Sen. ben. Varch. 5. 24. Cesare comandò allora, che non gli fosse dato più noia, e donò al suo soldato certi campi.
Definiz: DARE NOME. Nominare; e talora Sparger voce, Far correr fama, o simile. Lat. vocare, rumorem spargere. Gr. ὀνομάζειν, λόγον διασπείρειν.
Esempio: Amet. 87. Per la qual cosa di piana concordia a dare a questa altro nome dispostisi, per quello speravano più benigna fortuna.
Esempio: E Amet. 88. Ed a cui davanti più laudevole cosa surgerà di quello colpo, da tutti voi ad un'ora donato, colui giudicheremo, che dia l'eterno nome.
Esempio: Tac. Dav. ann. 14. 183. Andava dicendo, che gli sdegni delle madri si deon tollerare, e placarli, per dar nome d'essersi rappattumato, e accoglier Agrippina, che veniva ec. a rallegrarsi.
Definiz: §. I. Dare in nome d'alcuno, vale Dare in vece di colui. Lat. alieno nomine dare. Gr. ἄντ'ἄλλου διδόναι.
Definiz: §. II. Dare il nome, è anche termine militare; e vale Dare il segno negli eserciti a' soldati per riconoscersi. Lat. signum dare, Tacit. Gr. σημεῖον δοῦναι.
Esempio: Nov. ant. 85. 1. Appressandosi d'avvisare insieme, vollono dare il nome, come s'usa a battaglia, e disse: signori io priego, ch'el nome sia questo.
Esempio: Stor. Pist. 57. Diedono lo nome alle guardie, che vi guardavano.
Esempio: E Stor. Pist. 83. Tutta sua gente fece assembrare, e diede il nome.
Esempio: Tac. Dav. ann. 1. 4. Morto Augusto, diede come imperadore il nome alle guardie.
Esempio: E Tac. Dav. stor. 1. 246. Vi tirò Barbio Procolo, che dava il nome alla guardia.
Definiz: DARE NOTIZIA. Avvisare, Far noto. Lat. certiorem facere, instruere, docere. Gr. διδάσκειν, μηνύειν.
Esempio: Dav. Camb. 96. Ho detto l'origine del cambio, quel, ch'e' sia, e perchè lecito, dirò ora com'ei si faccia, dando prima alcune notizie.
Esempio: Ar. Fur. 14. 28. Nè si vedea alla mostra comparire Il segno lor, nè dar di se notizia.
Esempio: E Ar. Fur. 16. 83. Mandando or questo, or quel giù nell'inferno A dar notizia del viver moderno.
Esempio: E Negr. 1. 2. Ma notizia Me ne darà forse colui.
Definiz: DARE NUOVA, e DARE LA NUOVA. Avvisare. Lat. nuncium afferre, nunciare. Gr. ἐπαγγέλλειν.
Esempio: Lasc. Spir. 5. 8. Andai in una casa per darle la nuova del parentado.
Esempio: Ar. Fur. 24. 46. Manda a dar di se nuove alla sua torma.
Esempio: Red. lett. 2. 148. M'immagino, che V. Sig. Illustriss. l'avrà veduta; mi dia qualche nuova confidentemente dell'autore.
Definiz: DARE NUTRIMENTO. Nutrire. Lat. alimenta praebere, alere. Gr. τροφὴν διδόναι.
Esempio: Tass. Ger. 8. 73. Ma l'antiche cagioni all'ira nuova Materia insieme, e nutrimento danno.
Definiz: DARE OCCASIONE. Porgere cagione. Lat. caussam dare. Gr. ἀφορμὴν διδόναι.
Esempio: Tac. Dav. ann. 11. 131. Le forze d'Oriente così divise, e dubbie, ove si gettassero, diedero a Mitridate occasione d'occupar l'Armenia.
Esempio: Alleg. 63. Il vedovo, per ricuoprir la sua prima scimunitaggine, ad ogni poco d'occasion, che gliene fosse data, con un sospiretto maghero ec. rammenterebbe la benedett'anima della sua colei.
Esempio: Cas. lett. 26. I quali ufficj mi danno occasione di far per lei quello, che grandemente desidero.
Definiz: DARE OCCHIATA. Guardare alla sfuggita. Lat. obiter inspicere. Gr. παρέργως εἰσορᾶν.
Definiz: DARE OCCHIO. Guardare. Lat. oculos adiicere, aspectare, contueri. Gr. εἰσορᾶν.
Definiz: §. I. Dare occhio a checchessia, vale Nobilitarla di apparenza. Lat. venustatem addere. Gr. κάλλος πρστιθέναι.
Definiz: §. II. Dar l'occhio, vale Volger lo sguardo. Lat. aspicere. Gr. ἐπιβλέπειν.
Esempio: Dant. Purg. 32. Ed io, che tutto a' piedi De' suoi comandamenti era devoto, La mente, e gli occhi, ov'ella volle, diedi.
Definiz: §. III. Dar d'occhio, vale Volgerlo cautamente con destrezza, e prestezza; e talora Guardare con desiderio, e con compiacenza. Lat. cautè inspicere, adnutare, adnictare.
Esempio: Pecor. g. 1. nov. 2. Partissi Bucciolo ec. e dando d'occhio tra quelle donne ec. vide una trall'altre, che molto gli piaceva.
Definiz: §. IV. Per Accennare. Lat. abnuere.
Esempio: Cecch. Esalt. cr. 4. 7. Io do d'occhio agli sbirri, e te lo ciuffano, E caccianlo in prigione.
Esempio: Buon. Fier. 4. 4. 10. Dà d'occhio A un uom, che vendea gabbie, e colle gabbie Diversi uccelli.
Definiz: §. V. Dare negli occhi, vale Offender la vista. Lat. obtutum offendere, aspectui ingratum esse. Gr. κινεῖν, συγκινεῖν.
Definiz: §. VI. E talora preso in buona parte, vale Tirare a se la vista, Allettare la vista. Lat. oculos attrahere, allicere.
Definiz: §. VII. Dar la polvere negli occhi, modo basso, dinotante Cercar di offuscar l'altrui mente, acciocchè non ben discerna la verità. Lat. velamen obiicere, fallere. Gr. ἐξαπατᾶν.
Esempio: Buon. Fier. 3. 4. 4. Che bench'ei vegga, ch'ella lo 'nfinocchi, Vuol darli della polvere negli occhi.
Definiz: DARE ODORE. Rendere, o Esalare odore. Lat. olere. Gr. ὄζειν.
Definiz: §. I. Per Aggiugnere odore. Lat. odorem adiicere. Gr. εὐοδίαν ἐμβάλλειν.
Esempio: Dav. Colt. 161. Al vino dolcissimo darai odore, e sapore di moscadello, mettendo fiori di sambuco seccati al rezzo per ogni caratello un pugnetto.
Definiz: §. II. Dare buon odore di se, vale Far concepire stima di se con azioni virtuose. Lat. banam sui famam spargere, bene olere.
Esempio: Fr. Giord. Pred. R. Procurri sempre di dare buono odore di se in ogni sua opera.
Definiz: DARE OMBRA. Lo stesso, che Dar gelosía. Lat. suspicionem iniicere. Gr. ὑπόνοιαν ἐμβάλλειν.
Definiz: DARE ONORE. Onorare, Celebrare. Lat. honorem dare, famam, et nomen facere. Gr. ὄνομα ποιεῖν.
Esempio: Petr. son. 82. Che vi può dar dopo la morte ancora Mille, e mill'anni al mondo onore, e fama.
Esempio: Ar. Fur. 40. 79. Avea Dudon quella ferrata mazza, Che in mille imprese gli diè eterno onore.
Esempio: Boez. Varch. 3. 4. Chi dunque penserà felici, e veri Quei, che ne danno i rei non degni onori?
Esempio: Tac. Dav. stor. 2. 291. Io, se noi vinciamo, mene torrò l'onore, che mi darai.
Esempio: Bern. Orl. 2. 7. 19. Non dar l'onore a questo rinnegato, Nè la gloria alla gente Saracina.
Definiz: §. Dar l'onore di checchessia, vale Attribuirne l'onore. Lat. honorem dare. Gr. τιμὴν διδόναι.
Definiz: DARE OPERA, o OPRA. Operare, Accudire, Attendere. Lat. dare operam. Gr. προσέχειν.
Esempio: Bocc. nov. 18. 27. Rispose ec. che ella senza alcuno indugio darebbe opera a fare, che egli il suo piacere avrebbe.
Esempio: E Bocc. nov. 29. 21. Onesta cosa era il dare opera, che la buona donna riavesse il suo marito.
Esempio: Amet. 58. Egli non aveva appena finita la sua orazione, che la santa Dea tocca da' preghi suoi diede opera alle parole, e con luce, mai da me simile non veduta, scese sopra i suoi altari.
Esempio: Ar. Fur. 18. 189. Frate, bisogna, Cloridan dicea, Gittar la soma, e dare opra a i calcagni.
Esempio: E Supp. 1. 1. Quello, che infin quì Dulipo ha reputato, è, come io ti dico, Erostrato, il quale venne per dare opera agli studj in questa città.
Esempio: E Supp. appresso: Dall'altra parte Dulipo ec. cominciò a dar opera alle lettera.
Definiz: §. Per Dare materia.
Esempio: Ar. Fur. 20. 3. Ben mi par di veder, ch'al secol nostro Tanta virtù fra belle donne emerga, Che può dare opra a carte, e ad inchiostro.
Definiz: DARE ORDINE. Ordinare, Imporre; e anche Ridurre in buon ordine. Lat. constatuere, moderari, regere, componere, ordinare. Gr. καθιστάναι.
Esempio: Bocc. Introd. 46. Diedono ordine a ciò, che fare avessono in sul partire.
Esempio: E Bocc. 53. E questi ordini sommariamente dati, li quali da tutti commendati furono ec. disse.
Esempio: E Bocc. g. 1. f. 4. Dato adunque ordine a quello, che abbiamo già a fare cominciato, quinci levatici, alquanto n'andrem sollazzando.
Esempio: E Bocc. nov. 13. 24. In buona pace colla donna, e con Alessandro rimessigli, diede ordine a quello, che da far fosse.
Esempio: E Bocc. nov. 23. 26. E dato ordine a' loro fatti sì fecero, che senza aver più a tornare ec. molte altre notti con pari letizia insieme si ritrovarono.
Esempio: G. V. 7. 59. 3. Comandando la credenza, e che tornassero in Cicilia a dare ordine alla rubellazione.
Esempio: Ar. Fur. 13. 82. Per dare e capo, e ordine a ciascuna, Tutto il campo alla mostra si rauna.
Esempio: Lasc. Spir. 4. 6. Corri ec. e da' ordine spacciatamente.
Definiz: DARE ORECCHIO. Porsi ad ascoltare; e anche Acconsentire, Prestare assenso, Disporsi a far ciò, che vien proposto. Lat. praebere aurem, accommodare aurem. Gr. οὖς πορίζειν.
Esempio: Lab. 144. E quelle colla fante, colla fornaia, colla trecca, colla lavandaia berlingano senza ristare, se altri non trovano, che dia loro orecchie.
Esempio: Pass. 218. Ancora è cagione di tale cechità dare volentieri orecchi alle lodi de' lusinghieri.
Esempio: Ar. Fur. 45. 30. E lei, che dato orecchie abbia riprende A tanta iniqua suspizione, e stolta.
Esempio: Tac. Dav. stor. 3. 303. Ad Antonio solo davano orecchi, perchè era facondo.
Definiz: §. I. Dare d'orecchio, vale Ascoltare così alla sfuggita, e di nascosto. Lat. furtim audire.
Definiz: §. II. Dare negli orecchi, vale Offender l'udito. Lat. aures obtundere. Gr. ὠτοκοπεῖν.
Definiz: §. III. E talora preso in buona parte, vale allettar l'udito, Piacere all'udito. Lat. aures allicere.
Definiz: DARE OSTAGGIO, o PER OSTAGGIO. Consegnare persone in sicurezza, ed in cautela. Lat. obsides dare, obsidia dare. Gr. ὁμήρους διδόναι.
Esempio: Tac. Dav. ann. 11. 132. Molti volevano Gotarze; alcuni Meerdate figliuolo di Fraate, datoci per ostaggio: vinse Gotarze.
Esempio: E Tac. Dav. ann. 137. I Galli ci presero; demmo anche ostaggio a' Toscani; patimmo il giogo da' Sanniti.
Esempio: E Tac. Dav. ann. 13. 174. Mandava ambasciadori in suo nome, e de' Parti a intendere onde fosse, che avendo poco fa dati ostaggi, e rinnovata la lega ec. lui volesser cacciare dall'antico possesso d'Armenia.
Definiz: §. Per similit.
Esempio: Burch. 1. 110. Il sol già era nello scarafaggio, E i moscioni avean dato a' furfanti Un baril d'acquerel per loro ostaggio.
Definiz: DARE PACE, e DAR LA PACE. Quietare, Pacificare. Lat. quietem afferre, sedare, componere. Gr. παύειν, ἠρεμίζειν.
Esempio: Petr. son. 233. Datemi pace, o duri miei pensieri.
Definiz: §. I. Darsi pace, neutr. pass. Quietarsi. Lat. acquiescere. Gr. ἐπαναπάυεσθαι.
Esempio: Bocc. nov. 45. 9. Trovando, che in niuna cosa la giovane aveva colpa, alquanto si diè più pace.
Esempio: Ar. Fur. 25. 77. Disse con grande ardir, datevi pace, Sopra me quest'impresa tutta chero.
Esempio: Dav. Scism. 13. Del divorzio di Caterina, e di tali nuove nozze non si potevan dar pace.
Definiz: §. II. Dar la pace al nemico, vale Pacificarsi con lui. Lat. cum inimico in gratiam redire, conciliari.
Esempio: Segn. Pred. 3. 1. M'impone Cristo nell'odierno Vangelo, che a nome suo vi comandi, che voi diate la pace al vostro nemico, che gli rilasciate ogni offesa.
Definiz: §. III. Dar la pace; funzione ecclesiastica, che si fa col far segno d'abbracciarsi, o col porgere a baciare una tavoletta sacra.
Definiz: §. IV. Dar la pace di Marcone, vale Congiungersi carnalmente.
Esempio: Ciriff. Calv. 2. 39. Ultimamente feciono un bel giuoco, Ch'e' si detton la pace di Marcone.
Definiz: §. V. Dar la pace vinta; termine del giuoco, e vale Concedere all'altro la posta per vinta sempre che sia pace, cioè sia del pari.
Definiz: §. VI. Dio vi dia pace; modo di salutare altrui. Lat. pax tibi. Gr. εἰρήνη σοι.
Esempio: Cecch. Servig. 5. 9. O Domenico mio, Dio vi dia pace.
Definiz: DARE PAGA. Arruolar soldati.
Definiz: §. Dar la paga, vale Contar la mercede. Lat. stipendium, mercedem, salarium solvere. Gr. μισθὸν ἐκτίνειν.
Definiz: DAR PANZANE. Lo stesso, che Ficcare carote.
Esempio: Varch. Ercol. 76. Questi due verbi dar panzane, ovvero baggiane, e ficcar carote sono non pur Fiorentini, e Toscani, ma Italiani ritrovati da molti anni in quà.
Esempio: E Varch. Ercol. 86. Dar pasto è il medesimo, che dar panzane, e paroline per trattenere chi che sia.
Definiz: DARE PAROLA, e DAR LA PAROLA. Dar permissione, Dar licenza. Lat. permittere. Gr. ἐγγυᾶν.
Esempio: G. V. 9. 304. 1. E d'altra parte, per la barattería, che messer Ramondo facea fare a un suo maliscalco, di dare parola per danari a chi si volea partire dell'oste.
Esempio: Bocc. nov. 23. 22. Infino ad ora colla mia benedizione ti do la parola, che tu ne facci quello, che l'animo ti giudica, che ben sia fatto.
Esempio: Stor. Pist. 186. Piacesse loro di darli parola, che potesse passare per loro terreno. Li Reggiani li diedono parola.
Esempio: Burch. 1. 84. E fecer, ch'ella desse parola, Ch'un asin s'annegasse in fonte Gaio.
Definiz: §. I. Per Promettere con sicurezza di osservare. Lat. fidem dare. Gr. συγχωρεῖν.
Definiz: §. II. Dar parole, e Dare buone parole, vale Usar risposte benigne. Lat. verba dare, malliora respondere. Gr. παραλογίζεσθαι, πρᾷως ἀποκρίνειν.
Esempio: Varch. Ercol. 86. Dar parole, cioè trattenere, e non venire a' fatti, cavato da' Latini, che dicevano dare verba, e lo pigliavano per ingannare, dicesi ancora dar paroline, o buone parole.
Esempio: Ar. Cass. 1. 2. Forse venuti sarebbono Degli altri, che manco parole datoci Avrebbono, e più fatti.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 155. Egli dava parole generali, e spesso buone.
Definiz: §. III. Onde in proverb. Dar buone parole, e cattivi fatti, inganna i savj, e i matti.
Esempio: Varch. Ercol. 89. Dare, o vendere bossoletti ec. è vendere vesciche per palle grosse, o dar buone parole, e cattivi fatti, la qual cosa, come dice il proverbio, inganna non meno i savj, che i matti.
Definiz: §. IV. Dar cattive parole; suo contrario. Lat. duriora respondere. Gr. σκληρῶς ἀποκρίνειν.
Definiz: §. V. Dar parole generali, vale Rispondere con ambiguità. Lat. incerta, media respondere. Gr. ἀμφιδόξως ἀποκρίνειν.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 155. Egli dava parole generali, e spesso buone.
Definiz: DARE PAROLINE.
Esempio: Varch. Ercol. 86. Dare pasto è il medesimo, che dar panzane, e paroline per trattenere chi che sia.
Definiz: DARE PARTE. Dare avviso, Dare notizia, Partecipare una cosa ad alcuno. Lat. certiorem facere.
Esempio: Red. lett. 2. 289. Mi è parso necessario dar parte del tutto a vosignoria.
Definiz: DARE PASSATA. Vale Dare cartacce.
Esempio: Segn. stor. 1. 4. Rimutatisi di parere ec. non vollero farlo, e dettono, come si dice, passata.
Definiz: DARE PASSIONE. Molestare, Travagliare. Lat. urere, vexare. Gr. περικαίειν.
Definiz: §. Darsi passione, Pigliar molestia. Lat. angi, aegritudinem affici. Gr. ἀνιᾶσθαι.
Definiz: DARE PASSO, e DARE IL PASSO Locuzioni dinotanti Conceder facoltà di passare. Lat. viam dare. Gr. ὀδὸν παρέχειν.
Esempio: Din. Comp. I Sanesi diedero loro il passo.
Esempio: Bern. Orl. 2. 17. 11. Il quale al Re Agramante ha dato il passo, E vuol con lui congiugnersi in campagna.
Definiz: DARE PASTO. Lat. blandè alloqui, inani spe lectare. Gr. κεναῖσιν ἐλπίσι θερμαίνειν.
Esempio: Varch. Ercol. 86. Dare pasto è il medesimo, che dar panzane, e paroline per trattenere chi che sia.
Esempio: Tac. Dav. stor. 1. 252. Egli dava pasto ad ognuno, temperava con voce, e volto i soldati avidi, e minaccianti ec.
Esempio: Bern. Orl. 1. 25. 1. E fiere, e mostri, ch'hanno visi umani, Son fatti per dar pasto alle persone.
Definiz: DARE PASTOCCHIE. Lo stesso, che Dar pasto. Lat. lactare verbis, inani spe ducere. Gr. κεναῖσιν ἐλπίσι θερμαίνειν.
Esempio: Red. lett. 2. 146. Allora le vo' dar tante parole di ringraziamento, tante pastocchie, e tante bubbole, che ha da esser un diluvio.
Definiz: DARE PASTURA. Dar pasto.
Esempio: Buon. Fier. 4. Intr. Più bagattelle, e ciance Ha finte a allettar gente, e dar pastura.
Esempio: Ar. sat. 2. Il qual, s'al corpo non può dar pastura, Lo dà alla mente.
Definiz: DARE PAURA. Atterrire. Lat. formidinem gignere, terrorem incutere. Gr. δέος ἐργάζεσθαι.
Esempio: Dant. Inf. 9. Ma nondimen paura il suo dir dienne, Perch'i' traeva la parola tronca, forse a piggior sentenzia, ch'e' non tenne.
Definiz: DARE PE' CHIASSI, o DARLA PE' CHIASSI. Nascostamente fuggire, uscendo delle vie maestre. Lat. se clam subtrahere. Gr. ἑαυτὸν ἐλέπτειν.
Esempio: Libr. Son. 34. Ecco la furia, dianla quà pe' chiassi.
Esempio: Bern. Orl. 1. 10. 56. Chi ha veduto i putti il carnovale Fare a Firenze in una strada a' sassi, S'alla contraria una parte prevale, Quella, che manco può, la dà pe' chiassi.
Definiz: §. Darla pe' chiassi, figuratam. Uscir del tema per isfuggir le difficoltà. Lat. a propositio digredi, divertere.
Definiz: DARE PE' CONTANTI. Vendere con ricevere subito il prezzo in denari contanti. Lat. argento praesentario, praesenti pecuniâ vendere. Gr. ἀργυροπωλεῖν, Polib.
Definiz: DARE PEGNO, e DARE IN PEGNO. Assicurare altrui col metter pegno in sua mano. Lat. dare pignus, dare pignori, pignori opponere. Gr. ὑποτιθέναι τί τινι, Poliz. gr.
Esempio: Ar. Cass. 4. 5. Questa cassa datami Ha un mercatante pegno.
Esempio: E Supp. 2. 3. Ti darò la fede mia in pegno.
Esempio: Alam. Gir. 22. 18. O che tu mi darai la fede in pegno Di levar del passaggio il mal costume.
Definiz: §. I. E figuratam.
Esempio: Tass. Ger. 12. 69. Il cavaliero in vece di parole, Gli dà pegno di pace in questa forma, Passa la bella donna, e par che dorma.
Definiz: §. II. Dare il pegno, Consegnar il pegno.
Definiz: DARE PENA. Recare afflizione, Tormento. Lat. moerorem afferre, vexare. Gr. ἀνιᾶν.
Esempio: Pass. 324. Più cose conosce, che gli danno afflizione, e pena.
Esempio: Bocc. nov. 70. 9. Domandò ec. che pene si dessero di là per ciascun de' peccati.
Esempio: Bern. Orl. 2. 15. 62. Essendo pien di doglia, e di travagliato, Che il batter dianzi gran pena gli dava.
Esempio: E Ber. Orl. 2. 16. 4. So, che degli error suoi data gli avrei La pena, e degli altrui, e poi de' miei.
Definiz: §. I. Darsi pena, Affliggersi. Lat. angi; curâ, moerore sollicitari. Gr. ἀνιᾶσθαι.
Definiz: §. II. Dare la pena, Impor pena.
Esempio: Dav. Oraz. Gen. delib. 151. Avete inteso, accademici, il pericolo nostro, l'occasion, che me l'ha mostro, il rimedio, che ci sarebbe, la pena, che mi parrebbe di dare.
Definiz: DARE PENITENZA, o PENITENZIA, e DAR LA PENITENZA. Impor penitenza. Lat. *poenitentiam imponere. Gr. κανόνα ἐπιτέλλειν.
Esempio: Pass. 120. Quella penitenzia, la quale voi dareste ad un altro prete, che vi confessasse simile peccato, che avete fatto, fatela voi.
Definiz: DARE PENSIERO. Indur la mente in apprensione.
Definiz: §. E neutr. pass. vale lo stesso, e Prender cura. Lat. formidare, curare, animo volvere. Gr. φροντίζειν.
Esempio: Bern. Orl. 2. 16. 24. Levossi, e disse: or non ti dar pensiero Re, ch'io ho il modo da trovar Ruggiero.
Esempio: Tac. Dav. ann. 16. 229. E lui trafisse, che si dava già come Torquato suo zio, pensieri da imperio.
Esempio: Galat. 6. Chi di piacere, o di dispiacere altrui non si dà alcun pensiero, è zotico, e scostumato, e disavvenente.
Definiz: DARE PER AVERE A AVERE, o A RIAVERE. Soprappagare, Entrare a bella posta in difficoltà, e in brighe. Lat. dare reddenda, supervacuas sibi curas parare.
Esempio: Bern. rim. 102. E dare ad altri per avere a avere.
Definiz: DARE PER DIO, e DARE PER L'AMOR DI DIO. Far limosine. Lat. pecuniam in pauperes erogare, eleemosynam facere. Gr. ἐλεημοσύνη ποιεῖν.
Esempio: Bocc. nov. 1. 22. Del cui avere, com'egli fu morto, diedi la maggior parte per Dio.
Esempio: E Bocc. num. 26. Perchè non rivedendo colui, e avendoli serbati bene un anno per rendergliele, io gli diedi per l'amor di Dio.
Esempio: G. V. 12. 35. 6. Avea dato per Dio a' poveri tutta sua sustanza, e patrimonio.
Esempio: E G. V. num. 7. E 'l soperchio di suo guadagno, finito poveramente suo mangiare a giornata, dava per Dio a' poveri.
Definiz: §. In proverb. Sol tanto dir posso ch'è mio, Quanto ch'io godo, e do per Dio; e vale Che de' beni temporali non si cava pro alcuno, se non quanto go diamo in questo mondo, o diamo per elemosina, la quale ci sarà rimeritata nell'altro.
Definiz: DARE PERDONO. Perdonare. Lat. veniam dare. Gr. συγγινώσκειν.
Esempio: Bocc. nov. 18. 44. E umilmente d'ogni oltraggio passato domandò perdonanza, la quale il conte assai benignamente in piè rilevatolo, gli diede.
Definiz: §. E Dar perdono, vale Concedere l'indulgenza così detta.
Esempio: G. V. 8. 36. tit. Come Papa Bonifazio Ottavo diè perdono a tutti i cristiani, che andassero a Roma l'anno del Giubileo 1300.
Definiz: DARE PERFEZIONE. Perfezionare. Lat. ultimam manum imponere, colophonem imponere. Gr. κολοφῶνα ἐπισθεῖναι κολοφῶνα ἐπιθεῖναι.
Esempio: Pass. 121. Allora si darà perfezione al sagramento, ed il peccatore avrà rimissione de' peccati in virtù delle chiavi di santa Chiesa.
Definiz: DARE PER L'AMOR DI DIO.
v. DARE PER DIO.
Definiz: DARE PERMISSIONE. Permettere. Lat. veniam dare, sinere, permittere. Gr. συγχωρεῖν, ἐᾶν.
Definiz: DARE PER POCO. Vender per piccol pregio. Lat. parvi vendere, parvo dare. Gr. ὀλίγου τι πωλεῖν.
Definiz: DARE PIACERE. Arrecar piacere.
Esempio: Ar. Cass. 5. 5. E se non che la fame pur mi stimola, Non cenerei per non lo fare accorgere Di quel, che gli darà piacer grandissimo, Se lo fa.
Definiz: DARE PICCHIO, o DARE UN PICCHIO. Picchiare, Colpire. Lat. ictum dare, ferre. Gr. πλήττειν.
Esempio: Ciriff. Calv. 2. 47. Folco gli dette in sull'elmo tal picchio, Che parve propio, che fusse di giaccio.
Definiz: DARE POLSO. Accrescer vigore. Lat. robur dare. Gr. ἰσχυρίζειν.
Esempio: Petr. son. 184. E 'n quali spine Colse le rose, e 'n qual piaggia le brine Tenere, e fresche, e diè lor polso, e lena?
Definiz: DARE POPPA. Allattare. Lat. lactare, lac praebere. Gr. σθηλάζειν θηλάζειν.
Definiz: DARE POSA. Conceder riposo. Lat. quietem dare, quiescere facere. Gr. παύειν.
Esempio: Alam. Gir. 24. 116. Poi ne dona quattro altri immantinente, L'un dopo l'altro per non dargli posa.
Definiz: DARE POTERE, o PODERE. Conceder balía, forza, autorità, modo. Lat. auctoritatem, robur adiungere; copiam, potestatem facere. Gr. ἐξουσίαν διδόναι.
Definiz: §. Dare in potere, vale Consegnare in dominio. Lat. in manum dare, in ditionem tradere. Gr. ἐγχειρίζειν, ἐκδοῦναι.
Esempio: Ar. Fur. 40. 41. Al tempo nostro Lodovico il Moro Dato in poter d'un altro Lodovico.
Definiz: DARE POTESTÀ, o PODESTÀ, o LA POTESTÀ. Lo stesso, che Dar potere.
Esempio: Tac. Dav. ann. 11. 139. Cesare non potersi salvare, se non dava a uno di loro liberti per quel dì solo tutta la potestà di comandare a' soldati.
Definiz: §. Dare in podestà, lo stesso, che Dare in potere.
Definiz: DARE PRATICA. Conceder pratica, commerzio alle mercanzíe, alle navi, alle persone, o a cose simili. Lat. liberum commercium dare.
Definiz: DARE PREGIO. Dare onore, e stima. Lat. honorem dare, decus addere. Gr. τιμὴν προσθεῖναι.
Esempio: Ar. Fur. 37. 15. Se chi sien queste, e di ciascuna voglio Render buon conto, e degno pregio darle, Bisognerà ch'io verghi più d'un foglio.
Definiz: DARE PREMIO. Premiare. Lat. premium dare. Gr. ἆσθλον ἆθλονπαρέχειν.
Esempio: Tac. Dav. Pensando quel servile animo, che premj, che danari, e potenza gli darebbe la tadigione.
Definiz: §. Dare il premio, vale Consegnare il premio.
Esempio: Ar. Fur. 15. 32. Veggio, che 'l premio, che di ciò riporta, Non tien per se, ma fa alla patria darlo.
Definiz: DARE PRESAGIO. Presagire. Lat. praesagium dare, praesagire. Gr. προφητεύειν.
Esempio: Petr. cap. 1. Tal presagio di te tua vista dava.
Esempio: Tass. Ger. 3. 60. Pur dava a' detti, all'opre, alle sembianze Presagio omai d'altissime speranze.
Definiz: DARE PRESENTE, e DARE IL PRESENTE. Presentare, Regalare. Lat. donare. Gr. χαρίζεσθαι.
Esempio: Fr. Iac. T. Non farà lege nuova Di fartene esente, Che non ti dia il presente, che dona al suo servire.
Definiz: DARE PREZZO, e DARE IL PREZZO. Pagare il prezzo. Lat. pretium dare, pretium persolvere.
Esempio: Bocc. nov. 71. 9. Gualfardo partitosi, e la donna rimasta scornata diede al marito il disonesto prezzo della sua cattività, e così il sagace amante senza costo godè della sua avara donna.
Definiz: §. E Dare prezzo, o il prezzo, vale talora Imporre il prezzo. Lat. pretium imponere.
Definiz: DARE PRINCIPIO. Principiare. Lat. incipere. Gr. ἄρχεσθαι.
Esempio: Bocc. nov. 1. 1. Convenevole cosa è, carissime donne, che ciascheduna cosa, la quale l'uomo fa, dallo ammirabile, e santo nome di colui, il quale di tutte fu fattore, le dea principio.
Esempio: Amet. 46. A' quali la misera Fillis aspettante Demofonte diede principio.
Esempio: E Amet. 92. Similmente ancor come nell'acque Giordane prese quel santo lavacro Dalle man di colui, che più li piacque, Dando principio a quel misterio sacro, Per lo qual rinasciam gittando via Delli primi parenti il peccato acro.
Esempio: Alleg. 61. Fra tanto io ho già dato principio a farlo, e fra pochi giorni spero potergliene far vedere la fine.
Esempio: Tac. Dav. stor. 2. 271. Lieto principio alla guerra diedono a Otone gli eserciti mossisi di Dalmazia, e Pannonia, come e' comandò.
Esempio: Ar. Len. 1. 1. E lo vuol fare, e darci oggi principio Intende.
Definiz: DARE PRUOVA, o PROVA. Dimostrare, Pruovare. Lat. probare, probationem implere. Gr. διδάσκειν, ἐλέγχειν.
Esempio: Bocc. nov. 11. 12. E che io dica il vero, questa pruova ve ne posso dare.
Definiz: §. Dare a prova, vale Vender sotto condizione di farsi la pruova. Lat. vendere eâ lege, ut si res in causâ redhibendi fuerit, redhibeatur.
Esempio: Burch. 1. 28. Onde che gli Empolesi ebbon cagione, Che quei, che danno le civaie a pruova, Facessin l'Ammiraglio al badalone.
Esempio: Cant. Carn. 14. Donne no' vi darem le scarpe a prova, E portatele al fango, e alla piova.
Esempio: E Cant. Carn. 184. Cose da cittadini sono, e se ve ne giova, Vi si daranno a prova.
Definiz: DARE PUGNA. Percuoter con pugna. Lat. pugnis caedere, pugnos infligere.
Esempio: Bocc. nov. 68. 9. Credendosi la moglie pigliare, prese la fante, e quanto egli potè menar le mani, e' piedi, tante pugna, e tanti calci le diede, tanto che tutto 'l viso l'ammaccò.
Esempio: E Bocc. nov. 73. 19. Niquitoso corse verso la moglie, e presala per le trecce, ec. quanto egli potè menar le braccia, e' piedi, tanto le diè per tutta la persona pugna, e calci.
Esempio: Dav. Accus. 142. Quivi dando alla palla, e rimbeccando, e sconciando, e scorrendo, e poche pugna dando, e molte rilevando ec.
Definiz: DARE QUARTIERE. Conceder quartiere, Dare alloggio. Lat. locum dare.
Esempio: Malm. 9. 46. Acciocchè ognun secondo il suo potere A' forestieri in casa dia quartiere.
Definiz: §. I. Dar quartiere, dicesi da' soldati Salvar la vita a' vinti.
Definiz: §. II. Dar quartiere per similit. vale Non proseguir d'incalzar checchè sia.
Definiz: DARE QUEL MALE. Neutr. pass. Patire di accidenti epilettici, o di male caduco. Lat. comitiali morbo afflictari. Gr. ἐπιληπτίζειν.
Esempio: Tac. Dav. ann. 13. 167. Egli senza levarsi su, fattosi nuovo, disse: darsegli quel male, del quale sin da bambino cadeva, e appoco appoco rinverrebbe.
Definiz: DARE QUERELA. Querelare, Accusare, Incolpare. Lat. accusare, nomen deferre.
Esempio: Dav. Scism. 83. In capo a cinque giorni incarcerò di nuovo Seimero, la moglie ec. nominati in querela datagli d'esser entrato coll'arme sotto in casa, e in camera di Dudleo per ucciderlo nel letto.
Definiz: DARE RABBUFFO.
v. RABBUFFO.
Definiz: DARE RAGGUAGLIO. Ragguagliare, Avvisare. Lat. certirem facere. Gr. μηνύειν.
Esempio: Alleg. 261. Siccome il dispetto poco dipoi mi condusse a darvi minuto ragguaglio del fatto ec.
Esempio: E Alleg. 285. Ve ne darò con questa mia nuova, e sgominata capitolessa quel breve, e semplice ragguaglio, che può un, che vi sia stato dì intero.
Definiz: DARE RAGIONE. Approvare, Confessare che altri abbia ragione. Lat. aequum iudicare. Gr. δικαίως κρίνειν.
Esempio: Amet. 42. Con dritta lista a ciascun sua ragione Di dar li piace, e fa sì che Astrea Giusta non fa d'alcuno eccezione.
Definiz: §. E Dar ragione, o la ragione, vale Assegnar la ragione, Render la ragione. Lat. allegare, proferre.
Esempio: Segn. Pred. 31. Dite, che cedete, dite, che cadete; verissimo; ma perchè? perchè così piace a voi. Volete cadere, volete cedere; non si può dare altra ragione.
Definiz: DARE RASENTE. Colpire vicino allo scopo. Lat. scopum radere.
Esempio: Alleg. 116. Ponete mente, Che quando il nome al sospetto s'accorda, S'e' non si coglie, e' vi si dà rasente.
Definiz: DARE REGOLA. Prescriver la regola, Dare altrui esempio. Lat. normam dare, exemplum dare. Gr. παράδειγμα καταστῆσαι.
Esempio: Amet. 19. A tutti dando delle virtuose Opere esempio, e regola verace.
Definiz: DARE RESQUITTO, o RISQUITTO. Lo stesso, che Dar riposo. Lat. quietem dare. Gr. ἡσυχίαν συγχωρεῖν.
Esempio: Alleg. 265. Era un musico ec. Che nè per cicalar, ridere, o bere Alle mascelle mai dava resquitto.
Esempio: Varch. stor. 9. Sì perchè l'intenzion sua era di voler dare oggimai alcuna requie, e risquitto alla misera ec. Italia.
Definiz: DARE RETTA. Quasi lo stesso, che Dar orecchio, Por mente, Abbadare; e anche talvolta indica Volersi accordare alle richieste altrui. Lat. facilem aurem accommodare.
Esempio: Malm. 8. 62. Lor non dà retta, e a gagnolare intento, Pietosamente fa questo lamento.
Definiz: §. Per metaf.
Esempio: Red. lett. 1. 306. Lo lasci risvegliar quanto vuole (il flato) lo lasci imperversar quanto sa, non gli dia reta; ei non può mica ammazzarla.
Definiz: DARE RICAPITO. Eseguire ciò, che si abbia in mente, o fra mano. Lat. executioni mandare. Gr. ἀποπληροῦν.
Esempio: Fir. disc. an. 86. Potrebbe accadere, che e' lasciasse per allora di dar ricapito al contaminato animo suo.
Esempio: Bern. Orl. 1. 29. 47. Che s'avesse in un dì ben mille amanti, Ricapito avria dato a tutti quanti.
Definiz: §. I. Dare ricapito, per Allogare in matrimonio. Lat. in matrimonium collocare.
Definiz: §. II. Dar ricapito a una lettera, vale Ricapitarla. Lat. epistolam reddere.
Definiz: DARE RICETTO. Ricettare. Lat. hospitio excipere. Gr. ξενοδοχεῖν.
Esempio: Ar. Fur. 5. 24. Voglio, qualvolta tu mi dai ricetto ec. che pigli ogni vesta, ec.
Esempio: E Ar. Fur. 20. 105. Che 'l signor del castel benevolenza Fingendo, e cortesia, lor diè ricetto.
Definiz: DARE RICORDO. Ricordare, Far risovvenire, Dare occasione di ricordarsi.
Definiz: §. Dare ricordi, vale Dare ammaestramenti, Ammonire. Lat. monere. Gr. ὑπομιμνίσκειν ὑπομιμνήσκειν.
Esempio: Tac. Dav. stor. 2. 243. Non è or tempo da darti lungo ricordo.
Esempio: Ar. Fur. 27. 103. E a questo, e a quel più volte diè ricordi Da signor giusto, e da fedel fratello.
Definiz: DARE RILIEVO. Aggiugner rilievo, forza, vigore; termine per lo più de' pittori, o simili. Lat. expresam, et extantem imaginem facere.
Definiz: DARE RIPARO. Riparare. Lat. providere, consulere. Gr. προνοεῖσθαι.
Esempio: Amet. 35. Per costei le provincie hanno salute, Reggono i Re, ed a' casi emergenti Riparo dan le sue leggi dovute.
Esempio: E Amet. 70. Ma affidandosi di dare a ciò riparo deliberarono, che senza più cercare, quì si fermino i passi loro.
Esempio: M. V. 9. 15. E non sappiendo vedere, nè dare riparo, potendo, si contristano.
Definiz: DARE RIPOSO. Conceder riposo. Lat. reficere, recreare, tranquillitatem afferre. Gr. παύειν.
Esempio: Bocc. g. 4. f. 12. Per dare alcun riposo alle vostre forze, arbitrio vi diè di ragionare ciò, che più vi piacesse.
Esempio: Petr. canz. 47. 1. Quando il soave fido mio conforto, Per dar riposo alla mia vita stanca, Ponsi del letto in sulla sponda manca ec.
Esempio: E Petr. son. 258. Ov'è l'ombra gentil del viso umano, Ch'ora, e riposo dava all'alma stanca?
Definiz: §. Dare il riposo, vale Dispensare altri da alcuna carica, o uffizio con conservargli le mercedi. Lat. emeritum facere.
Definiz: DARE RIPULSA, e DARE LA RIPULSA. Rigettare, Negare. Lat. repulsam dare.
Esempio: Tass. Ger. 4. 67. Quegli la chiesta grazia al fin nególle, Ma diè ripulsa assai cortese, e molle.
Esempio: Ar. Supp. 2. 3. E son molti dì, che t'avria dato ripulsa.
Definiz: DARE RISPOSTA. Rispondere. Lat. responsionem dare, respondere. Gr. ἀποκρίνειν.
Esempio: Tass. Ger. 6. 19. E non ritenne il frettoloso passo, Sin che non diè risposta al fier Circasso.
Esempio: Ar. Fur. 5. 19. Nè mai risposta da sperar mi diede.
Esempio: Bern. Orl. 1. 16. 60. Altra risposta al messaggier non dette, Ma trae la spada cieco di furore.
Definiz: DARE RISTORO. Ristorare. Lat. recreare, reficere. Gr. ἀναψύχειν.
Esempio: Tass. Ger. 13. 59. Or di tiepide linfe appena il fondo Arido copre, e dà scarso ristoro.
Definiz: DARE ROSSORE. Recar vergogna. Lat. pudorem incutere. Gr. αἰσχύνειν.
Esempio: Segn. Pred. Ma prima vi confesso, uditori, che mi dà quasi rossore il dovere agitare un tale argomento in questo teatro.
Definiz: DARE SACCO, e DARE IL SACCO. Saccheggiare. Lat. populari, depopulari. Gr. ἐκπορθεῖν.
Definiz: §. Dare a sacco, Concedere, che si dia il sacco.
Definiz: DARE SAGGIO, e DARE UN SAGGIO. Dimostrare, o Cominciare a dimostrare, a far mostra. Lat. specimen dare. Gr. δεῖγμα ἐκφέρειν.
Esempio: Alleg. 247. M'ha in tanto mandati questi suoi lindi componimenti, per dar saggio a me della sua gratitudine.
Esempio: Cecch. Dot. prol. Per acquistar con voi grazia, e per darvi Un saggio del suo buon animo.
Definiz: §. Dare a saggio, vale Far assaggiare. Lat. praegustandum dare.
Esempio: Cant. Carn. 148. Par, ch'ognun se ne lodi, E vogliamvegli tutti (i poponi) dare a saggio.
Definiz: §. II. Dar per saggio, vale Conceder per mostra.
Definiz: §. III. Dar buon saggio di se, vale Farsi conoscere colle sue azioni per un uomo di garbo. Lat. fidem suam approbare, bonum specimen sui praebere.
Esempio: Malm. 6. 29. Che avendo dato là di se buon saggio, In oggi è favorito, e per la buona.
Definiz: DARE SALARIO. Salariare, Stipendiare. Lat. honorarium tribuere; mercedem, *salarium dare. Gr. μισθὸν ἐκτίνειν.
Esempio: G. V. 11. 12. 1. E quelli, che più trasse ogni figura, e atti al naturale, e fugli dato salario per lo comune per remunerazione della sua virtude, e bontade.
Esempio: Ar. Negr. 1. 3. Gli dovrebbono Dar gli speziali dunque un buon salario.
Definiz: DARE SCACCO.
v. SCACCO.
Definiz: DARE SCACCOMATTO.
v. SCACCOMATTO.
Definiz: DARE SCANDALO, o SCANDOLO. Scandalezzare. Lat. offensionem, scandalum dare. Gr. σκανδαλίζειν.
Definiz: DARE SCAPITO. Far scapitare. Lat. detrimentum dare. Gr. βλάπτειν.
Definiz: §. Dare a scapito, vale Vendere con iscapito. Lat. minoris vendere. Gr. ἐλάττονος πωλεῖν.
Definiz: DARE SCELTA, e DARE A SCELTA. Concedere lo scegliere. Lat. optionem dare. Gr. ἐκλογὴν συγχωρεῖν.
Esempio: Alleg. 266. Lasciar ne prego ciaschedun la stanza, Che io vi detti stamane a scelta vostra.
Definiz: DARE SCOLO, e DARE LO SCOLO. Accomodare in forma, che l'acqua, o simile scoli. Lat. aquas scrobibus emittere.
Esempio: Soder. Colt. 41. Eccetto che dove fa di bisogno dar lo scolo all'acqua, che s'ha a vangare a pendío, mandando la terra in alto a uso di comignolo.
Definiz: DARE SCONFITTA. Sconfiggere. Lat. fundere, fugare. Gr. φυγαδεύειν.
Esempio: Bocc. nov. 17. 5. Perciocchè in una grande sconfitta, la quale avea data ad una gran moltitudine d'Arabi, ec.
Definiz: DARE SECCAGGINE. Infastidire, Inquietare. Lat. taedio esse, taedio afficere. Gr. βαρύνειν.
Esempio: Varch. Ercol. 88. Dar seccaggine, significa infastidire, o torre il capo altrui col gracchiare, che i Latini significano col verbo obtundere.
Esempio: Bocc. nov. 15. 24. Deh va con Dio, buon uomo, lasciaci dormire se ti piace ec. tornerai domane, e non ci dar questa seccaggine stanotte.
Definiz: DARE SEGNALE. Lo stesso, che Dare segno. Lat. indicare, patefacere, indicium facere. Gr. δεικνύειν.
Esempio: Bocc. nov. 19. 18. Diede assai manifesto segnale ciò esser vero.
Definiz: DARE SEGNO. Dimostrare. Lat. indicare, patefacere, indicium facere. Gr. δεικνύειν.
Esempio: Bocc. nov. 5. 1. Con onesto rossorene' lor visi apparito ne diede segno.
Esempio: Amet. 58. Queste orazioni toccarono il cielo, e ch'elle fossero udite, i commossi altari ne dierono segno.
Esempio: E Amet. 67. Contenta con occhio vago gli diedi segno di buona speranza.
Esempio: Ar. Fur. 25. 68. Ma baci, che imitavan le colombe, Davan segno, or di gire, or di far alto.
Esempio: Franc. Barb. 353. 19. Ad ambe mani ell'ha due palle d'oro, Per dar segno a coloro, Che vede nel suo orto, Donde prendan conforto.
Esempio: Alleg. 59. Perchè non date segni Uguali a questi suoi D'un'ora sola a me felice alquanto Fra' nugoli di duol, piogge di pianto?
Esempio: E Alleg. 246. E quegli stutatondo al mio parer danno più spesso, e più gran segni di scemo, li quali, per parer savj a credenza, danno di becco, scimuniti, in tutte l'opere di poeta celebre, o d'altro dicitor pregiato.
Definiz: §. Dar il segno, Accennare, Dare il contrassegno. Lat. dare signum. Gr. κατασείειν τινί.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 146. Fu dato il segno a' soldati, saliti colle scale sulle mura, di mandar tutti a fil di spada.
Esempio: E Tac. Dav. ann. 12. 150. Partendo le coorti, pone in opera anche le genti a cavallo; e dato il segno, rompe i bastioni.
Esempio: E Tac. Dav. ann. 4. 193. E senza udir prego, nè pianto, dette il segno del partire, menando seco chi volle andare.
Esempio: Fir. As. 138. Già hanno mosso il campo, ordinate le squadre, dato il segno.
Esempio: Ar. Fur. 18. 39. A i lor ordini andar fe le bandiere, E di battaglia dar segno alle schiere.
Definiz: DARE SENTENZIA, o LA SENTENZIA, e DAR SENTENZA. Sentenziare. Lat. sententiam ferre. Gr. ψῆφον τίθεσθαι.
Esempio: G. V. 8. 92. 7. E rotto il sermone, e non compiuta di dare la sentenzia si partiro i cardinali, e gli altri prelati di quel luogo.
Esempio: E G. V. 9. 140. 1. Fece processo, e sentenzia diede contro il detto Federigo conte.
Esempio: E G. V. cap. 227. 1. Nel detto anno 1323. addì 8. di Ottobre Papa Giovanni sopraddetto, appo Vignone in Proenza, in pubblico concistoro diede sentenza di scomunicazione.
Esempio: Bocc. nov. 47. 13. Data del fiero padre questa crudel sentenzia, il famigliare più a male, che a bene disposto, andò via.
Esempio: E Bocc. g. 6. p. 6. Alla qual Dioneo prestamente rispose: madonna sentenzia è data senza udirne altro.
Esempio: Tac. Dav. ann. 12. 158. E alle loro sentenze si stesse, come fossero date da' magistrati di Roma.
Definiz: §. Dar sentenza finale, vale lo stesso.
Esempio: Bocc. g. 6. p. 6. Farai, ec. che tu sopr'essa dei sentenzia finale, e porre a ciascuno la legge in mano.
Definiz: DARE SEPOLTURA. Seppellire. Lat. sepeliendum dare. Gr. τάπτειν.
Esempio: G. V. 8. 78. 9. Fece decreto, e gridare sotto pena del cuore, e d'avere, che a nullo corpo de' Fiamminghi fosse dato sepoltura, per assempro, e perpetuale memoria.
Esempio: Bocc. nov. 35. 8. Volentieri tutto il corpo n'avrebbe portato, per dargli più convenevole sepoltura.
Esempio: Ar. Fur. 19. 11. Ho tanto di mia vita, e non più cura, Quanta, ch'al mio signor dia sepoltura.
Definiz: DARE SESTO. Ordinare, Accomodare. Lat. instruere, componere, ordinare. Gr. ἐγκοσμεῖν, διατάττειν.
Esempio: Dav. Scism. 63. Per dare qualche sesto alla religione, gl'Imperiali fecero dieta in Ratisbona presente Carlo, dove il Papa mandò il cardinal Contareno.
Definiz: DARE SFRATTO, e DAR LO SFRATTO. Mandar via, Esiliare; modi bassi. Lat. amandare, eliminare. Gr. ἀποπέμπειν, ἐκβάλλειν
Definiz: DARE SICUREZZA, SICURTÀ, o LA SICURTÀ. Assicurare. Lat. spem praebere, spondere, fiduciam gignere. Gr. ἐγγυᾶν.
Esempio: Bocc. nov. 34. 9. Gerbino questo udendo, e sappiendo, che il Re Guilielmo suo avolo dato avea la sicurtà al Re di Tunisi, non sapeva che farsi.
Esempio: E Bocc. nov. 47. 4. Di che la giovane, che volentier lui vedeva, s'avvide; e per dargli più sicurtà, contentissima, siccome era, se ne mostrava.
Definiz: DARE SIGNORÍA, o LA SIGNORÍA. Concedere il comando. Lat. regimen tradere. Gr. ἀρχὴν παραδοῦναι.
Esempio: G. V. 7. 15. 4. I Fiorentini Guelfi diedono la signoría della terra al Re Carlo.
Esempio: E G. V. cap. 59. 1. I quali aveano promesso, come ordinato era, di rubellare l'isola di Cicilia, e darli la signoría.
Definiz: DARE SILENZIO. Fare star cheto, o quieto. Lat. silentium indicere. Gr. κατασιγάζειν.
Esempio: G. V. 7. 134. 1. Per dare alquanto silenzio alla guerra, ond'erano aggravati, il Re Carlo si tornò a Napoli.
Definiz: §. Per Istare con attenzione senza divertirsi in parlando. Lat. silere. Gr. σιγᾶν.
Esempio: Cecch. Servig. prol. Il Servigiale adunque In questo giorno recitar vedrete, Se ne darete il solito silenzio.
Definiz: DARE SOCCORSO. Soccorrere, Porgere aiuto. Lat. auxilium ferre.
Esempio: M. V. 9. 50. Non si potea volgere indietro a dar soccorso a Pavía per non avere i nimici alla coda.
Esempio: Disc. Calc. 20. Passi alla volta del datore per traverso per quei varchi, i quali aranno lasciato di se voti lo sconciatore, ed il datore, che erano allato a quelli della fossa per dare, come si è detto, soccorso a i loro compagni.
Esempio: Bern. Orl. 2. 12. 18. Speranza debbe aver chi è cristiano In Dio, ch'aiuto, e soccorsogli dia.
Esempio: Ar. Fur. 10. 88. Non dà soccorso a Carlo solamente La terra Inglese, e la Scozia, e l'Irlanda, Ma vien di Svezia, e di Norvegia gente.
Definiz: DARE SODDISFAZIONE. Soddisfare. Lat. placere, satisfacere. Gr. ἀρέσκειν.
Esempio: Dav. Scism. 33. L'avvertirono, che pensasse a dare al Re, che tanto l'amava, qualche soddisfazione.
Esempio: Malm. 1. 16. E se non se le dà soddisfazione, La ci farà marcir n'una prigione.
Definiz: DARE SOLDO. Dar la paga a' soldati, Pagar loro il soldo. Lat. stipendium dare. Gr. μισθὸν διδόναι.
Esempio: G. V. 7. 60. 1. Venuto lui in Cicilia fece presente apparecchiare galée, e navilio, dando soldo a cavalieri, e marinari largamente.
Esempio: E G. V. 9. 211. 1. Cui il legato avea fatto francare, e rendere loro l'arme, e' cavagli, e dato soldo.
Definiz: DARE SONNO. Conciliare il sonno. Lat. soporem inducere. Gr. ὕπνον ποιεῖν.
Esempio: Amet. 48. A' caldi, ed alle piove le cresciute erbe davano graziosi sonni.
Definiz: DARE SOPRA, e DARE DI SOPRA. Percuotere dalla parte, o nella parte superiore. Lat. supernè icere, supra scopum ferire.
Definiz: §. Dar sopra checchè sia, vale Investir che che sia. Lat. aggredi, invadere. Gr. ἐπέρχεσθαι.
Definiz: DARE SOSPETTO. Arrecar cagione di sospetto, Far sospettare. Lat. suspicionem dare. Gr. ὑπόνοιαν κινεῖν.
Esempio: Ar. Fur. 22. 39. Sotto un vel bianco, e in femminil gonnella, Finta la voce, e il volger delle ciglia, Egli ogni notte si giacea con quella Senza darne un sospetto alla famiglia.
Esempio: E Ar. Fur. 26. 135. E questo così ben li venne detto, Che nè a lui diè, nè agli altri alcun sospetto.
Esempio: Tac. Dav. ann. 6. 127. Davan sospetto di calunnie false di Macrone per la nota nimicizia sua con Arunzio.
Esempio: E Tac. Dav. ann. 13. 179. Perciocchè all'imperadore darebbe sospetto, e così spesse volte s'impediscono le imprese onorate.
Esempio: Alleg. 178. Son io però quel fantastico umore, che possa dare agli uomini sospetto D'esser cagion di qualche lor rovina?
Definiz: DARE SOSPIRI. Sospirare. Lat. suspiria edere, suspiria ducere. Gr. στοναχίζεσθαι.
Esempio: Bocc. nov. 18. 21. A' quali o sospiri per risposta dava, o che tutto di sentía consumare.
Definiz: DARE SOSTA. Lo stesso, che Dar riposo. Lat. quietem dare. Gr. παύειν.
Esempio: Bocc. vit. Dant. 228. Conobbero li cocenti sospiri alquanto dar sosta allo affaticato petto.
Esempio: